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venerdì 31 marzo 2017

La Op Art Movimento artistico e opere

La Op Art tra artisti e opere di questo Movimento artistico.
Grazie alla storia più recente sappiamo bene come il secolo Novecento sia stato un periodo straordinario davvero molto ricco in tanti campi della società umana. Come non pensare per esempio alla rivoluzione industriale o agli enormi passi fatti dall'uomo per il progresso con numerose invenzioni che ci hanno portato fin sulla Luna. Qui sotto vediamo la celebre opera intitolata Vega pal realizzata nell'anno 1969 dall'artista Victor Vasarely.

Victor Vasarely opera Vega pal


Ma noi appassionati diamo uno sguardo anche al bellissimo mondo dell'arte che sin dai primi anni del Novecento vede la nascita di alcuni movimenti e di alcuni linguaggi nuovi e originali che porteranno spesso a delle vere e proprie rivoluzioni in campo artistico. Uno di questi è sicuramente quello conosciuto col nome di Op Art, un movimento artistico del tutto nuovo nato dal pensiero e dalle idee di alcuni artisti verso l'arte astratta intorno agli anni Sessanta e che insieme ad un altro famoso movimento quello della Pop Art riuscirono a portare interessanti novità e alcune idee geniali arrivando ad influenzare e a cambiare il mondo dell'arte sviluppandosi maggiormente sino alla fine degli anni Settanta.
Casa significa Op Art? Questo termine è l’abbreviazione di Optical Art che tradotto letteralmente significa Arte ottica. La Op Art è un Movimento artistico la cui caratteristica principale per gli artisti era quella di studiare e di approfondire i vari fenomeni ottici insieme anche allo studio di come i nostri occhi possono percepire i vari colori e i toni, lo spazio che ci circonda o anche il movimento. Spesso poi i risultati di questi studi venivano trasmessi dagli artisti attraverso delle opere che erano realizzate sia con tecniche di pittura che con quelle della scultura. Alcune di queste opere sono molto famose per l'effetto che ci danno. Infatti riescono addirittura a “disturbare”, a confondere il nostro senso della vista e per questo la Op Art a volte viene anche definita l'arte che inganna l'occhio. Oggi alcune di queste opere che possiamo trovare esposte in alcuni Musei o Gallerie d'arte sono considerate dagli esperti dei veri e propri capolavori.

Vasarely Victor opera della Op Art


Proprio per il rilievo che questi artisti danno alla rappresentazione illusoria del movimento la Op Art è detta anche Arte Cinetica cioè del movimento e del moto. Essa infatti riprende alcuni degli studi che erano stati effettuati dagli artisti che facevano parte del Movimento Futurista sul dinamismo e il movimento dei corpi. Gli artisti della op Art realizzano le loro opere in modo da darci l’impressione visuale del movimento attraverso la scientifica organizzazione di forme geometriche e la precisa combinazione di colori puri che sono in grado di agire sulla sensibilità percettiva di qualunque osservatore. Spesso le opere che danno una maggiore illusione sono quelle astratte e soltanto con una maggiore attenzione riusciamo a vederne l’effetto rappresentato.
Gli artisti più rappresentativi della Op Art e dell'arte cinetica.
Uno dei più celebri rappresentanti dell’Arte Cinetica o Op Art è l’ungherese Victor Vasarely (1908-1997) che alternando colori chiari a colori scuri e moltiplicando o incastrando delle forme geometriche precise riesce a generare nella retina dell’osservatore un bellissimo effetto di moto continuo. Un esempio molto famoso è il quadro intitolato Vega pal realizzato nel 1969 di cui vediamo una immagine sopra. Con quest'opera Vasarely crea l’illusione di un volume sferico che dal fondo si proietta verso di Noi. L’effetto ottenuto è simile a quello di un pallone che scagliato con forza sembra quasi che si ingrandisca via via che si avvicina verso allo spettatore. Altri artisti stranieri della Op Art che è giusto citare sono Richard Anuszkiewicz, Yaacov Agam, Josef Albers, Julio Le Parc, Bridget Riley e Maurits Cornelis Escher.
Anche in Italia abbiamo avuto degli ottimi rappresentanti della Op Art e dell'Arte cinetica come per esempio gli artisti Marina Apollonio, Alberto Biasi, Getulio Alviani e Piero Dorazio.

Piero Dorazio opera Op Art


l’artista Piero Dorazio (1927-2005) per esempio si interessò molto ai fenomeni ottici oltre che quelli cinetici e percettivi. Il Dorazio ha creato alcune sue opere di grande rigore compositivo e dai sorprendenti effetti luministici dovuti ad un uso studiato dei vari colori. Le sue tele infatti se le guardiamo bene sembrano quasi vibrare di luce e di colore. Le opere di Dorazio sono trame luminose ed omogenee ottenute con delle pennellate fini e dei tratteggi sottili che riescono ad animare la superficie usata. Sopra possiamo vedere l’opera intitolata La rimbambelle des Gobelins realizzata da Dorazio nell'anno 1964 dopo aver visitato a Parigi un antico laboratorio tessile specializzato nella realizzazione di stupendi Arazzi. Questi arazzi sono detti “Gobelin” perché nel Seicento questa manifattura si insediò in una tintoria di proprietà della famiglia Gobelins. I fili colorati e intrecciati sui telai diventano una vera e propria fonte di ispirazione per l’artista italiano che crea un reticolo di linee verticali, orizzontali e diagonali. Possiamo notare anche come i vari stacchi tra le bande di diverso colore esaltano la luminosità della tela e creano un impressione di movimento.

La Pop Art le opere e artisti

La Pop Art Movimento artistico e gli artisti.
Sotto il termine di Pop Art che è l’abbreviazione di Popular Art ossia arte popolare gli storici dell'arte raggruppano un Movimento culturale ed artistico nato soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti verso la fine degli anni Cinquanta. Dopodiché la Pop Art negli anni a seguire si è sviluppata un po’ ovunque in tutta Europa avendo delle punte massime di diffusione soprattutto nei “mitici” anni Sessanta, gli anni del Boom economico, del consumismo estremo ma soprattutto gli anni delle contestazioni e delle rivoluzioni giovanili e studenteschi di mezzo mondo.

Andy Warhol opera Liz Taylor Pop Art


Il nome di Pop Art deriva dal fatto che gli artisti di questo Movimento concentrano tutta la Loro attenzione e la loro arte soprattutto su degli oggetti diciamo semplici ma molto popolari. Sono oggetti di uso quotidiano che vengono prodotti dalle grosse industrie per il consumo di tutti i giorni. Celebri per esempio sono i cibi in scatola, le bibite o i fumetti che in quegli anni nascevano e appassionavano la gente. Alcuni artisti della Pop Art invece usano come fonte di ispirazione delle immagini pubblicitarie create dai giornali e da altri media che in quel periodo ormai stavano diventando sempre più importanti e diffusi per l’intera economia dei paesi ricchi. Per esempio immagini che ritraggono il volto di famosissimi divi del cinema e dello spettacolo, o di politici, di musicisti americani e non o immagini usate per pubblicizzare in qualche manifesto un prodotto famoso. Insomma tutto ciò che poteva essere considerato popolare per la gente.
In alto possiamo vedere una celebre opera della Pop Art realizzata da Andy Warhol e intitolata Liz Taylor del 1963.
Gli artisti della Pop Art usano questi oggetti comuni per raffigurarli al di fuori del loro contesto abituale. L’oggetto viene isolato o sovradimensionato e in questo modo diventa il protagonista assoluto dell’opera d’arte. In questo modo grazie all'arte anche un semplice oggetto nato al solo scopo di essere consumato, sbranato o usato da milioni di persone riesce ad esprimere sensazioni e sentimenti diversi. viene visto con un occhio diverso dall’attento osservatore e quindi l’arte attraverso ciò si riaccosta alla realtà quotidiana. Molti artisti della Pop Art nelle loro opere attraverso questi oggetti comuni cercano di denunciare la società in cui vivono spesso usando anche dell'ironia. Non dimentichiamoci che sono anni difficili e in continuo mutamento gli anni Sessanta. Si vive in una società portata alla ripetitività della cultura di massa, dove si assiste all’invasione dei mass-media, della pubblicità, dell’industria e quindi anche delle conseguenze spesso negative.
Per quanto riguarda gli artisti possiamo dire che Robert Rauschenberg (1925) e Jasper Johns (1930) sono considerati gli anticipatori della Pop art perché con loro si attua il recupero dell’immagine, superando così la pittura gestuale statunitense, l'Espressionismo Astratto. Essi realizzano i primi “combine-painting” cioè quadri realizzati combinando materiali disparati e oggetti che sono il simbolo della società di massa.
Tra i più celebri artisti che hanno fatto per il Movimento della Pop Art un grandissimo e diffusissimo lavoro in tutto il mondo culturale, sociale e artistico citiamo soprattutto Andy Warhol (1928-1987), Roy Lichtenstein (1923-1997), Claes Oldenburg (1929) e Jimi Dine (1935).

Andy Warhol opera Pop Art


Protagonisti assoluti delle opere di Andy Warhol sono per esempio i prodotti commerciali americani di largo consumo o le immagini più popolari. Quante opere conosciamo di questo artista che hanno raffigurato detersivi, zuppe in lattina, bibite in bottiglia, ritratti di divi del cinema e dello spettacolo. La tecnica utilizzata da Warhol è quasi sempre quella dell’ingrandimento fotografico serigrafato su una tela. Solo in alcuni casi l’artista stende del colore sintetico sul supporto. Ripetendo più volte la stessa immagine (iterazione), Warhol la priva di qualsiasi significato estetico-morale e denuncia il degrado della società americana.
Sopra possiamo vedere l’opera di Andy Warhol intitolata Campbell’s Soup realizzata nel 1962 con la tecnica dell'acrilico su tela.

Roy Lichtenstein Ragazza che piange


Le opere più famose dell'artista Roy Lichtenstein si basano invece sui fumetti. L’artista ingrandisce per esempio una vignetta e quindi la isola dal suo contesto. Poi riproduce in modo meticoloso il “retino” tipografico disegnando a mano tutti i caratteristici puntini colorati e utilizza una spessa linea di contorno. In questo modo un immagine nata per un uso popolare perché destinata ad essere riprodotta in milioni di copie diventa unica e quindi acquista un grande valore artistico.
Sopra possiamo vedere l’opera di Roy Lichtenstein intitolata Ragazza con lacrima III.

sabato 10 maggio 2014

L'Arte nell'Ottocento con la storia, le idee e le correnti artistiche


Il contesto, le grandi invenzioni e l'arte in Europa durante il secolo Ottocento.
Attraverso gli studi fatti a scuola di alcune materie come la storia o l'arte abbiamo appreso che durante il lungo periodo dell'Ottocento in molti territori dell'Europa accadono importanti fatti storici che avranno una grande influenza nella società e negli uomini di allora. Popolazioni capaci di scatenare in nome di importanti valori umani e di alti ideali anche delle sanguinose guerre civili oltre che delle vere e proprie rivoluzioni culturali, sociali e politiche che stravolgono e cambiano per sempre il futuro di intere aree dell'Europa. Infatti già nei primi decenni del secolo Ottocento alcune popolazioni si ispirano a nuovi ideali di libertà. Un importante esempio di tutto questo che viene considerato dagli storici anche il simbolo degli uomini che cercavano la libertà in quel periodo ci arriva dagli ideali nati in seno alle popolazioni più povere e oppresse della Francia. Questi ribellandosi ai loro potenti nobili, ai loro sovrani che li avevano condotti ad una vita piena di stenti, alla fame e alle peggiori miserie avevano iniziato quella che poi è entrata nella storia come la celebre Rivoluzione Francese e poi da lì si era arrivato alle guerre napoleoniche (1796-1815). I ribelli francesi combatteranno le loro battaglie per la libertà e una vita migliore avendo nel cuore soprattutto quello che diventerà il simbolo della rivoluzione e un bellissimo motto di uguaglianza, legalità e fraternità tra tutti i popoli della terra. Qui vediamo il celebre capolavoro dell'artista francese Eugène Delacroix intitolato La libertà che guida il popolo del 1830 che è conservata al Museo del Lovre di Parigi.

La libertà che guida il popolo opera di Delacroix


Tutto questi fermenti popolari, questi nuovi sentimenti da parte delle popolazioni furono però fortemente contrastati dal Congresso di Vienna che si tenne negli anni 1814-1815 e anche dopo, nel periodo in cui si cercò di preparare il restauro al ritorno a un mondo diciamo feudale-aristocratico. Fu inevitabile che questi contrasti nei territori dell'Europa portarono ad altri scontri e altre brutali violenze come lo scoppio di numerosi moti rivoluzionari che dal 1820 al 1848 colpirono numerosi Stati tra cui il Portogallo, la Spagna e anche la nostra Italia fino a interessare quasi tutta l’Europa. A questo aggiungiamo anche che durante l'Ottocento iniziarono quelle che sono le prime vere lotte sociali, ovvero delle lotte di classe tra i vari ceti della società come per esempio quelle fatte dagli operai e dai nuovi lavoratori come risposta al grande sviluppo industriale che man mano stava nascendo e si diffondeva nelle grandi città europee grazie soprattutto a importanti scoperte e alle nuove invenzioni realizzate da eminenti uomini in alcuni campi e settori. Alcune di queste invenzioni sono davvero molto importanti per il futuro dei lavoratori al punto che riescono a trasformare e a cambiare in modo moderno interi settori di lavoro che erano rimasti diciamo fermi a dei metodi o delle tecniche vecchie di secoli.



Due date storiche e due invenzioni importantissime che hanno cambiato il mondo realizzate durante gli anni dell'Ottocento sono sicuramente la Fotografia che nasce intorno all'anno 1839 e poi l’invenzione dell’automobile che è avvenuta nell'anno 1885. Un altra invenzione molto famosa che è diventata anche un simbolo dell'Ottocento e che per noi è sicuramente motivo di grande orgoglio visto che il suo autore è un celebre italiano è la scoperta del Telegrafo senza fili realizzato dal grandissimo Guglielmo Marconi dopo anni di studio nel 1897. sopra vediamo una immagine di Marconi e della sua invenzione. Sappiamo tutti come l'invenzione del Telegrafo senza fili di Marconi è stata davvero decisiva per il futuro tecnologico. Una scoperta tutta italiana con un nuovo modo di comunicare e di trasmettere delle parole e dei messaggi per poi arrivare sino ai nostri giorni con invenzioni più moderne dove ognuno usa il proprio telefono cellulare o lo smartphone per comunicare, per fotografare, per navigare, per giocare o per fare altre cento, mille diverse cose. Queste invenzioni insieme a tanti altri grandi successi realizzati sempre nel campo della scienza da vari studiosi durante gli anni dell'Ottocento sono trascinanti ed entusiasmanti per molti al punto che lo studio nelle materie scolastiche e nel campo della scienza si imponga sempre di più tra gli studi principali. L'uomo Europeo nell'Ottocento diventa sempre più curioso, ha voglia di sapere come funzionano le cose che vede intorno, cerca di migliorarle o per i più creativi di crearne delle nuove. È tutto un fermento di idee e di belle novità l'Ottocento.
Tutte queste novità, questo florido sviluppo che avviene soprattutto nel campo lavorativo, tecnologico e industriale favorisce pure i trasporti ed ecco che alcune piccole città iniziano a popolarsi e a crescere insieme ai cittadini e allo sviluppo diventando nel tempo delle vere grandi metropoli. Sarà negli anni dell'Ottocento in queste città spesso caotiche piene di persone e di lavoratori che le abitano e le vivono che nascerà anche una nuova classe sociale, quella del proletariato. Leggete anche l'architettura nell'Ottocento.
Tutto si trasforma, tutto cambia intorno al paesaggio geo-politico e a quello umano. Durante gli anni dell'Ottocento i potenti sovrani e gli uomini che governano l'Inghilterra attuano una politica imperialista che conosceremo col nome di Colonialismo inglese, iniziando a espandersi e colonizzare dei piccoli Stati e delle regioni a volte anche molto lontane dalla loro patria. Questo tipo di politica verrà seguita da altre potenze Europee e non. È durante il secolo Ottocento che gli Stati Uniti di America, dopo “soli” quattro secoli di distanza dalla storica scoperta fatta dal navigatore italiano Cristofaro Colombo si apprestano a diventare la più grande potenza di tutto il pianeta. Mentre nelle principali città verso la fine del XIX secolo molte persone si associano tra di loro, si uniscono per essere più forti in un determinato settore o campo sociale e lavorativo. Così nascono le prime organizzazioni di massa come per esempio i primi partiti politici o i primi sindacati che cercano di aiutare e di difendere sia il lavoro che i lavoratori.
Quali erano le idee e l'arte durante il secolo Ottocento?
Come abbiamo visto prima l’Ottocento porta dei grandi cambiamenti alle città e agli uomini. Cambiamenti sociali e tecnologici che sconvolgeranno a volte tutto ciò in cui si era creduto sino ad allora. Molte delle credenze o le antiche consuetudini cambiano spesso a una velocità sempre maggiore. Anche l'arte verrà influenzata in questo secolo attraverso le nuove idee e i nuovi artisti.

sabato 26 aprile 2014

L'Impressionismo per l'arte una rivoluzione artistica nata nell'Ottocento


Arte e Impressionismo: le origine, le idee e gli artisti più celebri.
Come molti avranno imparato dalla storia l'Ottocento è stato uno dei secoli più importanti per quanto riguarda i grandi cambiamenti e una nuova marcia nello sviluppo della società e della cultura in Europa. Infatti e proprio durante gli anni dell'Ottocento, soprattutto nella sua seconda metà che assistiamo per esempio a un grande fermento culturale e artistico capace di portare poi ad avere delle scoperte e delle vere e proprie rivoluzioni nell'arte come per esempio avvenne attraverso una delle forme d'arte più amate dagli artisti, ossia quella della pittura. Durante lo stesso periodo anche in Italia la pittura si rinnova sempre di più grazie a dei nuovi ideali e alle nuove tecniche trasmesse da quegli artisti che aderiscono al Movimento dei Macchiaioli.



Mentre in Francia vediamo una vera e propria rivoluzione nella pittura talmente importante e fondamentale diranno in seguito gli esperti e gli storici d’arte che da lì in poi tutto cambierà e non sarà più lo stesso. Tutto questo accade in Francia intorno agli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento quando verranno esposte alcune opere che mostrano delle nuove idee, delle diverse caratteristiche realizzate da alcuni francesi che verranno denominati come gli artisti Impressionisti, un nome che deriva dalla corrente artistica che hanno creato, l'Impressionismo. Usando le loro nuove idee rivoluzionarie e le loro opere gli impressionisti vogliono stravolgere il mondo dell'arte, dando una nuova identità. Verranno cambiate tutte le tradizionali regole artistiche e i vari canoni che si erano seguiti sino a quel momento. L'Impressionismo riuscirà alla fine a influenzare tutto il mondo dell'arte, portando ulteriori sviluppi anche successivamente sino ad arrivare a toccare l’arte Moderna e l'arte Contemporanea.
Questa nuova corrente artistica dell'Impressionismo vede la sua nascita e si sviluppa a partire dai primi anni Sessanta dell’Ottocento. Da alcune testimonianze storiche sembra che la prima manifestazione del gruppo di artisti appartenente agli Impressionisti viene fatta risalire all'anno 1874 quando viene allestita una piccola Mostra di arte presso lo studio di un fotografo amico il cui nome era Nadar. E proprio in questa prima occasione di mostrare la loro arte che viene coniato anche quello che diventerà un celebre nome, ossia il termine impressionismo suggerito dal titolo di una delle opere presenti intitolata Impressione Il levar del sole, un quadro realizzato dall'artista Claude Monet che è diventato oltre che celebre anche uno dei simboli dell'Impressionismo francese. Vediamo quest'opera nell'immagine su in alto. Trovate anche una descrizione di quest'opera su in alto tra Tecniche e opere d'arte.
Arte e Impressionismo con alcune caratteristiche principali.
Spesso molto diversi per carattere e temperamento i pittori impressionisti sono però uniti dal comune desiderio di rompere con tutte le regole dell’arte ufficiale. Tutti gli Impressionisti avranno lo stesso pensiero artistico oltre che alcune semplici caratteristiche che possiamo elencare qui sotto:

come già detto il rifiuto completo dei principi compositivi tradizionali. Aboliscono per le loro opere l’uso del disegno preparatorio e delle rigorose costruzioni prospettiche sino ad allora molto utilizzate nelle preparazioni di un opera dagli altri artisti.
Gli impressionisti non vogliono trattare nelle loro opere dei soggetti mitologici, storici o religiosi e non vogliono neanche trattare di soggetti che raffigurano dei temi politici o sociali che in quei periodi invece erano molto cari soprattutto ai pittori che facevano parte della corrente artistica Realista.
Inoltre i pittori impressionisti hanno anche un altra caratteristica molto importante che li distingue dagli altri loro colleghi. Loro vogliono portare il loro studio artistico che in lingua francese viene tradotto Atelier fuori, nelle strade e nelle campagne francesi. Nel senso che gli impressionisti vogliono realizzare le proprie opere d’arte, le proprie loro impressioni artistiche all’aria aperta o come era di moda dire en plein air, così da poter cogliere tutti quei momenti magici e quegli effetti della luce che potevano essere di grande ispirazione sul posto. In questo modo gli artisti notavano anche i vari cambiamenti della luce e delle ombre naturali insieme ai forti contrasti e gli effetti che trasmettevano. Questi risultati e queste idee si possono vedere per esempio in tante opere impressioniste, come nelle celebri opere di Monet. E tutto questo era il contrario di come si dipingeva prima, cioè sempre in uno studio al chiuso, idealizzando la bellezza e le forme e riportandoli su di una tela. Qui sotto vediamo due opere impressioniste di Monet che fanno parte di una serie di studi sullo stesso paesaggio (La Cattedrale di Roun) e che svela le diversità dei colori e degli effetti di luce col trascorrere del tempo come la prima mattina, il pomeriggio o la sera.



I pittori impressionisti cercano di rappresentare la realtà così come la vedono, cogliendo solo l’impressione generale senza soffermarsi più di tanto sui dettagli.



La luce e il colore sono gli strumenti più adatti per esprimere le impressioni suscitate in ogni artista dall’osservazione della realtà.
Ogni Artista poi con le proprie pennellate e col proprio stile darà un impronta più personale, magari per esempio con delle pennellate rapide e frantumate si darà un idea di istantaneità della percezione visiva. I colori chiari e luminosi non sono mescolati sulla tavolozza ma vengono accostati direttamente sulla tela.

mercoledì 23 aprile 2014

Arte e Dadaismo una curiosa corrente artistica del Novecento


Arte e Dadaismo: uno stile artistico, una tendenza tra le più stravaganti e curiose negli anni del Novecento.
Gli appassionati di arte sapranno bene che quando si sente citare il termine “Dadaismo” si intende parlare di una delle tendenze culturali più stravaganti e particolari del secolo Novecento. Una corrente artistica quella del Dadaismo che gira attorno a questo meraviglioso mondo pieno di talento e creatività, di grandi artisti e di immensi capolavori che è il mondo dell'arte che con le proprie “stranezze” è stata capace di influire sulle menti e sul pensiero di tanti nuovi artisti che poi vi hanno aderito, divenendo gli artisti Dadaisti con delle idee un po' particolari, spesso in controtendenza e ribelli rispetto alle “classiche” e tipiche caratteristiche dell'arte di quel periodo.



Il Dadaismo tra origine e caratteristiche.
Il Dadaismo per quanto riguarda la storia dell'arte è un Movimento artistico che ha origine e viene costituito per la prima volta in Svizzera, esattamente nella città di Zurigo intorno agli anni 1914-1916, quindi proprio durante un periodo davvero molto buio per l'umanità, infatti da lì a poco si arriverà alla prima Guerra mondiale che come sappiamo si portò via milioni e milioni di vittime anche innocenti come bambini, donne e vecchi. Il Dadaismo così come avvenne anche per altre correnti artistiche dell'epoca riuscì a svilupparsi e a diffondersi in altre aree geografiche arrivando per esempio nella vicina Francia, in Germania e attraversando l'Oceano anche negli Stati Uniti di America. Inizialmente si parla del Dadaismo come fosse una semplice moda per pochi uomini, una tendenza un po' strana nata soprattutto come forma di protesta e di ribellione verso quell’imbarbarimento delle coscienze umane che come succede ancora oggi durante tutte le guerre riescono a darci soltanto il peggio, il male di ciò che ognuno porta dentro di se. Poi nel tempo il Dadaismo incomincia a svilupparsi sempre di più e a influire anche il mondo culturale e il mondo delle arti arrivando a toccare il pensiero e le passioni di numerosi artisti che lavorano con le Arti visive, il Teatro, la Grafica, la Letteratura e la Poesia.
Gli artisti appartenenti al Dadaismo rifiutano i valori morali che ha la società occidentale. Vogliono infrangere tutte le convenzioni estetiche dell’arte ufficiale affermando anche la vanità e l’ipocrisia di quei valori che non avevano potuto evitare e scongiurare l’inizio della prima Guerra Mondiale.



Il Dadaismo è spesso un gioco dissacratore che spesso va contro tutti e tutto. Questo ci risulta evidente anche nella scelta del nome che hanno voluto dare alla loro corrente visto che il termine “Dada” non ha alcun significato. Secondo i dadaisti stessi, Dada non è arte anzi è qualcosa che va contro l'arte, è una anti-arte. Se l’arte ad esempio sosteneva e dava una grande importanza all’estetica ecco che l'artista Dada ignora assolutamente l’estetica. Se nell'arte diciamo tradizionale i vari artisti volevano comunicare in alcune loro opere dei messaggi che trasmettono dei sentimenti positivi ecco che l'artista Dada rilancia con delle offese e molto pessimismo. Attraverso questo rifiuto categorico di ciò che può essere l'arte “tradizionale” con i suoi soliti canoni i dadaisti volevano distruggere se stessi usando magari l'ironia e prendendosi gioco di tutto. E per queste loro particolari caratteristiche e le loro curiose idee gli artisti del Dadaismo erano visti e considerati dalle persone diciamo della “società normale” come degli uomini molto stravaganti, irriverenti e burloni, che cercano sempre di dissacrare qualunque cosa, quindi persone che non devono essere presi in seria considerazione. Insomma oggi qualcuno chiamerebbe chi si sente un vero Dada dentro, soltanto un simpatico mattacchione che ha voglia di mettersi in evidenza, altri ancora lo vedrebbero come il solito “Bastian contrario” che critica tutto e tutti e tutto finirebbe lì.
Per quanto riguarda l'arte Dadaista gli artisti utilizzano delle tecniche come la fotografia, il Frottage e il collage. Essi impiegano spesso degli strumenti che non sono quelli tradizionali in Arte come per esempio l’aerografo e trasformano oggetti che sono nati per un uso quotidiano in vere e proprie opere dell'arte. Questa tecnica nell'arte è conosciuta come ready made, ossia già fatto.
L’Arte è un gioco che non richiede una specifica abilità manuale o artigianale. Infatti per i Dadaisti l’arte è soprattutto un fatto mentale per cui è possibile riconoscere anche nel più banale degli oggetti quotidiani una vera e propria opera d’arte.

martedì 22 aprile 2014

L'Arte Concettuale una delle correnti artistiche del Novecento


L'arte Concettuale: le origini e cos'è con semplici parole.
Con Arte Concettuale intendiamo parlare di una di quelle correnti artistiche, così come è accaduto anche per altri nuovi Movimenti all'epoca che sono nate e si sono manifestate inizialmente negli Stati Uniti d'America durante gli anni Sessanta e più precisamente dopo l'anno 1965. sotto vediamo l'immagine di una celebre opera dell'Arte Concettuale conosciuta come Una e tre sedie dell'artista Joseph Kosuth realizzata nel 1965 con una tecnica mista, New York Museo di Arte Moderna.

Una e tre sedie opera concettuale di J. Kosuth


Ormai tutti noi conosciamo bene come questi anni Sessanta siano stati un momento storico davvero molto importante per i grandi cambiamenti e i passi in avanti che sono stati fatti nella società dall'uomo moderno. Infatti attraverso alcuni precisi avvenimenti storici accaduti in quei “mitici anni Sessanta” come numerose persone di una certa età ancora amano ricordare, per esempio le grandi proteste fatte da intere generazioni di giovani e di adolescenti, le loro contestazioni politiche fatte con cortei e nelle scuole portarono poi a delle vere e proprie rivoluzioni di massa in tanti campi della società come anche in quello culturale e quello politico. È proprio in quegli anni pieni di tensioni e di grande fermento che nascono nel continente Americano nuove idee, diverse nuove forme di creatività e di pensiero artistico sempre pronte a cambiare o magari soltanto a criticare la tradizionale arte come la si conosceva allora. Tra queste nuove correnti artistiche a volte visionarie e moderne degli anni Sessanta le più importanti che ebbero anche una grande influenza sui giovani e i nuovi artisti sono state la Pop Art, la Op Art, la Minimal Art e l'Arte Concettuale.
Una delle caratteristiche principali dell'arte Concettuale è quella di rappresentare, di definire soprattutto le idee e i concetti anziché trasmettere la pratica vera e propria e l'oggetto materiale come opera. Cioè ogni artista dell'arte Concettuale cerca di mettere in risalto, di privilegiare la dimensione mentale e il ragionamento a quella manuale ed esecutiva. È più importante alla fine la progettazione e l’ideazione di un opera alla sua vera e propria realizzazione manuale.

lunedì 21 aprile 2014

La Minimal Art tra origini e caratteristiche di questa corrente artistica


La Minimal Art e le origini con semplici parole.
Quando nel meraviglioso e affascinate mondo dell'arte sentiamo parlare di Minimal Art ci viene in mente quella che è stata una corrente artistica, una nuova tendenza capace di influire l'arte e il pensiero di molti nuovi artisti in un periodo storico molto vicino a noi, contemporaneo.



La Minimal Art che in italiano possiamo tradurre semplicemente come arte minimalista è una particolare corrente artistica nata in principio negli Stati Uniti di America e da lì si diffuse poi in gran parte del mondo compresa la nostra Italia. La storia ci indica come momento della nascita della Minimal Art gli anni Sessanta, più precisamente intorno all'anno 1965. Come molti sicuramente sapranno gli anni Sessanta definiti anche da intere generazioni di giovani e di adolescenti di quel tempo “i mitici anni Sessanta” sono stati per l'uomo e la società del mondo intero e quindi anche per la nostra un momento davvero molto intenso, ricco di grandi cambiamenti. Se pensiamo soltanto per esempio all'uomo di allora e a tutti i vari cambiamenti avuti proprio in quegli anni a seguito delle famose proteste, delle contestazioni dei giovani, alle celebri rivoluzioni culturali e sociali che porteranno in quel periodo anche molti nuovi artisti a vedere e percepire il mondo dell'arte con occhi nuovi e a trovare nuove strade per realizzare la loro arte. E proprio in questo contesto sociale di grande fermento e di ribellione soprattutto da parte dei giovani che nasceranno nuovi pensieri e nuove correnti artistiche come la Pop Art, la Op Art o la Minimal Art tanto per citarne alcune di esse.

La Minimal Art: alcune delle caratteristiche principali.
Gli artisti che aderiscono alla Minimal Art di solito vengono definiti come gli artisti Minimalisti. Questi artisti furono tra i maggiori protagonisti dell'arte durante gli anni Sessanta dandone una loro personale e a volte radicale interpretazione artistica, oltre che un forte impulso a essa. Attraverso questa corrente infatti gli artisti minimalisti con le loro opere, i loro lavori vogliono trasmetterci alcune precise idee, delle caratteristiche che possiamo sintetizzare in:
un processo che vede la riduzione della realtà, una antiespressività, l'impersonalità, la freddezza emozionale, l'enfasi sull'oggettualità e fisicità di un opera e la riduzione alle strutture elementari geometriche.
Questa nuova corrente artistica è riuscita ad appassionare numerose persone facendo anche moltissimi proseliti in altri campi artistici oltre che in quelli diciamo “tradizionali” della pittura, della scultura o dell'architettura. Infatti la Minimal Art la troviamo anche nel Design, in campo musicale e in letteratura.
Gli artisti utilizzano nell'arte Minimal delle forme geometriche elementari come per esempio quella dei cubi, dei rombi o del cerchio. Si servono inoltre di materiali molto semplici e che non fanno parte della tipica tradizione insegnata nelle Accademie o nelle Scuole d'arte. Questi materiali usati per realizzare un opera minimalista possono essere l’acciaio, la plastica, il plexiglas, il cemento e diversi altri.
Nell’Arte minimal l’oggetto artistico non deve avere una funzione decorativa o magari trasformarsi in della merce di consumo per poterci tanto speculare sopra. Infatti per i minimalisti non è importante il prodotto artistico in se, l'opera finita, ma è importante soprattutto il suo processo creativo, quindi come quest'opera sia stata concepita. Per questi motivi ecco che si avrà un opera che non deve essere per forza di cose realizzata esclusivamente dal suo stesso ideatore e una volta terminata la stessa può essere anche distrutta, cancellata a seconda di come è stata realizzata.
A volte capita che le opere che appartengono alla Minimal Art hanno delle dimensioni tali da rendere spesso impossibile il loro inserimento in spazi residenziali o abitativi che definiremmo “normali”. Questo è il modo in cui l’artista evita che la propria opera si trasformi in una merce di consumo e assuma una funzione puramente decorativa.
Tra i nomi degli esponenti più importanti dell’Arte Minimal troviamo Donald Judd, Robert Morris e Sol Le Witt. All'inizio sopra possiamo vedere l'immagine di una grande opera di Donald Judd Senza titolo realizzata nel 1966 con dimensioni di 122x305x305 cm.

venerdì 7 settembre 2012

Il Cubismo una importante corrente artistica del Novecento


Il Cubismo è una delle correnti artistiche tra le più importanti del secolo Novecento, considerata dagli esperti anche come una delle correnti più influenti per quanto riguarda l'intera storia dell'arte mondiale. Infatti il Cubismo attraverso le opere dei suoi maggiori esponenti che utilizzarono un nuovo linguaggio artistico e un nuovo modo di concepire e vedere l'arte riuscì col tempo a rivoluzionare il pensiero e la visione di tanti nuovi giovani artisti del futuro.




Per quanto riguarda l'origine del Cubismo, gli storici ci indicano quasi con certezza per la data di nascita e dei suoi primi passi l'anno 1906. Il tutto avvenne grazie soprattutto alle esperienze e all'incontro per collaborare artisticamente di due grandi uomini dell'Europa che diventarono ben presto buoni amici, ma soprattutto dei grandi artisti che sono entrati nei cuori di tutti gli appassionati dell'arte, oltre che nella leggenda. Questi sono il francese Georges Braque (1882-1963) e lo spagnolo Pablo Picasso (1881-1973). Questi due artisti durante la loro ricerca di qualcosa di nuovo che li stimolasse artisticamente, si faranno influenzare anche dalle belle opere di un grande artista dell'epoca, Paul Cézanne (1839-1906) che proprio in quell'anno verrà a mancare lasciando a noi tutta la potenza e il proprio genio artistico attraverso alcuni celebri capolavori, che portano oltre che una atmosfera esotica, anche un proprio linguaggio nuovo fatto attraverso l'uso di macchie di colore. Ma Picasso e Braque si lasceranno affascinare anche dall'arte e dalla scultura africana di alcune popolazioni tribali del “Continente nero”. Picasso per esempio cercherà di capire e analizzare i concetti e gli stili che le particolari e strane maschere africane scolpite nel legno dagli uomini delle tribù possono trasmetterci. I due artisti riescono a scoprire altre concezioni sullo spazio e sulle forme delle immagini artistiche degli oggetti o degli esseri viventi arrivando a capire che:
con il Cubismo si vuole raffigurare l'essenza della realtà, andando oltre la forma esteriore e avviare così un processo di trasformazione e astrazione della realtà stessa che sarà rappresentata non come appare ma come la nostra mente sa che è.
Una delle opere più celebri del Cubismo realizzata nell'anno 1907 dal grande artista Pablo Picasso ha come titolo Les demoiselles d'Avignon. Questa straordinaria opera che vediamo sopra in una immagine viene considerata come il punto d'inizio della ricerca artistica cubista, perché le figure rappresentate appaiono già scomposte in forme geometriche. Questo capolavoro è anche considerato dagli storici d'arte come il dipinto più importante di tutto il Novecento. In quest'opera di Picasso vediamo come lo spazio non è costruito secondo le regole della “tradizionale” prospettiva e anche la piatta stesura dei colori, non dà l'illusione della profondità. Notiamo anche come l'espressività dei volti dei personaggi, soprattutto quelli delle due donne a destra sembrano ispirarsi agli studi delle maschere dell'arte primitiva Africana.
La corrente artistica del Cubismo per alcuni suoi aspetti principali viene divisa in tre precisi periodi storici. Nel primo periodo che va all'incirca dal 1907 al 1909, oggetti e figure vengono semplificati e ridotti a forme geometriche. Sulle tele gli artisti cercano di riprodurre una visione multipla, simultanea e tridimensionale della realtà. La forma degli oggetti viene frantumata nello spazio ed è determinata dalla moltiplicazione dei punti di vista. Ecco perché per esempio Picasso in alcune sue opere disegna due occhi anche in un volto ripreso di profilo, il quale dovrebbe averne solo uno di occhio che si vede.
Il secondo periodo cubista va dal 1909 al 1911 e viene riconosciuto dagli esperti come il periodo del Cubismo analitico. In questi tipi di opere gli artisti riducono lo spazio e gli oggetti a solidi geometrici, che vengono scomposti e smembrati. Questi vengono collocati sulle tele senza che abbiano alcun rilievo. Questa fase è caratterizzata da una evidente severità dei toni dei colori, basata sui grigi e sugli ocra. L'attenzione degli artisti è interamente rivolta alla forma e non al colore. In questa fase del cubismo analitico i soggetti preferiti sono di solito dei paesaggi o delle nature morte.

Dal 1911 ha inizio la fase che viene riconosciuta col nome di Cubismo sintetico. L'oggetto dopo essere stato analizzato e frantumato viene ricomposto sinteticamente per ricercarne l'essenza. Durante questo periodo artistico, i pittori prediligono dipingere delle nature morte con dei frutti, dei violini, bottiglie, bicchieri o giornali che vengono appiattiti sulla superficie. Si recupera inoltre in questa fase la ricchezza cromatica assente nel periodo precedente. In queste composizioni vengono spesso inseriti elementi derivanti dalla realtà concreta come lettere, numeri, pezzi di carta o ritagli di giornali. A lato vediamo una immagine dell'opera cubista di Braque del 1913, intitolata Bicchiere e rivista.

martedì 14 febbraio 2012

Il Futurismo come movimento dell'arte nel Novecento con semplici parole


Il Futurismo è stato una delle correnti artistiche italiane più importanti e innovative della prima metà del XX Secolo, capace di influenzare tanti nuovi artisti in tutta Europa.

Il Futurismo in Italia nasce all'inizio soprattutto come un movimento di pensiero e letterario che inizia a svilupparsi intorno all'anno 1909 per poi diffondersi ed esprimersi attraverso numerosi forme d'arte come la danza, il teatro, il cinema e la pittura. La denominazione ufficiale di Futurismo ci viene data dal poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti quando firma e pubblica su diversi giornali nazionali nel 1909 il celebre Manifesto Futurista con i punti salienti sulle idee. I futuristi cercano di esaltare tutto ciò che è moderno e il grande progresso che ormai si era ben avviato anche grazie all’avvento delle grandi industrie e delle nuove scoperte tecnologiche e importanti invenzioni come per esempio la catena di montaggio, capace di velocizzare le produzioni di materie e oggetti, che avevano fatto in modo da far correre verso tutte le grandi metropoli, migliaia e migliaia di contadini e famiglie che avevano abbandonato la propria terra e la propria campagna per sperare in un futuro migliore e anche più sicuro. Le città iniziano ad ingrandirsi e diventano punti frenetici e pieni di gente che corre e che va da ogni parte. (Su a lato vediamo un opera futurista dell'artista Giacomo Balla intitolata Dinamismo di un cane al guinzaglio del 1912), dove possiamo notare l'abilità di come viene reso il senso del movimento attraverso il moltiplicarsi delle linee e delle forme.
In tutta questa modernità e questo sviluppo che avanza, questa nuova corrente letteraria che venne poi denominata Futurismo, proprio per le sue idee ed i concetti moderni a cui si ispirava, esaltava anche il mondo della produzione e della meccanica, proponendo il radicale rinnovamento di tutte le attività, comprese anche quelle artistiche, che dovevano con i loro lavori riflettere questo cambiamento epocale e, rappresentando il “dinamismo” e la velocità con cui si muoveva la società moderna in quel periodo.
alcuni esperti hanno affermato che il Futurismo si può immaginare come un vero e proprio inno alla modernità e al progresso in vari campi e, che in esso si esprime tutta la forza e l’azione, ma trova posto anche la violenza, la sopraffazione e anche la guerra. Sulla scia e l'entusiasmo del movimento letterario, alcuni artisti dell'epoca vollero pubblicare nel 1910 un Manifesto, dove vi erano elencati i punti chiave della loro visione sulla pittura futurista, che divenne ben presto un simbolo per molte persone della società culturale.
Le loro motivazioni sono simili a quelli dei cubisti e cioè cogliere il reale nel suo divenire, come rappresentazione di fatti che accadono contemporaneamente o in istanti subito successivi. Molti degli studi e delle ricerche degli artisti Futuristi si concentrano soprattutto sul Dinamismo e sulla rappresentazione ed esaltazione della velocità attraverso tecniche curiose e nuove.



I pittori futuristi per rappresentare il movimento delle cose nello spazio e nel tempo nelle loro opere, moltiplicano o scompongono una immagine, aboliscono tutte le regole tradizionali della prospettiva e si servono della linea che con le sue molteplici traiettorie costituisce una sorta di prolungamento dell’oggetto, in quanto indica la direzione del movimento e coinvolge lo spettatore nello spazio del dipinto.
Tra i più rappresentativi artisti del Movimento Futurista, sicuramente citeremo tra i più famosi Umberto Boccioni (1882-1916), Giacomo Balla (1871-1958) e Gino Severini (1883-1966).
Nell’opera di Boccioni in particolare è evidente l’interesse per la moderna società industriale, per l’acceso uso del cromatismo dei colori e per l’esaltazione del movimento reso mediante l’uso delle “linee-forza”.
Sopra vediamo una famosa opera di Umberto Boccioni intitolata La città che sale del 1910 un olio su cartone. Se vi fa piacere leggete anche l'articolo sul capolavoro Forme uniche della continuità nello spazio del 1913 ad opera sempre di Boccioni.