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lunedì 20 novembre 2017

Il Romanticismo in pittura e nella società tra parole e opere

Ma cos'è il Romanticismo?
Cos'è questo termine dal suono molto bello e aggiungo io purtroppo quasi scomparso. Cosa è questa sorta di “stile di vita” molto spesso usato dagli uomini anche indebitamente o in modo del tutto goffo per auto-celebrarsi e fare colpo sulla ragazza di turno? Potremmo fare numerosi esempi per definire la parola “Romantico”. Per esempio possiamo definire romantica la ragazza che conserva delle fiori secchi nel proprio diario personale a ricordo di un amore. Romantico è il ragazzo dalla folta e lunga chioma che pensa soltanto al suo grande amore, non riuscendo a fare altro. Romantiche sono le canzoni che parlano d'amore e che ci fanno sospirare. Romantico è la ragazza o il ragazzo poeta che descrivono in versi la gioia e l'amore esaltandoli. Ma romantico è anche chi esprime con semplici gesti quotidiani le sue passioni e il suo amore. L'aprire una portiera di auto e porgere il braccio per far scendere una donna, il semplice raccogliere un fiore al giorno e donarlo come simbolo dell'amore.
Caspar David Friedrich Un uomo una donna davanti alla luna

Qui sopra vedete una immagine della bellissima opera pittorica di uno dei maggiori esponenti dell'arte romantica tedesca, il pittore Caspar David Friedrich dal titolo Un uomo una donna davanti alla luna realizzato nel 1819 circa (Dresda, Gemaldegalerie).
Quindi possiamo dire che il Romanticismo è un modo di intendere e di vivere la propria vita. Vivendola non nel modo pratico, frenetico o realistico della vita moderna ma in un modo poetico e quasi sognante. Ai nostri giorni purtroppo secondo il mio modesto parere tra le tante crisi economiche, sociali o dovute alla politica non è rimasto molto di quei bellissimi valori che sono la caratteristica del Romanticismo. Tutto oggi è frenetico, veloce quasi come i nostri computer o i nostri “tecnologici” smartphone. Tutto oggi è mediatico e la maggior parte della gente vive una vita progettata per cercare soltanto di “apparire” e basta, mandando al diavolo tutto il resto e i valori veri dell'uomo. Oggi sono rare e davvero poche le ragazze o le donne, comprese quelle indipendenti ed emancipate che soffrono realmente per la mancanza del buon romanticismo del passato.

Francesco Hayez Il bacio


Il Romanticismo: dove, quando e come.
Ma il vero Romanticismo quello con la R maiuscola per intenderci è stato qualcosa di assai più profondo e anche di complesso che ha lasciato un segno importante nella storia e nella cultura. Il termine “Romanticismo” ci viene dalla parola inglese “romatic” che nella metà del XVII secolo veniva usata riferendosi a ciò che rappresentava non la realtà ma quello che veniva descritto in una certa letteratura e cioè “romanzesco” dai romanzi cavallereschi. Il Romanticismo è stato soprattutto un grande Movimento letterario, spirituale e culturale che durante tutto l'Ottocento comprese numerosi campi della Società umana come quello dell'arte, della letteratura, della musica, della politica e del costume.
Dove. Gli storici descrivono la nascita di questo importante Movimento nella Germania dove venne definito con un espressione davvero felice “Sturm und drang”, cioè tempesta e impeto. Quando viene pubblicato il libro intitolato “La Germania” della scrittrice francese Germain de Stael, una donna entusiasta ammiratrice della nuova letteratura romantica tedesca, il Romanticismo si diffonde quasi subito in Francia e poi in tutto il resto d'Europa. Anche nella nostra Italia grazie soprattutto ad un articolo della stessa Stael che fa da apripista al Romanticismo italiano per tanti letterati e patrioti italiani.
Quando. Le nuove idee romantiche nascono e si sviluppano in Germania all'incirca agli inizi dell'Ottocento, grazie al lavoro soprattutto dei fratelli Augusto e Federico Schlegel che erano celebri come critici letterali. In Italia il Romanticismo si sviluppa e si identifica con la grande passione patriottica che stava nascendo negli italiani stanchi da anni e anni di dominazioni straniere. Addirittura il definirsi “romantico” sarà la stessa cosa che dichiararsi “anti austriaco” e quindi patriota vero. I romantici italiani combattono le loro prime battaglie su delle pagine di un periodico, “Il Conciliatore” uscito nel 1818 e nel 1819 e poi soppresso dagli austriaci per motivi di sovversione.
Come. Il Romanticismo inizia a rifiutare quei modelli “freddi” dell'arte classica greca e anche romana. Esso si ispira soprattutto a importanti valori dell'uomo come l'amore verso la propria Patria da liberare al gioco straniero. Ma esalta anche e ci parla dell'avventura e le grandi emozioni oppure del periodo del Medioevo dei famosi cavalieri che accorrono per le loro dame e castellane in pericolo o ancora la caccia alle streghe. Il Romanticismo non tollera limiti o regole messe per frenare le fantasia e adora tutto ciò che è misterioso, ameno, malinconico e avventuroso. Per gli uomini di questo movimento anche una vita disordinata può essere straordinariamente romantica. In quei periodi sembra che i suicidi aumentino e diventano pericolosamente di moda. Anche lo sviluppo di una brutta malattia di quell'epoca e cioè la tisi, diventa qualcosa di simpatico e romantico.
Il Romanticismo nell'arte e nella pittura.
Come già detto il Romanticismo che troviamo parlando di storia dell'arte è stato un Movimento molto importante avvenuto durante il secolo Ottocento di cui gli artisti affermavano delle idee e delle tematiche del tutto nuove rispetto alle concezioni del passato. Per questo motivo si parlerà di vari tipi di Romanticismo legati proprio alle idee ed ai temi ispirati e di cui sotto nominiamo i più importanti.

venerdì 16 maggio 2014

L'architettura nell'Ottocento: un viaggio riassuntivo tra storia, stili e idee


Architettura: l'urbanistica durante gli anni dell'Ottocento.
Come abbiamo già accennato (leggete l'articolo) parlando più in generale dell'arte dell'Ottocento durante gli anni di questo secolo importanti città dell'Europa verranno sconvolte e spesso del tutto trasformate in nome della modernità e di una rivoluzione lavorativa e industriale che stava avvenendo già a partire dalla fine del secolo precedente. Si assiste infatti come diremmo oggi ad un vero e proprio Boom economico che arriva soprattutto grazie alle tante novità, alle nuove scoperte e alle invenzioni realizzate in vari settori e che insieme alle prime grandi industrie che stavano nascendo in quegli anni porteranno un forte sviluppo alle città e di conseguenza anche un aumento vertiginoso della popolazione proveniente dalle vicine campagne. Interi nuclei familiari si trasferiscono in città per cercare una vita migliore, qualcosa che possa dare garanzie e sicurezza per tutti i componenti della famiglia come accade quando si ha un lavoro certo. Le città iniziano a ingrandirsi con migliaia se non milioni di cittadini che cercano oltre a un lavoro anche una casa dove vivere. Ecco che attraverso il lavoro di tanti architetti e di tanti lavoratori, insieme a nuove scoperte in campo dell’edilizia e in quello dell’architettura queste realtà urbane iniziano a cambiare fisionomia diventando da semplici cittadine quali magari erano, dei veri giganti, delle grandi Metropoli urbane con molti ampliamenti realizzati in esse. Durante gli anni dell'Ottocento due degli esempi più importanti per la loro veloce trasformazione sono state sicuramente le città di Londra e di Parigi.



Si inizia in queste città ad abbattere interi quartieri poveri per lasciare spazio a nuove strade. Gli architetti del tempo progettano e lavorano alla costruzione di nuovi quartieri o ampliano quelli già esistenti perché magari hanno le caratteristiche giuste per poter far vivere bene migliaia e migliaia di contadini che vengono a vivere in città per lavoro dopo aver lasciato i campi incolti.
Gli architetti si ingegnano e spesso trovano delle nuove soluzioni urbanistiche come per esempio quello di trasformare interi quartieri lontani dal centro, in periferia in condomini e piccole abitazioni per i lavoratori che sembrano a volte dei “termitai” per il grande numero di persone che vi abitano, quasi dei dormitori cittadini. Invece per quanto riguarda le classi dirigenti e le persone più agiate della società vengono costruite degli Edifici quasi tutti nel centro delle città. Si vedranno bellissimi Edifici e case molto moderne con dei panorami che si affacciano sui nuovi lunghi viali o sulle nuove Piazze centrali. A Parigi per esempio vasti quartieri nati durante gli anni del Medioevo vengono letteralmente sventrati per permettere come pianificato dagli architetti e dagli ingegneri la realizzazione dei celebri “Boulevard”, appunto i larghi viali che ancora ai nostri giorni possiamo ammirare e che danno alla città un aspetto grandioso e monumentale.
Gli stili nell'architettura dell'Ottocento.
Per quanto riguarda l'architettura nei maggiori Paesi dell'Europa, lo stile che andava per la maggiore durante i primi anni dell'Ottocento era quello che seguiva il modello dell'arte classica antica che gli esperti conoscono e chiamano Stile Neoclassico.
Poi a un certo punto quando si arriva al 1830 l'architettura inizia a ritornare al passato, a essere influenzata da vecchi stili storici come quello medioevale che inizia ad affiancare così quello classico. Lo stile del Romanticismo come viene definito infatti rivaluta l'arte e la cultura avuta durante il Medioevo che non è soltanto come qualcuno ci indica un periodo cupo, fatto di “anni bui” e basta. Il Medioevo è stato anche un bellissimo periodo in cui tra le tante cose hanno avuto origine le nazioni europee, la nascita delle lingue nazionali e della letteratura moderna.



L’architettura romantica recupera gli aspetti più caratteristici di quella medioevale e in particolare del famoso Stile Gotico. In Inghilterra avrà origine lo stile denominato “Gothic revival” che poi si diffonderà anche in altri paesi dell’Europa occidentale. Un esempio tipico dell'architettura inglese di quegli anni avente questo stile preso dal modello Gotico è il celebre Palazzo del Parlamento eretto a Londra sulla riva del fiume Tamigi tra il 1840 e il 1870. Lo vediamo nel particolare sopra dove si nota la grandezza e la somiglianza a una grande Cattedrale Gotica. Il Palazzo londinese ha un evidente sviluppo verticale e presenta la tipica ornamentazione ricca di guglie e pinnacoli che come sappiamo sono molto presenti nell'architettura Gotica.
L’architettura degli Ingegneri.
Abbiamo visto come L’architettura durante gli anni dell'Ottocento getta uno sguardo al passato facendosi influenzare da Stili storici come quello Neoclassico e quello Gotico, ma tutto questo viene realizzato usando però dei metodi e delle tecniche da parte degli architetti molto moderne in quell'epoca. Infatti i progetti costruttivi nell'Ottocento si rinnovano, si inizia a parlare per la prima volta di tecnologie future e moderne anche per quanto riguarda l'utilizzo di nuovi materiali da costruzione come per esempio il ferro, il vetro e il cemento armato. Si entra insomma in una nuova era per l'architettura e con essa cambiano anche le tecniche costruttive e le varie tipologie edilizie usate dai nuovi architetti e dagli ingegneri edili.
Nell'Ottocento l'architettura e l'ingegneria che nel passato venivano considerate come fossero due settori diversi tra loro pian piano iniziano a collaborare a fondersi insieme nella realizzazione di Edifici semplici, ma anche in quelli più complicati o in quelli funzionali di pubblica utilità come possono essere ponti, viadotti, porti, stazioni ferroviarie e importanti complessi industriali. Questo cambiamento è stato portato dalla rivoluzione industriale che proprio nell’Ottocento si diffonde in tutta Europa dando vita a un nuovo pensiero e a una nuova consapevolezza degli esperti dell'architettura su tutto quello che possono fare per la società. In questi anni nasce l'architettura degli ingegneri che non costruiranno più soltanto le solite Chiese o i Palazzi del Governo come accadeva nel passato, ma anche edifici diversi e magari intere città sempre più funzionali, capaci di accontentare le esigenze di tutti quegli abitanti che si riversano sempre più numerosi nelle città industriali.
L’uso dei nuovi materiali come il ferro e il vetro si estende anche ad altri tipi di edifici rivelando in questo modo notevoli possibilità decorative oltre che strutturali. Un bellissimo esempio di ciò è la biblioteca di Sainte-Geneviève che si trova nella città di Parigi realizzata tra il 1843 e il 1850 progettata da Henri Labrouste (1801-1875). vediamo un particolare dell'interno sotto dove si possono notare archi e colonne realizzate in ferro che rivestono una funzione molto bella e decorativa oltre che quella puramente legata alla struttura.



Un altro ottimo esempio del grande uso che si fa del ferro da parte degli architetti negli edifici realizzati durante l'Ottocento lo abbiamo noi in Italia. Questo è la famosa costruzione conosciuta come La Mole Antonelliana realizzata tra il 1863 e il 1880. La Mole fu costruita nella città di Torino dall'architetto Alessandro Antonelli (1798-1888) di cui prende il nome su commissione della comunità ebraica. La costruzione è costituita da un alta cupola appoggiata su una base di metallo e sormontata da una altissima guglia. Antonelli rinuncia agli ornamenti tradizionali per mettere in evidenza la struttura della cupola la quale grazie al ferro può raggiungere quella altezza vertiginosa che tutti vediamo e ammiriamo ancora oggi. Immagine su in alto. Altro simbolo diventato celebre che riguarda l'architettura moderna dell'Ottocento è la Torre Eiffel che si trova nella città di Parigi.
Sono tutti bellissimi esempi che ci fanno intuire come già andando verso la fine dell’Ottocento l’architettura inizia a privilegiare la funzionalità alla forma, la struttura alle decorazioni anticipando le soluzioni che verranno adottate diffusamente nel corso del Novecento.


La Torre Eiffel una sfida per l'architettura dell'Ottocento


La torre Eiffel tra un sogno di architettura e la Storia di una sfida.
Come avviene oggi anche nel 1851 si inaugurò nella città di Londra una grandissima esposizione, una vetrina che serviva per mostrare tutti i progressi fatti nel campo della scienza e della tecnica. Una delle attrazioni principali dell'esposizione fu il Palazzo di Cristallo che era una serra costruita in vetro e acciaio tanto grande da poter contenere tutti gli alberi che crescevano nella zona scelta per la mostra. Il suo autore è stato Joseph Paxton. Da allora e fino al 1912 anno dell’ultima esposizione internazionale si accese una sfida che coinvolgeva molte Nazioni e i loro rispettivi architetti, ingegneri e inventori. Lo scopo finale di questa scommessa era quello di progettare e presentare l’opera più grandiosa, più moderna e più stupefacente di sempre.



A questa sfida partecipò anche l’ingegnere francese Alexandre Gustave Eiffel, il quale sfidò tutti che sarebbe riuscito a progettare e a costruire usando come materiale solo l'acciaio la più grande e alta torre del mondo presentandola per l’esposizione universale di Parigi del 1889. oggi come sappiamo la Torre Eiffel è uno dei simboli più riconoscibili al mondo per la città di Parigi. La vediamo sopra in una immagine.
la Torre Eiffel, una trama tutta di acciaio.
Uno dei nemici di ogni alta torre è il vento come sapeva benissimo anche l’ingegner Eiffel. Per poter vincere la potenza di questo elemento naturale che si abbatte lateralmente sulla costruzione con il rischio di farla crollare si possono elevare mura così solide da bilanciarne la forza, oppure opporgli la minima resistenza possibile. Eiffel lavorò al suo progetto e alla fine scelse la seconda soluzione e trasformò la torre in una trama d’acciaio sulla quale il vento non poteva fare presa ma soltanto passare attraverso le varie aperture. Secondo i precisi calcoli dell'architetto anche un vento fortissimo che soffiasse alla velocità di 238 Km orari, una velocità mai raggiunta nella città di Parigi sarebbe passato attraverso il reticolo della trama senza provocare nessun danno.

La Torre Eiffel particolare della terrazza panoramica


Così nasce la Torre Eiffel, alta 301 metri e pesante circa 8000 tonnellate fatta in gran parte di una quantità di pezzi di forma diversa. Questi pezzi sono uniti gli uni agli altri da speciali chiodi ribattuti da un lato, chiamati rivetti e infilati in milioni di fori. Sempre allo scopo di resistere al vento i sostegni di base della torre sono inclinati, con un esempio per lo stesso principio che ci porta istintivamente ad allargare le gambe quando vogliamo mantenerci in equilibrio su di un autobus in corsa.

Particolare della struttura della Torre Eiffel


Anche le robuste fondamenta formate da quattro enormi cassoni di acciaio riempiti di calcestruzzo sono inclinate. Le arcate in basso non hanno una funzione di sostegno, infatti sono state aggiunte come semplice abbellimento per altro molto discusso perché diminuiscono l’effetto di slancio della Torre.
La Torre Eiffel realizzata anche per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese sembra fatta soltanto per salirvi e ammirare dall’alto tutta la città di Parigi. Il suo significato è però ben più importante. È un vero atto di fiducia nelle possibilità dell’uomo di vincere le forze della natura ma soprattutto è un monumento al progresso e al futuro dell’Umanità.

sabato 10 maggio 2014

L'Arte nell'Ottocento con la storia, le idee e le correnti artistiche


Il contesto, le grandi invenzioni e l'arte in Europa durante il secolo Ottocento.
Attraverso gli studi fatti a scuola di alcune materie come la storia o l'arte abbiamo appreso che durante il lungo periodo dell'Ottocento in molti territori dell'Europa accadono importanti fatti storici che avranno una grande influenza nella società e negli uomini di allora. Popolazioni capaci di scatenare in nome di importanti valori umani e di alti ideali anche delle sanguinose guerre civili oltre che delle vere e proprie rivoluzioni culturali, sociali e politiche che stravolgono e cambiano per sempre il futuro di intere aree dell'Europa. Infatti già nei primi decenni del secolo Ottocento alcune popolazioni si ispirano a nuovi ideali di libertà. Un importante esempio di tutto questo che viene considerato dagli storici anche il simbolo degli uomini che cercavano la libertà in quel periodo ci arriva dagli ideali nati in seno alle popolazioni più povere e oppresse della Francia. Questi ribellandosi ai loro potenti nobili, ai loro sovrani che li avevano condotti ad una vita piena di stenti, alla fame e alle peggiori miserie avevano iniziato quella che poi è entrata nella storia come la celebre Rivoluzione Francese e poi da lì si era arrivato alle guerre napoleoniche (1796-1815). I ribelli francesi combatteranno le loro battaglie per la libertà e una vita migliore avendo nel cuore soprattutto quello che diventerà il simbolo della rivoluzione e un bellissimo motto di uguaglianza, legalità e fraternità tra tutti i popoli della terra. Qui vediamo il celebre capolavoro dell'artista francese Eugène Delacroix intitolato La libertà che guida il popolo del 1830 che è conservata al Museo del Lovre di Parigi.

La libertà che guida il popolo opera di Delacroix


Tutto questi fermenti popolari, questi nuovi sentimenti da parte delle popolazioni furono però fortemente contrastati dal Congresso di Vienna che si tenne negli anni 1814-1815 e anche dopo, nel periodo in cui si cercò di preparare il restauro al ritorno a un mondo diciamo feudale-aristocratico. Fu inevitabile che questi contrasti nei territori dell'Europa portarono ad altri scontri e altre brutali violenze come lo scoppio di numerosi moti rivoluzionari che dal 1820 al 1848 colpirono numerosi Stati tra cui il Portogallo, la Spagna e anche la nostra Italia fino a interessare quasi tutta l’Europa. A questo aggiungiamo anche che durante l'Ottocento iniziarono quelle che sono le prime vere lotte sociali, ovvero delle lotte di classe tra i vari ceti della società come per esempio quelle fatte dagli operai e dai nuovi lavoratori come risposta al grande sviluppo industriale che man mano stava nascendo e si diffondeva nelle grandi città europee grazie soprattutto a importanti scoperte e alle nuove invenzioni realizzate da eminenti uomini in alcuni campi e settori. Alcune di queste invenzioni sono davvero molto importanti per il futuro dei lavoratori al punto che riescono a trasformare e a cambiare in modo moderno interi settori di lavoro che erano rimasti diciamo fermi a dei metodi o delle tecniche vecchie di secoli.



Due date storiche e due invenzioni importantissime che hanno cambiato il mondo realizzate durante gli anni dell'Ottocento sono sicuramente la Fotografia che nasce intorno all'anno 1839 e poi l’invenzione dell’automobile che è avvenuta nell'anno 1885. Un altra invenzione molto famosa che è diventata anche un simbolo dell'Ottocento e che per noi è sicuramente motivo di grande orgoglio visto che il suo autore è un celebre italiano è la scoperta del Telegrafo senza fili realizzato dal grandissimo Guglielmo Marconi dopo anni di studio nel 1897. sopra vediamo una immagine di Marconi e della sua invenzione. Sappiamo tutti come l'invenzione del Telegrafo senza fili di Marconi è stata davvero decisiva per il futuro tecnologico. Una scoperta tutta italiana con un nuovo modo di comunicare e di trasmettere delle parole e dei messaggi per poi arrivare sino ai nostri giorni con invenzioni più moderne dove ognuno usa il proprio telefono cellulare o lo smartphone per comunicare, per fotografare, per navigare, per giocare o per fare altre cento, mille diverse cose. Queste invenzioni insieme a tanti altri grandi successi realizzati sempre nel campo della scienza da vari studiosi durante gli anni dell'Ottocento sono trascinanti ed entusiasmanti per molti al punto che lo studio nelle materie scolastiche e nel campo della scienza si imponga sempre di più tra gli studi principali. L'uomo Europeo nell'Ottocento diventa sempre più curioso, ha voglia di sapere come funzionano le cose che vede intorno, cerca di migliorarle o per i più creativi di crearne delle nuove. È tutto un fermento di idee e di belle novità l'Ottocento.
Tutte queste novità, questo florido sviluppo che avviene soprattutto nel campo lavorativo, tecnologico e industriale favorisce pure i trasporti ed ecco che alcune piccole città iniziano a popolarsi e a crescere insieme ai cittadini e allo sviluppo diventando nel tempo delle vere grandi metropoli. Sarà negli anni dell'Ottocento in queste città spesso caotiche piene di persone e di lavoratori che le abitano e le vivono che nascerà anche una nuova classe sociale, quella del proletariato. Leggete anche l'architettura nell'Ottocento.
Tutto si trasforma, tutto cambia intorno al paesaggio geo-politico e a quello umano. Durante gli anni dell'Ottocento i potenti sovrani e gli uomini che governano l'Inghilterra attuano una politica imperialista che conosceremo col nome di Colonialismo inglese, iniziando a espandersi e colonizzare dei piccoli Stati e delle regioni a volte anche molto lontane dalla loro patria. Questo tipo di politica verrà seguita da altre potenze Europee e non. È durante il secolo Ottocento che gli Stati Uniti di America, dopo “soli” quattro secoli di distanza dalla storica scoperta fatta dal navigatore italiano Cristofaro Colombo si apprestano a diventare la più grande potenza di tutto il pianeta. Mentre nelle principali città verso la fine del XIX secolo molte persone si associano tra di loro, si uniscono per essere più forti in un determinato settore o campo sociale e lavorativo. Così nascono le prime organizzazioni di massa come per esempio i primi partiti politici o i primi sindacati che cercano di aiutare e di difendere sia il lavoro che i lavoratori.
Quali erano le idee e l'arte durante il secolo Ottocento?
Come abbiamo visto prima l’Ottocento porta dei grandi cambiamenti alle città e agli uomini. Cambiamenti sociali e tecnologici che sconvolgeranno a volte tutto ciò in cui si era creduto sino ad allora. Molte delle credenze o le antiche consuetudini cambiano spesso a una velocità sempre maggiore. Anche l'arte verrà influenzata in questo secolo attraverso le nuove idee e i nuovi artisti.

sabato 11 gennaio 2014

Il bacio di Francesco Hayez bellissima opera dell'arte italiana

Analizziamo l'opera Il bacio dell'artista italiano Francesco Hayez.
Il dipinto intitolato Il bacio di Francesco Hayez è sicuramente una delle più celebri e apprezzate opere della pittura che hanno come scena principale quel bellissimo istante pieno di emozione e di magia come può essere un bacio appassionato tra due amanti. Trovate altri articoli che riguardano il bacio nell'arte

Il bacio opera di Francesco Hayez del 1859


Questo bellissimo capolavoro dell'arte italiana che ormai è anche diventato una sorta di icona per tanti innamorati è stato realizzato da Hayez intorno all'anno 1859. Fa parte di quelle opere cosiddette del Romanticismo italiano, una corrente artistica che si sviluppò durante l'Ottocento e di cui l'artista ne era uno degli esponenti più importanti.
Hayez ha realizzato il suo dipinto del Bacio utilizzando la tecnica dei colori a olio su una tela che misura circa 110 per 88 centimetri e oggi possiamo andare ad ammirarla presso il Museo Brera che si trova nella città italiana di Milano.
Vediamo raffigurati due giovani, sicuramente sono due innamorati nel momento in cui si scambiano un bacio molto intimo e intenso. Questo gesto viene rappresentato da Hayez con una posa molto naturale e spontanea. Guardando meglio i dettagli dell'opera notiamo come l'abito che indossa la donna è in stile ottocentesco mentre quello dell'uomo sembra quasi essere di una foggia più antica, forse addirittura medioevale. Nella scena vediamo sullo sfondo una antica costruzione della quale si intravede soltanto una parete e i primi gradini di una scala in pietra, poi non vi è molto altro tranne che quelle che sembrano sulla sinistra altre scale che conducono a dei locali sotto in cui un uomo scende.
Il linguaggio visivo nell'opera del Bacio viene espresso da Hayez attraverso una linea morbida che descrive e definisce i contorni e i particolari dei due personaggi. Le architetture che si vedono invece sono definite da andamenti lineari in prevalenza rettilinei. La resa della luce che sembra provenire da una fonte interna al dipinto contribuisce a rendere i colori molto più tenui. Inoltre i passaggi e gli stacchi del chiaroscuro sono forti e riescono ad accentuare i volumi dei due corpi dei personaggi. Osservando vediamo anche come la caratterizzazione visiva delle superfici è particolarmente evidente nella resa dei materiali. Infatti vediamo quanto siano realistici e ben realizzati i pavimenti, le pareti usurate o quei meravigliosi tessuti degli abiti. Per esempio l'effetto dell'abito della donna con quei riflessi realistici che quasi viene voglia di toccarlo per constatare la lucentezza del tessuto. Vediamo nel particolare sotto.



Per quanto riguarda invece il valore espressivo su ciò che esprime questo stupendo dipinto possiamo supporre che Francesco Hayez volesse rappresentare con questo bacio, un particolare momento di travolgente passione sentimentale. Tuttavia è importante tenere in considerazione che l'ideazione e la progettazione di quest'opera coincide come periodo con la seconda guerra d’indipendenza italiana. Quindi alcuni esperti dell'arte ci indicano che il giovane con il cappello piumato potrebbe essere un volontario in partenza per la suddetta guerra. Se così fosse possiamo considerare l’opera come un quadro storico e leggervi la raffigurazione di un sentimento civile molto profondo come può essere la dolorosa separazione tra due innamorati per il rispetto di un dovere molto sentito e condiviso in quegli anni per la difesa della propria terra.
Comunque sia è bello pensare anche che questo quadro sia stato scelto come simbolo da molti giovani innamorati di oggi e che per loro sia “soltanto” un tenero bacio appassionato tra due persone che si amano tantissimo. Troviamo nell'arte migliore rappresentazione dell’Amore di questo quadro? Mah, forse.
Inoltre mi piace pensare che le coppie di innamorati che vanno ad ammirare l'opera di Francesco Hayez devono darsi un bacio davanti al dipinto perché sembra che questo porti molta fortuna e addirittura riesce a far arrivare a un eventuale matrimonio prima del tempo.
Ancora una volta la bella Arte fa bene sia all’anima che al corpo.
Quindi ben vengano altre opere come questa che sono testimoni di uno dei valori più importanti che spesso l’uomo dimentica. Questo valore è il volersi bene, l'amore tra le persone magari suggellato da un bellissimo bacio, qualcosa che ognuno di noi dovrebbe coltivare di più nel proprio orticello dell'anima. Scusatemi ma adesso sto iniziando a diventare romantico anche io, sciogliendomi come neve al sole. Forse Il bacio di Hayez ha colpito anche me!
Uno SMACK a tutti!

martedì 3 luglio 2012

Campo verde di grano una celebre opera d'arte dell'Ottocento del pittore Vincent Van Gogh


Il celebre quadro che molti appassionati di arte conoscono e che ha come titolo Campo verde di grano è uno dei meravigliosi lavori artistici realizzati da uno dei più grandi pittori dell'Ottocento e cioè l'olandese Vincent van Gogh. Quest'opera che oggi si trova presso la Narodni Galerie della città di Praga è una tela dalle dimensioni medie di circa 73,5 per 92,5 centimetri e la tecnica usata dall'artista per realizzarla nell'anno 1889 è quella della pittura con i colori ad olio. (vediamo sotto una immagine di questa importante opera di Van Gogh).



Come già abbiamo accennato in altri brevi articoli, durante la breve e purtroppo tormentata e drammatica vita vissuta dal pittore olandese Vincent Van Gogh (visse soltanto 37 anni, dal 1853 anno di nascita sino al 1890 quando morì insieme al grande talento e alla propria follia) nella seconda metà dell'Ottocento, questi si appassionò all'arte e alla pittura, facendosi influenzare soprattutto dalla nuova corrente artistica e dai lavori dei pittori Impressionisti nati proprio in quel Secolo, ricco di grandi cambiamenti e innovazioni anche per la storia dell'arte. Van Gogh con la sua arte riuscì anche a vedere e andare oltre a quelle idee e a quelle tecniche artistiche, spinto dalla forza delle grandi passioni sociali che pian piano stavano sconvolgendo e cambiando letteralmente gran parte del mondo e il modo di pensare degli uomini in quel periodo. Possiamo dire anche che la sua produzione artistica, fu segnata profondamente da una vita che se pure breve, gli diede soltanto dei tormenti interiori e delle violenze, sia fisiche che mentali che lo portarono alla fine alla pazzia vera e propria. C'è tutto il suo essere Van Gogh in ogni sua opera.

Descriviamo l'opera Campo verde di grano di Van Gogh.

Il quadro citato sopra, come si può anche facilmente capire dal titolo raffigura un campo di grano, ove si scorge anche una casa di campagna o una fattoria e un grande cipresso. Quindi è una immagine di un paesaggio reale, naturale che però viene caratterizzata in modo del tutto particolare dall'artista. Il pittore amava questi paesaggi con questi estesi campi di grano dorati, al punto da dedicargli molti disegni e alcuni dipinti. La natura raffigurata in questo quadro sembra profondamente animata da un segno tipico, che col tempo abbiamo imparato a riconoscere come un segno caratteristico della mano di Van Gogh. Questo segno è molto mosso e assume le diverse forme del punto, del tratto o della linea. La linea a volte è molto sottile, spesso curva e chiaramente definita. A volte la linea invece è marcata, ondulata, movimentata, insomma potremmo dire quasi “tormentata”, proprio come il carattere e l'intimo profondo di chi le ha realizzate su quella tela. Le linee sono evidenziate dalle pennellate che vanno in ogni direzione, come se fossero mosse dal vento, esattamente come il vento che muove i cespugli di questo quadro e che sembra faccia ondeggiare le spighe dorate di grano e il grande cipresso al centro, oltre ad agitare quelle nuvole in cielo.

I colori nel quadro sono molto forti e il loro accostamento oltre ad essere fortemente espressivo, contribuisce a definire anche lo spazio. Infatti vediamo in primo piano il limitare del campo con l'erba che viene mossa dal vento. Poi abbiamo il grano col suo colore giallo naturale, che sembra piegarsi e venirci incontro per le sferzate del vento. Le tonalità di verde degli alberi e del cipresso di un verde più scuro, costituiscono un piano intermedio e poi troviamo infine i colori più freddi, come l'azzurro di montagne lontane e del cielo, dove delle nuvole sembrano farsi minacciose a causa del vento e questo sembra costituire una sorta di piano di sfondo.

I colori usati da Van Gogh, sono stesi in modo molto denso, pastoso e sono ben visibili e chiari i segni delle pennellate lasciate. La superficie sembra mossa, quasi in rilievo, suggerendo in questo modo all'osservatore che ammira il quadro, l'idea di volume oltre che dare quella sensazione tipica di rugosità, che troviamo spesso in tanti quadri dell'artista.

Insomma da questo quadro, come per tanti altri della produzione di Van Gogh, possiamo capire che il colore è usato non in senso “naturalistico” o normalmente, cioè per dipingere e colorare le varie sezioni del quadro. Qui il colore viene usato come un mezzo, uno strumento adatto a far sfogare e quindi ad esprimere dei concetti che vanno al di là del colore stesso. Il colore è qualcosa di fortemente espressivo per Van Gogh, che attraverso gli accostamenti di tinte contrastanti intende infatti rendere manifesto tutto il suo contrasto interiore.

mercoledì 20 giugno 2012

L'opera La Camera da letto del pittore olandese Vincent Van Gogh – una semplice descrizione


La meravigliosa e quasi commovente opera che porta il titolo la Camera da letto che molti di noi conoscono è sicuramente una delle più famose e stupende opere che sono state realizzate dal pittore olandese Vincent Van Gogh (1853-1890). Qui sotto vediamo una semplice immagine di questa opera che purtroppo non rende come l'originale.
 




Questo grandissimo artista che è Vincent Van Gogh come sappiamo durante la seconda metà dell'Ottocento ha vissuto una vita molto breve e piena di stenti, accompagnato soltanto dalla solitudine e da una grande miseria, oltre che da gravi problemi sia fisici che interiori i quali pian piano lo hanno condotto alla morte tra sprazzi di grande lucidità e di vera ed impietosa follia pura. Vincent, questo grande artista con una voglia e una sensibilità innata particolare che di solito contraddistingue la maggior parte degli artisti, però si è anche appassionato e avvicinato al mondo dell'arte e alla nuova pittura impressionista, arrivando alla fine ad amarla pazzamente e cercando di capire come attraverso i colori stesi e le forme su una tela si potessero ricevere e offrire grandi emozioni a chi li osserva. Van Gogh è morto nella miseria più assoluta a soli 37 anni, ma con il tempo ha ricevuto da tutti gli esperti del campo artistico il giusto merito e riconoscimento, entrando di diritto nella storia dell'arte grazie al suo straordinario talento unito al suo inconfondibile stile personale di stendere i colori e tracciare i segni che ormai tutti conosciamo. Come leggiamo ai nostri giorni, il suo “folle” genio artistico viene anche riconosciuto grazie al valore delle cifre astronomiche che alcune persone sono disposte a sborsare in qualche rara asta (rara perché la maggior parte delle opere di Van Gogh sono collocate stabilmente nei migliori Musei del mondo) per avere un suo dipinto. Cliccate per continuare con la descrizione.

venerdì 8 giugno 2012

Vincent Van Gogh e le origini di una vita breve e folle vissuta per l'arte (prima parte)

Le origini di uno dei più grandi pittori olandesi dell'Ottocento.
Il piccolo Vincent Willem Van Gogh nasce il 30 Marzo del 1853 in località Groot-Zundert, un villaggio posto sulla strada che unisce Breda ad Anversa, molto vicino al confine tra l'Olanda e il Belgio. Sin dall'inizio sembra che la breve ma appassionata vita di Vincent non fu che una successione continua di piccoli e grandi fallimenti che purtroppo lo bruciarono in modo precoce, lasciandogli delle grosse ferite sia nel corpo che nello spirito. Anche il suo grande genio artistico unito alla sua meravigliosa e particolare tecnica di dipingere non fu riconosciuta e ammirata dai critici e dagli esperti d'arte che dopo la tragica morte, avvenuta nel Luglio del 1890 quando il giovane pittore aveva ancora soltanto 37 anni. Ma anche dopo quel tragico momento, il cammino dell'Arte pittorica di Van Gogh non fu né agevole né lineare. Infatti da testimonianze e documenti, sembra che occorsero molti anni prima che i grandi uomini di cultura e gli appassionati di arte lo capissero veramente nel profondo, accettando anche il suo modo di dipingere così fuori dalle regole accademiche, così personale e quasi da uomo "allucinato". In realtà sembra che il pittore olandese cercava e chiedeva alla pittura qualcosa di impossibile. Van Gogh attraverso la sua arte cercava di svelare quel grande mistero che c'è dietro l'apparenza delle cose. Egli cercava di svelare attraverso l'uso dei suoi colori la furia delle nostre passioni e riuscire a "fissare" sulle tele il dolore e il patimento del mondo. Di lui, come del suo celebre connazionale e predecessore, l'artista Rembrandt si è detto che quando si poneva davanti ad uno specchio per dipingere il proprio autoritratto, lo faceva con rabbia, con violenza e disperazione perché cercava di individuare nell'unità delle forme del volto nientemeno che la parte di Dio e la parte dell'uomo. Qualcosa semplicemente di irraggiungibile per tutti noi comuni mortali (almeno questo si è sempre pensato). Aveva una mania per il proprio viso, se pensiamo che nel solo periodo che va dal 1886 al 1889 Van Gogh dipinse circa 37 suoi autoritratti che divennero in futuro molto famosi. Sopra vediamo un immagine di uno di questi celebri autoritratti realizzato nel 1887. in quest'opera tra le tante bellezze e particolarità, come la straordinaria e riconoscibile tecnica pittorica dell'artista olandese, possiamo intravedere come il colore sembra usato come fosse una sorta di luce indagatrice, che illumina la carne quasi dal di dentro dell'anima.

Vincent Van Gogh e le origini di una vita breve e folle vissuta per l'arte (seconda parte)


Tutti i colori della miseria di Vincent Van Gogh.

Continuando dall'articolo precedente sulle prime origini di Vincent Van Gogh, dopo che si è rimesso il pittore olandese si innamora di una sua cugina, ma succede esattamente ciò che è accaduto a Londra e cioè viene respinto dalla ragazza per il suo modo di ragionare e di comportarsi alquanto strano. I genitori del pittore non sanno più cosa fare per il figlio e l'affidano a un cugino di nome Mauve, che fa il pittore all'Aja ma Vincent scappa da lui, asserendo che non è altro che un semplice "imbrattatele". Allora si rifugia presso Christine, una prostituta con figli e sta da lei circa due anni, fino a quando il fratello Théo non va a prenderlo convincendolo a lasciare Christine. Inizia per Vincent un periodo di vita abbastanza oziosa, senza la voglia di nulla e per nulla, ma proprio in questo periodo si verificano due episodi molto importanti per la sua futura vita di artista. Infatti per la prima volta Vincent affronta la "tela" come un vero pittore, cimentandosi nei dipinti attraverso l'uso dei colori ad olio. E per la prima e unica volta in tutta la sua esistenza, riceve anche una "ordinazione" per dodici disegni da realizzare a penna. I colori che Vincent adopera con la mano che gli trema per la grande emozione sono grigi "oscuri", privi di gioia. Sono in parole semplici "i colori della miseria", della polvere di carbone che vela i paesi e le figure del Borinage, la regione povera dei minatori. sopra vediamo l'immagine dell'opera i mangiatori di patate del 1885, dove il pittore denuncia la triste condizione umana dei poveri.