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venerdì 11 maggio 2018

Pablo Picasso e l'opera L'appuntamento

Tra le tante opere pittoriche realizzate dal grande artista spagnolo Pablo Picasso ne troviamo una conosciuta col nome L'appuntamento. Qui sotto vediamo una immagine di quest'opera.

L'appuntamento opera di Pablo Picasso


Come gli appassionati di Picasso sapranno bene l'artista amava spesso sperimentare quando creava i suoi dipinti o altri oggetti d'arte. L'artista era sempre alla ricerca di uno stile del tutto nuovo e personale, uno stile che un giorno come sappiamo arriverà rendendolo uno dei più grandi artisti della storia. Anche l'opera L'appuntamento possiamo dire che fa parte degli esperimenti artistici di Picasso che fu realizzata quando aveva poco meno di vent'anni mentre a cavallo di due secoli intorno al 1900 si trovava a Parigi una città che all'epoca veniva considerata dagli artisti nuovi o da quelli già affermati la capitale mondiale della cultura e dell'arte.
Picasso realizzò l'opera L'appuntamento usando la tecnica dei pastelli in cera su un foglio di carta avente come dimensioni la grandezza di 53 per 56 centimetri circa. Ai suoi giovani occhi da artista per Picasso tutto sembra potenzialmente materiale per sperimentare nuove maniere di dipingere. Lui si innamora di tutto ciò che vede e che gli passa davanti a se. Picasso assiste e anche vive le scene notturne delle strade e dei vicoli parigini. Lui vede i clienti solitari e spesso ambigui che frequentano i caffè parigini e i ritrovi dove si vive una vita particolare, una vita da “bohémien”. Picasso scruta nelle anime di queste persone e quindi li fa sue mettendo del personale e facendo diventare questi i temi privilegiati dall’artista all'inizio della carriera artistica. Ecco che per esempio l'opera intitolata L'appuntamento diventa per Picasso un pretesto per provare magari una nuova composizione o nuovi materiali da usare che regalano però a chi le guarda un qualcosa di più intimo. In questa opera di Picasso vediamo una stanzetta che dal soffitto che scende dovrebbe essere una mansardina con un arredamento molto sobrio, quasi povero fatto da un letto e una sedia e al centro vi sono due peronaggi che si baciano. Picasso ci mostra una scena molto intima e privata, aiutata anche dal fatto che le figure non si vedono nei visi e si perdono in questo bellissimo abbraccio amoroso.
In quest’opera notiamo che Picasso è orientato verso un pathos creato dai forti contrasti dei colori usati dei quali soprattutto spicca il nero dei pantaloni dell'uomo con il rosso della gonna della donna e con l’avorio del grande letto. Si notano anche dei tratti neri e marcati che servono a schematizzare le sagome delle due figure umane dalle forme piuttosto sinuose e quasi ondulate che assomigliano molto a quei tratti usati da un altro grande pittore ossia Edvard Munch. Munch è colui che ha dipinto il celebre quadro intitolato L’urlo e che sicuramente Picasso ebbe modo di conoscere attraverso una sua litografia importata da uno degli amici modernisti che frequentano il caffè barcellonese Els Quattre Gats (i quattro gatti). In questo locale si riunivano alcuni intellettuali catalani che ogni tanto organizzavano mostre collettive e dove di ritorno da viaggi europei si confrontavano tra di loro su litografie e quadri o sulle nuove tendenze artistiche straniere.
L’opera l'Appuntamento di Picasso si tinge di colori vibranti che derivano dallo studio e dal confronto con l’arte francese che alla definizione lineare delle figure predilige i contrasti forti dei colori che meglio rendono i sentimenti intensi e drammatici.

giovedì 28 settembre 2017

L'opera Celestina del periodo Blu di Pablo Picasso



Celestina è il titolo dato ad una celebre opera realizzata nell'anno 1904 dal grande artista spagnolo Pablo Picasso. Vediamo qui sotto una immagine del dipinto conosciuto come Celestina.


Celestina opera di Picasso



Questa bellissima opera di Picasso la possiamo andare ad ammirare nel Museo Nazionale di Parigi che è stato intitolato proprio al celebre artista spagnolo dopo che lo stesso ha dedicato una intera vita alla ricerca di ispirazioni e dell'essenza dell'arte. Valori importanti che sembra alla fine Picasso abbia trovato grazie al proprio genio e ad un grande talento artistico. Il quadro di Celestina è stato realizzato da Picasso con la tecnica dei colori ad olio su di una tela avente come dimensioni circa 81 per 60 centimetri.

Ma chi era la Celestina del ritratto di Picasso? A sentire alcuni esperti dell'arte potrebbe trattarsi del ritratto di un tal donna di nome Carlotta Valdivia, che era una sorta di mezzana ovvero una “ruffiana” del tempo che veniva soprannominata appunto Celestina. La stessa donna sembra anche che era cieca di un occhio come si può notare anche nel particolare del quadro di Picasso.


Part di Celestina opera di Picasso



Il nomignolo di “Celestina” ha anche un significato particolare in lingua spagnola, questo è quello di protettrice. Altro significato può essere che in molti paesi della Spagna le donne vecchie e anziane venivano associate alla morte, visto che toccava proprio a loro annunciare chi era morto nei giorni recenti nelle proprie zone e dintorni.

Possiamo anche aggiungere che Picasso realizzò l'opera Celestina mentre si trovava nella città di Barcellona in un preciso periodo che precede la partenza dell'artista verso la stupenda città degli artisti, la più amata da tutti coloro che desideravano conoscere e vivere di arte ovvero la città di Parigi. In questo breve ma intenso periodo per Picasso che va all'incirca dall'inverno del 1903 sino alla Primavera del 1904 e che gli esperti di arte definiscono come il momento migliore del Periodo blu, in cui l'artista realizza le sue migliori opere di questo importante periodo artistico. Sono infatti di questo periodo le opere come per fare qualche nome Il pasto del cieco, La vita, Vecchio cieco e ragazzo che oggi vengono considerate dei veri e propri capolavori.

Osservando il quadro di Celestina possiamo notare subito che la protagonista è una donna molto anziana che ha un occhio sinistro malato, forse è proprio cieca da questo. Si pensa anche che possa essere una traccia di un velo di cataratta. Il corpo della donna raffigurata da Picasso non si intravede bene nelle sue forme anche se si può intuire che la donna sia molto esile, fragile e porta una mantellina scura che la avvolge. Il volto che è coperto da un velo scuro riesce a mettere in grande risalto il suo viso che è quello di una donna avanti con l'età, chiaro e illuminato. Picasso riesce attraverso la sua abilità artistica e alcuni particolari importanti a rendere questo viso di donna molto reale e vero. Se guardiamo per esempio la precisione dell’attaccatura e il colore così naturale dei capelli della donna anziana o magari le gote scavate dagli anni e quindi dal cedimento naturale della pelle. Un altra meraviglia della pittura di Picasso è il particolare del mento dove notiamo l’ombra che viene portata dalla peluria e le rughe che ci descrivono questo bellissimo viso molto vissuto. Tutto questo riesce a colpire ogni osservatore per il suo grande verismo.


Il colore del personaggio del quadro come quello dello sfondo è quasi monocromatico. Questi sono i vari toni del colore principale che è il blu. Si intravede poi anche del colore rosa che rischiara e colora le guance dell'anziana donna. Lo sfondo no ci fa capire bene dove la donna si trovi. Non abbiamo molte informazioni per capire il contesto che la circonda. Cosa Picasso vuole trasmetterci attraverso il viso di questa donna anziana? In questo modo la donna che sembra molto malinconica diventa anche enigmatica e attraverso l’uso predominante del colore blu si tinge di inquietudine rafforzata anche da quella malformazione all’occhio molto evidente e dallo sguardo penetrante e obliquo della donna.

Davvero molto bella e intensa la Celestina di Pablo Picasso, voi cosa ne pensate?


mercoledì 27 settembre 2017

L'opera Guernica di Pablo Picasso

Una delle più importanti opere che l'artista spagnolo Pablo Picasso realizzò è sicuramente quella conosciuta col nome di Guernica, diventata oggi il simbolo e la testimonianza di eventi molto drammatici per tutta l’umanità. Qui sotto vediamo una semplice immagine che purtroppo non rende molto merito al capolavoro originale del maestro spagnolo (con un clic la potete ingrandire un poco).

Guernica opera di Pablo Picasso


Questo famoso e drammatico per lo scottante tema trattato dipinto fu realizzato da Picasso nell’anno 1937 su una grande tela che misurava pensate bene 349 per 776 centimetri circa, con la tecnica dei colori ad olio. Oggi dopo molte vicissitudini e vari spostamenti l'opera Guernica può essere ammirata presso il Centro de Arte Reina Sofia nella città spagnola di Madrid. Pablo Picasso realizzò quest’opera come una sorta di protesta verso la guerra in generale. Voleva dare voce alle drammatiche testimonianze della gente spagnola subito dopo il terribile bombardamento aereo avvenuto su Guernica, una piccola cittadina dei paesi baschi che si trova nel Nord-Est della Spagna e da cui l’opera prende appunto il nome. Questo cruento bombardamento che rase al suolo in poche ore l’intera cittadina e con migliaia di persone uccise avvenne il 26 di Aprile del 1937 durante la sanguinosa guerra civile spagnola voluta dal dittatore Francisco Franco. Avvenne il tutto ad opera della Legion Condor, un corpo volontario composto da soldati e piloti tedeschi che provenivano dalla famosa Luftwaffe, l’aviazione tedesca che diventerà tristemente famosa soprattutto nella Seconda Guerra mondiale insieme ad Hitler.
In quest’opera Picasso dipinge immagini forti e stravolte anche se non del tutto irriconoscibili che simboleggiano quel preciso momento del bombardamento sulla città di Guernica ma anche tanto altro. Infatti l’opera di Guernica è entrata nella storia dell’arte perché è per Picasso e per tutti noi il simbolo universale di tutte le barbarie, le morti e gli orrori che tutte le guerre riescono purtroppo a causare. Nel dipinto possiamo riconoscere a destra una donna che scappa impazzita dal dolore da una casa in fiamme dopo che questa è stata colpita da una bomba aerea. Questo quindi può essere considerato l’elemento che testimonia l’evento specifico del bombardamento della città spagnola. Poi vi sono altri elementi importanti di cui gli esperti hanno dato varie interpretazioni.

Guernica part di Picasso


Il toro ad esempio per alcuni, raffigurato bifronte rappresenta per Picasso la brutalità e la rapidità della morte che giunge con un grande furore e spesso in modo inaspettato per le povere vittime dei bombardamenti e delle guerre. Mentre il cavallo raffigurato con dei lineamenti sconvolti rappresenta il povero popolo spagnolo che subisce i soprusi ad opera del dittatore Franco. Per altri invece il toro rappresenta una sorta di Minotauro, ossia una figura mitologica metà uomo e meta toro che sta a indicare la trasformazione degli animi umani con le guerre, diventando vere e proprie bestie che si accaniscono contro i loro simili con orrore e torture. Vediamo anche una lampada in mano ad una donna al centro del dipinto che potrebbe indicare la ragione di tutti gli uomini onesti e di buonsenso che non comprendono il bombardamento e la violenza in generale mentre una colomba, che è il simbolo della pace cade a terra dopo uno straziante movimento. Altre figure importanti e significative nell’opera sono una madre straziata dal dolore per la morte del figlio che tiene sul grembo mentre alza gli occhi al cielo inascoltata e cadaveri che giacciono a terra senza vita segnati negli arti a simboleggiare i pregiudizi e le differenze sociali e politiche.
Insomma Picasso con il suo grande talento artistico insieme al suo linguaggio cubista inventato circa tre decenni prima cerca con questo suo bellissimo capolavoro che è l'opera Guernica di smuovere le coscienze di tutto il mondo affinché si rifletta seriamente e si metta un freno agli orrori e ai drammi che portano tutte le guerre.
Una piccola curiosità su Pablo Picasso e sulla sua opera Guernica.
Ha fatto lei questo orrore? No, veramente è stata opera vostra.
Questa sembra sia stata la risposta di Picasso alla domanda fatta da un ufficiale tedesco che era andato a visitare il suo studio artistico e aveva visto il dipinto del Guernica.

lunedì 20 marzo 2017

Le Moulin de la Galette opera di Pablo Picasso


Tra le tante bellissime opere realizzate dal grande artista spagnolo Pablo Picasso c'è ne una intitolata Le Moulin de la Galette realizzata intorno all'anno 1900, all’inizio proprio di quel nuovo secolo che come sappiamo tutti porterà rivoluzioni e nuovi cambiamenti sia nel mondo dell'arte che purtroppo anche tragici nella vita sociale dei cittadini Europei (le due Guerre mondiali). Clicchiamo sull'immagine per ingrandire un poco.

Pablo Picasso opera Le Moulin de la Galette


Il dipinto di Picasso Le Moulin de la Galette può essere ammirato visitando la stupenda città di New York nella sede del Guggenhaim Museum tra la collezione Thannhauser. Quest'opera è stata realizzata da Picasso come tante sue altre usando la tecnica dei colori ad olio stesi su una tela come supporto. Le sue dimensioni sono di 88,2 centimetri di altezza per 115,5 centimetri di larghezza. Sappiamo che in quell’anno esattamente nel mese di Settembre del 1900 il diciannovenne Pablo Picasso in compagnia di un suo grande amico, Carlos Casagemas giunse per la prima volta nella bellissima città degli artisti, ovvero Parigi in occasione del grande evento dell’Esposizione Universale. Come sappiamo in quegli anni Parigi era considerata come la più importante città dell’arte. Era una meta obbligatoria per tutti gli artisti con i suoi celebri Quartieri che pullulavano di studi d'arte già celebri e famosi ma anche di persone e artisti ancora poche conosciute come era nel caso di Picasso che andavano in cerca di una ispirazione artistica o di quel lampo geniale che potesse portarli sulla strada giusta rendendoli immortali nella storia della cultura e dell’arte. E proprio in questa particolare atmosfera parigina che Picasso respirò, studiò e si impregnò del tutto nei lavori degli artisti. Picasso studia quelli della vecchia scuola ma anche quelli nuovi, ama i rivoluzionari come gli Impressionisti e i Postimpressionisti che insieme all’amico Casagemas già conosceva grazie a delle riviste francesi specializzate che aveva letto quando si trovava in Spagna nella città di Barcellona. L’artista Picasso fu coinvolto nelle atmosfere notturne dei famosi e celebri Café-Chantants parigini che come sappiamo ispirarono molte delle opere di artisti del calibro di Toulouse-Lautrec, Degas o Manet tanto per citarne solo alcuni dei più famosi. Questo particolare e variopinto mondo della notte con i suoi colori e i suoi personaggi un po’ strani e a volte grotteschi ispirarono anche il giovane e recettivo Picasso. Infatti la sua opera Le Moulin de la Galette raffigura uno di questi Locali francesi.
L’artista Picasso attraverso forti contrasti cromatici e un linguaggio molto duro e quasi stridente vuole trasmetterci il suo personale pensiero di decadenza di questi locali alla moda francesi, proprio come avevano fatto in precedenza in altre opere i suoi più celebri colleghi. Geni come Picasso che sono anche degli studiosi, che sono degli attenti osservatori di ciò che li circonda riescono a percepire l'oltre, alla semplice apparenza di gioia e di festa in questi locali. Infatti i Cafè parigini per Picasso sono soprattutto un covo di decadenza sociale e morale, un covo di tristezza e soprattutto per tanti personaggi che lo frequentano di grande solitudine. Sono lo specchio per una parte di quella società di inizio Secolo che non nutre valori ed è tutta apparenza. In Le Moulin de la Galette Picasso si pone come fosse uno spettatore di uno dei tanti spettacoli pieni di mondanità. Questi erano spesso provocatori e molto colorati. Erano capaci a volte di farti scordare la realtà e i problemi per qualche minuto. In quest'opera notiamo come Picasso abbia usato dei colori ricchi e molto vibranti, colori che nei lavori precedenti non si erano ancora visti. Vediamo i visi dei personaggi della scena con vestiti eleganti e ammucchiati tra di loro in danze frenetiche ma poi ci accorgiamo che sono delle macchie di colore in questa atmosfera confusa e piena di luci che rendono la scena teatrale. La passione per il teatro infatti accompagnerà il grande artista Picasso per tutta la sua vita influenzandolo spesso per le composizioni nelle sue opere.

Donna imbellettata opera dell'artista Pablo Picasso


Pablo Picasso e la sua opera La donna imbellettata.
Oggi diamo qualche breve dato su una delle opere realizzate agli inizi del secolo Novecento dal grande artista spagnolo Pablo Picasso.
Quest'opera è conosciuta nel mondo dell'arte con il titolo di Donna imbellettata o Margot. Qui sotto possiamo vedere una immagine digitale su cui poter cliccare per ingrandirla e vedere meglio qualche particolare.

Picasso opera Donna imbellettata


Come gli appassionati dell'arte sapranno bene Pablo Picasso nasce senza tanti clamori in una bella cittadina della Spagna chiamata Malaga nell’anno 1881. Grazie soprattutto ad un talento davvero straordinario e insieme ad una sua particolare concezione del tutto nuova verso il mondo dell’arte e della pittura Picasso riesce nel corso della sua lunghissima carriera di artista a diventare come giustamente oggi affermano tutti gli esperti dell’arte uno dei più grandi maestri che la storia dell'arte abbia mai avuto. Un arte straordinaria e innovativa sarà quella realizzata da Pablo Picasso anche se all'inizio per alcuni addetti ai lavori dell’epoca questa verrà considerata come un arte molto strana e con poca vita. Ma come sappiamo bene il tempo gli darà ragione. Infatti attraverso le sue numerose opere di cui molti dipinti oggi vengono considerati degli straordinari capolavori come l'importante opera Les Demoiselles d’Avignon del 1907 Picasso è riuscito a cambiare o addirittura a rivoluzionare per sempre il modo di concepire e di fare arte in generale e di fare pittura per tutti gli artisti del futuro.
L'opera intitolata Donna imbellettata è un lavoro realizzato da Pablo Picasso intorno all’anno 1901. La tecnica artistica utilizzata in questo caso è quella dei colori a olio che vengono stesi su un supporto di cartone. Le dimensioni di questo supporto di cartone sono all’incirca di 69,5 centimetri di altezza e di 57 centimetri di larghezza. La Donna imbellettata di Picasso la possiamo ammirare insieme a tante altre sue opere presso il celebre Museo che porta il suo nome ovvero il Museo Picasso che si trova nella città spagnola di Barcellona. Questo Museo come si intuisce dal nome è dedicato all'artista spagnolo e per tutti gli amanti della pittura e dell'arte di Picasso è una meta imperdibile soprattutto per l'enorme mole di opere che si possono ammirare al suo interno. Come possiamo notare guardando attentamente la Donna imbellettata la tecnica usata da Picasso è alquanto particolare. Infatti l’artista utilizza stendere sul supporto di cartone dei brevi tocchi di colore puro dai toni abbastanza forti magari aiutato da una spatolina o con i soliti pennelli. Lo vediamo ingrandendo un particolare dell'opera (sotto).

Picasso part. di Donna imbellettata


Quindi dopo aver steso questo colore puro vediamo che Picasso in alcuni punti quasi subito lo grattava via dal supporto. Questa tecnica è stata usata da Picasso quasi sicuramente per omaggiare e per riferirsi, come fosse una sorta di tributo verso quelle che sono la tecnica e le opere di un altro grandissimo artista che lui ammirava molto. Questo artista è l’olandese Vincent Van Gogh. Nell’opera della Donna imbellettata possiamo vedere raffigurata una donna in una posa particolare. Questa donna presenta un forte trucco steso sul viso e sulla testa porta un buffo cappellino sicuramente dei primi del Novecento. Alle spalle di lei vediamo nella metà alta del dipinto una parete raffigurata con una pioggia di colori che vanno dal giallo al rosso al verde. La donna inoltre che pare seduta porta i guanti ed è vestita con un abito di un colore rosso acceso. Notiamo quasi subito che Picasso ha raffigurato questa donna con un viso molto triste. Il suo sguardo sembra perdersi nei pensieri e oltrepassa chi gli sta davanti trasmettendoci un grande senso di malinconia e di solitudine. Questa particolare composizione unita alla posa del personaggio con un braccio incrociato sul petto che porta la mano sulla spalla nella scena raffigurata da Picasso ci portano a pensare all'influenza di un altro grande artista, questi è il celebre artista francese Toulouse-Lautrec. Quest’ultimo era noto anche per aver rappresentato spesso nei suoi lavori artistici delle scene all’interno dei famosi locali francesi dove tra colori, grandi luci, musica e balli forsennati strani personaggi vivevano la loro vita di notte. Personaggi che Toulouse-Lautrec spesso raffigurava nelle opere con visi tristi come realmente apparivano ai suoi occhi magari in un angolino seduti a un tavolino da soli e in un momento di lucida e reale consapevolezza della loro superficiale e brutta esistenza.
Il giovane Pablo Picasso durante il periodo in cui realizzò quest’opera nel 1901 aveva circa vent’anni. In quel periodo era già un artista molto considerato nella società e iniziava a ricevere i suoi primi riconoscimenti. Questo è il periodo in cui vediamo nelle opere di Picasso alcuni dei temi che gli stavano a cuore e che lui voleva mettere in risalto nelle proprie opere. Temi come appunto quello dei locali notturni con degli strani e simpatici personaggi che vivono in questi ambienti apparentemente ricchi, pieni di fumo, di colori e di luci sfarzosi ma che in realtà nascondono spesso la solitudine e la tristezza degli individui.

giovedì 9 marzo 2017

Pablo Picasso e l'opera Le due sorelle o L'incontro


Tra i tanti lavori celebri e meno celebri che l’artista spagnolo Pablo Picasso realizzò durante la sua lunga carriera come pittore vi è anche un bellissimo e commovente dipinto dal titolo Le due sorelle, di cui vediamo sotto una piccola immagine.

Le due sorelle opera di Pablo Picasso

Quest'opera oltre che come Le due sorelle è conosciuta anche col nome L’incontro per il tema che viene trattato. Il dipinto è stato realizzato da Picasso nell’Estate dell’anno 1902 mentre l'artista si trovava nella città di Barcellona in Spagna. Quest'opera insieme ad altre fa parte di quei bellissimi lavori artistici che sono stati realizzati da Picasso pittore durante un periodo preciso della sua carriera. Un periodo che venne denominato poi dagli esperti di arte come il periodo blu di Picasso. Un momento particolare questo chiamato così perché Pablo Picasso amava usare nei suoi dipinti soltanto il colore blu insieme a tutte le sue varie tonalità, un colore freddo molto amato ed espressivo per l’artista in quel periodo. Infatti come i molti appassionati di arte sapranno l’artista Pablo Picasso trascorse durante la sua vita dei periodi molto particolari, diversi anche dal punto di vista sociale o sentimentale. Dei momenti di vita che sono stati talmente importanti e decisivi per il suo carattere da influenzarlo poi artisticamente nelle sue idee e nelle sue scelte future soprattutto per quanto riguarda la sua pittura che nel tempo si è sviluppata e affinata attraverso una attenta osservazione e una sua nuova visione del mondo e della realtà. Periodi artistici di Picasso che oggi gli esperti dell’arte ci descrivono e ci indicano col nome di periodo blu, periodo rosa o ancora il periodo del Cubismo che porteranno questo grande genio spagnolo a essere considerato uno degli artisti più rivoluzionari e importanti del Ventesimo secolo e di tutta la storia dell’arte.

Le due sorelle di Pablo Picasso tra dati e cenni sul dipinto.
L’opera Le due sorelle o L'incontro è stata realizzata con la tecnica dei colori a olio che sono stati stesi su un supporto di tela dalle dimensioni medio-grandi. Le dimensioni sono di circa 152 centimetri di altezza per 100 centimetri di larghezza. L’opera di Picasso può essere ammirata da tutti andando nel famoso Museo russo The State Hermitage Museum nella città di San Pietroburgo.
Cosa raffigura l'opera Le due sorelle di Pablo Picasso?
Da un primo sguardo che diamo a quest’opera notiamo subito come ricordato anche sopra che questa è stata realizzata usando la monocromia del colore blu e delle sue tonalità. Questa è un opera non finita da Picasso in cui vediamo raffigurate tre figure umane che riconosciamo come due donne e un piccolo neonato in braccio ad una di esse, quella sulla destra. Del piccolo si intravede appena soltanto una manina e sembra che la madre lo stia allattando al suo seno scoperto. Le due donne come si intuisce dal titolo dovrebbero essere due sorelle. Quella con la testa chinata ci pare una donna malata. Le vesti che indossano sono lunghe e sembrano avere uno stile antico con una sorta di mantella sulle spalle e un telo per la testa. Con una osservazione più attenta si può notare anche la differenza che c’è tra la resa delle pieghe nella mantella della donna a sinistra che sono realizzate da Picasso con delle linee rigide e geometriche e quelle invece più basse delle gambe che sono realizzate con delle linee più morbide e tonde. In quest’opera Picasso ci descrive in modo davvero straordinario, dosando anche i sentimenti tutta la drammaticità di una richiesta di aiuto da parte della donna malata alla sorella che è anche una madre. La scena del dipinto con questi personaggi è davvero molto triste e ci trasmette come detto un senso drammatico, di solitudine e di miseria. Picasso tratta anche in quest’opera così come in tante altre che oggi sono considerate dei veri e propri capolavori dell’arte uno dei temi più sentiti e osservati dall’artista nella realtà che lo circondava e che purtroppo devo aggiungere sono sempre molto attuali anche ai giorni nostri. Un tema triste che Picasso aveva molto a cuore soprattutto in quegli anni e che cerca di farci arrivare attraverso la sua grande arte e i toni freddi del colore blu. Questo colore per l’artista è capace di esprimere e di trasmettere delle precise emozioni, di dare grande forza espressiva ai tristi temi trattati in queste opere. Pablo Picasso infatti durante il periodo blu nelle sue opere come Le due sorelle ci parla di temi drammatici come quello della miseria, della solitudine o della prostituzione delle povere donne per poter mangiare. Ci parla anche di ragazze-madri che lo fanno per cercare di sfamare i loro innocenti figli che sono puntualmente emarginati dalla cosiddetta società “normale”.
Curiosità sui personaggi trattati nell’opera di Pablo Picasso Le due sorelle.
Secondo il critico d’arte e artista francese Max Jacob (1876-1944) quest'opera di Picasso rappresenta invece l’incontro tra una prostituta e una giovane madre che tenendo il figlio in braccio cerca di confortarla. Questo si può capire dal foulard di colore bianco che la donna a sinistra porta avvolto tra la testa e il collo. Jacob afferma che questo elemento era d’obbligo in quel tempo per le donne malate di sifilide che erano ricoverate presso l’ospedale di Saint-Lazare.
Altre persone invece vedono nel dipinto di Picasso un tema diverso, forse più religioso. Magari con La Madonna e il suo Bambino come personaggi che confortano una povera malata che chiede aiuto. Comunque l’unica cosa certa è che questa è una delle opere più belle e commoventi di Pablo Picasso che realizzò durante il periodo blu.

Pablo Picasso e l'opera Il vecchio chitarrista cieco


Alcuni dati e dei cenni storici sull'opera d'arte intitolata Il vecchio chitarrista cieco realizzata dall'artista spagnolo Pablo Picasso.
L'opera che tutti noi conosciamo col titolo di Il vecchio chitarrista cieco è stata realizzata intorno all'anno 1903 da uno dei più grandi artisti degli ultimi secoli. Questo artista è Pablo Picasso. Sotto vediamo una immagine dell'opera.

Il vecchio chitarrista cieco Pablo Picasso


la tecnica usata da Picasso per la realizzazione di quest'opera è quella dei colori a olio che sono stati stesi su una tavola che ha come dimensioni circa 121 di altezza per 92 centimetri di larghezza. Il vecchio chitarrista cieco la possiamo trovare esposta presso il Museo americano chiamato The Art Institute nella città di Chicago.
Se diamo una veloce occhiata a quest'opera come è successo a me anche gli appassionati di arte possono intuire facilmente soprattutto attraverso i vari colori e le tonalità usate che Il vecchio chitarrista cieco appartiene a un preciso momento storico avvenuto durante la lunga carriera artistica di Pablo Picasso. Questo periodo è conosciuto e indicato dagli esperti dell'arte come il periodo blu dell'artista spagnolo. Venne chiamato così perché nelle opere di questo periodo Picasso faceva un grande uso del colore blu insieme a tutte le sue tonalità.
Cosa vediamo raffigurato nel dipinto Il vecchio chitarrista cieco di Pablo Picasso?
Vediamo raffigurato un vecchio mendicante. Una persona povera e vestita soltanto con abiti scuciti e sporchi. Picasso raffigura questo povero vecchio in una posa molto particolare. Egli è appoggiato ad un angolo di una sconosciuta strada e in quel momento sta suonando forse l'unico oggetto che gli sia rimasto a lui magari molto caro, ovvero la sua vecchia chitarra. Notiamo nell'opera di Picasso che a parte lo strumento musicale che spicca su tutto, perché è colorato con una tinta bruna il resto è tutto realizzato con il colore blu e le sue tonalità. Sappiamo che questi colori in arte vengono definiti diciamo dei colori “freddi” e spesso in alcune opere stanno a simboleggiare la miseria e la povertà degli uomini. Ma soprattutto il colore blu per Picasso in questo preciso periodo artistico sta a significare un grande dolore e una triste solitudine che è uno dei grandi mali che affliggono l'uomo. Il vecchio raffigurato nell'opera sembra che riesca a fatica a suonare la sua chitarra provato sicuramente dai lunghi anni passati al freddo, con la fame e in totale miseria. Questa miseria, questa brutta condizione del vivere per tanti uomini, probabilmente Picasso visto la sua grande sensibilità la percepiva davvero dentro di se, era qualcosa che gli faceva davvero molto male al punto da doverla raffigurare nelle sue opere. Picasso vedeva spesso le miserie e le tristezze degli uomini andando in giro per le strade e per i locali del Paese. L'unica consolazione per il vecchio chitarrista del dipinto sembra quello di suonare lo strumento caro. Per un istante con il suono tutti i mali del mondo sembrano svanire, si vive di nuovo e si è in dolce compagnia. Picasso sia fisicamente che anche simbolicamente nel suo dipinto raffigura la chitarra grande. Questa riempie tutto lo spazio che l'esile corpo emaciato del vecchio lascia vuoto. La chitarra  poi ha una bella forma rotondeggiante che quasi contrasta con le linee scavate del corpo umano, vecchio e stanco. sembra quasi il corpo caldo di una donna. La chitarra è forse l'unico mezzo di sostentamento per l'uomo vecchio che si consola attraverso di essa con il suo suono sicuramente dolce e soave che lo accompagna tra tanta bruttezza. Il corpo anche in questo caso, vediamo per esempio l'opera di Picasso Il vecchio cieco e ragazzo è allungato, deformato e sproporzionato nei suoi lineamenti. Sappiamo che l'artista spagnolo fu influenzato per questo quando andò a vedere molte delle opere del celebre pittore spagnolo El greco.
Comunque a mio modesto parere quando si ammira un opera realizzata da Pablo Picasso del periodo blu come quella di cui abbiamo parlato qui brevemente il Vecchio chitarrista cieco, l'impressione sia sempre la stessa. E cioè che in questi dipinti il grande artista abbia voluto mettere una scintilla di speranza, un piccola scintilla di forza che può scaturire in ognuno di noi, anche da un vecchio misero e cieco. Insomma anche in questo dipinto molto commovente e molto tragico che riesce a farci percepire e ci fa vedere tutta la bruttura della vita per gli uomini ci può essere una lieve speranza, una gioia qui data dal dolce suono di una chitarra che può arrivare lontano come soltanto la musica e l'arte sanno fare.

mercoledì 19 febbraio 2014

Pablo Picasso per l'arte: origini e curiosità artistiche di un grande artista

Pablo Picasso tra storie e leggende di uno dei più grandi geni dell'arte del Novecento.
Del “tizio” chiamato Pablo Picasso e del suo fantastico mondo dell'arte non sappiamo proprio tutto. Infatti intorno alla figura ormai leggendaria dell'artista Picasso diventato anche un esempio, una bella icona dell'arte per tutto l'amore e l'ammirazione che provano milioni di suoi appassionati aleggia come accade spesso in presenza di un genio ancora un aria di mistero e di grande curiosità da parte di fan e esperti. Qui adesso per chi ancora non conosce bene Pablo Picasso daremo qualche dato relativo alle origini o alla famiglia, il tutto condito magari con qualche storia o qualche curiosità sulla vita e la grande passione per l'arte. A lato vediamo una immagine che ritrae un maturo Pablo Picasso.
Pablo Picasso: le origini, la famiglia e i primi passi nell'arte.
Senza essere smentiti dall'esperto di turno possiamo dire che Pablo Picasso è riconosciuto come l'artista che con le sue ricerche e le sue straordinarie opere è riuscito a stravolgere tutto il mondo dell’arte e degli artisti futuri e cambiando per sempre soprattutto la visione della pittura attraverso delle straordinarie opere come il capolavoro che vediamo qui sotto in una immagine intitolato Les demoiselles d’Avignon, realizzato nell'anno 1907 che oggi nella storia della pittura viene considerato tra i più importanti dipinti del Ventesimo secolo. Trovate la descrizione e i dati di questa opere nella pagina in alto le opere dell'arte.



Pablo Picasso y Ruiz nasce in una delle città della Spagna chiamata Malaga, esattamente all'indirizzo di Plaza del la Merced nel giorno 25 Ottobre del 1881, dall'unione del padre José Ruiz Blasco con la madre Maria Picasso y Lopez. Tra gli avi del padre troviamo alcuni personaggi importanti e illustri dell'epoca, persone di potere come politici, degli uomini di chiesa ma anche delle persone più umili e modeste che fanno per esempio i guantai e addirittura degli eremiti. Don Diego Ruiz, Il nonno paterno di Pablo era un abile guantaio. Era un artigiano che fabbricava guanti, ma quando aveva un po’ di tempo libero da dedicarsi si appassionava soprattutto alla musica e al disegno artistico.
Il padre di Pablo, José Ruiz a differenza del nonno invece si dedica completamente all’arte della pittura e al disegno a mano libera. “dipinge dei quadri da sala da pranzo”, queste saranno le parole di Pablo dette in una delle interviste future riguardo ai lavori artistici del padre. Il padre spesso amava dipingere degli animali e delle piante con una particolare propensione verso gli uccelli. La pittura era però poco redditizia per la famiglia di Picasso e quindi il padre svolgeva anche un incarico amministrativo presso la Scuola di Arti e mestieri di San Telmo. Inoltre dirigeva anche il Museo della città di Malaga.
Oggi alcuni storici e esperti dell'arte affermano che la passione del padre di Pablo Picasso verso la pittura abbia impressionato e forse anche segnato per il suo futuro artistico il giovane figlio, anche soltanto a livello di immaginazione. Infatti sappiamo tutti quanto possa essere importante in una qualunque famiglia la figura di un padre nell'agevolare e magari nello stimolare una certa attitudine creativa, sportiva o intellettuale del proprio figlio. Questo avvenne anche per il piccolo Pablo che fu stimolato anche ad avere una certa ironia che diventerà nel futuro davvero proverbiale per l’artista. Per quanto riguarda la madre di Picasso invece sappiamo che ha delle origini italiane. Il bisnonno di Maria Picasso che come certamente avrete anche capito sarà poi il celebre cognome che prenderà l’artista facendo decadere quello paterno, nacque a Recco un paesino presso la città italiana di Genova. Addirittura si pensa che sia stato parente del pittore Matteo Picasso, pure lui di Recco e di cui lo stesso Pablo possedeva un suo quadro.
Una curiosità sulla nascita dell'artista che è anche abbastanza tragica da leggere, è quella che il piccolo Pablo, questo era il suo nome principale al quale poi dobbiamo aggiungere secondo una antica e tipica usanza spagnola i numerosi nomi di Diego, José, Francisco de Paula, Juan, Nepomuceno, Crispin, Maria, De los Remedios, Crispiniano de la Santissima Trinidad viene creduto alla sua nascita un bambino nato morto e per questo motivo lasciato dalla levatrice di turno su di un tavolo accanto alla propria madre sicuramente affranta dal dolore. A volte ho riflettuto su questa possibile drammatica scena, con il corpicino di uno dei più grandi artisti e geni del Novecento steso lì senza un minimo movimento su un freddo tavolo, creduto morto punto. È veramente qualcosa di orribile, di inimmaginabile per qualunque appassionato dell'arte. Chissà quante cose avremmo perso senza l'arte di Picasso. Sarà lo zio don Salvador, il fratello del padre a cercare di rianimarlo, di riportarlo alla vita e infine fortunatamente di salvarlo letteralmente anche grazie al fatto che era un esperto medico. Sicuramente questo racconto tornerà spesso nei pensieri di Picasso e per riflesso nella sua stessa immaginazione lungo tutto il corso della sua vita.
Una volta Picasso parlando del suo periodo scolastico disse che gli anni della scuola sembrano essere un brutto periodo di vuoto ricettivo che non hanno insegnato proprio nulla a lui. Delle forti e nuove emozioni, le nuove idee che lo rendono felice gli arrivano alla mente soprattutto attraverso i suoi occhi o dagli esercizi quotidiani che fa per sperimentare la sua visione.
Il ricordo di uno dei suoi primi quadri dipinto quando il piccolo Picasso aveva soltanto otto anni raffigura lo sport della corrida, uno degli spettacoli tradizionali della Spagna a cui assisteva spesso insieme al padre. All’età di dodici-tredici anni Pablo che intanto si era trasferito nella città di La Coruna perché il padre accetta un posto come professore di disegno in una delle scuole trascorre dei momenti di grande nostalgia anche per il clima piovoso della città. Qui intanto esegue molti disegni con le sue matite copiando spesso i gessi delle statue dagli occhi ciechi come li chiama lui o i toraci e i mezzi busti di forti guerrieri. Disegna anche delle zampe di alcuni uccelli morti che il padre gli sottopone come fossero dei macabri modelli da copiare con precisione per far pratica. In poco tempo il giovane e talentuoso Picasso riesce a imparare bene le tecniche del disegno a carboncino e i segreti del chiaroscuro. Nei 4 anni trascorsi a La Coruna comincia anche a disegnare alcuni soggetti dal vivo come i ritratti della sorella Lola, gli amici del padre o le famiglie borghesi dei propri vicini di casa. Il primo ritratto importante di Picasso è dedicato a un intimo amico del padre, il dottor Ramon Perez Cosales. Sembra però che il quadro che più colpisce per la grande maturità del tratto insieme alla freschezza del tocco è un piccolo ritratto di una fanciulla, conosciuto come La ragazza dai piedi nudi dove si vede già una drammaticità del contrasto e un realismo del soggetto ripreso che sembrano portare alle celebri opere che realizzerà in futuro durante una delle tappe fondamentali della carriera artistica di Picasso, un periodo che verrà conosciuto per lo stile e il linguaggio usato come il periodo blu.
Anche la madre Maria Picasso Lopez attraverso la sua sensibilità femminile, il suo amore materno e la sua tenerezza influenzò sin da piccolo Pablo. Da lei sicuramente l'artista imparò le grandi differenze che si trovano nelle persone e in ogni società. Le differenze tra le persone povere, umili e quelle potenti, quelle ricche. Tra coloro che non potranno mai entrare in quel gioco perverso del potere che è solo per pochi eletti e gli ultimi uomini, i poveri emarginati da tutto. Tutti questi insegnamenti e l'amore della madre portarono Picasso a ripagarla nell'affetto e poi nel giorno in cui capì che l'arte era diventata la sua ragione di vita per il futuro, prendendo come nome d'arte il cognome della madre e diventando in questo modo immortale per il mondo, col nome che tutti noi conosciamo bene, Pablo Picasso.
L'arte di Pablo Picasso nei primi anni di carriera.
Il giovane Picasso durante i primi anni del suo “noviziato artistico” non trova subito grande fama e quindi ricchezza anzi ci furono periodi di stenti, di battaglie e di polemiche oltre che anni di intensa ricerca interiore e artistica che gli faranno da cornice. Neanche gli amici più stretti o gli artisti che lo conoscevano a volte lo capiranno perché Pablo fin dai precoci inizi della sua carriera di pittore si pone di fronte ai problemi dell'arte con un animo del tutto nuovo, con una mentalità e una prospettiva aperta che sembra appartenere già al futuro.

martedì 18 febbraio 2014

Pablo Picasso e Les Demoiselles d'Avignon tra le più importanti opere nella storia della pittura

Con il titolo Les Demoiselles d’Avignon (dal francese) gli amanti dell'arte riconoscono da subito una delle più belle opere dell'arte, scaturita dal genio di un grande artista, Pablo Picasso (1881-1973). Questo dipinto per la sua grande importanza che riveste nel campo della pittura è diventato anche uno dei simboli dell'arte mondiale. Grazie ai numerosi studi effettuati durante la sua brillante e lunga carriera, sperimentando sempre il nuovo e attraversando vari periodi artistici intermedi come il cosiddetto periodo rosa o il periodo blu, Picasso arrivò alla fine a concepire e a sviluppare una nuova corrente artistica che venne definita per le sue caratteristiche Cubismo attraverso la quale fu capace come pochi altri grandi di influenzare e di cambiare per sempre il modo di vedere e di fare l'arte e la pittura nel futuro.

Les Demoiselles d'Avignon di Picasso

Per questo Pablo viene Picasso considerato giustamente dagli esperti tra i più importanti maestri del Ventesimo secolo. Sopra vediamo una immagine che ritrae il capolavoro della pittura di Pablo Picasso Les Demoiselles d'Avignon.
Les Demoiselles d'Avignon di Picasso tra origini, dati e curiosità del dipinto.
Il dipinto dal titolo in francese Les Demoiselles d'Avignon che tradotto in italiano può suonare all'incirca come “le signorine di Avignone” è stato realizzato da un giovane Picasso nell'anno 1907, aveva soltanto 26 anni. La tecnica pittorica usata è quella dei colori a olio che vengono stesi su una tela abbastanza grande avente come dimensioni circa 243,9 per 233,7 centimetri. Il capolavoro che gli esperti ritengono essere il più importante dipinto di tutto il Ventesimo secolo è oggi collocato per essere ammirato da tutti presso il MoMa, ovvero il Museo di Arte Moderna che si trova nella città americana di New York.
L'artista spagnolo dopo i primi periodi della sua carriera artistica trascorsi come fossero delle tappe tra la sua amata Spagna e la meravigliosa Francia dell'epoca, meta preferita dai nuovi artisti Europei, sperimenta nuovi linguaggi perché è alla ricerca di un suo personale stile, qualcosa di nuovo che lo possa soddisfare appieno. Picasso in quegli anni come artista è alla ricerca della sua vera essenza, del suo possibile genio artistico nascosto e nel 1906 ha al centro del suo discorso tematico ancora ben fermo la figura umana, soprattutto quella femminile. In quello stesso anno l’artista esegue una serie di schizzi, sperimentando con le tecniche a olio, del carboncino, della penna o a matita. In questi lavori di Picasso si vedono le figure che sono ancora tonde e tradiscono innumerevoli influssi ma ci fanno capire come vi sia una ricerca pura, una sperimentazione che deve portate Picasso a qualcosa di veramente nuovo, di mai visto prima e che sicuramente già gli ronza nella mente ma non riesce a esprimere nei suoi lavori.

martedì 25 settembre 2012

Pablo Picasso in mostra al Palazzo Reale di Milano con 200 sue opere sino al 6 Gennaio 2013


Per tutti i grandi appassionati di arte presso il Palazzo Reale della città di Milano dal 20 Settembre 2012 e sino al 6 Gennaio del 2013 si terrà una importante Mostra dove si potranno ammirare circa 200 opere tra dipinti, disegni e sculture provenienti dal Museo Nazionale Picasso, di cui alcune mai uscite prima d'ora, realizzate appunto dal celebre artista e pittore spagnolo Pablo Picasso (1881-1973) che riuscì a rivoluzionare il mondo dell'arte.

Per tutte le varie informazioni e prenotazioni visitate il sito:


venerdì 7 settembre 2012

Il Cubismo una importante corrente artistica del Novecento


Il Cubismo è una delle correnti artistiche tra le più importanti del secolo Novecento, considerata dagli esperti anche come una delle correnti più influenti per quanto riguarda l'intera storia dell'arte mondiale. Infatti il Cubismo attraverso le opere dei suoi maggiori esponenti che utilizzarono un nuovo linguaggio artistico e un nuovo modo di concepire e vedere l'arte riuscì col tempo a rivoluzionare il pensiero e la visione di tanti nuovi giovani artisti del futuro.




Per quanto riguarda l'origine del Cubismo, gli storici ci indicano quasi con certezza per la data di nascita e dei suoi primi passi l'anno 1906. Il tutto avvenne grazie soprattutto alle esperienze e all'incontro per collaborare artisticamente di due grandi uomini dell'Europa che diventarono ben presto buoni amici, ma soprattutto dei grandi artisti che sono entrati nei cuori di tutti gli appassionati dell'arte, oltre che nella leggenda. Questi sono il francese Georges Braque (1882-1963) e lo spagnolo Pablo Picasso (1881-1973). Questi due artisti durante la loro ricerca di qualcosa di nuovo che li stimolasse artisticamente, si faranno influenzare anche dalle belle opere di un grande artista dell'epoca, Paul Cézanne (1839-1906) che proprio in quell'anno verrà a mancare lasciando a noi tutta la potenza e il proprio genio artistico attraverso alcuni celebri capolavori, che portano oltre che una atmosfera esotica, anche un proprio linguaggio nuovo fatto attraverso l'uso di macchie di colore. Ma Picasso e Braque si lasceranno affascinare anche dall'arte e dalla scultura africana di alcune popolazioni tribali del “Continente nero”. Picasso per esempio cercherà di capire e analizzare i concetti e gli stili che le particolari e strane maschere africane scolpite nel legno dagli uomini delle tribù possono trasmetterci. I due artisti riescono a scoprire altre concezioni sullo spazio e sulle forme delle immagini artistiche degli oggetti o degli esseri viventi arrivando a capire che:
con il Cubismo si vuole raffigurare l'essenza della realtà, andando oltre la forma esteriore e avviare così un processo di trasformazione e astrazione della realtà stessa che sarà rappresentata non come appare ma come la nostra mente sa che è.
Una delle opere più celebri del Cubismo realizzata nell'anno 1907 dal grande artista Pablo Picasso ha come titolo Les demoiselles d'Avignon. Questa straordinaria opera che vediamo sopra in una immagine viene considerata come il punto d'inizio della ricerca artistica cubista, perché le figure rappresentate appaiono già scomposte in forme geometriche. Questo capolavoro è anche considerato dagli storici d'arte come il dipinto più importante di tutto il Novecento. In quest'opera di Picasso vediamo come lo spazio non è costruito secondo le regole della “tradizionale” prospettiva e anche la piatta stesura dei colori, non dà l'illusione della profondità. Notiamo anche come l'espressività dei volti dei personaggi, soprattutto quelli delle due donne a destra sembrano ispirarsi agli studi delle maschere dell'arte primitiva Africana.
La corrente artistica del Cubismo per alcuni suoi aspetti principali viene divisa in tre precisi periodi storici. Nel primo periodo che va all'incirca dal 1907 al 1909, oggetti e figure vengono semplificati e ridotti a forme geometriche. Sulle tele gli artisti cercano di riprodurre una visione multipla, simultanea e tridimensionale della realtà. La forma degli oggetti viene frantumata nello spazio ed è determinata dalla moltiplicazione dei punti di vista. Ecco perché per esempio Picasso in alcune sue opere disegna due occhi anche in un volto ripreso di profilo, il quale dovrebbe averne solo uno di occhio che si vede.
Il secondo periodo cubista va dal 1909 al 1911 e viene riconosciuto dagli esperti come il periodo del Cubismo analitico. In questi tipi di opere gli artisti riducono lo spazio e gli oggetti a solidi geometrici, che vengono scomposti e smembrati. Questi vengono collocati sulle tele senza che abbiano alcun rilievo. Questa fase è caratterizzata da una evidente severità dei toni dei colori, basata sui grigi e sugli ocra. L'attenzione degli artisti è interamente rivolta alla forma e non al colore. In questa fase del cubismo analitico i soggetti preferiti sono di solito dei paesaggi o delle nature morte.

Dal 1911 ha inizio la fase che viene riconosciuta col nome di Cubismo sintetico. L'oggetto dopo essere stato analizzato e frantumato viene ricomposto sinteticamente per ricercarne l'essenza. Durante questo periodo artistico, i pittori prediligono dipingere delle nature morte con dei frutti, dei violini, bottiglie, bicchieri o giornali che vengono appiattiti sulla superficie. Si recupera inoltre in questa fase la ricchezza cromatica assente nel periodo precedente. In queste composizioni vengono spesso inseriti elementi derivanti dalla realtà concreta come lettere, numeri, pezzi di carta o ritagli di giornali. A lato vediamo una immagine dell'opera cubista di Braque del 1913, intitolata Bicchiere e rivista.

domenica 18 dicembre 2011

Due autoritratti del grande artista spagnolo Pablo Picasso


Pablo Picasso: Ritratti e autoritratti nell'arte.
Tra i vari lavori artistici che fanno parte di bellissime produzioni anche di celebri maestri dell'arte sia del passato che dei nostri giorni ci capita spesso di vedere che tra le loro opere vi sono numerosi ritratti che rappresentano e celebrano dei grandi personaggi della storia come per esempio grandi uomini politici, religiosi oppure importanti figure che sono state un simbolo e un esempio di vita sociale di quei tempi. Questo del ritratto era ed è tuttora uno dei temi più difficili e utilizzati dagli artisti per fare una sorta di pubblicità al proprio talento artistico in quanto non è sempre facile raffigurare l'anima di qualcuno, i tratti di una faccia con tutto quello che può esprimere. Infatti poi questi ritratti venivano guardati e ammirati da numerose persone che arrivavano da ogni luogo facendo così la gioia sia del personaggio raffigurato che si vantava della bellezza o di tutte le sue migliori doti che dell'autore stesso che aveva realizzato magari una bellissima opera d'arte. Per lui il vero vantaggio era che tra il pubblico poteva ritrovarsi anche dei possibili nuovi committenti, i quali magari cercavano proprio un modo per farsi auto-celebrare attraverso delle grandi opere pittoriche. Tra le produzioni degli artisti poi possiamo trovare anche se come meno frequenza dei ritratti quelle opere con tema dell'autoritratto. Si preferiva comunque ritrarre gli altri anziché se stessi soprattutto per un calcolo economico visto che non si guadagnava nulla nel raffigurare la propria persona in un opera e chi degli artisti si faceva un autoritratto era principalmente a scopo di sperimentare qualcosa di nuovo o magari studiare la propria personalità, il proprio io interiore.

Pablo Picasso e i suoi autoritratti.
Tra i grandi maestri della pittura che realizzarono anche alcuni meravigliosi autoritratti possiamo citare sicuramente Leonardo Da Vinci, Vincent Van Gogh e il pittore spagnolo Pablo Picasso. Il celebre artista spagnolo Picasso è riconosciuto dagli esperti d'arte come colui che attraverso i propri studi e le sperimentazioni artistiche, passando poi dal Cubismo rivoluzionò il modo di concepire, di vedere e di fare arte del Ventesimo secolo. Picasso durante la sua lunga carriera di artista realizzò in periodi differenti anche numerosi disegni, bozzetti o opere complete sempre con lui come soggetto. Qui sotto descriviamo due degli autoritratti di Picasso che ha realizzato nei primi anni del Ventesimo Secolo. Per quanto riguarda la vita e le altre opere di Picasso trovate sul sito altri articoli e descrizioni.
Il primo autoritratto di cui parliamo è quello realizzato da Picasso nell'inverno del 1901. Lo vediamo nell'immagine sopra.