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martedì 4 aprile 2017

Architettura e artisti italiani nel Cinquecento

L'architettura nel secolo Cinquecento e alcuni dei principali architetti italiani.
Tutti noi appassionati dell'arte sappiamo bene che per quanto riguarda la storia dell'arte in generale durante gli anni del Cinquecento sono accaduti degli eventi molto importanti capaci di portare grandi novità e grandi idee in tutto il mondo culturale ma soprattutto è in questo secolo che nasceranno alcuni dei lavori artistici più belli della storia che oggi possiamo ammirare in importanti Musei. Parliamo di capolavori assoluti dell'arte che sono stati realizzati attraverso studi approfonditi e il grande genio di alcuni maestri italiani come per esempio Leonardo Da Vinci o Michelangelo Buonarroti tanto per citarne due.

Donato Bramante part Tribuna Chiesa S.Maria delle Grazie


Anche nel campo dell'architettura italiana durante gli anni del Cinquecento vediamo nascere delle nuove idee spesso rivoluzionarie portate da alcuni artisti che daranno un forte impulso all'architettura del futuro.
Durante i primi anni del Cinquecento alcuni architetti pensano al passato andando alla ricerca di alcuni temi che erano stati già trattati nel secolo precedente. Questi temi saranno poi elaborati e sviluppati in modo diverso dagli architetti inserendo magari dei nuovi materiali e qualche idea ma rivelando sempre un interesse particolare soprattutto per tutto quello che riguardava gli edifici che avevano per tema il Sacro. Infatti si studiò e si mise a frutto la pianta centrale che oltre a riflettere la grandezza di Dio veniva vista dagli architetti come il simbolo della perfezione assoluta dell'Universo. L'utilizzo di questo tipo di pianta consentiva agli architetti del Cinquecento di raggiungere un rapporto armonico e proporzionale tra le varie parti dell'Edificio architettonico. Molta importanza poi veniva data anche allo spazio circostante in cui questo Edificio doveva sorgere che doveva alla fine essere il più armonico e perfetto possibile. Nella pagina Tecniche linguaggi e opere trovate un breve articolo che parla del tipo di piante in architettura.
Tra i più grandi architetti dei primi anni del Cinquecento troviamo sicuramente l'italiano Donato Bramante nato nell'anno 1444 e morto nell'anno 1514. Uno dei primi lavori importanti del Bramante fu la realizzazione di una sorta di Tribuna che viene inserita nella già esistente Chiesa di Santa Maria delle Grazie nella città di Milano. Guardando il particolare nell'immagine sopra (clic per ingrandire) di questa Tribuna possiamo intuire proprio cosa volevamo dire prima a proposito dello studio, della perfezione e dell'armonia delle parti architettoniche di un Edificio. La costruzione di questo edificio è un ampio vano cubico sormontato da una cupola con due absidi laterali e sul fondo un piccolo ambiente che si conclude con una terza abside. Possiamo notare anche che i volumi risultano molto dilatati dalle linee curve delle absidi e della cupola.
Queste nuove soluzioni del Bramante li ritroviamo poi anche in un progetto che non fu mai realizzato fatto per la ricostruzione della Basilica di San Pietro nella città di Roma. Questo progetto prevedeva una pianta centrale a croce greca con una grande cupola all’incrocio dei quattro bracci che doveva indicare tutta la grandiosità della Chiesa Cattolica e di Dio in quel preciso periodo.
Dopo la morte dell'architetto Donato Bramante la ricostruzione della Basilica di San Pietro fu data al giovane Artista Raffaello (1483-1520) che però voleva realizzare un progetto del tutto diverso avente una pianta non centrale a croce greca ma una pianta longitudinale. Ma come sappiamo purtroppo il grande artista Raffaello morì molto giovane quando aveva poco più di trent'anni e quindi non ebbe il tempo materiale di realizzare questo importante lavoro. E allora dopo vari passaggi di mano attraverso altri architetti che avevano raggiunto una specie di compromesso con una via di mezzo tra i due progetti, ossia quello del Bramante e quello di Raffaello si arrivò nel 1546 alla commissione del lavoro direttamente dal Papa Paolo III al grande Maestro Michelangelo Buonarroti. Questo artista recupera il vecchio progetto del Bramante e ripropone la pianta centrale a croce greca sormontata da una grandiosa Cupola centrale che tutti noi oggi conosciamo e ammiriamo. All’interno notiamo gli ampi e maestosi spazi mentre all’esterno il movimento delle superfici è dato dal prevalere della linea curva su quella retta e l’edificio si inserisce armoniosamente nello spazio circostante. In poche parole questa cupola è un meraviglioso capolavoro della nostra architettura italiana. Qui sotto vediamo un particolare dell'opera.

Buonarroti Cupola di San Pietro Roma


Un altro architetto italiano che durante il Cinquecento grazie al suo stile e ai suoi progetti architettonici divenne molto celebre è Andrea Palladio (1508-1580). le bellissime opere architettoniche del Palladio sono famose anche perché riuscì a trovare il giusto rapporto continuo tra il paesaggio vero e proprio e le parti e le architetture dei suoi Edifici. La bravura del Palladio si può vedere soprattutto ammirando le meravigliose ville che progettò e costruì per alcuni ricchi esponenti del patriziato del Veneto. Le caratteristiche tipiche di queste ville sono riconducibili a due distinte categorie:
una è la pianta centrale su due piani coperta poi da una cupola e con le facciate che ricordano i meravigliosi Templi antichi classici.
L'altra categoria è quella che si sviluppa in orizzontale. Si costruisce un solo piano con un corpo centrale in cui risiedono i proprietari e due ali porticate che vengono destinate ad un uso agricolo.

Andrea Palladio Villa Barbaro


Un esempio di questo ultimo tipo di villa Palladiana lo possiamo vedere andando ad ammirare la Villa Barbaro a Maser vicino alla città di Treviso. Il Palladio utilizzerà spesso nei suoi progetti un linguaggio antico, classicheggiante. Infatti troviamo delle ville che hanno delle colonne, dei frontoni, dei timpani e altre parti architettoniche che gli antichi architetti greci amavano e inserivano nella costruzione dei Templi.

lunedì 1 dicembre 2014

La cupola di Filippo Brunelleschi uno dei capolavori del Rinascimento

La cupola a Firenze realizzata dall'artista Filippo Brunelleschi.

Come ci indicano gli esperti uno dei capolavori dell'arte che viene considerato anche uno dei massimi simboli per quanto riguarda l'architettura del Rinascimento è la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore nella città di Firenze che fu realizzata dal grande maestro Filippo Brunelleschi attraverso uno straordinario progetto e una tecnica di costruzione del tutto nuova e rivoluzionaria per quell'epoca. Vediamo questa straordinaria opera nell'immagine qui sotto in un particolare mentre più giù vediamo una piccola porzione dell'interno della cupola con la lanterna e le sue decorazioni artistiche.


La cupola del Brunelleschi a Firenze e elementi



I lavori di costruzione della Cupola per il Duomo furono iniziati dal Brunelleschi intorno l'anno 1419-20. Egli lavorò insieme ad alcuni ottimi collaboratori tra cui figurava anche un altro artista che divenne ben presto molto celebre, Lorenzo Ghiberti. I lavori per la cupola durarono molti anni arrivando sino all'anno 1436 quando il lavoro fu consegnato in tutto il suo splendore con una grande cerimonia e per essere consacrato. Sembra che il Brunelleschi ebbe l'idea dopo aver visto e studiato attentamente per anni vari reperti dell'antichità e dopo aver analizzato bene tutte le forme e gli elementi dell'architettura classica che venivano scoperti negli scavi archeologici, quindi compresi anche le celebri rovine della Roma antica. Tutto questo servì a portarlo poi al progetto e alla costruzione della sua celebre cupola di Firenze.





Pensiamo all'epoca che importanza abbia potuto avere per l'arte e per tutti i fiorentini questa cupola nella loro città. E che meraviglia nel vederla per la prima volta visto che è anche la più grande realizzata in muratura. La diagonale maggiore esterna è addirittura di circa 54 metri. Il celebre artista Leon Battista Alberti quando la vide in tutta la sua maestosità scrisse che con l'ombra della cupola si poteva addirittura coprire tutto il popolo di Firenze. Che forza che ha quest'opera e che arte sublime c'è voluta per crearla. Per la sua enormità era impossibile per il Brunelleschi usare il metodo tradizionale mediante l'uso delle centine per reggere tutta la struttura durante la fase di costruzione. Le centine sono delle impalcature da realizzare in legno e sono molto costose. Questi sono una sorta di struttura, come se fosse uno scheletro sul quale poi deve essere adagiata la cupola man mano che cresce nei giorni e viene costruita. Queste centine poi alla fine del lavoro di solito vengono tutte smontate e tolte. Ed è proprio per questo motivo oltre che per tanti altri piccoli e grandi segreti dell'architettura del Brunelleschi che deriva il grande fascino e la magia che ci tramanda questo straordinario capolavoro. La tecnica rivoluzionaria per il progetto di Brunelleschi è davvero unica. Se pensiamo che a dire degli esperti dell'epoca era quasi impossibile da poter attuare, ma sappiamo che l'opera è lì e chiunque la può ammirare anche oggi. Brunelleschi riuscì a lavorare alla sua cupola con una tecnica tale capace di auto-sostenersi da sola in ogni momento e in ogni fase della costruzione. Elenchiamo ora alcune delle caratteristiche principali e le parti che compongono questo capolavoro dell'architettura del Quattrocento. Questa costruzione è del tipo a doppia calotta. Tra queste due calotte si sviluppa uno spazio capace di far giungere le persone sino alla lanterna in alto. Guardando la cupola notiamo subito che è realizzata con numerosi mattoni che gli danno anche il caratteristico colore. Questi mattoni sono un materiale che viene disposto secondo la tecnica chiamata a “spina di pesce” che già gli antichi romani conoscevano bene. Abbiamo poi la lanterna che è la parte conclusiva più alta della cupola. Essa è di forma cilindrica e serve a illuminare l'interno. Vediamo anche i famosi costoloni di colore bianco. Essi formano la struttura portante della cupola e vanno a finire nella lanterna. La cupola è una volta del tipo a sesto acuto e non a emi-sfera. Questo perché potesse sostenersi in modo autonomo durante la lunga fase della costruzione. Cosa aggiungere di altro su questo stupendo gioiello del nostro Rinascimento italiano che ci porta gioia e orgoglio oltre che andarlo a visitare per rendersi conto della sua reale bellezza?

Voi sulla cupola del Brunelleschi che impressioni avete avuto nel vederla.


venerdì 1 agosto 2014

L'architettura del Novecento 900' tra cenni, idee e stili nella seconda metà del secolo

Le prime reazioni all'architettura del Razionalismo.
Subito dopo il tremendo conflitto della seconda guerra mondiale come si può facilmente immaginare a pace avvenuta si assiste oltre che al grande tributo di sangue umano versato ovunque anche alla pietosa visione di montagne di macerie e di rovine in tante città distrutte dell'Europa. Delle bellissime città come anche quelle Italiane che durante la guerra si erano trasformati in veri e propri campi di battaglia e di orrore, diventando degli obbiettivi primari per il nemico di turno che prima bombardava tutto quello che era possibile usando la propria aviazione e poi arrivando con le truppe di terra per le battaglie cittadine sia per la conquista o per la difesa dei centro urbani. Alla fine tutti i potenti e i governanti vincitori decisero che queste città martoriate dal conflitto dovevano ritornare a essere come un tempo, si doveva iniziare a ricostruire tutto.
E così mentre numerosi architetti europei erano impegnati con grandiosi progetti e pianificazioni di quella che fu giustamente definita una delle più grandi ricostruzioni di tutta la storia dell'architettura, oltreoceano negli Stati Uniti si stavano diffondendo in architettura i principi base del Razionalismo. Attraverso il Razionalismo i vari architetti che vi aderiscono vogliono far prevalere nelle nuove costruzioni soprattutto delle esigenze sia pratiche che sociali dei cittadini contro la semplice estetica e la bellezza degli edifici e tutto questo usando delle forme pure per i loro edifici. Leggete architettura del primo Novecento.



A un certo punto però da parte di alcuni di questi nuovi architetti si avverte l’esigenza di reagire alla rigidità del Razionalismo proponendo una architettura dalle forme più libere, dagli spazi più flessibili e che sia in armonia con l’ambiente circostante.
Lo stesso Charles Edouard Jeanneret detto Le Corbusier uno degli architetti che aveva seguito i concetti del Razionalismo sviluppando anche delle interessanti teorie nella Cappella di Notre-Dame-du-Haut presso Ronchamp che vediamo sopra in una immagine abbandona le forme pure e i volumi compatti delle sue opere precedenti per privilegiare costruzioni aventi delle linee curve.
La reazione all’architettura razionalista avviene in modo graduale e si esprime nell’uso di materiali naturali come per esempio la pietra e il legno. Si cerca di costruire nell’interesse delle tradizioni locali o per le forme flessibili e sensibili all’ambiente circostante. Un modello per numerosi architetti attivi nel Secondo periodo del Novecento resta quello di Frank Lloyd Wright con la sua architettura organica.

Architettura tra natura e tradizione.
Nelle opere di alcuni architetti è evidente come l’applicazione dei criteri razionalisti sia mediata da una maggiore attenzione al paesaggio o come si accennava sopra alla natura circostante, o ancora a quelle che erano per alcuni cittadini le proprie amate tradizioni architettoniche locali.



L’architetto brasiliano Oscar Niemeyer che era un seguace delle teorie di Le Corbusier modifica i principi dell’architettura razionalista sulla base della tradizione locale. Accostando forme concave, convesse e ondulate a forme rettilinee. Niemeyer si allontana dal rigore razionalista e propone un arte dalle linee più morbide capace di immergersi con armonia nell’ambiente che si trova attorno alle sue opere. sopra vediamo particolare di una sua celebre opera Il Palazzo di Giustizia del 1960 costruito presso la città di Brasilia.
Nelle opere degli architetti giapponesi Arata Isozaki e Tadao Ando è ancora più evidente la volontà di utilizzare forme pure e funzionali che si sposino con la natura e con l’ambiente. In queste opere non c’è nulla di superfluo e tutti gli elementi rispondono a uno scopo prestabilito.



Si potrebbe notare per esempio che gli edifici di questi architetti sono immersi perfettamente nella natura e interagiscono con essa sviluppandosi alcune volte a livello sotterraneo in modo da ridurre al minimo il loro impatto con l’ambiente. Sopra vediamo un particolare dell’interno del Museo della luce sala espositiva del 1997-1998, Gamo-gun Giappone di Tadao Ando.
Qui possiamo notare come il sole e la luce naturale siano i protagonisti di questo Museo progettato da Ando. L’edificio costruito a un solo piano è in cemento armato a vista sia all’esterno sia all’interno ed è privo di illuminazione artificiale e per questo motivo chiude al tramontare del sole. Molto suggestivo è il fatto che la quantità di luce naturale cambia in base alle stagioni o alle ore del giorno e quindi si avranno sempre delle percezioni e delle sensazioni diverse sulle opere che vengono esposte in questo Museo. Davvero bellissimo.



Qui sopra vediamo un particolare dell’opera architettonica di Arata Isozaki. Questa è Il Centro per le Arti dello spettacolo del 1997 che si trova a Shizuoka in Giappone.

Architettura del secondo Novecento: Il postmoderno.
Gli architetti che fanno parte della corrente chiamata postmoderno rifiutano la fredda omologazione delle forme e la loro “sterile” standardizzazione, opponendosi anche alla rigida organizzazione degli spazi. Inoltre questi vogliono dare uno sguardo verso il passato per poi interpretare in modo libero e creativo gli stili storici studiati.



Vi è in questo modo nell'architettura un generale ritorno alla decorazione, al colore e alle forme libere uniche e non condizionate dalla funzione. Un esempio può essere la Piazza d’Italia costruita a New Orleans da Charles Moore dal 1974 al 1978. In questa Piazza Moore ha ripreso le forme della classicità del passato utilizzando però alcuni materiali moderni come le lamiere in metallo e tubi al neon. Sopra vediamo questa bella Piazza.
Ancora più stravagante è l’eclettismo di Robert Venturi che nega i valori di chiarezza, di funzionalità e di razionalità e afferma che l’architettura dal momento che si inserisce in un contesto urbano caotico deve vincere la concorrenza del traffico e delle insegne pubblicitarie. Proprio per questo suo modo di vedere e concepire il mondo architettonico Venturi afferma che importante è attirare l’attenzione del passante, la funzione dell’edificio non deve essere evidente.

Architettura del Novecento e alcune soluzioni sperimentali.
Nel secondo periodo del Novecento con l’avvento delle industrie e le varie moderne ricerche tecnologiche la scoperta di sempre nuovi materiali unite a complessi calcoli matematici hanno permesso ai grandi Maestri che operano nel campo dell’architettura di realizzare sorprendenti opere architettoniche davvero impensabili soltanto alcuni decenni fa.



Il grande e geniale architetto italiano Renzo Piano è uno dei principali rappresentanti di questa diciamo “architettura sperimentale” fondata sulle moderne tecnologie e per le sue straordinarie opere l'architetto Piano è apprezzato e richiesto in tutto il mondo.



Grazie alla scienza e alla tecnologia egli sperimenta ed esplora nuovi campi e utilizza in maniera audace materiali tradizionali come possono essere per esempio il legno o la pietra. Le strutture ridotte all’essenziale diventano trasparenti e leggere e vibrano quasi di luci e colori. Tra le tante belle opere del grande architetto Piano vi è anche Il Centro Culturale Jean Marie Tjibaou del 1998 costruito in Nuova Caledonia. Vediamo la panoramica e un particolare qui sopra.
Questo Centro è destinato ad accogliere testimonianze dell’antica cultura melanesiana. Il progetto è come una seconda natura che si sovrappone a quella vera in modo davvero straordinario. L’architettura qui si fonde infatti con l’ambiente circostante. I padiglioni simili a grosse conchiglie conficcate nel terreno sono immersi nel verde e si sposano alla vegetazione tipica del luogo. Anche l’uso del legno è un modo per ricollegarsi alle tradizionali capanne locali.

L’architettura decostruttivista.
L’arrivo della moderna tecnologia nella seconda metà del Novecento insieme alla scoperta di nuovi materiali oltre all'uso di quelli tradizionali libera una certa fantasia in alcuni architetti svincolandoli dai problemi statici e strutturali e consentendo loro di realizzare delle opere molto particolari a vedersi che sono simili spesso a delle sculture.
Queste nuove idee creative e costruttive passeranno alla storia dell'arte col nome di architettura decostruttivista. Ai nostri occhi vediamo delle opere che sono caratterizzate da un disordine apparentemente casuale, da asimmetrie e disarmonie, da forme che sembrano piegarsi o che si frantumano in modo sorprendente.



Frank O. Gehry è sicuramente uno dei più famosi rappresentanti dell’architettura decostruttivista. Famosissima per esempio è l’opera come il Guggenheim Museum di Bilbao in Spagna progettato nel 1997 di cui vediamo sopra un particolare. In questo progetto l'architetto ha utilizzato dei processi costruttivi molto moderni e innovativi resi possibili dall’uso di una tecnologia al computer all’avanguardia in quegli anni, la stessa che veniva usata anche in campo aeronautico.



Un altra famosa opera di Gehry è il complesso per Uffici di Dusseldorf in Germania del 1999 costruiti nell’antica area portuale sulle rive del Reno. Questi edifici sembrano muoversi, frantumarsi e integrarsi nel contesto ambientale. Il metallo e l’intonaco bianco contribuiscono a smaterializzare l’edificio che viene alleggerito anche dalle numerose finestre orientate secondo inclinazioni differenti. Sopra vediamo un particolare.
Vedere anche architettura del novecento-prima metà (pagina arte storia e correnti).

mercoledì 30 luglio 2014

L'architettura del Novecento (900') tra nuovi Stili, idee e architetti del primo periodo del secolo

La storia, l'architettura e gli stili nel primo periodo del secolo Novecento
gli appassionati conoscono bene che il mondo dell'arte soprattutto attraverso le sue forme più belle e importanti come lo sono la pittura, la scultura o l'architettura siano state sempre in grande fermento da quando esiste l'uomo sulla Terra, sempre alla ricerca di nuovi stili, di nuove tecniche o di nuove emozioni da parte degli artisti. Se pensiamo alle straordinarie “rivoluzioni” che sono avvenute grazie al lavoro di grandi maestri capaci di cambiare le concezioni e le visioni dell'arte come anche di farla “rinascere” (Rinascimento) a nuova vita a partire dalla fine del secolo Trecento.

Scala della casa Tassel

Anche durante gli anni più recenti, ossia quelli del secolo Novecento sono avvenute importanti trasformazioni e grandi novità nel campo dell'arte con contesti del tutto nuovi per l'uomo. Per esempio a cavallo tra la fine del secolo Ottocento e i primi anni del Novecento si assiste a qualcosa di veramente nuovo per la cultura e l'uomo. Infatti si sviluppa sempre di più un nuovo stile capace di diventare poco alla volta un vero e proprio fenomeno di massa culturale che verrà definito fenomeno Cosmopolita perché riesce a varcare i confini più lontani, addirittura gli oceani diffondendosi ovunque in tutta Europa e negli Stati Uniti. Questo nuovo stile nel primo Novecento riesce ad abbracciare tante nuove attività lavorative e molti campi artistici e culturali che vanno dall’architettura all’arredamento, dalla grafica alla moda, dall’artigianato all’oreficeria e tante altre ancora.
Architettura dei primi anni del Novecento: un nuovo stile e alcune caratteristiche principali.
A secondo dei vari Paesi nel mondo in cui si diffondono queste nuove idee, il nuovo stile verrà chiamato e ricordato dalla storia dell'arte con nomi diversi. Nomi come Art Nouveau in Francia e in Belgio, Jugendstil nella Germania e nell'Austria, il Modernismo in Spagna, lo Stile Liberty nella Gran Bretagna e anche da noi in Italia dove però diviene noto anche con il nome di Stile Floreale.
Sebbene non esista una vera e propria unità stilistica l’Art Nouveau privilegia i ritmi curvilinei, le linee sinuose e ondulate, il gusto per la decorazione ispirata alle forme naturali.
In architettura per esempio una delle caratteristiche fondamentali è la comune volontà da parte dei nuovi architetti nei primi anni del Novecento di reagire e andare contro i vecchi stili usati e diffusi durante il secolo precedente. Questi nuovi artisti vogliono sperimentare soluzioni e idee del tutto nuove nelle loro costruzioni di architettura. Gli architetti vogliono ricercare e quindi sviluppare uno stile ornamentale libero, che non sia assolutamente influenzato dai rigidi schemi avuti nel passato che erano spesso pieni di simmetrie e di perfette proporzioni.
Ecco che le superfici e le strutture esterne nei nuovi progetti di Edifici vengono alleggerite attraverso magari dei motivi floreali, vengono movimentate da rientranze e da sporgenze. Si potranno notare nelle costruzioni del primo Novecento anche delle eleganti linee curve. Per quanto riguarda gli interni degli Edifici invece vengono fatte delle particolari decorazioni in cui è molto frequente l’uso di due ottimi materiali per decorare e costruire come sono quelli del vetro e del ferro battuto.
Un esempio famoso di questo nuovo stile architettonico avuto tra i due secoli è sicuramente l’interno della bella Casa Tassel che si trova nella città di Bruxelles progettata intorno all'anno 1893 da Victor Horta (1861-1947). Possiamo vedere in alto un piccolo particolare della particolare scala di Casa Tassel. Qui il metallo usato nei pilastri e nelle ringhiere sembra perdere la sua rigidità incurvandosi, piegandosi capricciosamente in volute che si accordano con il motivo floreale dipinto sulla parete e con la disposizione delle tessere del pavimento.

Architettura del Novecento: il rinnovamento Americano.
Abbiamo detto che questo nuovo stile chiamato Art Nouveau si diffonde rapidamente ovunque anche negli Stati Uniti dove vengono elaborate delle soluzioni architettoniche molto originali e innovative per quegli anni. Qui un gruppo di architetti provenienti dalla città americana di Chicago guidato da Louis Sullivan (1856-1924) propone una nuova architettura dalle forme semplici e geometriche.
È proprio in questi anni che in America si inizia a progettare ed edificare i primi straordinari grattacieli in modo da poter sfruttare al massimo tutte le aree edificabili e avere così anche in piccoli lotti una maggiore capienza abitativa o lavorativa. Tutto questo nuovo sviluppo architettonico che va soprattutto in senso verticale con questi altissimi edifici che nel tempo diventeranno anche uno dei simboli più celebri degli Stati Uniti è reso possibile grazie all’uso di nuovi materiali da costruzione. Tra questi vi è il cemento armato che unito a delle strutture metalliche leggere e molto resistenti danno forza e bellezza alle alte costruzioni dove gli architetti useranno anche un nuovo sistema di trasporto verticale per evitare i numerosi scalini dei piani che era stato inventato in quegli anni, cioè l’ascensore elettrico.



Gli elementi portanti, gli ingressi o i cornicioni di questi primi grattacieli sono spesso abbelliti da decorazioni naturalistiche che rimandano proprio all’Art Nouveau. Sopra si può vedere una immagine del particolare dell'Edificio americano Guaranty Building del 1894-1895 della città di Buffalo, progettato da Louis Sullivan e Dankmar Adler.

L’architettura razionalista.
Negli anni successivi alla Prima Guerra mondiale, quindi dagli anni venti in poi alcuni architetti reagiscono e criticano la tradizione degli stili storici e anche all’esuberanza decorativa portata dallo stile dell’Art Nouveau. Architetti e urbanisti come Walter Gropius (1883-1969), Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969) e Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965) detto Le Corbusier sono accomunati dal desiderio di stabilire un ordine funzionale per la città e le abitazioni, per rendere vivibile l’ambiente in cui l’uomo vive e lavora. Nasce così l'idea di una architettura razionalista.
Questi architetti del Novecento mettono per le loro costruzioni come priorità delle finalità etiche e sociali che devono precedere quelle prettamente estetiche. Il valore di un edificio “razionalista” va ricercato nella rispondenza dei materiali e della struttura alla funzione, nel senso che un edificio è bello quando è soprattutto funzionale, utile all'uomo e quando le sue forme rispondono a precise esigenze pratiche. Pianificazione urbanistica, edilizia abitativa, oggetti di arredamento vengono progettati e realizzati per migliorare la qualità della vita.
Soprattutto nell’edilizia abitativa gli architetti razionalistici propongono le seguenti soluzioni:
eliminazione di ogni elemento considerato decorativo; uso di forme semplici e razionali che devono essere funzionali agli scopi pratici per i quali l’edificio è stato costruito; uso di materiali come il cemento armato, ferro e vetro; ampie vetrate spesso sostituiscono la pareti in muratura; uso prevalente di coperture piane a terrazzo.
I principi generali dell’architettura razionalistica si diffondono in tutto il mondo grazie a alcuni Congressi che si sono svolti in grandi città come anche alle esposizioni e all’istituzione in Germania del celebre Bauhaus, una importante scuola di progettazione fondata nel 1919 da Walter Gropius. Sotto vediamo il progetto di questo edificio.



La chiusura del Bauhaus nel 1933 a causa delle persecuzioni naziste determina l’esodo di molti suoi esponenti che diffondono in Europa e negli Stati Uniti i principi base del Razionalismo.
La scuola del Bauhaus costruita a Dessau da Walter Gropius fornisce uno splendido esempio di architettura razionalista. L’edificio è costituito da vari corpi collegati tra di loro e articolati in modo diverso a seconda della loro funzione cioè aule, alloggi, laboratori, mense e altro. Qui sotto vediamo La scuola del Bauhaus di Walter Gropius.



La struttura è rigorosamente geometrica e l’articolazione dei diversi corpi dell’edificio è fatta in base alla loro funzione. Possiamo notare come è assente qualsiasi motivo ornamentale e le ampie vetrate che corrono lungo il perimetro annullano quasi la distinzione tra esterno e interno.

L’architettura organica.
Una alternativa all’architettura razionalistica viene formulata negli Stati Uniti sempre nei primi decenni del Novecento. Comune è per alcuni artisti la volontà di rompere con l’architettura del passato e cerca l’eliminazione dei motivi decorativi per poter esaltare soprattutto la struttura dell’edificio.
Allo stile del geometrismo dell’architettura razionalista quella che verrà definita poi Architettura organica preferisce delle forme più libere e articolate capaci di armonizzarsi con l’ambiente circostante.
Il principale protagonista di questo nuovo stile di architettura chiamato organico è Frank Lloyd Wright (1869-1959).



Le fantasiose costruzioni di Wright hanno come caratteristica principale l’integrazione armoniosa nel paesaggio in cui sono edificate. Esse hanno una pianta molto libera e non costituiscono un blocco unico e compatto ma si dilatano come se fossero un organismo vivente in diverse direzioni con portici e terrazzi che si prolungano al di là del corpo centrale e stabiliscono dei rapporti tra interno ed esterno.
In Wright la tecnologia moderna con ferro e cemento armato, i materiali naturali come legno e pietra e la natura con roccia, acqua e alberi si integrano in modo perfetto e armonioso.
La celebre casa Kaufmann costruita su una piccola cascata diventa parte del paesaggio, legandosi armoniosamente con l’acqua, le rocce e le piante che la circondano. Sopra vediamo un particolare della casa di Kaufmann 1936-1938 in Pennsylvania.
Vedi anche architettura del Novecento-seconda metà del secolo che trovate nella pagina sopra arte storia e correnti.

giovedì 22 maggio 2014

L'architettura nell'antica Grecia tra stili, città ed Edifici di questa grande civiltà

La storia dell'architettura nell'antica Grecia attraverso un viaggio nella storia.
Abbiamo imparato molto dalla storia dell'arte per quanto riguarda lo sviluppo e le meraviglie portate dalla civiltà dell'antica Grecia. Abbiamo appreso per esempio come questo fiero e importante popolo vissuto in un periodo molto lontano dal nostro attraverso le idee, le nuove tecniche e le straordinarie opere dei suoi grandi artisti abbia contribuito a influenzare e a dare un forte impulso al mondo dell'arte e della cultura trasformandola positivamente e diventando addirittura un modello da imitare e ammirare per tante generazioni di artisti nel futuro.

Acropoli di Atene ricostruzione


Caratteristiche dell'architettura greca e le città-Stato.
Soprattutto quando pensiamo all'architettura gli artisti greci hanno permesso un grande cambiamento, sono stati fondamentali concependo delle idee innovative superiori a tutti e arrivando a costruire delle stupende opere con Edifici che ancora oggi possiamo vedere e ammirare. Grazie alle numerose testimonianze storiche e le opere che sono arrivate quasi intatte fino ai nostri giorni dopo scavi archeologici eseguiti possiamo capire quanto questa civiltà Greca era avanzata nel campo delle costruzioni e dell’architettura di urbanizzazione.
Le architetture greche presentano come caratteristiche delle forme molto semplici, i volumi vengono definiti in modo preciso e presentano delle armonie e dei ritmi perfetti anche nelle strutture. I bravissimi architetti greci sono riusciti a creare strutture per Edifici che presentavano novità come le colonne, gli archi e altri elementi. Nel tempo sono stati creati dei nuovi Ordini architettonici usati per la costruzione di nuovi tipi di Edificio. Si assiste infatti alla nascita di nuove tipologie architettoniche che vengono progettate dai più bravi architetti dell'epoca con degli scopi precisi e funzionali per la popolazione greca, come per esempio quella dei Templi per un uso religioso dei fedeli, di Edifici civili o dei Teatri che avevano uno scopo invece di utilità pubblica o di semplice divertimento. I materiali più utilizzati all'epoca per queste costruzioni erano i marmi, la pietra e il legno.
Intere città sono state fondate o riordinate durante il periodo di massimo splendore dei Greci. Queste città che in lingua greca venivano chiamate Polis, ovvero le Città-Stato avevano delle regole architettoniche molto precise. I confini di alcune di queste belle città greche come per esempio una delle più famose, Atene erano in genere molto vasti e comprendevano anche la campagna circostante la quale era a sua volta costellata da tanti piccoli villaggi abitati da contadini e da agricoltori. Il centro della città vera e propria era protetta da alte mura e di solito veniva divisa in due parti:
la città bassa dove si viveva la gran parte della vita quotidiana. Qui vivevano molti cittadini, si lavorava e si studiava;
la città alta chiamata anche Acropoli. Vediamo in alto una ricostruzione dell'Acropoli di Atene dove vi era tra l'altro anche la sede di molti importanti Edifici come quelli adibiti al culto religioso con i famosi Templi greci costruiti dagli architetti per devozione dei cittadini e dei sovrani greci. l'Acropoli era la zona più protetta e riservata della città allo stesso tempo.



L'architettura e gli Edifici più importanti dell’antica Grecia.
Uno degli Edifici che oggi possiamo definire uno dei simboli dell'architettura greca sia per la sua architettura ma anche per essere un importante centro per la vita religiosa di questa civiltà con tutti i suoi fedeli era il Tempio. Questo esprime attraverso le sue forme e i suoi precisi elementi la ricerca di una armonia e di un equilibrio che erano proprio tipiche della cultura greca e ellenica. Leggete l'articolo sul Tempio.
Da italiani come non pensare per esempio alla favolosa Valle dei Templi di Agrigento nella bella Sicilia quando si parla di architettura greca. Questa valle è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Presenta moltissime rovine antiche di una intera Acropoli, con tanti Templi greci di cui ben sette sono costruiti in stile Dorico. Il Tempio della Concordia è uno dei meglio conservati, quasi tutto intero.

Un Tempio greco e suoi elementi


Il Tempio che era la casa di una delle divinità protettrici della città e del popolo doveva essere progettato e costruito con precise regole matematiche e geometriche. In genere la pianta doveva essere rettangolare e una o più file di colonne dovevano circondare il perimetro dell’edificio. Queste colonne dovevano essere appoggiate su un basamento perfettamente regolare al quale si poteva accedere tramite una gradinata.
I due lati corti del Tempio che chiamiamo facciate sono coronate dal frontone che era la caratteristica più evidente di ogni tempio con le sue decorazioni. Infatti l’interno del frontone chiamato timpano era molto spesso arricchito con sculture in altorilievo o addirittura a tutto tondo. Vediamo sopra una immagine grafica di un Tempio greco con alcuni suoi particolari.
La statua appartenente alla divinità di cui il Tempio prendeva il nome veniva custodita all’interno di una cella chiamata naos, preceduta da un vestibolo (pronao) e a volte si poteva trovare anche un altro vano chiamato opistodomo. Potevano entrare all’interno dei Templi soltanto i Sacerdoti e alcune persone che svolgevano particolari lavori, infatti le cerimonie a cui partecipava tutta la città venivano celebrate all’esterno dell’edificio (vediamo sotto la pianta).

Tipi di piante per i Templi greci


Gli architetti greci nel realizzare un Tempio usavano seguire il sistema architettonico chiamato trilitico, che era basato su elementi verticali (le colonne) che reggono il peso degli elementi orizzontali (trabeazione). Nel corso dei secoli il sistema costruttivo e la pianta del Tempio non subirono variazioni o importanti modifiche, anzi alcune di queste caratteristiche fondamentali dell’architettura greca talmente erano ben fatte, armoniose e belle da vedere secondo i canoni del tempo che diedero vita ai famosi Ordini Architettonici Greci, cioè l’ordine Dorico, Ionico e Corinzio di cui abbiamo parlato in un altro articolo sempre su questo sito.
Altro importante Edificio dell'architettura dell'antica Grecia di cui per fortuna alcuni esempi sono arrivati quasi intatti sino ai nostri giorni è il Teatro greco.

domenica 18 maggio 2014

L'architettura nel Quattrocento (400) tra storia e idee dei maggiori architetti italiani

Arte, storia e idee di architettura durante il secolo Quattrocento.
Durante tutti gli anni del Quattrocento avvengono nell'Europa e quindi anche nella nostra Italia degli eventi e delle scoperte importanti grazie alle conoscenze e al genio di alcuni uomini straordinari che oggi noi celebriamo e ammiriamo perché sono entrati di diritto nella leggenda e nella storia. Sono fatti e eventi così importanti per la storia dell'uomo che gli esperti giustamente definiranno il secolo Quattrocento come uno dei secoli d'oro per i tanti cambiamenti positivi portati sia nella società che nella cultura, dopo che si è usciti da quell'oscuro periodo che erano stati gli anni del Medioevo. Sul territorio dell'Italia questi anni per quanto riguarda il campo della cultura coincidono con quel meraviglioso periodo di rinascita per l'arte che indichiamo col nome di Rinascimento italiano.

Città ideale di anonimo del 400


In questi decenni assistiamo a una grande innovazione dell'arte in tutte le sue forme. Questo avviene anche grazie all'aiuto di alcuni potenti nobili italiani che capiscono che le loro Corti e le loro Signorie composte da vasti possedimenti italiani governati da nobili Famiglie possono accrescere la loro forza e il loro nome invitando e proteggendo presso di loro i più celebri artisti e letterati dell'epoca. In questo modo vedremo che le residenze italiane dei grandi nobili come i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano o i Gonzaga a Mantova diventeranno un punto importante e centrale dove si parla di arte. In questo modo gli artisti lavorando in piena libertà e non avendo freni per il loro grande talento riusciranno a dare il meglio di se realizzando quelle che oggi sono considerate come degli straordinari capolavori dell'arte. Anche per quanto riguarda l'architettura in Italia durante gli anni del Quattrocento avrà molti cambiamenti e novità. Alcuni architetti cercano di uscire dalle vecchie idee del recente passato cambiando le regole e lo stile usato sino ad allora che era quello Gotico. Facendo questo i nuovi architetti cercano di allontanarsi da quell'idea di verticalità esagerata e accentuata che era la caratteristica principale portata in passato, per pensare e passare a qualcosa di nuovo che abbia un perfetto equilibrio tra le varie parti e gli elementi che compongono la nuova costruzione.
Architettura: Le città ideali del Rinascimento.



Vengono intensificati gli studi su nuove tecniche e su nuovi materiali da parte dei più importanti architetti dell'epoca che sognano di realizzare il capolavoro della loro vita. Si progettano e si pianificano anche nuovi interventi sulle città che già esistono per sviluppare e celebrare meglio la forza e il potere delle Signorie oltre che in qualche caso di progettarne di nuove. Durante il Rinascimento le idee degli architetti vanno verso la direzione di aprire delle vie molto più ampie in città vecchie e che potessero avere anche un corso più lineare e regolare. Inoltre vengono pensate delle belle Piazze con forme più regolari che potessero anche allinearsi con i futuri Palazzi rinascimentali che dovranno essere costruiti. Qui sopra vediamo con una visuale ad angolo il famoso Palazzo Strozzi di Firenze.
Si iniziò a pensare così a fare progetti su come poteva essere vista una possibile città ideale. Una città che doveva riflettere appieno tutti i principi e le idee del Rinascimento. Doveva essere innanzi tutto oltre che bella una città in piena armonia e molto ordinata anche visivamente. La città poi doveva essere funzionale e soprattutto utile alla società che la abitava e la viveva. Nacquero in questo modo alcuni ottimi progetti, dei disegni e delle opere da parte di tanti artisti dell'epoca che illustravano le porzioni o le piante di città ideali dalle forme regolari a stella, quadrate o magari circolare. In alto vediamo nell'immagine una delle più celebri opere dipinte a olio su tela di Scuola italiana che ritrae una parte di una possibile città ideale di fine secolo Quattrocento. In Toscana si trova una stupenda cittadina costruita secondo queste particolari e nuove idee architettoniche del Rinascimento. Il suo nome è Pienza nella provincia Senese che venne commissionata all'architetto Bernardo Rossellini da Papa Pio II Piccolomini intorno all'anno 1459 come nuovo centro religioso e di rappresentanza.
I più importanti architetti italiani del Quattrocento.
In Italia e più precisamente nella stupenda città di Firenze ove ebbe inizio il Rinascimento italiano colui che diede inizio a questa importante fase di cambiamento per l'architettura è sicuramente l'artista Filippo Brunelleschi (1377-1446). Questo grande architetto viene considerato dagli storici dell'arte come uno degli iniziatori del Rinascimento italiano per quanto riguarda il campo dell'architettura, così come avviene per Masaccio nella pittura e per Donatello per la scultura. Filippo Brunelleschi ha la fortuna di avviare i suoi studi e i suoi progetti proprio nella sua stupenda città natale di Firenze. Questa è una città artisticamente ricca che in quel periodo è anche considerata come il centro del sapere e dell'arte, e sta attraversando una straordinaria fase di crescita e di ampliamento con tanti nuovi progetti di costruzioni architettoniche.

venerdì 16 maggio 2014

L'architettura nell'Ottocento: un viaggio riassuntivo tra storia, stili e idee


Architettura: l'urbanistica durante gli anni dell'Ottocento.
Come abbiamo già accennato (leggete l'articolo) parlando più in generale dell'arte dell'Ottocento durante gli anni di questo secolo importanti città dell'Europa verranno sconvolte e spesso del tutto trasformate in nome della modernità e di una rivoluzione lavorativa e industriale che stava avvenendo già a partire dalla fine del secolo precedente. Si assiste infatti come diremmo oggi ad un vero e proprio Boom economico che arriva soprattutto grazie alle tante novità, alle nuove scoperte e alle invenzioni realizzate in vari settori e che insieme alle prime grandi industrie che stavano nascendo in quegli anni porteranno un forte sviluppo alle città e di conseguenza anche un aumento vertiginoso della popolazione proveniente dalle vicine campagne. Interi nuclei familiari si trasferiscono in città per cercare una vita migliore, qualcosa che possa dare garanzie e sicurezza per tutti i componenti della famiglia come accade quando si ha un lavoro certo. Le città iniziano a ingrandirsi con migliaia se non milioni di cittadini che cercano oltre a un lavoro anche una casa dove vivere. Ecco che attraverso il lavoro di tanti architetti e di tanti lavoratori, insieme a nuove scoperte in campo dell’edilizia e in quello dell’architettura queste realtà urbane iniziano a cambiare fisionomia diventando da semplici cittadine quali magari erano, dei veri giganti, delle grandi Metropoli urbane con molti ampliamenti realizzati in esse. Durante gli anni dell'Ottocento due degli esempi più importanti per la loro veloce trasformazione sono state sicuramente le città di Londra e di Parigi.



Si inizia in queste città ad abbattere interi quartieri poveri per lasciare spazio a nuove strade. Gli architetti del tempo progettano e lavorano alla costruzione di nuovi quartieri o ampliano quelli già esistenti perché magari hanno le caratteristiche giuste per poter far vivere bene migliaia e migliaia di contadini che vengono a vivere in città per lavoro dopo aver lasciato i campi incolti.
Gli architetti si ingegnano e spesso trovano delle nuove soluzioni urbanistiche come per esempio quello di trasformare interi quartieri lontani dal centro, in periferia in condomini e piccole abitazioni per i lavoratori che sembrano a volte dei “termitai” per il grande numero di persone che vi abitano, quasi dei dormitori cittadini. Invece per quanto riguarda le classi dirigenti e le persone più agiate della società vengono costruite degli Edifici quasi tutti nel centro delle città. Si vedranno bellissimi Edifici e case molto moderne con dei panorami che si affacciano sui nuovi lunghi viali o sulle nuove Piazze centrali. A Parigi per esempio vasti quartieri nati durante gli anni del Medioevo vengono letteralmente sventrati per permettere come pianificato dagli architetti e dagli ingegneri la realizzazione dei celebri “Boulevard”, appunto i larghi viali che ancora ai nostri giorni possiamo ammirare e che danno alla città un aspetto grandioso e monumentale.
Gli stili nell'architettura dell'Ottocento.
Per quanto riguarda l'architettura nei maggiori Paesi dell'Europa, lo stile che andava per la maggiore durante i primi anni dell'Ottocento era quello che seguiva il modello dell'arte classica antica che gli esperti conoscono e chiamano Stile Neoclassico.
Poi a un certo punto quando si arriva al 1830 l'architettura inizia a ritornare al passato, a essere influenzata da vecchi stili storici come quello medioevale che inizia ad affiancare così quello classico. Lo stile del Romanticismo come viene definito infatti rivaluta l'arte e la cultura avuta durante il Medioevo che non è soltanto come qualcuno ci indica un periodo cupo, fatto di “anni bui” e basta. Il Medioevo è stato anche un bellissimo periodo in cui tra le tante cose hanno avuto origine le nazioni europee, la nascita delle lingue nazionali e della letteratura moderna.



L’architettura romantica recupera gli aspetti più caratteristici di quella medioevale e in particolare del famoso Stile Gotico. In Inghilterra avrà origine lo stile denominato “Gothic revival” che poi si diffonderà anche in altri paesi dell’Europa occidentale. Un esempio tipico dell'architettura inglese di quegli anni avente questo stile preso dal modello Gotico è il celebre Palazzo del Parlamento eretto a Londra sulla riva del fiume Tamigi tra il 1840 e il 1870. Lo vediamo nel particolare sopra dove si nota la grandezza e la somiglianza a una grande Cattedrale Gotica. Il Palazzo londinese ha un evidente sviluppo verticale e presenta la tipica ornamentazione ricca di guglie e pinnacoli che come sappiamo sono molto presenti nell'architettura Gotica.
L’architettura degli Ingegneri.
Abbiamo visto come L’architettura durante gli anni dell'Ottocento getta uno sguardo al passato facendosi influenzare da Stili storici come quello Neoclassico e quello Gotico, ma tutto questo viene realizzato usando però dei metodi e delle tecniche da parte degli architetti molto moderne in quell'epoca. Infatti i progetti costruttivi nell'Ottocento si rinnovano, si inizia a parlare per la prima volta di tecnologie future e moderne anche per quanto riguarda l'utilizzo di nuovi materiali da costruzione come per esempio il ferro, il vetro e il cemento armato. Si entra insomma in una nuova era per l'architettura e con essa cambiano anche le tecniche costruttive e le varie tipologie edilizie usate dai nuovi architetti e dagli ingegneri edili.
Nell'Ottocento l'architettura e l'ingegneria che nel passato venivano considerate come fossero due settori diversi tra loro pian piano iniziano a collaborare a fondersi insieme nella realizzazione di Edifici semplici, ma anche in quelli più complicati o in quelli funzionali di pubblica utilità come possono essere ponti, viadotti, porti, stazioni ferroviarie e importanti complessi industriali. Questo cambiamento è stato portato dalla rivoluzione industriale che proprio nell’Ottocento si diffonde in tutta Europa dando vita a un nuovo pensiero e a una nuova consapevolezza degli esperti dell'architettura su tutto quello che possono fare per la società. In questi anni nasce l'architettura degli ingegneri che non costruiranno più soltanto le solite Chiese o i Palazzi del Governo come accadeva nel passato, ma anche edifici diversi e magari intere città sempre più funzionali, capaci di accontentare le esigenze di tutti quegli abitanti che si riversano sempre più numerosi nelle città industriali.
L’uso dei nuovi materiali come il ferro e il vetro si estende anche ad altri tipi di edifici rivelando in questo modo notevoli possibilità decorative oltre che strutturali. Un bellissimo esempio di ciò è la biblioteca di Sainte-Geneviève che si trova nella città di Parigi realizzata tra il 1843 e il 1850 progettata da Henri Labrouste (1801-1875). vediamo un particolare dell'interno sotto dove si possono notare archi e colonne realizzate in ferro che rivestono una funzione molto bella e decorativa oltre che quella puramente legata alla struttura.



Un altro ottimo esempio del grande uso che si fa del ferro da parte degli architetti negli edifici realizzati durante l'Ottocento lo abbiamo noi in Italia. Questo è la famosa costruzione conosciuta come La Mole Antonelliana realizzata tra il 1863 e il 1880. La Mole fu costruita nella città di Torino dall'architetto Alessandro Antonelli (1798-1888) di cui prende il nome su commissione della comunità ebraica. La costruzione è costituita da un alta cupola appoggiata su una base di metallo e sormontata da una altissima guglia. Antonelli rinuncia agli ornamenti tradizionali per mettere in evidenza la struttura della cupola la quale grazie al ferro può raggiungere quella altezza vertiginosa che tutti vediamo e ammiriamo ancora oggi. Immagine su in alto. Altro simbolo diventato celebre che riguarda l'architettura moderna dell'Ottocento è la Torre Eiffel che si trova nella città di Parigi.
Sono tutti bellissimi esempi che ci fanno intuire come già andando verso la fine dell’Ottocento l’architettura inizia a privilegiare la funzionalità alla forma, la struttura alle decorazioni anticipando le soluzioni che verranno adottate diffusamente nel corso del Novecento.