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mercoledì 17 marzo 2021

La vanitas in arte significato

 

Il tema della Vanitas in arte e soprattutto in pittura è uno dei meno ricorrenti ma possiamo dire che a volte viene ritrovato in bellissimi capolavori in quanto alcuni artisti vi si sono dedicati anima e corpo.

Opera sulla Vanitas


Il significato di Vanitas è sempre legato alla caducità della vita, in parole semplici che chiuunque di noi prima o poi dovrà morire. Il nome Vanitas deriva sicuramente da una frase che ritroviamo nella Sacra Bibbia e che dice Vanitas vanitatum et omnia vanitas ed è un ammonimento all'effimera condizione che abbiamo noi tutti della vita.

Opera sulla Vanitas


Insomma tutti dobbiamo morire prima o poi. Nessuno di noi può sottrarsi a questo triste momento che è la morte purtroppo o forse è meglio dire meno male. Dico meno male perché come molti sanno la morte è qualcosa che riesce a livellare tutto come diceva il grande Totò, indistintamente da come abbiamo vissuto non potremo influire su questo, in ricchezza o in povertà, facendo del bene o facendo del male al prossimo etc etc. non vi è nessun ricco che possa comprarsi la vita eterna.

Vanitas opera


Questo genere pittorico che è la Vanitas ha origini molto antiche ma è stato intorno al Seicento che diventa molto famoso e richiesto. Forse a causa delle numerose guerre, vedasi per esempio la guerra dei trent'anni che vi erano all'epoca insieme anche alle varie epidemie come la peste nera che causavano davvero molte vittime, e la maggioranza della gente nutriva malinconia, depressione e negatività come aspettativa di vita.

Vanitas opera


Di solito per capire se è un quadro dipinto con il tema della vanitas si devono guardare se c'è la presenza di alcuni di questi oggetti.

Opera su Vanita Caravaggio


Il teschio che si riferisce subito alla morte. Una candela spenta a simbolo di qualcuno morto così come uno strumento che non suona o rotto. Ancora una clessidra o un orologio che simboleggia il trascorrere del tempo e quindi la strada verso la fine. Ma anche dei fiori con lo stelo spezzato o una canestra di frutta con dei frutti marci.

Vanitas opera


Qui sopra troviamo alcuni dipinti celebri e meno celebri che rappresentano il tema della Vanitas. potete cliccarci sopra per ingrandirli un pò.


mercoledì 1 aprile 2020

Il paesaggio uno dei temi dell'arte

Il paesaggio. 
Da sempre l'uomo si è dovuto confrontare con il paesaggio naturale che lo circondava. Ha dovuto pian piano conoscerlo, imparare ad utilizzarlo e capire anche tutta la sua forza e le cose buone e cattive che porta con se la natura. Per ingrandire le immagini sotto cliccate su di essi.

Friedrich La grande riserva di Dresda


In seguito l'uomo è riuscito anche a vivere a contatto, a nutrirsi con ciò che ci offre e a rispettare il paesaggio naturale. Per ultimo tutti gli uomini in base alla propria sensibilità sono riusciti a vedere nel paesaggio naturale anche qualcosa che non è proprio materiale, qualcosa che spesso teniamo nei nostri animi e che può anche commuoverci quando guardiamo l'immensa bellezza e la forza che riesce a esprimere un angolo della nostra meravigliosa Terra.

Van Gogh Campo verde di grano


Gli artisti sin dall'antichità ma soprattutto in tempi più o meno recenti con la pittura all'aria aperta si sono innamorati dei meravigliosi paesaggi che vedevano, immortalandoli poi spesso nelle loro opere. Osservando un opera che ha come tema il paesaggio possiamo riconoscere le linee tracciate come quella dell'orizzonte, le forme come quelle degli alberi o i colori che sottolineano la luce naturale.
Il paesaggio nell'arte.
In tempi antichi possiamo dire che il paesaggio è stato realizzato nelle opere d'arte come un qualcosa che avesse un ruolo subordinato. Cioè veniva utilizzato come semplice sfondo o per riempire una porzione del dipinto che avesse come soggetto dei personaggi sacri. Durante il Rinascimento però il paesaggio naturale incomincia ad avere una maggior importanza soprattutto con la scoperta e gli studi sulla prospettiva da parte dei grandi maestri italiani come Leonardo Da Vinci (qui sotto una sua opera). Ma il paesaggio diventa un vero e proprio genere artistico, arrivando ad essere il vero soggetto principale solo nelle opere del secolo Seicento.

Leonardo Da Vinci Annunciazione con paesaggio


In seguito gli artisti rappresenteranno il paesaggio seguendo i propri stili pittorici o magari dettati dai vari committenti che faranno vedere varie differenti per provare tutto l'amore e il rispetto verso la natura.

Jan Vermeer Veduta di Defth


Nell'Ottocento il paesaggio diviene un tema dominante per la pittura in Europa. Vengono realizzate per esempio opere che riproducono in modo talmente perfetto la realtà che ci circonda oppure come nella pittura Romantica il paesaggio viene riprodotto con immagini suggestive e potenti per far vedere ed esaltare il rapporto intimo che esiste tra l'uomo e la natura. Vediamo in alto un esempio di pittura Romantica con l'opera di Friedrich dal titolo La grande riserva presso Dresda.
Arriviamo sino al Novecento dove vediamo una reinvenzione fantastica del paesaggio con gli esperimenti fatti dagli artisti Cubisti, Espressionisti o come mezzo di espressione individuale. In alto vediamo Campo verde di grano di Vincent Van Gogh.

sabato 9 aprile 2016

Arte e alberi: amiamoli e disegniamoli in modo semplice

L'albero questo prezioso dono di Madre Natura agli uomini visto dagli artisti e attraverso il disegno (cliccate sopra le immagini per vederle in sequenza e a dimensione originale).

Qualcuno forse sa dirmi il motivo per cui nelle scuole nessuno parla mai degli alberi e di come vengono spesso maltrattati e usati? Si parla sempre poco di quanto siano preziosi gli alberi per noi, magari soltanto un momento dopo l'ennesima tragedia avvenuta (frane, smottamenti di terreno per mancanza di essi). Eppure questi straordinari esseri viventi sono li da sempre e resistono, meravigliando l'uomo con i suoi paesaggi decorati ma anche per proteggerlo e renderlo più forte con i suoi materiali se usati con coscienza.

Albero di quercia



Oggi stiamo vedendo e purtroppo anche pagando quello che è stato il risultato delle deforestazione ovvero del taglio a tutti i costi per fare posto alle costruzioni, al cemento armato e alle solite violenze costruttive e abusive. Non manca giorno in cui la forte pioggia non porti una frana e con questa una tragedia familiare con feriti e morti anche nella nostra bella Italia.

Dopo questa piccola ma doverosa premessa parliamo di arte e di disegno con gli alberi ricordandoci di rispettarli sempre, non soltanto in questo periodo del Natale in cui si addobba appunto l'albero di Natale.

Albero in inverno



I più piccoli si possono divertire disegnando i loro alberi preferiti con le matite colorate su dei fogli bianchi. Se volete qui trovate due miei esempi con alberi con cui voi potrete iniziare a fare pratica e prendere spunto. Il disegno in alto rappresenta una grande e fiera quercia piena di verde e ricca di fogliame. Nel disegno i trattini che sono disegnati più o meno ( come delle virgole) densi servono a sottolineare la ricchezza delle foglie al punto da nascondere quasi anche i rami. Con il tratteggio si da anche la resa della luce e delle ombre, cioè il chiaroscuro. Io poi ho aggiunto l'inchiostro e un po' di colore come vedete nelle immagini. L'altro è un albero che possiamo trovare in inverno quando perde tutte le foglie. Non importa come vi viene all'inizio l'albero, ricordate sempre che essi sono esemplari unici e sono sicuro che anche il vostro sarà unico e bellissimo.

Albero-matita e china


Gli stessi due alberi con un pò di colore.


La forma di ogni albero può essere diversa e per cominciare potrete aiutarvi con dei semplici esempi racchiusi in forme geometriche così come vedete qui sotto. Poi da lì potrete inserire i vari dettagli come luci, ombre e foglie. Insomma divertitevi con la vostra passione per il disegno realizzando dei vostri particolari e unici alberi.

Figure geometriche per gli alberi



Innanzitutto ricordiamoci sempre che gli alberi che vediamo intorno a noi non sono delle semplici piante e basta.

lunedì 23 giugno 2014

Le Allegorie e i simboli in arte con le opere di grandi pittori

L'allegoria e i simboli utilizzati per le opere dell'arte.
Anche a tanti di voi sicuramente è capitato di avere quel particolare desiderio, quella meravigliosa voglia di assaporare e di gustare dell'ottima arte quasi come fosse un ottimo vino italiano D.O.C. Quante volte viaggiando abbiamo provato delle nuove sensazioni e delle bellissime emozioni davanti alle straordinarie collezioni dei nostri Musei o guardando qualche splendida opera esposta nei numerosi siti dell'arte che la nostra bella Italia ci offre, visto che per quanto riguarda la cultura e l'arte il nostro è il Paese in assoluto più ricco e invidiato al mondo. Chissà poi quante volte in questi nostri personali “viaggi” alla scoperta dell'arte e di nuove culture abbiamo sentito nominare termini come “Allegoria”, come “simboli nell'arte” o magari che quella che stiamo osservando è un opera allegorica. Ma che cosa vuol dire Allegoria e quali sono i simboli più usati dagli artisti sin dal passato? Sotto vediamo quella che per gli esperti è una delle più belle e celebri opere realizzata da un grande pittore italiano nel Quattrocento. L'artista è Sandro Botticelli e l'opera ha come titolo La Primavera. Per leggere la descrizione di questo bellissimo capolavoro cercate tra le opere sopra.



Allegoria: tratto dal sito online di Wikipedia.
L'allegoria è una figura retorica per cui un concetto viene espresso attraverso un'immagine: in essa, come nella metafora vi è la sostituzione di un oggetto a un altro ma, a differenza di quella non si basa sul piano emotivo bensì richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende. Essa opera quindi su un piano superiore rispetto al visibile e al primo significato: spesso l'allegoria si appoggia a convenzioni di livello filosofico o metafisico.
La parola “allegoria” deriva dal greco antico αλληγορία che è composto dalle parole ἀλλή più ἀγορεύω. Letteralmente queste due parole significano "un altro" e "parlare". Quindi: parlare d'altro, leggere tra le righe, sottintendere qualcosa che non è espressamente indicato in un contesto determinato. Da ciò si può trarre pertanto che l'allegoria è quella figura retorica che esprime un concetto in altro modo.

Possiamo dire che nell'arte le allegorie che ritroviamo in numerose opere servono soprattutto a esprimere e quindi a comunicare determinati messaggi da parte degli artisti. Attraverso la realizzazione di un opera che rappresenta una allegoria si può trasmettere in modo semplificato il significato di una precisa emozione, di una idea, di un valore morale o ancora di un concetto astratto che può essere di difficile comprensione da parte delle persone.
Anche i simboli raffigurati nelle opere d'arte possono avere particolari significati anche molto diversi tra di loro in base alle civiltà e i popoli. È per questo che i simboli si situano su un piano di conoscenza diverso da quello dell’evidenza del reale. I simboli appunto devono essere studiati, decifrati e possono dar luogo a interpretazioni molto diverse tra loro. Sotto per quanto riguarda uno dei simboli usati in arte vediamo l'immagine di una testa di grifone. Con un clic trovate un elenco dei vari simboli utilizzati dagli artisti per le loro opere.



Il comunicare attraverso delle opere che sono allegorie da parte degli artisti ha origini molto antiche e oggi sono numerose le opere di questo tipo che possiamo ammirare nei Musei del mondo. Tra di queste troviamo alcune allegorie davvero molto belle e famose che sono state realizzate da grandi maestri italiani vissuti molti secoli fa, i quali attraverso il loro talento nella pittura e il loro personale stile hanno saputo regalarci dei capolavori assoluti. In queste opere noi facilmente vediamo e intuiamo quale possa essere il messaggio lasciato dall'artista, qual'è difficile concetto volevano trasmettere attraverso la loro arte. Ed ecco che le allegorie in queste opere “trasformano” tutto. Cose astratte e “invisibili” prendono vita, le idee vengono rappresentati attraverso una “personificazione” con dei corpi fisici o degli oggetti tangibili che possono essere toccati e sentiti al tatto. Insomma non c'è più nulla di astratto e difficile da capire nell'opera grazie a questa semplificazione fatta da questi corpi di carne e ossa, dalle loro pose e dagli oggetti che insieme ci narrano una storia. Rappresentati in questo modo nelle opere d'arte, le idee e i concetti possono essere sicuramente meglio capiti, meglio decifrati o almeno intuiti dall'osservatore.



Prendiamo per esempio un opera che raffigura una donna alata come nel caso della celebre scultura dell'arte Greca realizzata nell'antichità e intitolata la Nike di Samotracia che vediamo qui sopra. Questa diventa un opera allegorica con un preciso significato. Diventa l’emblema e il simbolo della vittoria stessa per tutti i cittadini nell'antica Grecia. E questo perché riesce proprio a trasmettere e a materializzare qualcosa di astratto, l’idea della vittoria che viene rappresentata da questa bellissima donna che aleggia sul territorio. La vittoria sperata e cercata dal popolo sta arrivando ormai. Attraverso questa allegoria viene comunicato e fissato dall'artista quel preciso momento con la donna che sta per posare uno dei suoi piedi sul suolo. Con le allegorie nell'arte anche un bambino potrebbe capire meglio il significato di termini e particolari come per esempio la rabbia, l'amore, l'invidia o la calunnia. Sappiamo tutti che esistono perché li proviamo noi stessi, fanno parte dell'animo umano ma sono cose invisibili e spesso inspiegabili. Ecco allora lasciamo che sia l'artista con la sua arte e la sua magia a pensarci trasformando il tutto in allegoria.



Nella pittura italiana del passato tra le allegorie più celebri che possiamo andare ad ammirare ricordiamo le due realizzate dal grande artista italiano Sandro Botticelli che raffigurano una la celeberrima allegoria della Primavera che vediamo nell'immagine a inizio articolo e l'altra invece rappresenta l'allegoria della Calunnia che vediamo qui sopra e di cui potrete leggere una descrizione cercando sopra nella pagina "tecniche, linguaggi e opere".


martedì 15 aprile 2014

Arte e natura morta uno dei temi utilizzati dagli artisti


La natura morta per l'arte.
Quando sentiamo nominare il termine “natura morta” riferito all'arte e alla pittura artistica a molti di noi ci viene quasi subito pensare ad alcuni importanti dipinti che hanno fatto scuola in passato e che oggi vengono considerate dagli esperti dei capolavori assoluti dell'arte. Tra queste celebri opere che hanno come soggetto delle nature morte come non ricordare per esempio la bellissima canestra di frutta del Caravaggio realizzata dall'artista italiano intorno all'anno 1599 e che vediamo qui sotto.



La natura morta per le sue caratteristiche è anche uno dei soggetti preferiti e più usati per quanto riguarda gli artisti alle prime armi ma anche per gli studenti delle varie Accademie o delle Scuole artistiche private. Non vi è un artista alle prime armi che almeno una volta non abbia dovuto fare i conti con la realizzazione di una sua natura morta e da li capire se valeva la pena continuare o meno su questa strada artistica.

Da testimonianze sappiamo che la natura morta nell'arte è qualcosa che l'uomo ha pensato sin dall'antichità, infatti anche se sono molto rare questo soggetto è stato ritrovato già in lavori artistici molto antichi con qualche ottimo esempio in disegni o altre opere. Ma il vero periodo in cui gli esperti di arte indicano che la natura morta ha avuto un vero e proprio boom, diventando addirittura anche un genere a sé stante per molti artisti è stato durante il periodo storico che viene indicato col nome di tardo Rinascimento, cioè in quel particolare periodo per il mondo dell'arte in cui tutto si rinnovava, tutto rinasceva e si creava grazie soprattutto al lavoro e all'opera di alcuni grandi uomini e di grandi artisti.
In Italia gli esperti attribuiscono l’inizio di questo genere usato nelle opere d'arte proprio al grande pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio del quale possiamo ammirare lo splendido Canestro di frutta esposto presso l’Ambrosiana di Milano che vediamo sopra.
Una delle caratteristiche principale delle opere con natura morta o come la chiamano in modo più giusto gli inglesi “Still life”, cioè vita silente è quella di far diventare protagonisti nelle tele o su altri supporti delle cose che sono inanimate come possono essere la frutta, la cacciagione, le bottiglie, i piatti, vari strumenti, i vasi e tanti altri oggetti. La bravura dell’artista sta proprio nel dare attraverso una attenta composizione di questi oggetti e una atmosfera particolare realizzata attraverso le ombre e le luci un soffio di vita ideale, rendendoli eterni.

Morandi natura morta del 1929


Uno dei grandi maestri italiani che ha studiato, sperimentato e cercato di migliorare questo genere delle nature morte, dedicando gran parte della sua carriera artistica è stato senza dubbio l'artista italiano Giorgio Morandi (1890-1964). Celebri sono le sue opere su questo tema. All'artista Morandi bastava dare uno sguardo a dei vecchi lumi, dei barattoli fatti di ruggine, dei peperoni o delle bottiglie per vedere in loro una scintilla di vita, una qualche emozione oltre la semplice polvere e tutto questo poteva essere fermato nel tempo su di una semplice tela.

lunedì 7 maggio 2012

Gli occhi del viso umano e l'espressività tra arte e disegni


Arte e disegno - Gli occhi.

Quanti di noi, magari a scuola durante una di quelle lezioni noiosissime si metteva a scarabocchiare su di un foglio di quaderno con una delle nostre magiche matite che iniziavano a ballare e girare lasciando segni e linee ovunque per un disegno. Una delle cose che maggiormente evitavo di disegnare erano le teste e i volti delle persone, perché troppo ricche di dettagli e particolari anche difficili a riprodurli e che puntualmente non rispecchiavano mai ciò che volevo che esprimessero (a lato vediamo il particolare di uno schizzo di un occhio tipico disegnato che potrebbe essere utilizzato nei vari fumetti e nei manga giapponesi).

Le meraviglie degli occhi e i suoi dettagli che ci comunicano.

Gli occhi che vengono spesso citati anche come “lo specchio dell'anima” e, mai frase è stata più veritiera, sono davvero il dettaglio naturale più meraviglioso e più espressivo di un volto umano. Gli occhi hanno una straordinaria capacità comunicativa e anche se non lo vogliamo riescono in qualche modo a farci capire le intenzioni o lo stato d'animo del momento di una persona. Gli occhi ci ridono, ci piangono anche senza versare lacrime, si accigliano, si incazzano di brutto, ci odiano. Gli occhi sono sempre così mobili, vivi e curiosi e possono essere ipnotici, freddi, spietati e ammaliatori ed è difficile che ci mentano. Insomma gli occhi sono la prima cosa che guardiamo quando parliamo o comunichiamo con una o più persone, sono la vetrina della nostra coscienza e spesso da loro si può capire veramente la natura della persona che li porta a spasso. Quanti cenni, quante occhiatacce o occhiolini che facciamo durante una giornata? E poi che meraviglia gli occhi con tutti i loro bellissimi colori e le loro tonalità più o meno brillanti e intense, oltre le varie forme che essi possono avere. Abbiamo gli occhi con tonalità nere, verdi, marroni, azzurri, grigi, che a volte sembrano delle pietre preziose incastonate in visi angelici e altre volte diabolici. Come forma troviamo gli occhi a mandorla (alla orientale), occhi piccoli, occhi grandi e sporgenti e così via. E poi cosa dire quando noi “maschiacci” potremmo incrociare (purtroppo ormai no, dico io!) lo sguardo di una bellissima donna che ha anche dei meravigliosi occhi dal colore quasi unico, come quelli bellissimi che vediamo a lato della straordinaria attrice americana Liz Taylor? Diciamo la verità, ci scioglieremmo tutti come neve al sole! O ancora, basta questo velo secondo voi per poter nascondere tutta la bellezza di questa donna o i suoi occhi intensi possono dirci il contrario?






Qui sotto vediamo un altro schizzo-disegno di un occhio con i vari dettagli visto frontale.




L'occhio poi ha tutti quei dettagli che lo compongono di dimensioni spesso diversi che alla fine lo rendono l'elemento più bello ed espressivo nei volti. Se osserviamo gli occhi e i suoi dettagli di tanti visi, possiamo notare anche le sopracciglia che variano in dimensioni e forme e con i loro movimenti contribuiscono a stabilire espressioni e particolarità. Troviamo sopracciglia folte, sottili, arcuate, dritte o arrotondate e ancora curate e meno curate. A lato vediamo il particolare della mobilità di un occhio girato che guarda verso il lato-alto, fatto con un semplice schizzo tratto da una celebre opera pittorica di Raffaello che si trova al Museo del Louvre di Parigi. In arte, quanti meravigliosi ritratti dipinti ci trasmettono il vero carattere e la natura dei personaggi raffigurati grazie soprattutto agli occhi riprodotti con grande abilità dai celebri pittori. Come non ricordare per esempio i bellissimi occhi quasi beffardi e pieni di mistero della celebre Gioconda una delle opere più famose della storia dipinta dal geniale Leonardo da Vinci di cui potrete leggere la descrizione di questa e di tante altre splendide opere della pittura su questo sito (vedere la pagina delle opere sopra).

Per tutti gli amici appassionati del web, qua trovate qualche semplice schizzo e disegno dell'elemento occhio e particolari, che magari può servire a voi come base di partenza per fare un poco di pratica con le vostre “magiche” matite. A chi non è tanto pratico col disegno degli occhi, consiglio di iniziare col guardare i propri attraverso uno specchietto posato sul tavolo da disegno, cercando di riprodurre poi attraverso il disegno i particolari. Perdete un poco di tempo in più su quelli che non vi riescono bene. Cogliete tutti i piccoli dettagli espressivi e soprattutto soffermatevi sulla forma degli occhi.

Gli occhi ci parlano e ci salutano, ricordiamocelo sempre...

lunedì 19 marzo 2012

Il disegno dei fiori visti anche attraverso l'arte e celebri artisti


Arte e disegno - I fiori i natura e visti da alcuni artisti

Parliamo dei fiori ovvero di questa meraviglia donata dalla Natura che vediamo in particolari periodi nelle nostre passeggiate in campagna mentre sbocciano e crescono numerosi intorno a noi tra variopinti colori e esemplari di straordinaria bellezza. Poi se stiamo più attenti magari ritroviamo gli stessi fiori anche in alcune opere d'arte dove gli artisti si divertono a dipingerli per simboleggiare la bellezza, la purezza o una grande delicatezza. I fiori sono un elemento naturale molto bello a vedere e soprattutto molto decorativo per i paesaggi. Quando essi sbocciano sembrano annunciarci l'arrivo della Stagione più bella dell'anno, la Primavera (leggete La Primavera del Botticelli) che ci ricarica e ci fa sentire meglio dopo il freddo e le piogge invernali, con tutti quei meravigliosi colori e i loro intensi o delicati profumi. Da sempre in arte si sono rappresentati i fiori, in scene di paesaggi pittoreschi o anche in semplici nature morte. I fiori in genere sono stati sempre studiati e percepiti come simbolo di gioia e di amore. Addirittura esistono dei vocabolari dei linguaggi dei fiori, dove ognuno di loro con i loro colori e le forme, rappresentano una emozione, una idea o un messaggio specifico. Da noi per esempio, il crisantemo è simbolo di lutto, perché viene usato nelle tombe dei cari defunti. La rosa rossa è simbolo di un amore, i colori gialli possono rappresentare la gelosia e così via.

Anche il grande genio e artista italiano del Rinascimento Leonardo da Vinci, come spesso faceva ha cercato di carpirne i segreti, le forme e l'anima dei fiori con degli attenti studi e delle pazienti ricerche (vediamo l'immagine di un suo studio sui fiori in alto).




Altri celebri artisti come per esempio l'olandese Vincent Van Gogh sono stati letteralmente “rapiti” e si sono appassionati talmente alla natura e ai fiori in genere, da realizzare numerose opere sempre con questo tema. Vediamo sopra una delle più celebri opere di Van Gogh, intitolato I girasoli che fa parte di una numerosa produzione tutta incentrata su questo particolare fiore. E che dire di un altro grande e geniale pittore italiano del Cinquecento come Giuseppe Arcimboldo che nel 1573 inizia a realizzare alcune famosissime opere pittoriche dalla composizione per quel tempo nuova e anche un po' “strana”. Infatti il grande artista che viaggiò molto e fu ospite-artista di grandi e potenti Corti specie nei Paesi Europei, esegue una serie di ritratti che fanno parte di un celebre ciclo, dove il volto è rappresentato da elementi come fiori, pesci, frutta o verdura. Del ciclo dei ritratti che raffigurano le allegorie delle Stagioni, vediamo qui a lato anche quella dedicata alla Primavera, dove vengono utilizzati con una grande abilità tecnica e artistica tantissimi tipi di fiori e foglie per eseguire il volto. In questa bellissima opera, la Primavera è rappresentata dal volto di una donna di profilo con il capo rivolto a sinistra e composta da una grande varietà di fiori. Possiamo riconoscere petali di rose, margherite, iris e tante foglie, messe in boccioli o semplici corolle.

Proviamo a fare uno schizzo o un disegno di un fiore.

Innanzitutto come dico sempre, il disegno è un divertimento e un passatempo oltre che una vera professione artistica. Quindi divertitevi tutti e fregatevene se non siete tanto capaci, perché con la pratica potrete migliorare e diventare bravi, facendovi uno stile proprio e tutto vostro. Cercate sempre di osservare bene la forma del fiore che volete provare a disegnare. Magari usatene uno a modello, basta guardare i fiori dei genitori o di qualche giardino vicino. I fiori in natura esibiscono tantissime forme e colori e sono molto diversi l'uno dall'altro. Esistono fiori meno belli e fiori meravigliosamente belli, come per esempio la rosa, con i suoi colori simbolo di beltà e amore. Vi sono anche i fiori come le margherite, che spesso servono anche se questo non è giusto a farvi capire se lo amate (togliendo un petalo alla volta). Qui sotto trovate alcuni miei schizzi che riguardano due fiori tra i più famosi come la rosa e la margherita che possono servirvi come esempio per iniziare a disegnare.

Il disegno di una rosa.




E quello di una margherita.




Un saluto.