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lunedì 3 maggio 2021

Grant Wood e il dipinto Gotico americano

 

tra i vari e bellissimi dipinti del pittore americano Grant Wood nati nel 1892 e morto nell'anno 1942 ritroviamo uno dei più celebri che si intitola Gotico americano. Qui sotto vediamo una immagine del dipinto di Wood.

Grant Wood opera Gotico americano


Il dipinto oggi davvero molto famoso di Grant Wood Gotico americano è un opera realizzata dall'artista nell'anno 1930 su di una tavola di legno avente come dimensioni circa cm 74 di altezza e cm 62,5 di larghezza. Questo si trova presso l'Art Istitute of Chicago nell'omonima città americana. Grant Wood fu affascinato un giorno da un cottage che vide mentre passava da una strada. Volle subito inserirlo in una sua opera mettendo dopo due personaggi in primo piano. Questi sono un uomo e una donna che simboleggiano dei contadini. Per modella della donna prese sua sorella mentre per l'uomo utilizzò il dentista del paese. L'uomo imbraccia un forcone, tipico strumento di lavoro di quelle zone. Per quest'opera Wood venne molto criticato per aver quasi infangato e rappresentato in modo ironico le persone che lavorano la terra. Wood affermò invece che lui volle fare un bell'omaggio alla dignità puritana che esisteva all'epoca da quelle parti in America. Le persone erano molto chiuse e semplici specie in campagna. Wood fece parte di quegli artisti realisti americani che volevano in tutti i modi dividersi dal realismo Europeo. Volevano insomma essere autonomi e non si volevano ispirare a nessuno.

Un bel dipinto questo di Grant Wood intitolato Gotico americano.


venerdì 16 aprile 2021

Andrew Wyeth e l'opera Il mondo di Christina

 

Tra le opere del pittore americano Andrew Wyeth nato a Chadds Ford nella Pennsylvania nel 1917 e morto sempre a Chadds Ford nel 2009 troviamo quella intitolata Il mondo di Christina. Vediamo una immagine di questa opera qui sotto.

Andrew Wyeth e opera Il mondo di Christina


Il dipinti di Wyeth intitolato Il mondo di Christina è stato realizzato intorno all'anno 1948 utilizzando dei colori ad olio su una tela avente come dimensioni 82 cm di altezza per 121 cm di larghezza. Il quadro si trova presso il Museum of Modern Art che si trova nella città americana di New York NY.

Nel dipinto Il mondo di Christina vediamo una ragazza sdraiata su di un prato color oro che ci da le spalle a tutti noi osservatori. La ragazza, probabilmente sarà la Christina del titolo e alza lo sguardo verso una collina dove guarda una fattoria in lontananza dove c'è anche un granaio o una stalla. L'artista non ci fa vedere gli occhi della ragazza per poter capire il suo stato d'animo in quel preciso momento. Il senso che ci prende a chi guarda il quadro è quello di malinconia e di solitudine. Questo viene sottolineato dalla lontananza e dallo spazio che c'è tra la ragazza e l'edificio. Chissà invece cosa passerà in quel momento nella testa di Christina. È proprio questo il suo mondo, il mondo di questa ragazza piena di nostalgia, di malinconia oppure di felicità e gioia quello del titolo? Non lo sappiamo. I colori sono stesi in modo magistrale e realistici con dei toni sommessi e una calda luce solare che è tipica del pittore Wyeth. Ci sembra quasi ispirato ad una panoramica fatta con una macchina fotografica dall'angolazione presa. Lo stile di Wyeth è quello di rappresentare paesaggi deserti, malinconici dove non vi sono molti personaggi. Il mondo di Christina fa parte di questo tipico stile dell'artista americano.

Molto bello e suggestivo questo paesaggio.


mercoledì 14 aprile 2021

Lezione di musica una opera della pittura dell'artista Gabriel Metsu

 

tra le varie opere di pittura dell'artista olandese Gabriel Metsu nato nel 1629 e morto ad Amsterdam il 24 Ottobre del 1667 troviamo quella intitolata Lezioni di musica. Per vedere una immagine dell'opera potete cliccare sul link qui sotto:

Lezione di musica di Gabriel Metsu

Lezione di musica è un dipinto ad olio su tela della grandezza di 38,4 cm di altezza per 32,2 cm di larghezza. Lo troviamo esposto presso la celebre National Gallery nella città di Londra.

Come ci indica anche il titolo la scena di questa opera di Metsu ci rappresenta una piccola camera di una casa dove vi sono due personaggi intenti a suonare e ad ascoltare della musica. Uno è maschile ed è sicuramente l'insegnante di musica con una bacchetta nella mano destra mentre da lezioni a l'altra persona che è una donna intenta a suonare una spinetta, uno strumento molto particolare e in voga nel Settecento. Questo assomiglia ad un piccolo pianoforte ed ha un suono molto particolare. Dietro l'aspetto dell'insegnamento della musica in quest'opera di Metsu possiamo anche pensare che vi sia un qualcosa che va verso il corteggiamento. A quei tempi infatti era il modo giusto per poter corteggiare una donna. Per esempio farsi invitare come un insegnante di musica o ancora come un pittore per un ritratto era ottimo per poter entrare tranquillamente nelle case delle amate segrete. Quindi possiamo pensare anche che la dolce musica che esce dallo strumento sia da accompagno per un bell'amore pulito e tenero. Lo stile del dipinto Lezione di musica è tipicamente quello olandese. L'atmosfera calma ed equilibrata ci viene comunicata dalla luminosità abbastanza fredda. I colori molto brillanti stesi in campiture nel corsetto rosso della donna o nei calzini azzurri dell'uomo creano delle delicate armonie spaziali molto belle. Ottima la resa del pavimento ed il quadro messo alla parete alle spalle dell'uomo.

Una bella opera la Lezione di musica di Gabriel Metsu.


lunedì 29 marzo 2021

Las meninas stupenda opera di Diego de Silva Y Velazquez

 Las meninas è uno dei più celebri dipinti del grande artista spagnolo Diego de Silva Y Velazquez nato a Siviglia nel 1619 e morto nella città di Madrid nel 1660, considerato uno dei più grandi ritrattisti di tutti i tempi. Possiamo vedere in una immagine qui sotto questa opera.

Velazquez Las meninas


Las meninas che tradotto vuol dire le damigelle è stata realizzata da Velazquez intorno all'anno 1656 attraverso l'uso dei colori ad olio stesi su di un supporto abbastanza grande. questo supporto era una tela avente delle dimensioni di 318 cm di altezza per 276 cm di larghezza. Lo possiamo ammirare presso il Museo del Prado che si trova nella città spagnola di Madrid.

In questo dipinto che è Las Meninas vediamo al centro di esso circondata dal suo seguito di dame e di nani la figlia del re Filippo IV di Spagna, l'infanta Margherita Teresa. sulla sinistra del quadro poi vediamo il retro di una grande tela dove si intravede un pittore alle prese con il suo lavoro intento a dipingere il ritratto del re e della regina che si possono vedere riflessi nello specchio che si trova alle spalle della piccola Margherita Teresa. Il pittore in questione non è altro che lo stesso Velazquez al lavoro. Velazquez divenne pittore di corte a Madrid intorno al 1626. l'artista visito l'Italia e ebbe modo di vedere anche delle opere del Tiziano e conobbe Rubens ma sembra che non fu influenzato da nessuno di questi.

Bellissima opera questa Las meninas di Velazquez.


martedì 23 marzo 2021

Il sacrificio di Isacco meravigliosa opera d'arte di Domenichino

 

Tra le belle opere della pittura del grande maestro italiano Domenichino, pseudonimo di Domenico Zampieri, nato a Bologna nel 1581 e morto a Napoli nel 1641 troviamo anche quella intitolata Il sacrificio di Isacco che possiamo vedere in una immagine qua sotto. Cliccate sopra per ingrandire l'immagine.

Domenichino Opera Il sacrificio di Isacco


Questa bellissima opera è stata realizzata dal Domenichino intorno all'anno 1620/1621. Si intitola Il sacrificio di Isacco ed è stata realizzata con l'uso dei colori ad olio stesi su di una tela avente come dimensioni circa 147 cm di altezza per 140 cm di larghezza. Dal nome possiamo intuire facilmente che l'opera tratta un celebre passo della Sacra Bibbia. Quello in cui Dio ordina ad Abramo di uccidere il proprio figlio Isacco per provare la propria fede religiosa verso Dio stesso. Abramo non avrà dubbi in proposito sul da farsi, infatti lo farà per amore di Dio. Pensiamo come col cuore triste e pieno di angoscia Abramo abbia potuto condurre il proprio figlio verso la montagna e il suo destino atroce dove avrebbe sacrificato la propria carne per la fede in Dio. Pensiamo anche come Isacco molto coraggiosamente si avvia verso il proprio destino senza neanche reagire e quando Abramo è pronto ormai a scagliare la propria arma contro il figlio ecco arrivare un angelo in volo che ferma la mano assassina e indica un agnello o un ariete che pascola li vicino. Felice Abramo non dovrà più uccidere il figlio ma potrà sacrificare l'ariete per onorare Dio che gli ha mandato l'angelo. Domenichino ha colto precisamente l'attimo in cui Abramo è pronto ad uccidere il figlio sull'altare e viene fermato dall'angelo.

Molto bella quest'opera della pittura di Domenichino intitolata Il sacrificio di Isacco.


sabato 20 marzo 2021

L'opera Odalisca bruna dell'artista francese Francois Boucher

 

tra le opere di pittura dell'artista francese Francois Boucher nato a Parigi nel 1703 e morto sempre a Parigi nel 1770 ne troviamo anche una intitolata Odalisca bruna. La vediamo in una immagine qui sotto dove possiamo cliccarci sopra per ingrandirla.

Francois Boucher e l'opera Odalisca bruna


Questa opera di Boucher intitolata Odalisca Bruna per distinguerla da un altra sua opera in cui vi è una donna quasi nella stessa posa però bionda è esattamente nello stile dell'artista Boucher, ovvero Rococò. Boucher realizzò Odalisca bruna nell'anno 1745, utilizzando una tela di dimensioni di circa 53 cm di altezza per 64 cm di larghezza. i colori utilizzati dal pittore sono quelli ad olio stesi con delle belle tonalità di azzurro e celeste in maggioranza. Osservando l'opera vediamo una giovane donna adagiata nuda sulla pancia e con il sedere in vista su un letto molto elegante. I tessuti che la circondano e la coprono in parte sono molto pregiati e di un bel colore con toni celesti e azzurri. La donna sembra guardarci in modo molto provocante e con molta malizia. Io scherzosamente la vedo come se sia pronta per ricevere una iniezione. Questo dipinto di Boucher fa vedere come era l'arte nel diciottesimo secolo, ovvero molto frivola, con eccessi e anche molto teatrale. Boucher infatti è uno degli esponenti più celebri dello stile Rococò insieme a Watteau, fragonard etc. grazie alle influenze e all'amicizia di Madame De Pompadour riusci a entrare anche nella corte del re Luigi XV divenendo uno dei pittori di corte più ricercati a Parigi soprattutto come decoratore.

Molto bella l'Odalisca bruna di Francois Boucher.


venerdì 5 marzo 2021

Francis Bacon e l'opera Studio dal ritratto di Innocenzo X di Velàzquez

 

Francis Bacon è stato un grande artista del Novecento. È nato nell'anno 1909 a Dublino ed è morto nell'anno 1992 nella città di Madrid in Spagna. Tra le tante opere di Bacon vi è anche uno studio molto celebre che raffigura e sviluppa Il personaggio del Papa Innocenzo X ritratto dal grande artista spagnolo Diego Velàzquez. Vediamo una immagine dell'opera di Bacon qui sotto e più sotto l'originale di Velazquez.

Bacon Studio di Innocenzo X di Velazquez


Nello studio sul Papa Innocenzo x di Francis Bacon riconosciamo subito il suo inconfondibile stile, fatto di inquietudini, drammaticità e forza interiore. Nell'opera che è stata realizzata nell'anno 1953 su una tela avente come dimensioni cm 153 di altezza per 118 cm di larghezza vediamo e sentiamo quasi il grido di terrore che lancia il personaggio raffigurato, mentre si trova quasi stretto in questa sorta di cella o gabbia che ne limita la libertà.

Papa Innocenzo X di Velazquez


Sembra che bacon cerca di farci vedere le torture e le impressioni che un personaggio del calibro del Papa può avere e a cui deve anche sottostare. Notiamo oltre le pennellate che accentuano le sbarre anche degli schizzi di sangue che fanno prevedere qualcosa di terribile. Il Papa è intrappolato in questa sorta di forze tubolari ed il trono attorniato da corde che ci fanno pensare quasi ad un ring per farci notare le battaglie e le lotte che il personaggio deve affrontare ogni giorno. Non sono tutte rose e fiori le giornate per il Papa come ci fa sapere in quest'opera Bacon. La cosa che più ci impressiona comunque è questo urlo di terrore che sembra quasi uscire dalle viscere della terra. Un urlo che non è un urlo, ma qualcosa di più antico. Il papa ci sembra impotente su quel suo trono che rappresenta il potere e la forza, con le mani strette su di esso non riesce a reagire e a far nulla. Una immagine davvero molto forte e potente e che ognuno di noi può vederla e capirla in molti altri modi.

Forte davvero lo studio di Francis Bacon sul Papa Innocenzo X realizzato da Velazquez.


sabato 27 febbraio 2021

Jacob Jordaens e la sua opera pittorica I quattro evangelisti

 

Jacob Jordaens nato il 19 Maggio del 1593 e morto il 18 Olttobre 1678 è stato tra i più grandi pittori fiamminghi del Diciassettesimo secolo. Tra le sue opere di pittura più famose vi è quella intitolata I quattro Evangelisti, di cui vediamo una immagine qui sotto. cliccateci sopra per ingrandirla.

Jordaens opera I quattro evangelisti


I quattro evangelisti è stata dipinta da Jordaens intorno all'anno 1625 su di una tela avente come dimensioni circa 134 cm di altezza per 118 cm di larghezza. I colori utilizzati dall'artista sono quelli ad olio che erano da tempo ormai i preferiti da tutti gli artisti. In questa opera di Jordaens vediamo raffigurati come ci indica anche il titolo i quattro evangelisti che fanno parte della religione cattolica. Questi sono Luca, Marco, Giovanni e Matteo intenti a contemplare le Sacre scritture che poi saranno di ispirazione per i quattro per scrivere il Nuovo testamento che come sappiamo fa parte della Bibbia. Jordaens riesce a mostrarci le loro espressioni in modo molto realistico mentre sono assorti nello studio del libro. I personaggi prendono quasi tutta la tela mentre sullo sfondo si intravede una sorta di sipario. Si trovano in una tenda probabilmente. I colori, la luce e l'incarnato dei Quattro evangelisti sembrano ispirati dal Rubens, di cui il Jordaens ne era uno degli allievi e a cui si ispirava tanto.

Molto bella quest'opera dei Quattro Evangelisti di Jacob Jordaens.


martedì 23 febbraio 2021

Edvard Munch grande artista e l'opera Madonna

 

L'artista norvegese Edvard Munch è considerato tra i più grandi pitttori della storia. Molto conosciuto e negli ultimi tempi anche molto rivalutato a livello economico. Le sue opere oggi vengono contese dai collezionisti e si battono alle aste con cifre da capogiro. Munch lavorò a cavallo tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. Edvard Munch nato nel 1863 e morto nel 1944 nella città di Oslo.

Munch Edvard e opera Madonna


Tra le opera di Munch, spesso dei veri capolavori troviamo anche quella intitolata Madonna. La vediamo in una immagine qui sopra e cliccate per ingrandirla. Il dipinto Madonna è stato realizzato da Munch all'incirca tra il 1894 e il 1895. la tela utilizzata dall'artista è di circa 91 cm di altezza per circa 71 cm di larghezza su cui sono stati stesi i colori ad olio. Madonna si può trovare esposta presso la Galleria Nazionale d'arte che si trova nella città di Oslo.

In quest'opera Munch ci rappresenta una sua particolare Madonna. La protagonista del quadro ci appare molto misteriosa e oseremmo dire anche in una posa sensuale. Ci viene raffigurata totalmente nuda con un braccio dietro la testa e l'altro dietro la schiena come se è totalmente abbandonata al piacere. Vediamo poi queste caratteristiche pennellate che sembrano quasi fare da eco e che sono diventate molto conosciute per l'artista che partono da una sorta di aureola rossa in testa e che si espandono in tonalità di colore diverso come delle onde. Vedasi per esempio il celebre urlo. Come in molti dei suoi dipinti Munch fa intravedere anche un qualcosa di tragico, di deprimente e inquietante con quegli occhi semi chiusi ed i capelli scomposti che scivolano sulle spalle nude. Questa è una Madonna tormentata, molto tipico di Munch. Infatti l'artista sin dai primi tempi prende grande ispirazione da altri grandi artisti tormentati come per esempio Vincent Van Gogh o Paul Gauguin e anche da loro riesce a sviluppare quel suo particolare stile che ci fa vedere spesso persone e scene drammatiche, inquiete o decadenti.

Bellissima opera.


venerdì 19 febbraio 2021

L'artista Philippe Champaigne e la sua opera L'ultima cena

 

Una delle opere dell'artista belga Philippe Champaigne nato nel 1602 e morto a Parigi nel 1674 è conosciuta col nome di Ultima cena. La possiamo vedere qui sotto in una immagine da cliccare per ingrandire.


Champaigne Philippe opera L'ultima cena


Champaigne realizza quest'opera che si può vedere presso il Museo del Louvre a Parigi intorno all'anno 1652 utilizzando una tela con delle dimensioni di 158 cm di altezza e di 233 cm di larghezza. Su questa tela l'artista stende i suoi colori ad olio e realizza un capolavoro.

Cosa rappresenta il dipinto di Champaigne l'Ultima cena? Beh molto facilmente possiamo intuire dal titolo di quest'opera che il tema trattato è quello biblico dell'ultima cena celebrata da Gesù Cristo insieme ai suoi Apostoli. Notiamo osservandola che Cristo annuncia ai suoi Apostoli che qualcuno di loro sarà un traditore nei suoi confronti. Vediamo che Champaigne introduce una luce attraverso una piccola finestra ubicata alla destra dell'osservatore. Questa luce infonde una aria di mistero sulla scena e i personaggi sembrano quasi interrogarsi in silenzio su chi può essere il traditore. Sentiamo una tensione quasi palpabile nell'aria. Qualcuno si domanda, sono forse io? Qualche altro apostolo indica il possibile traditore. Il quale resta meravigliato per il semplice fatto che Gesù Cristo abbia saputo qualcosa che deve ancora avvenire. Il Cristo comunque nella sua tranquillità continua a benedire il pane e il vino, che diventeranno qualcosa di molto importante nella religione cattolica. Bellissimo il recipiente per il vino in primo piano e meravigliose sono realizzate le pieghe nella tovaglia. Questa sembra quasi di un vero tessuto pronta per essere ripiegata. Bellissimi i giochi di luce su tutti i tessuti che Champaigne realizza con tanta maestria potremmo dire fiamminga.

Bellissima opera d'arte.


giovedì 18 febbraio 2021

Marc Chagall e la sua opera Sopra la città

 

Tra le opera del grande artista russo Marc Chagall troviamo anche quella intitolata Sopra la città. Qui sotto vediamo una immagine dell'opera.


Marc Chagall opera Sopra la città


Chagall realizza l'opera Sopra la città nel 1915 utilizzando una tela con dimensioni di circa 48,5 cm di altezza per 70,5 cm di larghezza su cui stende i propri colori ad olio. L'opera fa parte di una collezione privata e raffigura una cittadina di periferia con semplici case ed altri edifici come granai fatti in legno e su di essa inserisce una giovane coppia fantastica che sta volando sulla città. Vediamo che Chagall rappresenta un giovane uomo che stringe con delicatezza al petto una donna, forse la propria amata e la porta su in alto volando. Forse si può pensare ad una fuga d'amore in modo fantastico. La città è realizzata in modo molto semplice con macchie di colore, così come anche gli alberi e lo steccato di legno che vediamo in primo piano. Sappiamo che Marc Chagall nasce in Russia da una famiglia di ebrei e sin dalla giovane età fece vedere tutta la sua voglia di rappresentare un mondo fiabesco, fantastico quasi con uno stile infantile.

Sopra la città sembra quasi la copertina di un libro per i più piccoli, un libro di fiabe dove poter far correre la nostra fantasia e rimanere nel periodo più bello della nostra vita, appunto quello dei più piccoli.


Gustave Caillebotte e la sua opera Giovane alla finestra

 

Tra i tanti dipinti realizzati dall'artista francese Gustave Caillebotte vi è quello intitolato Giovane alla finestra di cui vediamo una immagine qui sotto.

Caillebotte opera Giovane alla finestra


Quest'opera è stata realizzata da Caillebotte intorno al 1876 utilizzando una tela di dimensioni di circa 116 cm di altezza per 81 cm di larghezza su cui l'artista ha steso i suoi colori ad olio. Giovane alla finestra fa parte di una collezione privata è raffigura il fratello minore dell'artista chiamato René mentre si affaccia alla finestra. Gustave Caillebotte era un abile artista francese capace di rappresentare vedute e paesaggi con scene di vita quotidiana molto realistici. È stato un grande amico di artisti del calibro di Monet, Renoir e altri giganti dell'impressionismo e spesso si divertiva con loro ad organizzare mostre e collezioni varie quando ancora non erano molto conosciuti. Nella sua opera intitolata Giovane alla finestra Caillebotte rappresenta suo fratello di spalle in una posa immobile mentre guarda dalla finestra della casa di famiglia di Parigi che è sita in via Rue De Miromesnil il paesaggio che le sta davanti. René sembra immerso nei propri pensieri mentre alle sue spalle si intravede un pezzo di poltrona. La posa ci ricorda quasi il Viandante sul mare di nebbia dipinto da Caspar David Friedrich. Caillebotte spesso dipinge raffigurando i dettagli in modo molto realistici, quasi come fosse una vera fotografia. Nell'opera Giovane alla finestra possiamo infatti notare la bellezza di questa balaustra in pietra molto massiccia che divide gli ambienti interni dal mondo esterno. E poi vediamo anche il perfetto riflesso nel vetro della finestra. Noi osservatori ci immergiamo in questa atmosfera e veniamo quasi attratti dal paesaggio esterno guardando tutto quello che vede René. Ci sembra di essere esattamente alle spalle del giovane francese, quasi a poterlo toccare. Con questo espediente Caillebotte ci rende partecipe alla sua opera coinvolgendoci tutti.

Molto bella davvero.


martedì 8 dicembre 2020

Fernando Botero e l'opera Nostra Signora de Cajica

 

Il dipinto intitolato Nostra Signora de Cajica è uno delle tante opere pittoriche dell'artista columbiano Fernando Botero.

Fernando Botero Nostra Signora de Cajica


Lo stile di quest'opera lo riconosciamo subito come quello tipico dell'artista colombiano Fernando Botero. È stata realizzata nell'anno 1972 con i colori ad olio su di una superficie avente come dimensioni circa 234,5 cm di altezza e 182 cm circa di larghezza e fa parte di una collezione privata. L'immagine che vediamo nell'opera Nostra Signora de Cajica è quella della Madonna che Botero ritrae insieme al Bambino Gesù con il suo stile dalle forme molto rotonde e quasi monumentali. Tutto questo si nota ancor di più perché i due personaggi sacri sono messi in contrasto con delle piccole figure inserite alle loro spalle. Sono delle figure che ritraggono dei Santi, degli angeli e altri religiosi. Ai piedi della Madonna poi Fernando Botero ha inserito un serpente dalla lunghezza molto accentuata che dovrebbe simboleggiare il male che viene schiacciato dalla forza e dalla Santità della Madonna. La Madonna sembra essere seduta o appoggiata ad un grosso tronco di albero dalle cui fronde escono i piccoli personaggi di cui sopra. Vediamo anche che da una delle tante nuvole rotonde e paffute esce un braccio nella cui mano si vede un fiore. Sappiamo che in America Latina infatti la figura della Madonna è uno dei soggetti più importanti e più rappresentati per quanto riguarda la religione. Il colore è stato applicato in modo perfetto da Botero. Vediamo questo rosso arancio del vestito che domina su tutta la scena e interagisce con i toni di verde e marrone.


lunedì 7 dicembre 2020

Orazione nell'orto un opera di Andrea Mantegna

L'opera intitolata Orazione nell'orto è un capolavoro dipinto dal grande pittore italiano Andrea Mantegna durante il periodo conosciuto come Primo Rinascimento.

Andrea Mantegna Orazione nell'orto opera


Il dipinto è stato realizzato intorno all'anno 1460 circa con la tecnica dei colori a tempera su di un pannello avente come dimensioni cm 63 di altezza per cm 80 di larghezza. Può essere ammirata ai nostri giorni presso la National Gallery di Londra.

Nell'opera del Mantegna Orazione nell'orto vediamo una scena tratta dalla Bibbia dove in un orto troviamo Cristo assorto in preghiera poco prima di essere arrestato. Vediamo che davanti a lui sulla sinistra appaiono cinque angeli su di una nuvola che vogliono forse avvertirlo del pericolo che sta correndo. In primo piano poi vediamo tre degli apostoli che dormono beatamente e non si accorgono che sta arrivando Giuda insieme a molti soldati e gente del popolo per tradire il Cristo. Questi escono da una città ideale cinta da alte mura. Possiamo notare che ogni aspetto della scena come le formazioni rocciose, la città immaginaria le pieghe dei vestiti o le scale fatte nelle rocce sono dipinte dal Mantegna con uno stile quasi scultoreo, molto preciso. Infatti il Mantegna riprende lo stile di altri artisti della sua epoca, uno stile rinascimentale basato sull'ispirazione della scultura greco-romana.


venerdì 9 ottobre 2020

Hans Bellmer e la sua opera La trottola

 

Qui sotto vediamo il dipinto intitolato La trottola dell'artista di origine polacca Hans Bellmer nato a Katowice il 1902 e morto a Parigi il 1975.


Hans Bellmer opera La trottola


Una piccola curiosità è che quest'opera fu iniziata nell'anno 1937 e fu firmata soltanto nell'anno 1956, anno in cui l'artista Bellmer riuscì a trovare un acquirente per la stessa. Adesso La trottola può essere ammirata presso la celebre Galleria d'arte Tate di Londra. Hans Bellmer realizzò questo suo dipinto con la tecnica dei colori ad olio stesi su una tela quadrata avente come dimensioni 65 per 65 centimetri. La trottola doveva essere parte di un progetto per una scultura che non fu mai realizzata ed è una delle opere più famose ed allo stesso tempo inquietanti del pittore che è stato anche un ottimo scultore e fotografo. Bellmer divenne molto conosciuto negli anni trenta del Novecento soprattutto per aver realizzato delle bambole a grandezza naturale che raffiguravano delle giovani adolescenti. Nel dipinto La trottola vediamo che Bellmer raffigura una sorta di forma scheletrica femminile, la quale sembra quasi un fantasma, evanescente e distorta in modo surreale mentre si appresta a far girare una trottola su di una superficie con la propria mano anch'essa molto ossuta. Con questa particolare rappresentazione l'artista che era molto attratto, quasi come un ossessione dai corpi e dalle forme femminili, sembra quasi che volesse simboleggiare il grande potere che hanno le donne verso gli uomini, le quali riescono a far girare la testa con la loro naturale femminilità e la loro bellezza. Le donne per Bellmer riescono ad attrarre gli uomini e appunto con le proprie movenze e i giri o i gesti riescono sempre a far fare tutto ciò che vogliono.


venerdì 18 settembre 2020

La scuola di Atene meraviglioso affresco di Raffaello Sanzio


L'Affresco conosciuto col nome La Scuola di Atene è uno dei tanti capolavori artistici che il grande maestro italiano Raffaello Sanzio realizzò durante la sua breve ma intensa carriera. Un opera che tutti Noi abbiamo la fortuna di poter oggi ammirare nella città del Vaticano a Roma. Qui sotto una immagine dell'opera La scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Cliccate per ingrandire l'immagine.


La scuola di Atene di Raffaello Sanzio



Una breve descrizione dell'opera.

La Scuola di Atene è un grande affresco realizzato da Raffaello all'incirca tra il 1509 e il 1510 da collocare in un edificio della città del Vaticano a Roma che come sappiamo è anche la residenza del Papa. In quel periodo dopo essere stato eletto come Papa Giulio II, uno dei grandi Mecenati dell'epoca oltre che appassionato e conoscitore di arte non volle le solite Stanze usate dai suoi predecessori, per la Sua residenza papale. Il Papa Giulio II infatti scelse alcune delle stanze non usate prima del piano superiore del Palazzo del Vaticano, e in queste espresse il desiderio di farle sistemare e soprattutto farle dipingere da un gruppo di Artisti dell'epoca che convocò personalmente per commissionargli il lavoro. Quando il Papa vide tra gli altri i primi bozzetti e le prove portate dal giovane pittore di Urbino Raffaello Sanzio che si era unito al gruppo di artisti in un secondo tempo, rimase assolutamente meravigliato dello stile e della pittura sublime dell'artista. Se pensiamo che Raffaello studiò e perfezionò, portandola ai massimi livelli la tecnica della pittura su uno strato di intonaco fresco, appunto l'affresco, capiamo meglio perché Giulio II dopo decise che Raffaello doveva essere l'unico artista a decorare le stanze del Palazzo papale.

Nella stanza del Palazzo chiamata della Segnatura, (dal Tribunale della “Segnatura Gratiae et Iustiae”) l'artista Raffaello esegue quattro bellissimi affreschi. Uno per ogni parete della stanza dedicati al tema legato all'ordinamento ideale della Cultura umanistica. I quattro affreschi rappresentano la Teologia, la Filosofia, la Poesia e la Giurisprudenza. La Scuola di Atene è l'opera dedicata alla Filosofia e raffigura grandi filosofi, matematici e altri grandi personaggi dell'antichità che riflettono o dialogano tra di loro, immersi in una grande e spettacolare architettura di gusto classicheggiante. Si contato 58 personaggi raffigurati di cui gli esperti e studiosi cercano ancora di scoprire identità e atteggiamenti di alcuni. Infatti di alcuni rimane ancora il mistero sul personaggio.

Oltre all'impressionante architettura nell'opera di Raffaello La scuola di Atene notiamo subito che alcuni personaggi sono disposti su una linea ipotetica orizzontale alla fine di una scala mentre altri sono disposti in gruppi in primo piano. molti parlano, discutono, scrivono o disegnano. Altri invece meditano da soli, pensando a una qualche teoria o a una nuova ricerca. Raffaello vuole rappresentare ognuno di loro che si dedica a una qualche attività mentale, a quello cioè che sanno fare meglio e che li ha resi famosi. L'artista da anche ad alcuni personaggi dell'antichità le sembianze di artisti importanti suoi contemporanei, come una sorta di continuità del pensiero, e per ribadire la nuova orgogliosa autoaffermazione di dignità intellettuale che hanno gli artisti moderni, di Raffaello contemporanei.

La scuola di Atene di Raffaello part



Per esempio possiamo vedere al centro il filosofo greco Platone rappresentato con le sembianze di Leonardo da Vinci che parla con un altro grande filosofo antico, Aristotele. In basso da solo seduto sui gradini e intento a scrivere appoggiato ad un blocco di marmo, vediamo un altro grande dell'antichità, Eraclito con il viso però di Michelangelo Buonarroti. Alcuni studiosi affermano che questo personaggio sia stato inserito dopo nell'opera, verso il 1511 come una sorta di riconoscimento e lode da parte di Raffaello verso quel grandissimo capolavoro unico al mondo finito appunto in quel periodo della volta della Cappella Sistina da parte di Michelangelo. Sulla destra quasi nascosto come se avesse imbarazzo di fronte a tutti questi grandi intellettuali, filosofi e Geni antichi e contemporanei, notiamo l'autoritratto di Raffaello stesso che si è aggiunto tra gli altri. Come se volesse comunicarci che Lui, un piccolo allievo, desidera stare lì per imparare e a trasmettere il pensiero e gli studi di questi grandi Maestri.

La scuola di Atene part con ritratto di Raffaello



Davanti a Lui possiamo vedere un altro grande artista e architetto del Cinquecento. Si tratta del Bramante intento a tracciare un cerchio con un compasso ammirato da altri.

Nell'opera vediamo le forme architettoniche che sono grandiose, maestose e in alcuni punti vi sono aperture che lasciano intravedere un cielo sereno. In una successione prospettica un enorme arco sembra incorniciare tre arcate a tutto sesto con volte a botte che presentano delle decorazioni ad incavi con forme poligonali. Vediamo anche delle nicchie che contengono alcune statue. Tra le tante in primo piano quelle dedicate al Dio Apollo con la lira e alla Dea Minerva, con la lancia e l'elmo.

La Scuola di Atene è un opera di Raffaello che cerca di esaltare prima di tutto l'uomo con le sue facoltà mentali. Gli scienziati e i filosofi del passato e del presente sono accomunati dalla ricerca razionale della “verità”. L'opera serve a celebrare l'importanza e la centralità che ha l'uomo nell'Universo. Nell'opera si esalta anche la Chiesa di Roma, dando il giusto merito per aver accolto nella sua Corte artisti e studiosi, in modo da promuovere ed aiutare la rinascita della cultura classica che influenzava in quel periodo molti artisti, divenuti poi celebri.


martedì 16 giugno 2020

Fanciullo con canestra di frutta opera del Caravaggio



Il dipinto intitolato Fanciullo con canestra di frutta è una delle straordinarie opere realizzate da uno dei più grandi artisti vissuti nel Seicento. Parliamo di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto col nome di Caravaggio dal nome della località di nascita di questo pittore.
Qui sotto vediamo una immagine dell'opera Fanciullo con canestra di frutta di Caravaggio.


Caravaggio opera Fanciullo con canestra di frutta


Non si ha una data ben precisa per quanto riguarda l'anno di realizzazione di quest'opera. Da ricerche e  dagli studi condotti da storici ed esperti di arte si pensa che può essere stata realizzata nel periodo che va dal 1593 al 1594. Fanciullo con canestra di frutta è realizzato con la tecnica dei colori ad olio stesi su di una tela di dimensioni di circa 70 per 67 centimetri. L'opera è conservata e può essere ammirata in tutto il suo splendore presso la Galleria Borghese che troviamo nella città italiana di Roma.
Il giovane pittore Caravaggio in quel periodo, cioè nel 1593 circa sembra che non se la passasse tanto bene in quanto viveva una vita di strada e di povertà. Da alcuni documenti ritrovati si è scoperto che venne ricoverato presso un Ospedale che dava aiuto e cure anche ai più bisognosi. Questo era l'Ospedale di Santa Maria della Consolazione. Quando Caravaggio guarì usci dall'ospedale e venne subito accolto in un famoso studio artistico molto alla moda e ricercato a quel tempo. Questo era lo studio del maestro Giuseppe Cesari, meglio conosciuto nel mondo dell'arte col nome di il Cavalier d'Arpino, un grande e rinomato artista italiano che ci ha lasciato anche molte sue importanti opere. In questo periodo che Caravaggio passo nello studio, lavorando ed aiutando il Cesari come artista generalista riusci ad affinare e migliorare la propria tecnica artistica e il proprio stile, specialmente quando dipingeva le nature morte sia con dei fiori che con della frutta di ogni genere. Ne dipingeva molte di tele con questi soggetti naturali. Tra i più importanti lavori che il Caravaggio eseguì in questo periodo possiamo citare sicuramente oltre al Fanciullo con canestra di frutta anche il famoso Bacchino malato. Questi due importanti capolavori del Caravaggio resteranno nello studio artistico del Cavalier d'Arpino sino a circa il 1607, anno in cui per motivi diciamo “fiscali” verranno sequestrati per conto del Papa Paolo V e poi consegnati al nipote del Papa stesso, tale Scipione Caffarelli-Borghese che era un grande esperto e un ottimo mercante di arte all'epoca. Queste opere furono usate come merce di scambio per pagare la libertà del Cavalier d'Arpino che era stato arrestato secondo un piano stabilito proprio dal nipote del Papa e proprio per impossessarsi di questi straordinari capolavori. Da lui arriveranno poi alla futura ed importante Galleria Borghese che per noi italiani è uno dei numerosi vanti artistici che abbiamo.
La persone che fece da modello al Caravaggio per il dipinto Fanciullo con canestra di frutta dovrebbe essere un certo Mario Minniti, un grande amico del Caravaggio oltre che un bravo artista siciliano allora appena sedicenne, e giunto a Roma per cercare fortuna nel 1593. Nel quadro vediamo dipinto un giovane ragazzo che tiene il mano una canestra piena di frutta. La posa del giovane è molto sensuale, con una spalla scoperta e un viso quasi perso nei propri pensieri. Alcuni critici addirittura lo avevano scambiato per una donna. Si nota il grande talento del Caravaggio nel realizzare ogni piccolo dettaglio della frutta o del corpo del ragazzo. Vediamo già anche il bellissimo uso che fa delle ombre e delle luci che in seguito diventano una delle caratteristiche principali nelle opere del Caravaggio.

domenica 24 maggio 2020

La persistenza della memoria la celebre opera di Salvador Dalì



La persistenza della memoria è il titolo di uno dei più celebri dipinti che l'artista spagnolo Salvador Dalì ha realizzato durante la sua stravagante ed eccentrica vita dedicata soprattutto alla sua più grande passione, l'arte. Salvador Dalì è conosciuto dagli esperti dell'arte anche per essere stato uno dei più importanti esponenti di quel Movimento culturale nato nei primi decenni del Novecento che venne chiamato Movimento Surrealista o Surrealismo. Qui sotto vediamo una immagine dell'opera di Dalì intitolata La persistenza della memoria realizzata nel 1931.


Salvador Dalì opera La persistenza della memoria


Come già detto quest'opera è stata realizzata dal Dalì intorno all'anno 1931. Per realizzarla sembra che l'artista ci abbia messo molto poco tempo. Addirittura si parla che Salvador Dalì fini la sua opera più importante in appena 2 ore e mezzo circa. L'artista utilizzò come tecnica quella dei colori ad olio stesi su di una piccola tela con delle dimensioni di circa 24 per 33 centimetri. Nel Gennaio del 1932 quest'opera venne esposta nella Galleria Julien Levy a New York per una Mostra retrospettiva dedicata agli artisti Surrealisti. Dopo il grande successo avuto in quella Mostra, La persistenza della memoria venne acquistata dal MOMA, il Museum of Modern Art sempre nella città di New York dove possiamo ammirarla anche oggi.

Salvador Dalì La persistenza della memoria particolare dell'opera


Una breve descrizione dell'opera La persistenza della memoria di Salvador Dalì.
Guardando con un po' di attenzione il dipinto di Salvador Dalì La persistenza della memoria possiamo da subito notare che vi sono alcuni oggetti che sembrano essere i veri protagonisti della scena. Sono molto importanti perché si legano sicuramente con il tema o il concetto che il Dalì voleva trasmettere a tutti noi. Questi oggetti che sembrano raffigurare una serie di orologi abbastanza strani li vediamo dipinti in primo piano tra la parte sinistra ed il centro della tela. Sappiamo che gli orologi vennero inseriti solo dopo nel quadro. Infatti Dalì aveva già dipinto la scena del paesaggio di Port Lligat ma poi non sapeva come continuare. Diciamo che gli mancava ancora molto in quell'opera, una vera idea da genio surrealista realizzata appunto da un artista come lui. Idea che venne dopo e che Dalì stesso ci descrive che abbia avuto durante una cena (come leggiamo sotto). Continuando, di questi oggetti riconosciamo anche il tipo di orologio. Sono di quelli che non si vedono più oggi tranne che dai collezionisti. Fanno parte del passato e magari si usavano anche all'epoca in cui viveva Salvador Dalì. Sono degli orologi da taschino o come qualcuno li chiamava del tipo a “cipolla” e sembrano indicare una certa ora. Questi orologi nel dipinto sono appoggiati tutti su un qualcosa. Questa può essere una base a forma di parallelepipedo o su di un ramo di albero piantato in questa base, o ancora su di un altra forma molto strana. Quest'ultima forma sembra essere un bianco viso umano dove riconosciamo il naso e la grande palpebra chiusa. Uno degli orologi ha appoggiata su di esso un mosca, della quale l'ombra sembra segnare le ore 12. Un altro orologio è stato dipinto dal Dalì come se fosse chiuso. Questo è pieno di tante formiche che sembrano disegnare un piccolo motivo decorativo. Quello che però balza subito ai nostri occhi è l'aspetto di questi strani orologi. Infatti quasi tutti sembrano molto molli, sembrano flosci come se addirittura si stanno sciogliendo come succede ad una caramella al sole. E tutto questo avviene in un dipinto in cui Salvador Dalì inserisce come sfondo uno strano paesaggio surreale che viene ripreso dall'alto. Questo paesaggio abbiamo detto dovrebbe raffigurare una zona precisa della località di Port Lligat. Si nota sempre nell'opera del Dalì anche un vecchio tronco d'albero con un ramo piantato su una specie di piedistallo o di base, e sulla destra vediamo delle alture che finiscono sull'acqua.
Notiamo come Dalì usa i vari colori in quest'opera. Questi sono sia dei colori caldi che quelli freddi oltre che alcuni toni scuri, utilizzati per evidenziare le ombre molto profonde che la luce che viene frontalmente genera. La composizione è del tipo asimmetrica. Cioè vediamo come tutti gli elementi del quadro sono volutamente distribuiti in maniera disordinata e disorganizzata all'interno di uno spazio aperto.
Qualche spunto e riflessione sull'opera La persistenza della memoria di Salvador Dalì.

lunedì 11 maggio 2020

Il Battesimo di Cristo Capolavoro di Piero della Francesca



Il dipinto intitolato Il Battesimo di Cristo è una bellissima opera di circa seicento anni fa realizzata da un grande maestro italiano, il suo nome era Piero della Francesca. Vediamo l'opera nell'immagine sotto.


Piero Della Francesca Opera Il battesimo di Cristo


Questa stupenda opera oggi si trova presso la National Gallery della città di Londra. È stata commissionata a Piero della Francesca intorno agli anni che vanno dal 1440 e il 1445 per essere adoperata come una Pala d'altare. Questo significa che Il battesimo di Cristo è un dipinto che per misure e forma doveva essere collocato esattamente sopra uno specifico altare di Chiesa o di una Cappella come era frequente in quel tempo decorare tali edifici, ed il tema dell'opera doveva essere quindi una scena con soggetti religiosi. Piero Della Francesca utilizzò per quest'opera una tavola di legno avente delle dimensioni di circa 165 per 116 centimetri e la tecnica che utilizzò era quella allora più conosciuta dei colori a tempera visto che i colori ad olio non erano ancora molto conosciuti in Italia, si diffonderanno dopo qualche anno. Osservando l'opera del Battesimo di Cristo notiamo subito che la forma della pala e costituita da un quadrato più un semicerchio ad esso sovrapposto, lo vediamo nell'immagine sotto. Quindi il pittore Piero della Francesca ha voluto realizzare una struttura geometrica molto precisa e proporzionale.


Piero Della Francesca Part Il battesimo di Cristo


Cosa rappresenta il dipinto Il battesimo di Cristo di Piero della Francesca.
Già dal titolo stesso riusciamo facilmente a capire cosa vogliono che l'artista realizzi per conto dei committenti che poi sono coloro che pagano per il lavoro finito. Il battesimo di Cristo tratta di un celebre episodio che possiamo leggere nel Vangelo secondo Matteo. La scena descritta nel libro sacro parla infatti del Nostro Signore Cristo che viene battezzato da Giovanni Battista. Se andiamo a leggere questo episodio del Vangelo infatti troviamo che Gesù dalla Galilea viaggiò per andare verso il fiume Giordano per farsi battezzare nelle sue acque sacre da Giovanni Battista. Leggiamo ancora che quest'ultimo riconosciuto Gesù disse che era Lui a dover essere battezzato dal Messia e non viceversa. Ma Gesù disse: <<lascia fare per ora, perché conviene che così si adempiano ogni giustizia>>. Il Battista a queste parole battezzò Gesù ed ecco che si aprirono i cieli, ed Egli vide Lo Spirito di Dio scendere su Gesù come una colomba bianca mentre la voce di Dio dal cielo affermava che quello era il Figlio Suo prediletto ed era molto compiaciuto di Lui.
Vediamo nel dipinto di Piero della Francesca che i personaggi principali della scena, cioè Gesù e Giovanni Battista sono raffigurati in primo piano al centro mentre alla sinistra possiamo vedere tre Angeli vicini ad un albero. Questi ultimi sono facilmente riconoscibili per via delle ali che si intravedono su di essi. Al centro del cerchio esatto del quadro l'artista ha collocato l'elemento più importante e cioè lo Spirito di Dio, rappresentato da una colomba bianca che sta a simboleggiare anche la purificazione da tutti i peccati attraverso il battesimo dello Spirito Santo, e contemporaneamente rivela per la prima volta agli uomini la vera natura Divina del Cristo suo Figlio che si è fatto uomo sulla terra proprio per salvare l'Umanità intera.

La giraffa nubiana di Jacques Laurent Agasse il pittore che amava dipingere gli animali



Tra la fine del Settecento e la prima metà del secolo successivo visse in Europa un pittore molto apprezzato per il suo talento artistico soprattutto per i temi che usava trattare nelle sue opere. Questo bravissimo artista si chiamava Jacques Laurent Agasse e il suo tema preferito erano gli animali in genere che raffigurava ovunque nei suoi dipinti anche se preferiva di molto sia i cavalli che i cani.


Jacques Laurent Agasse opera La giraffa nubiana


Agasse nasce nella città svizzera di Ginevra il 1767, muore nella città di Londra nel 1849 quando aveva 82 anni. L'artista passò i suoi primi anni nella sua città natale in Svizzera poi all'età di circa vent'anni andò a studiare la facoltà di veterinaria a Parigi dove sicuramente tra i tanti studi sugli animali che fece con molta pratica imparò pure le varie anatomie e le loro forme con tutti i dettagli, arrivando ad appassionarsi al punto tale che iniziò anche a raffigurarle in molte sue opere di pittura e diventando così celebre e conosciuto, molto apprezzato da vari committenti che lo chiamavano il pittore degli animali. Come detto i suoi animali preferiti erano i cavalli e i cani. Un po' meno frequenti erano alcuni animali esotici o pericolosi che iniziavano a farsi conoscere nelle città dell'Europa dai racconti di persone ricche che viaggiavano in terre lontane come voleva la moda all'epoca. Sembra comunque che Agasse nonostante le numerose e bellissime opere che realizzò con grande abilità e perfezione nei dettagli morì in totale miseria. Oggi molti dei suoi lavori sono collocate in importanti Musei e Gallerie come per esempio La Tate Gallery of London, o presso Fondazioni e collezioni private importanti come la Oskar Reinhart di Winterthur. In basso vediamo l'opera Il cavallo bianco al pascolo un opera di Jacques Laurent Agasse del 1807 che si trova nella collezione di Winterthur.


J L Agasse opera Cavallo bianco al pascolo


Jacques Laurent Agasse e la sua opera La giraffa nubiana.
Su in alto vediamo una immagine dell'opera realizzata intorno al 1827 da Agasse intitolata La giraffa nubiana. Il pittore usò per quest'opera la tecnica della pittura con i colori ad olio su una tela avente come dimensioni la misura di circa 127 per 101,5 centimetri. La giraffa nubiana è collocata presso il Castello di Windsor. Nella scena rappresentata vediamo raffigurata una giraffa in tutta la sua bella maestosità. L'animale che Agasse realizza in modo perfetto con i suoi particolari colori naturali sta piegando il lungo collo per poter arrivare a bere dell'acqua nella bacinella che sorreggono due guardiani vestiti in modo esotico. Dal cancello sullo sfondo notiamo che sembra essere un recinto, forse di un parco attrazzato. Accanto ai due guardiani vi è una terza persona ben vestita con abiti europei dell'epoca che osserva la scena e la giraffa. Costui dovrebbe essere Edward Crom, un ricco mercante e importatore di animali esotici per conto della corte reale. Una ricca e verde vegetazione fa da sfondo al dipinto di Agasse mentre si nota dietro la giraffa anche la presenza di due mucche egiziane di cui una seduta. All'inizio dell'Ottocento con i viaggi di ricchi turisti o di quelli commerciali che andavano ad intensificarsi di molto iniziò una vera e propria moda, quella di arrivare sempre più lontano e in posti mai visti da altri, portando poi da queste terre dei doni e dei regali particolari che spesso erano animali esotici mai visti prima, animali magari feroci e pericolosi come i leoni o i rinoceronti, ma anche animali calmi e pacifici con forme particolari come le giraffe o le scimmie o altri ancora. Ricchi mercanti o potenti nobili amavano parlare o farsi notare con questi stravaganti animali al punto da celebrarli in costosi dipinti che venivano commissionati ai più bravi artisti. Agasse era uno di questi ottimi artisti e l'opera della giraffa nubiana le è stata commissionata dal re Giorgio IV il quale pagò la somma di ben 200 sterline dell'epoca.