Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

sabato 13 marzo 2021

L'arte Bizantina e le basiliche a Ravenna

 

Come accennavo anche in un altro articolo, se vi fa piacere andate a vedere Arte Paleocristiana nell’anno 380 d.C. il Cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’Impero Romano mettendo al bando il culto cosiddetto pagano che sino ad allora era stato molto seguito dalla maggior parte dei cittadini sotto l'Impero. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.

Santa Apollinare parte sinistra mosaici


Alla morte dell’Imperatore Teodosio nel 395 d.C. circa ad un certo punto l’Impero Romano venne diviso in due territori ben precisi. Da una parte troviamo l’Impero d’Occidente che ebbe come capitale la nostra bella città di Ravenna e dall’altra parte vi era l’Impero Romano d’Oriente con capitale la città di Costantinopoli, nell'odierna Turchia. L’Impero d’Occidente non ebbe molta fortuna in quanto molto provato sin da subito dalle numerose invasioni barbariche e alla fine crollò definitivamente nel 476 d.C. dopo neanche un secolo lasciando il posto ai regni conosciuti come Romano-Barbarici. L’altro Impero invece quello d’Oriente riesce a respingere le tante invasioni dei barbari e isolandosi sempre di più da vita infine alla florida civiltà che verrà definita Greca Bizantina, la quale fonde in se tanti elementi classici della Grecia Ellenistica con vari elementi della Roma Cristiana che ormai si erano sviluppati con la nuova religione. Questa nuova corrente artistica che verrà conosciuta come Arte Bizantina raggiunge il suo massimo splendore nella città di Costantinopoli nei secoli V e VI d.C.

Santa Apollinare part mosaico parte sinistra


In Italia l'Arte Bizantina si sviluppa quando nell’anno 526 d.C. l’Imperatore d’Oriente Giustiniano riesce a riconquistare la penisola italiana e decide che la sede del Governo Orientale in Italia sia stabilito nella bella città di Ravenna.

San Vitale mosaico


Proprio in questa bellissima e storica città italiana troviamo oggi degli esempi straordinari di arte Bizantina con le bellissime Chiese a pianta centrale riferita proprio all’Arte Orientale. Nell'immagine qui sopra vediamo per esempio la chiesa di San Vitale a Ravenna che oggi è un meraviglioso simbolo dell'arte Bizantina. All’interno di queste Chiese troviamo dei bellissimi mosaici che ricoprono a volte tutta la superficie di una parete interna creando un ambiente profondamente spirituale. Tutto questo era voluto per simboleggiare la presenza di Dio. Vediamo su in alto anche la Basilica di Sant’Apollinare Nuova sempre a Ravenna. Proprio in quest’ultima Basilica troviamo applicati i concetti più significativi dell’arte Bizantina e cioè tutto appare ricondotto alla fissità di una immagine simbolica ed astratta, la quale è proiettata fuori dal tempo e dallo spazio. Le figure di questi mosaici ci appaiono quasi tutti uguali molto appiattite sul piano di fondo e che annullano la loro tridimensionalità pur avendo una loro solennità, una maestosità. Inoltre è anche evidente in questa Basilica la composizione ritmica bizantina secondo la quale per poterla cogliere bisogna seguirne lo svolgimento percorrendo l’intera navata della Basilica dal portone di ingresso fino all’Altare maggiore. Vediamo in alto la parte sinistra con i bellissimi mosaici e un particolare del mosaico.


mercoledì 10 marzo 2021

Le strane e originali tecniche per realizzare arte e pittura di alcuni artisti

 

E se proviamo a fare arte e pittura in altri modi?

Millie Brown e opere col vomito



Premetto che ormai noi che ci reputiamo delle persone “normali” ci sentiamo abbastanza forti sia mentalmente che fisicamente per accusare qualunque tipo di colpo che ci viene inferto, visto che abbiamo superato sempre con grande forza d'animo diverse guerre, diverse crisi economiche o devastanti catastrofi naturali o prodotte dall'uomo. Ecco che arrivano loro, alcuni artisti davvero originali e forse un po' stravaganti. Questi sono nella maggior parte dei casi dei giovani artisti spesso realmente molto bravi nel realizzare le loro performance e le loro opere d'arte soltanto che anziché usare le solite tecniche artistiche o i soliti strumenti che si insegnano nelle Accademie o nelle Scuole d'arte hanno deciso di creare un qualcosa di nuovo, magari anche per fare dello spettacolo oltre che soltanto arte ma grazie al quale sono diventati famosi nel mondo reale e virtuale e molti ne parlano.

Millie Brown la donna che fa arte col proprio vomito.

Millie Brown che vediamo in alto mentre crea una sua opera, è una artista ormai conosciuta sul web perché ha deciso di creare e fare arte attraverso l'uso del proprio vomito. L'artista infatti dopo aver bevuto alcuni bicchieri di latte opportunamente colorato con delle sostanze che possono essere ingerite, attraverso dei conati prodotti dalla stessa scaraventa il vomito su delle tele bianche, realizzando in questo modo delle strane e particolari performance artistiche. Ne nasce una arte astratta piena di colori e macchie che poi gli appassionati comprano. Pensate che l'artista ha collaborato anche con Lady Gaga.

Pricasso l'uomo che dipinge col caz...!

Pricasso che opera col caz...



Devo dire che il simpatico Tim Patch, in arte Pricasso è un arzillo signore degli Stati Uniti di quasi 60 anni (1953) che sicuramente sa usare bene anche il cervello per poter vivere meglio, guadagnare tanti bei soldini e soprattutto farsi conoscere e diventare famoso in tutto il mondo grazie al suo “particolare” e forse unico modo di fare arte e pittura.

Ho scritto prima che usa “anche il cervello” perché in realtà il primo organo del corpo che viene usato in maniera artistica da Pricasso è il suo pene. Avete capito bene il suo “cosetto” che brandisce come fosse un pennello, intingendolo e caricandolo dei vari colori per poi spalmarli sempre col “cosetto” su delle tele bianche, le quali quasi per magia iniziano a trasformarsi forse per paura o ribrezzo, in forme ben riconoscibili e in ritratti di personaggi anche famosi. Aggiungo che le sue opere e i ritratti alla fine di questa ispirazione artistica sono davvero ben realizzati e molto realistici. Quindi dobbiamo dire che Tim è davvero un ottimo artista anche se poi qualcuno lo ha definito in modo ironico solo “un pittore del caz...”.

il Bloodpainting ovvero l'arte di usare il sangue nella pittura.

Rev Mayers e opera Tigre


Un altro “particolare” metodo di fare pittura che grazie anche alla rete virtuale sembra si stia pian piano sviluppando e facendosi conoscere attraverso il lavoro e le opere di alcuni artisti è quello di realizzare delle opere pittoriche attraverso l'uso del proprio sangue che viene utilizzato come unico colore per essere steso sulla tela. Questo è il metodo preferito anche dal giovane artista australiano Rev Mayers, conosciuto sul web soprattutto come “Bloodpainter” che tradotto significa pittore di sangue. Devo dire che alcuni dei suoi lavori sono davvero affascinanti e ben realizzati come possiamo notare guardando l'immagine sopra di questa superba tigre creata da Mayers soltanto usando del sangue.

l'artista che dipinge col seno.

Kyra Ayn Varszegi e opere col seno



Kyra Ayn Varszegi che vediamo qui nell'immagine con una sua opera è una ragazza che ama molto l'arte e la pittura. L'unica differenza è che invece dei classici pennelli come fanno molti artisti Kyra usa il suo generoso seno per stendere i vari colori sulle tele bianche, formando in questo modo alla fine delle particolari immagini astratte con più colori.

Ma c'è anche chi dipinge e fa arte usando le proprie labbra come per esempio Natalie Irish.

In conclusione possiamo davvero dire che sia l'arte che la fantasia umana non hanno nessun limite.

Voi cosa ne pensate al riguardo?


lunedì 8 febbraio 2021

Il Carnevale visto con gli occhi di alcuni artisti

 

Quanto è bella la festa del Carnevale, specialmente quando la si guarda con gli occhi dei più piccoli. Che meraviglia quando tutta la gente si riunisce per ridere, scherzare e soprattutto ballare in mezzo a tanti coriandoli. Cliccate sulle immagini per ingrandirle un poco.


Bruegel il vecchio Lotta tra il Carnevale e la Quaresima


E cosa dire delle belle maschere che a volte sono davvero dei piccoli capolavori, realizzate da abili e talentuose mani. O ancora andare a vedere i mastodontici e colorati carri allegorici che quasi sempre esaltano o ci sottolineano le mancanze di personaggi pubblici, dei politici e i fatti oscuri dell'attualità. Il Carnevale è tipicamente una festa di origine antica che viene celebrata in molti paesi che hanno una tradizione cattolica. Questa festa di solito viene svolta nelle Piazze e nelle grandi vie delle città, attraverso grandi sfilate e molti balli festosi. Ma la caratteristica principale del Carnevale è quella del “mascheramento” dei festeggianti con abiti e maschere di fantasia che spesso sono davvero bellissime.

Anche in arte molti artisti sia in passato che ai giorni nostri si sono interessati a questo tema festoso e pieno di colori, di luci e di contrasti che è il Carnevale.

Vorrei augurarvi a tutti gli appassionati lettori di passare un divertente e simpatico Carnevale anche quest'anno anche se come sapete tutti avremo qualche piccolo accorgimento da rispettare dovuto alla pandemia del Covid -19.

Per quanto riguarda il Carnevale in arte vi propongo alcuni ottimi esempi di arte pittorica con questo tema.

Su in alto possiamo vedere un bellissimo dipinto del Cinquecento realizzato dal celebre pittore fiammingo Pieter Bruegel conosciuto storicamente col nomignolo de “il Vecchio” per poterlo distinguere dal figlio omonimo anch'esso un ottimo pittore. Il dipinto di Bruegel è intitolato Lotta tra Carnevale e Quaresima, realizzato intorno al 1559 con la tecnica dei colori ad olio su un supporto di legno di circa 118 per 164,5 centimetri. L'opera che è anche firmata in basso con il nome Bruegel 1559 può essere ammirata presso il Kunsthistorisches Museum nella città di Vienna. In questo dipinto possiamo vedere anche grazie all'aiuto del titolo una sorta di battaglia o di combattimento simbolico messo in atto in una affollatissima e divisa piazza. A sinistra l'artista rappresenta i personaggi del Carnevale mentre sul lato destro rappresenta i personaggi della Quaresima di un paese nordico, che sono i contendenti del Carnevale e la Quaresima. Il primo, simbolo di grandi bagordi e festa viene rappresentato come un grasso uomo che golosamente mangia delle pietanze a cavallo di un barile spinto da uomini mascherati mentre la sua rivale che rappresenta la Quaresima, quindi digiuni, preghiere e voti religiosi è raffigurata come una donna smunta e pallida.


Pablo Picasso Arlecchino


Il secondo dipinto che vediamo qui sopra è il celebre Arlecchino che ha come modello il figlio Paul del grande artista spagnolo Pablo Picasso. Picasso amava ed era molto affezionato a questi particolari personaggi di fantasia o dell'arte come ci testimoniano molte sue opere. In questa sua opera solo all'apparenza incompiuta del 1924 vediamo infatti le linee o i cambiamenti lasciate dalla matita, notiamo raffigurato con una grande e delicata precisione nei dettagli che esprimono anche grande tenerezza, il figlio di Picasso Paul che fa da modello con indosso un grazioso costume carnevalesco di Arlecchino. Vediamo che i colori sono utilizzati solo in parte, con questo nero che copre la sedia e il cappello mentre la parte inferiore e i piedi sono lasciati volutamente a matita come se l'artista volesse farli galleggiare nello spazio circostante. Addirittura vediamo un sorta di correzione a matita della posa del piede di Paul lasciata nel quadro da Picasso.


Picasso Pierrot


Altra opera di Picasso sulle maschere e i personaggi di Carnevale è quella del 1918 raffigurante Pierrot che vediamo qui sopra.


Longhi La venditrice di essense


Altre opere artistiche del passato a sfondo festoso e carnevalesco sono per esempio La venditrice di essenze del pittore italiano Pietro Longhi del 1756. La vediamo sopra.


Johannes Carnevale a Roma


L'opera intitolata Carnevale di Roma dell'artista olandese Lingelbach Johannes del 1651 qui sopra.


giovedì 26 novembre 2020

Arte paleocristiana un po di storia

 

Una volta mi sono chiesto cosa volesse dire il termine “Paleocristiano” che nel nostro caso riguarda ed è legato al campo dell’arte.

Ho pensato che il termine è formato da due parole, la parola Cristiana che è contenuta in esso e l’altra cioè “Paleo” che significa antico che viene prima di, quindi prima che il Cristianesimo divenisse una religione ufficiale.

Arte paleocristiana Il Buon Pastore


Ecco che ho pensato che nell’anno 33 circa dopo Cristo come ci ricorda la storia e la Sacra Bibbia è avvenuto un fatto storico molto importante per quanto riguarda l’intera umanità e la religione Cristiana. Questo è la Crocifissione e la morte di Gesù Cristo il Figlio dell’Unico Dio. La storia ci insegna che da quel giorno in poi e fino a circa la metà del III secolo d.C. ci fù una grande diffusione verso questa nuova religione che è il Cristianesimo. Si iniziò a diffondere la Parola e il messaggio di Gesù Cristo attraverso i vari discepoli e ascoltando le parabole, i racconti, le testimonianze oculari e tante altre forme come l’arte. Tutto questo per dare soprattutto quel messaggio di speranza che Gesù aveva lasciato a tutti i suoi Discepoli. Purtroppo come accade quasi sempre durante questi grandi eventi storici che rivoluzionano il modo di vivere di intere popolazioni, i primi cristiani subirono ferocissime persecuzioni da parte degli imperatori e dei soldati romani, i quali essendo come fede di culto pagano vedevano questa nuova Religione come una potenziale nemica da distruggere con ogni mezzo quindi anche col sangue degli innocenti cristiani. Molti imperatori romani infatti usarono i cristiani come carne da macello per le loro bestie feroci durante gli spettacoli nei Circhi Massimi della potente Roma imperiale. Questi venivano torturati fino alla morte sempre per dar soddisfazione al numeroso pubblico che vi assisteva. Tutto ciò però non scalfì minimamente il coraggio e la devozione di tanti cristiani di allora anzi gli diede più forza e continuarono il loro culto clandestinamente, cercando sempre luoghi segreti dove poter fare i propri riti sacri e portare una parola di fede. Uno dei più classici nascondigli segreti ove i cristiani si dedicavano al proprio culto erano le famose catacombe ed è proprio da questi luoghi che in pratica erano dei cimiteri sotterranei, rinvenuti o portati alla luce ai giorni nostri che possiamo vedere dei bellissimi esempi di ciò che viene chiamato Arte Paleocristiana.

Arte paleocristiana


Questo tipo di arte nasce come detto sopra intorno al I secolo a.C. e durerà sino a circa il IV secolo a.C. ed è la manifestazione artistica figurativa o di costruzioni di piccoli edifici dei primi cristiani. Infatti molte pareti di vari rifugi come per esempio le catacombe, specialmente a Roma erano decorate con pitture che raffiguravano degli oggetti simbolici e spirituali. La caratteristica principale di queste opere Paleocristiane è quella di rappresentare e rendere visibile ciò che non lo è, questo sempre per proteggersi dalle tremende persecuzioni. I cristiani allora alla merce dei romani cercavano in queste raffigurazioni di inserire messaggi, oggetti o altre scene diciamo quasi “criptate” e con poco significato all’apparenza, di cui soltanto chi era un vero cristiano poteva capirne il significato vero e quindi agire di conseguenza nel bene del culto. Nell’immagine sopra per esempio vediamo raffigurato in un particolare di opera paleocristiana di una parete Il buon pastore che simboleggia colui che diffonde la parola di Cristo, proteggendo e aumentando il proprio gregge di cristiani. Tutto questo riuscì in pieno ai cristiani infatti quando arrivavano i soldati romani per distruggere non riuscivano mai a decifrare queste opere e quindi non davano nessun valore ad esse. Un bellissimo esempio di catacombe decorate sono quelle di San Sebastiano a Roma con molte pareti affrescate. Per concludere sull’Arte Paleocristiana vorrei dire che l’ultimo imperatore romano che ordinò l’uccisione di tutti i cristiani fù Diocleziano nell’anno 303 d.C. circa mentre nell’anno 313 d.C. l’Imperatore Costantino emana un editto storico in cui si riconosce la piena libertà di culto da parte dei cristiani e nel secolo 380 d.C. il Cristianesimo diventa la religione ufficiale dell’Impero romano. Si inizierà a costruire le prime chiese, le prime cattedrali per poter proseguire con il proprio culto e ottimi artisti inizieranno a decorarli con opere sacre molto suggestive. L’Arte Paleocristiana ora può essere visibile e non più clandestina ma è anche quasi giunta al termine del sua esistenza. Ma questa è un’ altra storia infatti subentra nel corso della storia l’Arte Bizantina.


mercoledì 4 novembre 2020

Le illustrazioni come forma d'arte molto importante nella storia

 

Noi diamo il nome di Illustrazione a tutte quelle immagini che vengono realizzate con lo scopo di venir dopo stampate su dei libri, delle riviste o in qualunque altra opera o oggetto di uso normale. E tutte le illustrazioni servono per descrivere o aiutare il racconto o le descrizioni di ciò che si voglia far leggere o capire al pubblico.

Illustrazione di una copertina di libro


L'illustrazione può anche essere per esempio una immagine pubblicitaria su un cartellone stradale che servirà a far vendere meglio un prodotto commerciale. Molto spesso le illustrazioni rappresentano la fantasia, ma possono anche essere degli oggetti o degli esseri che fanno parte della realtà con delle storie e dei racconti veri e non devono essere viste e giudicate come una semplice e facile forma di arte. Per essere un ottimo illustratore infatti bisogna avere molte conoscenze approfondite sull'arte. Bisogna aver studiato l'anatomia per quanto riguarda le proporzioni esatte dei corpi umani e degli animali. Ma si deve anche saper realizzare una giusta prospettiva. Insomma essere un buon illustratore significa prima di tutto essere un ottimo artista con tanto di tecnica pittorica e conoscenza dei colori.

Illustrazione di una miniatura


Possiamo considerare l'illustrazione come una forma d'arte molto antica. Se pensiamo che addirittura nell'antico Egitto gli artigiani (così venivano considerati gli artisti allora) di questa stupenda civiltà realizzavano delle immagini sui loro papiri per descrivere i loro riti religiosi. Quelle possono essere considerate le prime illustrazioni. Con l'introduzione della pergamena si è avuto quindi uno sviluppo da parte degli antichi romani che iniziarono a disegnare delle immagini su dei libri anziché sui famosi rotoli antichi che venivano srotolati man mano che si leggeva.

Si continua sino ad arrivare poi alla realizzazione dei codici miniati che con le loro bellissime miniature, cioè delle piccole immagini realizzate per decorare antichi libri scritti tutti a mano e chiamati per questo manoscritti, da pazienti e bravissimi artisti illustratori che molto spesso facevano parte anche di antichi Ordini religiosi. La parola “miniatura” sembra derivare dal termine “minio”, un ossido di piombo rosso con cui si scrivevano solitamente le iniziali delle frasi di questi antichi libri, di cui alcuni fortunatamente sono arrivati sino ad i nostri giorni ed oggi hanno un valore storico e artistico incalcolabile. Qui sopra vediamo una immagine di miniatura di un antico libro.

Nel XIX secolo le illustrazioni raggiungono la fase più importante in assoluto nella storia dell'arte con un grande utilizzo, specie per i libri illustrati che erano graditi da chiunque.

Dopo con la scoperta della fotografia e di altre tecniche moderne, considerate come vere concorrenti da tutti gli illustratori, ci fu un vero declino per questa forma d'arte. Questo permise però agli illustratori di poter cambiare strada e scegliere gli stili che preferivano. Così questi artisti iniziarono a realizzare vere e proprie opere d'arte. Alcuni furono sfruttati nel campo pubblicitario e della comunicazione ma non ci fu più il grande successo dei secoli prima. Le illustrazioni moderne li possiamo trovare soprattutto nelle copertine dei libri o in molti libri di favole, per illustrare il racconto e sono capaci di far sognare qualunque bambino li guardi. In alto vediamo una immagine di copertina di un libro di favole illustrato.

Oggi con un semplice computer ed un po' di pratica si riesce a fare quasi tutto per impaginare e illustrare un qualunque libro.

Gli strumenti usati dagli illustratori possono essere vari e dipendono dalla scuola da dove si sono formati. Comunque possiamo trovare come strumenti gli acquerelli, i colori a tempera e quelli acrilici, le chine, le matite, l'aerografo etc. mentre per i supporti si può usare lo stesso materiale che usa un normale pittore artistico e cioè tele, cartone, tavole di legno etc.

molti pittori famosi in passato sono stati anche degli eccellenti illustratori e viceversa.


mercoledì 3 giugno 2020

Andy Warhol e la sua opera su Liz Taylor

Tra le tante opere d'arte che realizzò l'artista della Pop Art Andy Warhol vi sono anche alcuni bellissimi ritratti di Liz Taylor. Sono tutti eseguiti da Warhol prendendo spunto e partendo da una celebre fotografia dell'attrice che venne poi personalizzata e colorata con il suo inconfondibile stile Pop Art attraverso la tecnica della serigrafia, dando a queste opere finali quel qualcosa in più e la forma di un quadrato dalle dimensioni di 58,3 per 58,3 centimetri. L'anno in cui furono realizzate da Andy Warhol era il 1963. Qui sotto vediamo l'immagine della Liz Taylor con sfondo verde realizzata da Andy Warhol.


Andy Warhol ritratto di Liz Taylor con sfondo verde


La protagonista dell'opera di Andy Warhol come già detto è la celebre attrice cinematografica Elizabeth Taylor, da tutti conosciuta anche col nomignolo di Liz. Questa bravissima attrice ha avuto un grande successo in tutta la sua carriera per aver interpretato molti film, sempre dando il massimo di se con ruoli da protagonista femminile anche molto drammatici. Come attrice è stata sempre eccellente, recitando in modo divino, e per questo diventando una delle più pagate e grandi star di Hollywood soprattutto negli anni cinquanta e sessanta. Liz Taylor comunque è anche conosciuta per la sua vita privata un po' fuori dalle righe, spesso citata nei giornali di gossip per i suoi numerosi trascorsi matrimoniali. Sembra infatti che si sia sposata per ben nove volte, un vero e proprio record.
Parlando invece dell'opera con il ritratto di Liz Taylor realizzato da Andy Warhol notiamo osservandolo dei colori dai toni decisi capaci di sottolineare il suo bel viso, dandogli anche una intensità molto drammatica. Il colore verde dello sfondo è come un riflettore acceso che si riverbera sui suoi capelli, sulle palpebre e sui suoi famosi occhi, accentuando così i particolari fisionomici. Sappiamo infatti che Liz Taylor era celebre anche per i suoi occhi. Li aveva davvero bellissimi e di un colore unico possiamo dire, un colore che dava sul viola e che rendeva i suoi occhi molto intensi. Lo stesso effetto è ottenuto da Warhol sottolineando le labbra di Liz con una pennellata di rosso acceso. La luce forte e diretta che illumina il volto sembra proiettata dall'esterno, perpendicolarmente al piano della tela e con una leggera inclinazione dall'alto. L'effetto è duplice, da una metà del viso scompaiono insieme alle ombre i tratti somatici che sull'altro lato sono messi in evidenza dalle ombreggiature. Di queste la più decisa è quella che dal sopracciglio sinistro scende lungo la linea del naso.

Andy Warhol opera Silver Liz


Come per altri celebri personaggi di cui Andy Warhol ha realizzato dei ritratti anche Liz Taylor che qui sopra vediamo in una altra celebre versione colorata e conosciuta come Silver Liz ovvero la Liz d'argento. l'artista ha realizzato una serie di varianti cromatiche, utilizzando sempre come partenza la medesima riproduzione. Se pensiamo che proprio questa versione della Silver Liz è stata venduta all'asta ad un acquirente sconosciuto per un prezzo superiore agli 8 milioni di euro. In questo modo l'artista Warhol ripetendo molte volte la stessa immagine ci fa capire che diventa una comunicazione, perché non è fatta più per un singolo individuo, cioè il collezionista o il visitatore del Museo ma per una società che sfrutta le scoperte della tecnica. Per proporle a tutta la collettività attraverso manifesti, poster, calendari, cartoline ed altro ancora. Ovviamente il soggetto deve essere subito riconoscibile dalla massa delle persone. Da qui la scelta esclusiva di riprodurre soltanto oggetti o personaggi già famosi. Questa è la più grande scoperta di Andy Warhol che utilizza il linguaggio della Pop Art per trasformarlo in un qualcosa di industriale. Per altri artisti di questo movimento che è la Pop Art o Popular Art, la raffigurazione di oggetti di consumo assume il significato di una critica forte nei confronti di una società portata ormai soltanto verso il consumismo. Warhol invece vuole soltanto esaltare l'immagine stessa dell'oggetto e basta. Che sia questa una comunissima confezione di pomodori pelati, una bibita o magari ancora un detersivo innalzandolo ad opera d'arte vera e propria.
Un saluto a tutti.

giovedì 21 maggio 2020

Gli Artisti e i loro cambiamenti durante i vari periodi storici


Gli artisti nei vari periodi storici.
Spesso quando pensiamo o parliamo di un qualunque Artista facciamo l'errore di associarlo ad una persona che abbia magari un carattere piuttosto strano, particolare. Infatti siamo tenuti a vedere gli artisti come a delle persone con dei caratteri ribelli, egocentrici, lunatici. Sotto vediamo Salvador Dalì uno degli artisti più eccentrici.

L'artista Salvador Dalì


Insomma diversi dal normale modo di vedere una persona della media sociale. Sicuramente gli artisti più bravi e i grandi maestri devono avere per forza un qualcosa in più della norma capace di far uscire tutto il genio espressivo ed il talento. Tantissimi capolavori dell'arte sono scaturiti attraverso una forza interiore straordinaria, qualcosa di naturale e unico che non tutti possono avere. Oggi nell'era moderna, un artista celebre è tenuto in grande considerazione, ed è una grande personalità nella società civile al pari di un vero V.I.P. Ma posso dirvi con certezza che per gli artisti non è stato sempre così roseo e bello il loro lavoro.
Nell'antichità e per un lungo tempo tutti gli “artisti”, in primis i pittori, gli scultori e gli architetti venivano considerati come dei semplici e umili operai, degli artigiani. Addirittura spesso alcuni artisti venivano anche trattati male o come se fossero delle persone da evitare. Molti infatti vivevano come degli emarginati. Il lavoro artistico che gli antichi artisti facevano era realizzato o per vera passione o perché erano obbligati dai loro padroni. Nell'antica Grecia cosi come anche durante l'Impero Romano l'artista era molto disprezzato, veniva trattato quasi allo stesso modo di uno schiavo, questo perché si pensava che lavorasse usando soltanto le proprie mani, quindi fisicamente e basta senza metter nulla di suo. Però è proprio nell'antica Grecia che si incominciano a intravedere dei piccoli segnali positivi per gli artisti, segni di un grande cambiamento. Già nel corso del IV Secolo a.C. Infatti alcuni degli artisti greci iniziano ad apporre le proprie firme su alcuni lavori che realizzano. In questo modo attraverso una semplice firma apposta su un opera, gli artisti cercavano di dimostrare la loro volontà di considerarle delle opere uniche e irripetibili. Insomma l'artista iniziava a prendere coscienza del proprio lavoro e soprattutto del proprio talento. E con la loro firma rivendicavano un giusto e meritevole riconoscimento. Quegli antichi artisti non vogliono essere più visti come dei semplici operai o artigiani che usano le mani e basta, senza nulla togliere a questi onorevoli lavori.

Leonardo da Vinci autoritratto


Si dovrà però aspettare ancora molti secoli prima che i pittori, gli scultori e gli architetti riescono a conquistare una vera e propria considerazione sociale. Se pensiamo che anche l'artista del Medioevo è ancora considerato una persona che esercita un normale mestiere. Anche se però rispetto ad altri lavoratori egli viene già considerato come una persona che ha delle abilità particolari, molto speciali. L'artista del Medioevo è obbligato per esempio a iscriversi ad una delle corporazioni, che sono una sorta di club con delle regole ben precise e a volte molto rigide. Nel Medioevo ogni artista doveva sottostare ai voleri del committente che chiedeva l'opera. Di solito quindi era quest'ultimo a decidere quasi anche nei dettagli cosa dipingere o scolpire. Al committente spettava anche la scelta dei vari materiali da usare per l'opera, oltre i colori. Dell'opera finita si apprezzava quasi sempre per primo i vari materiali o i tessuti oltre che i colori, e soltanto dopo ma non sempre anche la bravura ed il talento dell'artista.

venerdì 8 maggio 2020

Le emozioni che proviamo guardando un opera d'arte


Tutti noi davanti ad una qualunque opera d'arte proviamo delle emozioni. Io personalmente di fronte ad un opera provo sempre un qualcosa a livello emozionale, spesso in modo anche molto diverso con delle sensazioni più o meno intense. Non ne parliamo poi se ci troviamo di fronte ad un meraviglioso capolavoro il quale riesce a risvegliare in noi tutti i sensi letteralmente. Cliccate sulle immagini che trovate qui per ingrandirle.

La Gioconda di Leonardo


Quanti di noi per esempio hanno pianto lacrime vere, quasi a straziarsi l'anima davanti alla Pietà di Michelangelo o ancora avere dei brividi intensi su tutto il corpo nel vedere quel viso e quel sorriso così enigmatico della Gioconda di Leonardo, o ancora trovarsi letteralmente spiazzati guardando un dipinto di Pablo Picasso come quello delle Damigelle d'Avignone. Trovate l'articolo sul sito su questa opera.

La pietà di Michelangelo


L’arte in tutte le sue molteplici forme, dalle più conosciute come sono per esempio la pittura, la scultura o l’architettura alle meno conosciute cioè quelle praticate da pochi artisti o perché sono considerate in modo secondo me errato come arti minori o di una certa nicchia porta sempre un grande benessere all'anima e una grande positività a noi esseri umani. Proprio per questo motivo io do un semplice consiglio a chiunque magari un giorno si sentisse un po' giù, demoralizzato e abbia del tempo libero da trascorrere come vuole.

Notre Dame a Parigi


Ecco il consiglio è quello di andare a visitare il più vicino Museo dell'arte, una Galleria o magari un bel sito architettonico. Vedrà che ammirando le opere e le meraviglie di questi posti piano piano il malumore scomparirà mentre assapora e si gode le bellezze artistiche che ha intorno.

Pablo Picasso Le damigelle d'Avignone


Lo sappiamo tutti che in Italia non dobbiamo fare molta fatica a trovare qualcosa di storico e di artistico vero? Mi risulta che fino a circa dieci anni fa, più del 50 per cento degli italiani non era a conoscenza dell’inestimabile valore artistico che l’Italia detiene. Infatti circa il 60 per cento di tutto il patrimonio mondiale di opere artistiche e architettoniche sta da noi, in Italia. C’è soltanto da fare un Wau! di fronte a queste cifre, oltre che essere anche molto fieri del Nostro Paese. Riprendendo il discorso di prima negli ultimi anni gli italiani hanno iniziato a frequentare di più i Musei ed i siti artistici, e hanno imparato molte più cose su di essi come per esempio che le opere d'arte non sono qualcosa di “palloso” come si pensava una volta. Anzi queste sono pieni di vita e di emozioni che ognuno di noi in modo soggettivo può captare secondo i propri gusti e le proprie sensazioni, in modo sempre vario. Quindi Amici lettori trovate ogni tanto un po' del Vostro tempo per arricchirvi lo spirito e anche gli occhi andando ad ammirare le opere d’arte e vedrete che sarà una esperienza davvero unica e positiva.

Ragazza con gatto opera di Balthus


Infatti mi piacerebbe sapere anche il vostro personale punto di vista su questo argomento. Cioè Quali sensazioni, quali emozioni o pensieri provate nel guardare per esempio le immagini di opere molto celebri e famose riportate in questo articolo, anche se non siete stati fisicamente lì dove sono esposte. Vi chiedo questo per una mia curiosità che parla proprio delle emozioni umane dovute alla visione di una opera d’arte. Potete farlo se vi va lasciando un Vostro commento alla fine di questo articolo.
Un saluto a tutti.


martedì 21 aprile 2020

Le 10 opere di scultura più belle secondo me

Le meraviglia dell'arte della scultura.

Il Laocoonte e figli
Prima di elencarvi la mia classifica vorrei dirvi subito che con l'arte non si scherza assolutamente. Nel senso che mai nessuno si sognerebbe di creare delle classifiche con delle opere d'arte visto che queste sono sempre speciali, uniche e realizzate in modi e stili diversi, quindi possono piacere o non piacere e ci trasmettono sempre un qualcosa di molto soggettivo che può emozionarci o meno. Per questo l'arte è davvero qualcosa di meraviglioso e ognuno di noi e libero di vederla e gustarla con i propri sensi a modo suo.

Il Cristo velato di Sanmartino


Il disinganno di Queriolo

Premesso tutto questo dico che la mia è soltanto una classifica fatta così tanto per gioco e del tutto personale. Queste elencate sotto sono per me le 10 opere di scultura che davvero mi hanno emozionato e in alcuni casi addirittura mi hanno fatto piangere dalla gioia per avermi fatto sentire parte di un qualcosa di unico e sacro. Vedasi La pietà. In altre opere invece per la maestria vista addirittura mi è cascata la mascella al di sotto dei piedi talmente la meraviglia provata e quasi il non credere di poter arrivare a tanto realismo e virtuosismo da parte degli artisti. Vedasi per esempio il Disinganno o Il Cristo velato nei dettagli del velo o della rete da pesca. Pensiamo per esempio che per il Disinganno esiste una leggenda in cui al tempo della seconda guerra mondiale un soldato tedesco nazista entrò nella cappella che ospita questa opera, e lì guardando il capolavoro di Queriolo pensò subito (da perfetto idiota) di dare un colpo con il calcio del suo fucile alla rete rompendo addirittura un pezzettino di marmo. Questo perché il soldato non voleva essere preso in giro dai suoi compagni perché credeva assolutamente che quella era una vera rete da pesca e non poteva essere realizzata col marmo talmente la perfezione e il realismo che l'artista era riuscito ad avere. Se non sbaglio ancora si dovrebbe vedere un piccolo restauro nella parte bassa dell'opera.
Nella classifica qui sotto troverete cliccando sui link scelti qualche piccolo riassunto o un articolo che parla più nei dettagli di queste meravigliose opere.

Il David Di Michelangelo


Il ratto di Proserpina del Bernini particolare

Sono sicuro che molti di voi si troveranno concordi con buona parte delle mie scelte, le quali abbracciano periodi storici del tutto diversi. In ogni caso se vi fa piacere fatemi sapere cosa ne pensate lasciando un commento o se avete una vostra personale classifica da proporre.

La pietà di Michelangelo


Estasi di Santa Teresa del Bernini

Amore e Psiche del Canova

1 Il gruppo del Laocoonte e figli opera greca di Agesandro, Atanodoro e Polidoro.
2 Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino.
3 Il Disinganno opera di Francesco Queirolo.
5 Il ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini.
7 L'Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini.
Forme uniche della continuità dello spazio di Boccioni


Il discobolo di Mirone

Un saluto a tutti gli appassionati di ARTE.


mercoledì 1 aprile 2020

Il paesaggio uno dei temi dell'arte

Il paesaggio. 
Da sempre l'uomo si è dovuto confrontare con il paesaggio naturale che lo circondava. Ha dovuto pian piano conoscerlo, imparare ad utilizzarlo e capire anche tutta la sua forza e le cose buone e cattive che porta con se la natura. Per ingrandire le immagini sotto cliccate su di essi.

Friedrich La grande riserva di Dresda


In seguito l'uomo è riuscito anche a vivere a contatto, a nutrirsi con ciò che ci offre e a rispettare il paesaggio naturale. Per ultimo tutti gli uomini in base alla propria sensibilità sono riusciti a vedere nel paesaggio naturale anche qualcosa che non è proprio materiale, qualcosa che spesso teniamo nei nostri animi e che può anche commuoverci quando guardiamo l'immensa bellezza e la forza che riesce a esprimere un angolo della nostra meravigliosa Terra.

Van Gogh Campo verde di grano


Gli artisti sin dall'antichità ma soprattutto in tempi più o meno recenti con la pittura all'aria aperta si sono innamorati dei meravigliosi paesaggi che vedevano, immortalandoli poi spesso nelle loro opere. Osservando un opera che ha come tema il paesaggio possiamo riconoscere le linee tracciate come quella dell'orizzonte, le forme come quelle degli alberi o i colori che sottolineano la luce naturale.
Il paesaggio nell'arte.
In tempi antichi possiamo dire che il paesaggio è stato realizzato nelle opere d'arte come un qualcosa che avesse un ruolo subordinato. Cioè veniva utilizzato come semplice sfondo o per riempire una porzione del dipinto che avesse come soggetto dei personaggi sacri. Durante il Rinascimento però il paesaggio naturale incomincia ad avere una maggior importanza soprattutto con la scoperta e gli studi sulla prospettiva da parte dei grandi maestri italiani come Leonardo Da Vinci (qui sotto una sua opera). Ma il paesaggio diventa un vero e proprio genere artistico, arrivando ad essere il vero soggetto principale solo nelle opere del secolo Seicento.

Leonardo Da Vinci Annunciazione con paesaggio


In seguito gli artisti rappresenteranno il paesaggio seguendo i propri stili pittorici o magari dettati dai vari committenti che faranno vedere varie differenti per provare tutto l'amore e il rispetto verso la natura.

Jan Vermeer Veduta di Defth


Nell'Ottocento il paesaggio diviene un tema dominante per la pittura in Europa. Vengono realizzate per esempio opere che riproducono in modo talmente perfetto la realtà che ci circonda oppure come nella pittura Romantica il paesaggio viene riprodotto con immagini suggestive e potenti per far vedere ed esaltare il rapporto intimo che esiste tra l'uomo e la natura. Vediamo in alto un esempio di pittura Romantica con l'opera di Friedrich dal titolo La grande riserva presso Dresda.
Arriviamo sino al Novecento dove vediamo una reinvenzione fantastica del paesaggio con gli esperimenti fatti dagli artisti Cubisti, Espressionisti o come mezzo di espressione individuale. In alto vediamo Campo verde di grano di Vincent Van Gogh.

martedì 31 marzo 2020

L'arte al tempo del coronavirus

L'arte al tempo del Coronavirus.

Ci sono moltissime opere d'arte che potrebbero essere prese a simbolo di questo triste momento che stiamo vivendo tutti noi nella nostra bella Italia ma anche ormai nel resto del mondo.

Edvard Munch Anxiety


Parlo ovviamente del tempo che stiamo vivendo in cui un famigerato invisibile "cosino" che neanche riusciamo a vedere ad occhio nudo chiamato Coronavirus sta causando gravissimi problemi paragonabili ad una vera e propria guerra con migliaia di vittime, con disperazione e con tanto sconforto tra le persone di tutto il mondo.

Edvard Munch Il grido


ho scelto alcune opere del grande artista norvegese Edvard Munch perché esprimono davvero tutto quello che stiamo provando e sperimentando tutti noi nei nostri animi con questa immensa tragedia del Coronavirus che ci obbliga a stare chiusi in casa e che ci vieta anche i gesti più naturali che facciamo di solito come abbracciarci, sfiorarci, amarci ma anche il semplice giocare insieme vicini o parlarci. Tutti noi proviamo sconforto e paura perché non si sa ancora se tutto questo finirà presto o tra un anno. E non sappiamo neanche se il prezzo che dobbiamo pagare sarà davvero lato come dicono alcuni o meno come si spera. E quindi davvero vorremmo gridare con quel grido assordante senza suono emesso nell'opera di Munch la nostra disperazione e le nostre ansie.

Edvard Munch La fanciulla malata


Comunque quello che so per certo è che tutti noi vinceremo questa brutale guerra. Ma soprattutto so che quando ci rialzeremo da terra tutti noi ovunque nel mondo avremo più forza, più coraggio e più voglia di vivere di prima.

Io auguro, io spero, anzi io voglio (pensatelo anche voi intensamente per favore) che tutto questo finisca presto in modo da ritornare alla normalità, e come dicono i disegni dei nostri bellissimi bambini, (cioè i nostri angioletti)

ANDRA' TUTTO BENE