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lunedì 7 dicembre 2020

Orazione nell'orto un opera di Andrea Mantegna

L'opera intitolata Orazione nell'orto è un capolavoro dipinto dal grande pittore italiano Andrea Mantegna durante il periodo conosciuto come Primo Rinascimento.

Andrea Mantegna Orazione nell'orto opera


Il dipinto è stato realizzato intorno all'anno 1460 circa con la tecnica dei colori a tempera su di un pannello avente come dimensioni cm 63 di altezza per cm 80 di larghezza. Può essere ammirata ai nostri giorni presso la National Gallery di Londra.

Nell'opera del Mantegna Orazione nell'orto vediamo una scena tratta dalla Bibbia dove in un orto troviamo Cristo assorto in preghiera poco prima di essere arrestato. Vediamo che davanti a lui sulla sinistra appaiono cinque angeli su di una nuvola che vogliono forse avvertirlo del pericolo che sta correndo. In primo piano poi vediamo tre degli apostoli che dormono beatamente e non si accorgono che sta arrivando Giuda insieme a molti soldati e gente del popolo per tradire il Cristo. Questi escono da una città ideale cinta da alte mura. Possiamo notare che ogni aspetto della scena come le formazioni rocciose, la città immaginaria le pieghe dei vestiti o le scale fatte nelle rocce sono dipinte dal Mantegna con uno stile quasi scultoreo, molto preciso. Infatti il Mantegna riprende lo stile di altri artisti della sua epoca, uno stile rinascimentale basato sull'ispirazione della scultura greco-romana.


venerdì 18 settembre 2020

La scuola di Atene meraviglioso affresco di Raffaello Sanzio


L'Affresco conosciuto col nome La Scuola di Atene è uno dei tanti capolavori artistici che il grande maestro italiano Raffaello Sanzio realizzò durante la sua breve ma intensa carriera. Un opera che tutti Noi abbiamo la fortuna di poter oggi ammirare nella città del Vaticano a Roma. Qui sotto una immagine dell'opera La scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Cliccate per ingrandire l'immagine.


La scuola di Atene di Raffaello Sanzio



Una breve descrizione dell'opera.

La Scuola di Atene è un grande affresco realizzato da Raffaello all'incirca tra il 1509 e il 1510 da collocare in un edificio della città del Vaticano a Roma che come sappiamo è anche la residenza del Papa. In quel periodo dopo essere stato eletto come Papa Giulio II, uno dei grandi Mecenati dell'epoca oltre che appassionato e conoscitore di arte non volle le solite Stanze usate dai suoi predecessori, per la Sua residenza papale. Il Papa Giulio II infatti scelse alcune delle stanze non usate prima del piano superiore del Palazzo del Vaticano, e in queste espresse il desiderio di farle sistemare e soprattutto farle dipingere da un gruppo di Artisti dell'epoca che convocò personalmente per commissionargli il lavoro. Quando il Papa vide tra gli altri i primi bozzetti e le prove portate dal giovane pittore di Urbino Raffaello Sanzio che si era unito al gruppo di artisti in un secondo tempo, rimase assolutamente meravigliato dello stile e della pittura sublime dell'artista. Se pensiamo che Raffaello studiò e perfezionò, portandola ai massimi livelli la tecnica della pittura su uno strato di intonaco fresco, appunto l'affresco, capiamo meglio perché Giulio II dopo decise che Raffaello doveva essere l'unico artista a decorare le stanze del Palazzo papale.

Nella stanza del Palazzo chiamata della Segnatura, (dal Tribunale della “Segnatura Gratiae et Iustiae”) l'artista Raffaello esegue quattro bellissimi affreschi. Uno per ogni parete della stanza dedicati al tema legato all'ordinamento ideale della Cultura umanistica. I quattro affreschi rappresentano la Teologia, la Filosofia, la Poesia e la Giurisprudenza. La Scuola di Atene è l'opera dedicata alla Filosofia e raffigura grandi filosofi, matematici e altri grandi personaggi dell'antichità che riflettono o dialogano tra di loro, immersi in una grande e spettacolare architettura di gusto classicheggiante. Si contato 58 personaggi raffigurati di cui gli esperti e studiosi cercano ancora di scoprire identità e atteggiamenti di alcuni. Infatti di alcuni rimane ancora il mistero sul personaggio.

Oltre all'impressionante architettura nell'opera di Raffaello La scuola di Atene notiamo subito che alcuni personaggi sono disposti su una linea ipotetica orizzontale alla fine di una scala mentre altri sono disposti in gruppi in primo piano. molti parlano, discutono, scrivono o disegnano. Altri invece meditano da soli, pensando a una qualche teoria o a una nuova ricerca. Raffaello vuole rappresentare ognuno di loro che si dedica a una qualche attività mentale, a quello cioè che sanno fare meglio e che li ha resi famosi. L'artista da anche ad alcuni personaggi dell'antichità le sembianze di artisti importanti suoi contemporanei, come una sorta di continuità del pensiero, e per ribadire la nuova orgogliosa autoaffermazione di dignità intellettuale che hanno gli artisti moderni, di Raffaello contemporanei.

La scuola di Atene di Raffaello part



Per esempio possiamo vedere al centro il filosofo greco Platone rappresentato con le sembianze di Leonardo da Vinci che parla con un altro grande filosofo antico, Aristotele. In basso da solo seduto sui gradini e intento a scrivere appoggiato ad un blocco di marmo, vediamo un altro grande dell'antichità, Eraclito con il viso però di Michelangelo Buonarroti. Alcuni studiosi affermano che questo personaggio sia stato inserito dopo nell'opera, verso il 1511 come una sorta di riconoscimento e lode da parte di Raffaello verso quel grandissimo capolavoro unico al mondo finito appunto in quel periodo della volta della Cappella Sistina da parte di Michelangelo. Sulla destra quasi nascosto come se avesse imbarazzo di fronte a tutti questi grandi intellettuali, filosofi e Geni antichi e contemporanei, notiamo l'autoritratto di Raffaello stesso che si è aggiunto tra gli altri. Come se volesse comunicarci che Lui, un piccolo allievo, desidera stare lì per imparare e a trasmettere il pensiero e gli studi di questi grandi Maestri.

La scuola di Atene part con ritratto di Raffaello



Davanti a Lui possiamo vedere un altro grande artista e architetto del Cinquecento. Si tratta del Bramante intento a tracciare un cerchio con un compasso ammirato da altri.

Nell'opera vediamo le forme architettoniche che sono grandiose, maestose e in alcuni punti vi sono aperture che lasciano intravedere un cielo sereno. In una successione prospettica un enorme arco sembra incorniciare tre arcate a tutto sesto con volte a botte che presentano delle decorazioni ad incavi con forme poligonali. Vediamo anche delle nicchie che contengono alcune statue. Tra le tante in primo piano quelle dedicate al Dio Apollo con la lira e alla Dea Minerva, con la lancia e l'elmo.

La Scuola di Atene è un opera di Raffaello che cerca di esaltare prima di tutto l'uomo con le sue facoltà mentali. Gli scienziati e i filosofi del passato e del presente sono accomunati dalla ricerca razionale della “verità”. L'opera serve a celebrare l'importanza e la centralità che ha l'uomo nell'Universo. Nell'opera si esalta anche la Chiesa di Roma, dando il giusto merito per aver accolto nella sua Corte artisti e studiosi, in modo da promuovere ed aiutare la rinascita della cultura classica che influenzava in quel periodo molti artisti, divenuti poi celebri.


mercoledì 13 maggio 2020

Domenico Ghirlandaio un maestro del Rinascimento tra origini e opere


L'artista conosciuto come Domenico Ghirlandaio nasce nella città di Firenze nell'anno 1449, muore sempre a Firenze l'11 Gennaio 1494. Egli fu per l'arte dell'epoca considerato come un grande maestro e un grande pittore italiano nella sua città d'origine che amava molto, al punto tale che quasi tutta la sua carriera artistica tranne qualche eccezione la visse proprio a Firenze. Sotto vedete un autoritratto del Ghirlandaio nel particolare dell'Adorazione dei Magi. Un clic sulle immagini per ingrandirle.


Adorazione dei Magi part di Domenico Ghirlandaio


Il Ghirlandaio è ritenuto uno dei massimi protagonisti del Rinascimento italiano e fu contemporaneo di altri grandissimi artisti come Sandro Botticelli o Filippino Lippi solo per fare qualche nome, in quell'epoca conosciuta come il periodo d'oro per l'arte italiana e nella bella città di Firenze in cui governavano la potente famiglia De Medici e con Lorenzo detto il Magnifico a capo di tutto. Molte delle testimonianze sul pittore Domenico Ghirlandaio ci sono arrivate grazie a Giorgio Vasari che come sappiamo oltre ad essere un artista è stato anche un famoso biografo di molti artisti delle epoche passate. Tra queste forse la biografia di Leonardo da Vinci è quella più famosa del Vasari.

Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio nasce primo di cinque figli dell'orafo Tommaso di Currado che di professione faceva il gioielliere con tanto di bottega in via dell'Ariento ossia la via dell'Argento, una strada chiamata così per via dei numerosi gioiellieri che vi erano. Il soprannome di Domenico, cioè il “Ghirlandaio” con il quale divenne celebre come artista gli è stato attribuito proprio perché il giovane ebbe un grande successo lavorando nella bottega del padre orafo quando soprattutto cesellava delle piccole ghirlande d'argento che poi venivano portate in testa come ornamento delle acconciature di tante giovani damigelle fiorentine.
Nella bottega però il Ghirlandaio lavorava controvoglia e alla fine il padre capì che non poteva lasciare l'eredità lavorativa di orafo al suo primogenito. Da buon genitore che era infatti concesse a Domenico di dedicarsi totalmente a ciò che lo appassionava di più, cioè all'apprendimento delle tecniche artistiche in particolare a quelle della pittura e del mosaico che erano una vera passione per il pittore. All'inizio il Ghirlandaio fu mandato presso la bottega d'arte di un maestro toscano, tale Alessio Baldovinetti un artista che è stato rivalutato molto negli ultimi decenni come un raffinato interprete del retaggio fiorentino con delle influenze fiamminghe. Da questo suo primo maestro della pittura il Ghirlandaio eredita quel cromatismo luminoso che risale a Domenico Veneziano. Inoltre alla formazione di Domenico contribuiranno anche i pittori il Pollaiolo e il Verrocchio. Infatti è probabile che Domenico Ghirlandaio frequentò anche la celebre bottega dell'arte del maestro Verrocchio che era una delle più importanti ed attive nella città di Firenze in quegli anni. Pensate infatti che meraviglia per noi appassionati di arte se potessimo andare a vedere con una “macchina del tempo” cosa succedeva in questa bottega del Verrocchio. Avremmo visto che si andava formando una nuova generazione di nuovi artisti. Sono tutti artisti che con il proprio talento, il loro stile e la loro arte daranno un grande impulso alla storia e alla cultura italiana. Artisti del calibro di Botticelli, il Perugino o Leonardo da Vinci tanto per citare qualche nome.
I primi lavori di Domenico Ghirlandaio.
Nel 1472 Domenico Ghirlandaio si iscrisse alla Compagnia di San Luca dei pittori certificando il termine del suo apprendistato.


Domenico Ghirlandaio opera part Santa Barbara


I suoi primi lavori indipendenti sono in alcune chiese di campagna dell'entroterra fiorentino. Tra questi una delle prime opere note del Ghirlandaio è un affresco nella località pieve di Cercina conosciuto come il Santi Girolamo, Barbara e Antonio Abate che è databile al 1471-1472 circa e di cui vediamo un particolare di Santa Barbara nella immagine in alto. Si tratta delle decorazione della fascia mediana di una nicchia semicircolare, in cui il pittore dipinse una finta architettura con nicchie marmoree divise da pilastri poggianti su una cornice modanata sopra alcune specchiature in finto marmo. Nelle nicchie si trovano i santi Girolamo, Barbara e Antonio Abate caratterizzati da una linea di contorno sottile e fluida e una colorazione vivace e armonica derivata dall'esempio di Domenico Veneziano. Nel San Girolamo soprattutto balenano ricordi dell'attenzione anatomica e della forza plastica di Andrea del Castagno sebbene l'insieme risulti morbido e con un movimento appena accennato, privo di drammaticità. Interessante è poi la ricerca illusionistica di alcuni dettagli che "escono" dalle nicchie, come i piedi sporgenti o le mani dell'uomo sotto santa Barbara che gettano una realistica ombra sui gradini.


Domenico Ghirlandaio opera Madonna della misericordia


Subito dopo il Ghirlandaio entrò nei favori della ricca famiglia dei Vespucci che erano alleati dei Medici e dipinse per loro una Madonna della Misericordia che vediamo qui sopra e una Pietà nella loro cappella nella chiesa di Ognissanti a Firenze. La cappella, una nicchia nella navata unica fortemente alterata dai rimaneggiamenti successivi era stata costruita nel 1472 e gli affreschi furono dipinti in una data immediatamente successiva, entro il 1475 quando il maestro era dedito ad altre opere. Nel gruppo di personaggi protetti sotto il manto della Vergine si trova anche il giovane Amerigo Vespucci, il celebre navigatore. In queste opere la personalità artistica di Domenico il Ghirlandaio appare già ben definita, soprattutto riguardo alla sua vivace descrizione dei tratti fisiognomici, indagati con fedeltà che rendono così diversi i personaggi l'uno dall'altro. A quegli stessi anni risale anche il Battesimo di Cristo e Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Giuliano, un affresco nella chiesa di Sant'Andrea a Brozzi nei pressi di Firenze.


Domenico Ghirlandaio opera San Girolamo nello studio


Il San Girolamo nello studio.
Tornato a Firenze, entro il 1480 sposò in prime nozze Costanza di Bartolomeo Nucci dalla quale nel 1483 ebbe il figlio Ridolfo, pure lui apprezzato pittore nella prima metà del Cinquecento. In tutto si sposò due volte, la seconda con Antonia di ser Paolo Paoli in data imprecisata ed ebbe in tutto ben nove figli.
Il Ghirlandaio venne incaricato dalla famiglia Vespucci di dipingere anche un San Girolamo nello studio ad affresco che facesse pendant con il Sant'Agostino del Botticelli in genere ritenuto opera leggermente anteriore (1480 circa), lo vediamo nell'immagine. Il Ghirlandaio nell'opera creò una figura serena e convenzionale, rendendo protagonista più che il santo le nature morte degli oggetti, che sono ordinatamente esposti sullo scrittoio e sulle mensole. Domenico si ispirò probabilmente a dei modelli nordici come forse il San Girolamo nello studio di Jan van Eyck che all'epoca si trovava forse nelle raccolte di Lorenzo il Magnifico.


Domenico Ghirlandaio opera Vecchio con nipote


A Domenico Ghirlandaio gli furono commissionati importanti lavori anche a Roma presso il Vaticano e nella famosa Cappella Sistina da Papa Sisto IV dove si recò insieme ad un gruppo di artisti. Dopo al suo ritorno a Firenze fu letteralmente sommerso da molte altre proposte di lavoro. Era ormai diventato un grande artista riconosciuto da tutti e lavorò sino alla sua morte avvenuta nell'anno 1494, quando aveva soltanto 45 anni. tra le ultime opere del Ghirlandaio troviamo anche il Vecchio con nipote, un meraviglioso ritratto molto realistico che oggi possiamo ammirare al Museo del Louvre a Parigi. Quest'opera davvero bellissima la vediamo nell'immagine qui sopra.


giovedì 23 aprile 2020

Masaccio pittore fiorentino del Quattrocento

Masaccio il grande pittore vissuto nei primi decenni del Quattrocento.

Così scriveva nel Cinquecento lo storico e biografo degli artisti, Giorgio Vasari per presentare il pittore Masaccio.

Masaccio Il Cristo crocifisso


«Fu persona astrattissima e molto a caso, come quello che avendo fisso tutto l'animo e la volontà alle cose dell'arte sola, si curava poco di sé e manco d'altrui. E perché non volle pensar già mai in maniera alcuna alle cure o cose del mondo e non che altro al vestire stesso, non costumando riscuotere i danari dai suoi debitori se non quando era in bisogno estremo. Per Tommaso che era il suo nome fu da tutti detto Masaccio. Non già perché è fusse vizioso, essendo egli la bontà naturale ma per la tanta straccutaggine.»
Sopra in alto vediamo un particolare di una delle celebri opere del Masaccio. Si tratta del particolare col Cristo crocifisso realizzata intorno al 1426 e che si trova a Capodimonte (Napoli) dove si può vedere una nuova costruzione delle pose delle figure con quell'importante e drammatico gesto delle braccia della Maddalena che rende perfettamente il dramma provato e che ci fa pensare per un momento ad alcuni particolari gesti ammirati nella pittura di Giotto.
Masaccio è il soprannome che venne dato a Tommaso, primogenito di Ser Giovanni di Mone Cassai. Non è certa la sua data di nascita, quasi sicuramente alla fine del 1401 mentre la precoce e misteriosa morte risale al 1428 cioè quando aveva appena 27 anni. In questo breve tempo l'artista riuscì ad entrare con la sua arte e le sue innovazioni tra i più grandi artisti della storia. Per quanto riguarda la storia dell'arte di questo importante artista toscano vengono considerati come un punto di partenza per la nuova pittura rinascimentale, gli Affreschi che realizzò sulle pareti della Chiesa di Santa Maria del Carmine tra il 1427 e il 1428. In queste bellissime opere pittoriche si possono intravedere anche le influenze e ciò che imparò andando a vedere le opere di Giotto, l'artista che sul finire del Trecento iniziò a ricercare qualcosa di nuovo per la pittura italiana dando vita a bellissimi capolavori e affreschi che oggi tutti ammirano.

Masaccio La Trinità


Masaccio come abbiamo letto su in alto dal Vasari era una persona molto astratta e chiusa in se che non si curava di se e neanche delle persone che gli stavano accanto. Tutta la sua passione e i suoi pensieri erano rivolti verso l'arte e soprattutto verso la pittura, della quale fin da giovanissimo si dedica con passione e con grande gioia. Insieme a due suoi grandi amici che erano anche più grandi di lui entrerà nella storia dell'arte ognuno nel proprio campo artistico.

martedì 16 dicembre 2014

Andrea Mantegna le origini e l'arte di uno dei più grandi pittori del Quattrocento

Chi legge i libri di storia dell'arte conosce bene Andrea Mantegna ovvero uno dei più grandi maestri della pittura italiana vissuto durante il secolo Quattrocento.
Il Mantegna infatti attraverso il suo talento artistico che lo porta a realizzare straordinarie opere a partire dalla seconda metà del Quattrocento riesce a influenzare molti artisti e da un grosso contributo all'arte e alla pittura in Italia che intanto anche con il lavoro e gli insegnamenti di altri grandi maestri delle Scuole dell'arte si sta affacciando in quel meraviglioso periodo che tutti noi amiamo e conosciamo come il Rinascimento italiano.


particolare della Camera degli sposi del Mantegna



Le origini di Andrea Mantegna, la città di Padova e la Scuola d'arte di Francesco Squarcione.

Andrea Mantegna nasce nell'anno 1431 a Isola di Carturo una località che oggi si trova in provincia di Padova ma che in quell'epoca faceva parte del territorio vicentino. L'artista dopo aver vissuto una straordinaria carriera artistica che lo ha reso immortale con grande passione verso la pittura morirà all'età di 75 anni nell'anno 1506 presso la città di Mantova.

Figlio di un abile carpentiere sin da piccolo Andrea fece notare in famiglia le sue precoci capacità creative e artistiche, con bellissimi virtuosismi su disegni e colori. Per questo motivo il padre porta il figlio di appena 15 anni presso una importante Scuola di arte che era nata a Padova di proprietà del maestro Francesco Squarcione. Anche in questa città italiana così come stava avvenendo in altre ad esempio la bellissima città di Firenze in quel periodo della seconda metà del Quattrocento stava succedendo qualcosa di molto importante che avrebbe cambiato per sempre il mondo dell'arte. Padova nella prima metà del secolo infatti aveva beneficiato della presenza e della maestria di alcuni grandi artisti toscani come Filippo Lippi, Paolo Uccello o Donatello e ora si sviluppava e diventava sempre di più uno dei centri più interessanti per tanti uomini di cultura e di arte. E il vero centro per tutto questo nella città dove si poteva davvero respirare, parlare o fare dell'arte era proprio la bottega dello Squarcione.


San Sebastiano del mantegna



Andrea Mantegna entra nella bottega come allievo e aiutante del maestro che era considerato un ottimo e rinomato pittore padovano, il quale dopo lo “adotto” anche come fosse un figlio insegnandogli tutto ciò che sapeva sull'arte. Pensate che straordinario talento artistico doveva avere il giovane Mantegna, sicuramente il più bravo di tutti gli allievi e visto che poi quando aveva soli 18 anni era già considerato un vero maestro. Per questo motivo egli si volle rendere indipendente dal suo primo maestro, non aveva più nulla da imparare, anzi. Di carattere Andrea era molto intelligente e sveglio ed era anche una sorta di mercante di se stesso, molto bravo e audace negli affari. Sapeva come “vendersi” e stare in società o pubblicizzare il proprio talento e la propria arte. Infatti a soli 22 anni nel 1453 si sposa con una certa Nicolosa, la quale era figlia del celebre pittore veneziano Jacopo Bellini, uno degli ultimi esponenti dell'arte Tardo-Gotica e sorella degli altrettanti celebri artisti Giovanni e Gentile, i quali come molti sapranno diverranno tra i principali esponenti della pittura veneziana durante la seconda metà del Quattrocento. Andrea per l'arte già dagli esordi fu influenzato oltre che dal suo maestro Squarcione dal quale ereditò i primi rudimenti e le basi dell'arte pittorica anche un grande amore verso lo stile dell'arte classica pure dalle opere e dalle novità portate da artisti come Piero della Francesca, Filippo Lippi o Andrea del Castagno e della pittura veneziana di Giovanni Bellini. Ma soprattutto il Mantegna ebbe modo di vedere e studiare i meravigliosi lavori di scultura realizzati da Donatello dai quali imparò molto, per esempio la resa della prospettiva o dei volumi nello spazio che poi divenne se guardiamo le sue celebri opere una delle sue più importanti caratteristiche.

lunedì 1 dicembre 2014

La cupola di Filippo Brunelleschi uno dei capolavori del Rinascimento

La cupola a Firenze realizzata dall'artista Filippo Brunelleschi.

Come ci indicano gli esperti uno dei capolavori dell'arte che viene considerato anche uno dei massimi simboli per quanto riguarda l'architettura del Rinascimento è la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore nella città di Firenze che fu realizzata dal grande maestro Filippo Brunelleschi attraverso uno straordinario progetto e una tecnica di costruzione del tutto nuova e rivoluzionaria per quell'epoca. Vediamo questa straordinaria opera nell'immagine qui sotto in un particolare mentre più giù vediamo una piccola porzione dell'interno della cupola con la lanterna e le sue decorazioni artistiche.


La cupola del Brunelleschi a Firenze e elementi



I lavori di costruzione della Cupola per il Duomo furono iniziati dal Brunelleschi intorno l'anno 1419-20. Egli lavorò insieme ad alcuni ottimi collaboratori tra cui figurava anche un altro artista che divenne ben presto molto celebre, Lorenzo Ghiberti. I lavori per la cupola durarono molti anni arrivando sino all'anno 1436 quando il lavoro fu consegnato in tutto il suo splendore con una grande cerimonia e per essere consacrato. Sembra che il Brunelleschi ebbe l'idea dopo aver visto e studiato attentamente per anni vari reperti dell'antichità e dopo aver analizzato bene tutte le forme e gli elementi dell'architettura classica che venivano scoperti negli scavi archeologici, quindi compresi anche le celebri rovine della Roma antica. Tutto questo servì a portarlo poi al progetto e alla costruzione della sua celebre cupola di Firenze.





Pensiamo all'epoca che importanza abbia potuto avere per l'arte e per tutti i fiorentini questa cupola nella loro città. E che meraviglia nel vederla per la prima volta visto che è anche la più grande realizzata in muratura. La diagonale maggiore esterna è addirittura di circa 54 metri. Il celebre artista Leon Battista Alberti quando la vide in tutta la sua maestosità scrisse che con l'ombra della cupola si poteva addirittura coprire tutto il popolo di Firenze. Che forza che ha quest'opera e che arte sublime c'è voluta per crearla. Per la sua enormità era impossibile per il Brunelleschi usare il metodo tradizionale mediante l'uso delle centine per reggere tutta la struttura durante la fase di costruzione. Le centine sono delle impalcature da realizzare in legno e sono molto costose. Questi sono una sorta di struttura, come se fosse uno scheletro sul quale poi deve essere adagiata la cupola man mano che cresce nei giorni e viene costruita. Queste centine poi alla fine del lavoro di solito vengono tutte smontate e tolte. Ed è proprio per questo motivo oltre che per tanti altri piccoli e grandi segreti dell'architettura del Brunelleschi che deriva il grande fascino e la magia che ci tramanda questo straordinario capolavoro. La tecnica rivoluzionaria per il progetto di Brunelleschi è davvero unica. Se pensiamo che a dire degli esperti dell'epoca era quasi impossibile da poter attuare, ma sappiamo che l'opera è lì e chiunque la può ammirare anche oggi. Brunelleschi riuscì a lavorare alla sua cupola con una tecnica tale capace di auto-sostenersi da sola in ogni momento e in ogni fase della costruzione. Elenchiamo ora alcune delle caratteristiche principali e le parti che compongono questo capolavoro dell'architettura del Quattrocento. Questa costruzione è del tipo a doppia calotta. Tra queste due calotte si sviluppa uno spazio capace di far giungere le persone sino alla lanterna in alto. Guardando la cupola notiamo subito che è realizzata con numerosi mattoni che gli danno anche il caratteristico colore. Questi mattoni sono un materiale che viene disposto secondo la tecnica chiamata a “spina di pesce” che già gli antichi romani conoscevano bene. Abbiamo poi la lanterna che è la parte conclusiva più alta della cupola. Essa è di forma cilindrica e serve a illuminare l'interno. Vediamo anche i famosi costoloni di colore bianco. Essi formano la struttura portante della cupola e vanno a finire nella lanterna. La cupola è una volta del tipo a sesto acuto e non a emi-sfera. Questo perché potesse sostenersi in modo autonomo durante la lunga fase della costruzione. Cosa aggiungere di altro su questo stupendo gioiello del nostro Rinascimento italiano che ci porta gioia e orgoglio oltre che andarlo a visitare per rendersi conto della sua reale bellezza?

Voi sulla cupola del Brunelleschi che impressioni avete avuto nel vederla.


lunedì 9 giugno 2014

Sandro Botticelli e la sua Allegoria della calunnia un dipinto italiano del Quattrocento

L'Allegoria della calunnia come forse facilmente si può intuire dal suo titolo è un bellissimo dipinto realizzato dal Botticelli verso la fine del Quattrocento che insieme a tante altre opere e alcuni splendidi capolavori fa parte di quell'elenco di lavori dell'arte che sono tutti legati dal termine di “Allegoria”. Sotto vediamo una immagine completa dell'opera di Sandro Botticelli intitolata Allegoria della calunnia di cui sotto diamo i dati e facciamo una breve descrizione. Cliccateci sopra per ingrandirla.



Ma che cosa è una Allegoria? Un clic per l'articolo le Allegorie nell'arte.
Brevemente con parole semplici possiamo dire che un opera con allegoria è un ottimo “strumento” di comunicazione per determinati messaggi che sin dal passato fu molto apprezzato e utilizzato dai vari Mecenati o dai governanti dei territori che di solito commissionavano le loro opere agli artisti. Attraverso l'arte e le opere con allegorie gli artisti riuscivano a trasmettere e a far capire per esempio alcuni concetti più difficili, astratti. Si poteva far intuire meglio a chi guardava queste opere alcuni particolari valori che magari erano di difficile comprensione in altro modo, o far capire delle idee ben precise. Tra i grandi artisti del passato che si sono cimentati a realizzare questo genere di opere con allegorie, arrivando anche ad avere dei risultati davvero eccellenti vi è sicuramente anche il celebre pittore italiano Sandro Botticelli.
Qualche dato sul pittore Sandro Botticelli.
Il Botticelli per quanto riguarda la storia dell'arte è considerato in assoluto uno dei più grandi maestri della pittura. Possiamo dire che il Botticelli come qualche suo illustre collega ha avuto la fortuna di nascere e di poter trascorrere gran parte della sua vita e quindi della sua carriera artistica in uno dei contesti più straordinari all'epoca oltre che durante uno dei periodi più importanti di tutta la storia dell'arte in Europa. Delle condizioni tali che hanno sicuramente influenzato e contribuito ad aiutare molti artisti come il Botticelli che sono riusciti a far emergere tutto il loro talento artistico, le loro grandi innovazioni o magari un inconfondibile stile pittorico che poi li ha resi celebri al mondo. Ho parlato di condizioni “ideali” semplicemente perché Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi che è il vero nome di Sandro Botticelli, come era nella tradizione di allora di dare sempre dei nomignoli di riconoscimento alle persone è nato nell'anno 1445 nella città di Firenze, città in cui visse e dipinse sino all'anno della sua morte che arrivò nell'anno 1510 quando l'artista dopo una eccellente carriera artistica aveva raggiunto i 65 anni di età. Parliamo della nostra Firenze, una città italiana davvero unica e che soprattutto proprio durante gli anni del Quattrocento divenne per tutti la città dell'arte per eccellenza. Infatti gli anni in cui visse il Botticelli sono per la storia e per la città di Firenze un periodo davvero ricco e straordinario. Sono i meravigliosi anni d'oro dell'arte e di Firenze in cui parte e si sviluppa il Rinascimento italiano che arriva dopo quei momenti oscuri e di stasi per l'arte degli anni del Medioevo. Nel Rinascimento tutte le forme di arte rifioriscono, l'arte si rinnova attraverso delle nuove idee, di nuove tecniche sviluppate da coloro che oggi sono gli artisti che sono entrati nella storia e nella leggenda. Maestri come appunto il Botticelli, o come il Brunelleschi, Giotto che furono seguiti poi da gente del calibro di Raffaello, di Leonardo da Vinci o Michelangelo Buonarroti tanto per citare i nomi più celebri.
I Dati sull'opera l'Allegoria della calunnia realizzata da Sandro Botticelli.
Tra le splendide opere del Botticelli vi sono anche alcuni dipinti che raffigurano delle Allegorie che gli esperti oggi riconoscono essere degli assoluti capolavori della pittura italiana. Chi non ha mai sentito parlare per esempio della celebre Allegoria della Primavera, oppure della nascita di Venere o ancora quella intitolata l'Allegoria della calunnia che vediamo nell'immagine in alto e di cui diamo alcuni dati.

domenica 18 maggio 2014

L'architettura nel Quattrocento (400) tra storia e idee dei maggiori architetti italiani

Arte, storia e idee di architettura durante il secolo Quattrocento.
Durante tutti gli anni del Quattrocento avvengono nell'Europa e quindi anche nella nostra Italia degli eventi e delle scoperte importanti grazie alle conoscenze e al genio di alcuni uomini straordinari che oggi noi celebriamo e ammiriamo perché sono entrati di diritto nella leggenda e nella storia. Sono fatti e eventi così importanti per la storia dell'uomo che gli esperti giustamente definiranno il secolo Quattrocento come uno dei secoli d'oro per i tanti cambiamenti positivi portati sia nella società che nella cultura, dopo che si è usciti da quell'oscuro periodo che erano stati gli anni del Medioevo. Sul territorio dell'Italia questi anni per quanto riguarda il campo della cultura coincidono con quel meraviglioso periodo di rinascita per l'arte che indichiamo col nome di Rinascimento italiano.

Città ideale di anonimo del 400


In questi decenni assistiamo a una grande innovazione dell'arte in tutte le sue forme. Questo avviene anche grazie all'aiuto di alcuni potenti nobili italiani che capiscono che le loro Corti e le loro Signorie composte da vasti possedimenti italiani governati da nobili Famiglie possono accrescere la loro forza e il loro nome invitando e proteggendo presso di loro i più celebri artisti e letterati dell'epoca. In questo modo vedremo che le residenze italiane dei grandi nobili come i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano o i Gonzaga a Mantova diventeranno un punto importante e centrale dove si parla di arte. In questo modo gli artisti lavorando in piena libertà e non avendo freni per il loro grande talento riusciranno a dare il meglio di se realizzando quelle che oggi sono considerate come degli straordinari capolavori dell'arte. Anche per quanto riguarda l'architettura in Italia durante gli anni del Quattrocento avrà molti cambiamenti e novità. Alcuni architetti cercano di uscire dalle vecchie idee del recente passato cambiando le regole e lo stile usato sino ad allora che era quello Gotico. Facendo questo i nuovi architetti cercano di allontanarsi da quell'idea di verticalità esagerata e accentuata che era la caratteristica principale portata in passato, per pensare e passare a qualcosa di nuovo che abbia un perfetto equilibrio tra le varie parti e gli elementi che compongono la nuova costruzione.
Architettura: Le città ideali del Rinascimento.



Vengono intensificati gli studi su nuove tecniche e su nuovi materiali da parte dei più importanti architetti dell'epoca che sognano di realizzare il capolavoro della loro vita. Si progettano e si pianificano anche nuovi interventi sulle città che già esistono per sviluppare e celebrare meglio la forza e il potere delle Signorie oltre che in qualche caso di progettarne di nuove. Durante il Rinascimento le idee degli architetti vanno verso la direzione di aprire delle vie molto più ampie in città vecchie e che potessero avere anche un corso più lineare e regolare. Inoltre vengono pensate delle belle Piazze con forme più regolari che potessero anche allinearsi con i futuri Palazzi rinascimentali che dovranno essere costruiti. Qui sopra vediamo con una visuale ad angolo il famoso Palazzo Strozzi di Firenze.
Si iniziò a pensare così a fare progetti su come poteva essere vista una possibile città ideale. Una città che doveva riflettere appieno tutti i principi e le idee del Rinascimento. Doveva essere innanzi tutto oltre che bella una città in piena armonia e molto ordinata anche visivamente. La città poi doveva essere funzionale e soprattutto utile alla società che la abitava e la viveva. Nacquero in questo modo alcuni ottimi progetti, dei disegni e delle opere da parte di tanti artisti dell'epoca che illustravano le porzioni o le piante di città ideali dalle forme regolari a stella, quadrate o magari circolare. In alto vediamo nell'immagine una delle più celebri opere dipinte a olio su tela di Scuola italiana che ritrae una parte di una possibile città ideale di fine secolo Quattrocento. In Toscana si trova una stupenda cittadina costruita secondo queste particolari e nuove idee architettoniche del Rinascimento. Il suo nome è Pienza nella provincia Senese che venne commissionata all'architetto Bernardo Rossellini da Papa Pio II Piccolomini intorno all'anno 1459 come nuovo centro religioso e di rappresentanza.
I più importanti architetti italiani del Quattrocento.
In Italia e più precisamente nella stupenda città di Firenze ove ebbe inizio il Rinascimento italiano colui che diede inizio a questa importante fase di cambiamento per l'architettura è sicuramente l'artista Filippo Brunelleschi (1377-1446). Questo grande architetto viene considerato dagli storici dell'arte come uno degli iniziatori del Rinascimento italiano per quanto riguarda il campo dell'architettura, così come avviene per Masaccio nella pittura e per Donatello per la scultura. Filippo Brunelleschi ha la fortuna di avviare i suoi studi e i suoi progetti proprio nella sua stupenda città natale di Firenze. Questa è una città artisticamente ricca che in quel periodo è anche considerata come il centro del sapere e dell'arte, e sta attraversando una straordinaria fase di crescita e di ampliamento con tanti nuovi progetti di costruzioni architettoniche.

lunedì 8 ottobre 2012

Paolo Uccello grande artista del Quattrocento e la sua celebre opera La battaglia di San Romano


Paolo Uccello un artista italiano durante il secolo Quattrocento.

Il Quattrocento come sappiamo ormai grazie ai vari studi effettuati da esperti e storici viene considerato uno dei secoli davvero più importanti e intriganti da quando esiste la conoscenza umana. Questo è dovuto soprattutto ai grandissimi eventi e i cambiamenti (la scoperta delle Americhe o l'invenzione della stampa a caratteri mobili solo per citarne due che cambiarono per sempre l'intera umanità) spesso davvero rivoluzionari avvenuti durante questo periodo in molti settori della vita dell'uomo, settori come quelli dell'arte in generale o della pittura nello specifico.
 




È durante il secolo Quattrocento che vediamo nell'arte della pittura alcuni artisti che cercano di seguire le nuove idee e i nuovi concetti della pittura iniziati e portati avanti alla fine del Secolo prima da un grande artista italiano conosciuto col nome di Masaccio, considerato giustamente nella storia della pittura come l'iniziatore del Rinascimento italiano. E poi uomini magari prima sconosciuti e artisti già famosi che nell'osservare attentamente le meravigliose opere del Masaccio riusciranno a cogliere o a intuire prima di altri tutti quei dettagli, quei segreti o la grande forza espressiva trasmesse da esse attraverso i nuovi e rivoluzionari concetti sull'arte e che poi ognuno rielaborando e facendoli propri nello stile e nella tecnica ne seguono la strada con grande successo. Tra questi artisti italiani del Quattrocento che appresero e seguirono le lezioni dalle opere del Masaccio e che in seguito svilupparono un proprio percorso artistico che li rese famosi in pittura vi è anche Paolo Uccello.

giovedì 2 febbraio 2012

Michelangelo Buonarroti curiosità su una vita e una carriera straordinaria dedicata all'arte


Vorrei qui parlarvi brevemente e con semplici parole visto che non basterebbero decine e decine di pagine di libri per illustrare tutta la vita e le meraviglie dei lavori di questo grande artista. Lui è Michelangelo Buonarroti.



Il Buonarroti aveva un caratterino molto particolare. Egli fu uno di quei “toscanacci” spesso bizzoso e a volte prepotente che addirittura osava misurarsi faccia a faccia con i grandi poteri dei Papi e degli Imperatori di quel tempo non perché era pazzo ma perché era conscio del proprio talento e della propria grandezza artistica. Ma nel proprio intimo era un uomo lacerato da passioni contrastanti che non gli davano tregua e alle quale egli non sapeva imporre un vero freno, dominio sovrano della nostra intelligenza. Da testimonianze e studi storici si dice che Michelangelo non possedeva né la tipica “divina indifferenza” del grande Leonardo da Vinci e neanche la gioiosa e delicata febbre di vivere di Raffaello Sanzio da Urbino che come sappiamo erano dei grandissimi artisti suoi contemporanei. Il carattere e il suo temperamento sono quelli di un uomo solitario, ombroso che vedeva nemici o avversari ovunque e spesso perdeva del tempo prezioso che poteva dedicare alla sua arte per delle dispute e delle sfide inutili a causa di motivi banali e futili.
Eppure nonostante questo diciamo brutto caratteraccio Michelangelo riuscì a imporsi ugualmente all'ammirazione dei grandi potenti dell'epoca e anche delle persone più umili. Ebbe soddisfazioni che forse pochissimi artisti hanno ricevuto durante la propria esistenza e la propria carriera artistica grazie al suo inconfondibile stile nella scultura, nella pittura e nell'architettura. Il genio che era in lui era come un sorta di alone che lo faceva trasfigurare agli occhi di chi aveva la fortuna di incontrarlo almeno una volta, di parlargli. Era unico Michelangelo Buonarroti insomma! Uno di quegli uomini che possono bastare da soli ad “illuminare” un intero secolo e che fanno per sempre la gioia e la gloria di un popolo, quello Italiano.
Io penso che questi grandi uomini, questi artisti non bisogna giudicarli con la solita misura ma devono essere accettati così come sono, come una sorta di “mistero” non risolto. Forse è proprio da questo che scaturisce il grande genio e il talento.

mercoledì 25 gennaio 2012

L'arte e la pittura italiana di alcuni celebri maestri del Cinquecento


L'arte e la pittura nel Cinquecento con un cenno su alcuni grandi maestri italiani come Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti.

Il nostro viaggio nell'arte, soprattutto nella pittura italiana del Secondo Rinascimento non può che iniziare con quello che viene definito giustamente uno dei più grandi geni in assoluto e cioè Leonardo da Vinci (1452-1519). Il grande maestro toscano era convinto sin da giovanissimo e affermava che soltanto attraverso l'esperienza e una attenta osservazione diretta della natura e dei suoi misteriosi e bellissimi fenomeni si può arrivare a comprendere bene e quindi a riprodurre nei propri lavori artistici la realtà che ci circonda. Proprio grazie alle esperienze dirette, ai suoi studi e a una attenta e seria osservazione Leonardo intuisce ed elabora alcune importanti soluzioni e delle tecniche artistiche che poi userà nelle sue meravigliose opere che lo renderanno celebre e immortale in tutto il mondo. Per esempio Leonardo sperimenta e sviluppa quella che verrà chiamata la tecnica dello sfumato che attraverso dei morbidi e sfumati passaggi chiaroscurali si possono far sparire le nette linee del contorno, dando così una resa espressiva molto più realistica. Celebre per esempio è lo sfumato con cui fu realizzata l'opera più conosciuta e ammirata del mondo, La Gioconda. Un altra grande intuizione nel campo della pittura di questo maestro è stata sicuramente l'invenzione e l'uso della tecnica chiamata della “prospettiva aerea”, capace di dare l'impressione della giusta profondità dello spazio in un opera. Leonardo capisce che i colori e i volumi del paesaggio che guardiamo ci appaiono man mano meno nitidi e definiti con l'aumento delle distanze. Questo succede in natura realmente perché tra i nostri occhi che guardiamo e lo spazio circostante vi è l'aria (intesa come atmosfera), la cui densità o lo spessore aumenta con l'aumentare della distanza. Leonardo guardando le montagne lontano nota che queste diventano sfocate e cambiano colore con la distanza, diventando di un colore grigio-azzurino come se fossero avvolte da una nebbiolina densa. Un bellissimo esempio di questo dove possiamo trovare l'uso della prospettiva aerea usata da Leonardo è il dipinto della Vergine delle rocce che vediamo sopra. Una delle versioni la possiamo ammirare presso il Museo del Louvre di Parigi.




Un altro grande artista del Rinascimento italiano che purtroppo non ebbe una vita lunghissima è Raffaello Sanzio da Urbino (1483-1520).

lunedì 16 gennaio 2012

L'arte e la pittura nel Quattrocento con parole semplici e un poco di storia


L'arte e gli avvenimenti storici durante il secolo Quattrocento.
Il Quattrocento viene considerato dagli storici come uno dei più importanti periodi in assoluto in quanto a seguito di numerosi cambiamenti sociali, culturali e geo-politici, oltre che di grandi scoperte dell'uomo. Questo secolo diventa lo spartiacque tra il lungo periodo storico che conosciamo col nome di “età antica” di cui fa parte anche l'ultimo periodo chiamato Medioevo reso celebre grazie ai tanti libri e al cinema, e quella che viene comunemente considerata come l'era moderna che arriva sino ai nostri giorni. A lato vediamo una celebre opera del Quattrocento intitolata la Primavera del pittore italiano Sandro Botticelli realizzata intorno al 1475-78 circa e oggi collocata presso gli Uffizi di Firenze.

Solitamente gli esperti indicano con due importanti avvenimenti avvenuti nel Quattrocento la fine dell'età antica. Questi avvenimenti sono l'invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera del tedesco Johann Gutemberg avvenuta nel 1455 e soprattutto la scoperta delle Americhe a opera del grande navigatore italiano Cristoforo Colombo con le sue tre Caravelle che andando alla ricerca di una nuova via per le Indie, nell'Ottobre del 1492 scoprì invece il Nuovo Mondo.
Il Quattrocento in Italia.
All'inizio del Quattrocento a differenza del resto d'Europa in cui le potenti monarchie diventavano sempre più forti e grandi, l'Italia si trovava divisa in tanti piccoli Principati e Signorie spesso molto frammentati. Alcuni di questi nobili per cercare di rafforzarsi e soprattutto crescere iniziarono a promuovere la cultura e l'arte nelle loro corti. Il Quattrocento diventa così anche il Secolo in cui nasce un nuovo termine legato proprio alla cultura e cioè quello del “Mecenate”. Infatti potenti nobili come i Medici a Firenze, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova o i Montefeltro di Urbino solo per citare i più famosi iniziano ad accogliere e ospitare nuovi e celebri artisti, letterati o studiosi dell'epoca. Inizia così in Italia e precisamente a Firenze il periodo chiamato Primo Rinascimento, che poi andrà a influenzare anche il resto d'Europa. Il Rinascimento è un bellissimo periodo di sviluppo e come dice il nome stesso di una grande rinascita soprattutto nel campo culturale e dell'arte nella città di Firenze. Durante il Rinascimento gli artisti riscoprono la cultura e lo stile classico e con essa anche l'importanza del ruolo centrale che l'uomo deve avere rispetto l'universo. Infatti nel Medioevo le opere d'arte e la società erano incentrate soprattutto su temi religiosi e la Chiesa, la quale aveva pieno potere su tutto ed era al centro di ogni cosa.