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giovedì 21 maggio 2020

Gli Artisti e i loro cambiamenti durante i vari periodi storici


Gli artisti nei vari periodi storici.
Spesso quando pensiamo o parliamo di un qualunque Artista facciamo l'errore di associarlo ad una persona che abbia magari un carattere piuttosto strano, particolare. Infatti siamo tenuti a vedere gli artisti come a delle persone con dei caratteri ribelli, egocentrici, lunatici. Sotto vediamo Salvador Dalì uno degli artisti più eccentrici.

L'artista Salvador Dalì


Insomma diversi dal normale modo di vedere una persona della media sociale. Sicuramente gli artisti più bravi e i grandi maestri devono avere per forza un qualcosa in più della norma capace di far uscire tutto il genio espressivo ed il talento. Tantissimi capolavori dell'arte sono scaturiti attraverso una forza interiore straordinaria, qualcosa di naturale e unico che non tutti possono avere. Oggi nell'era moderna, un artista celebre è tenuto in grande considerazione, ed è una grande personalità nella società civile al pari di un vero V.I.P. Ma posso dirvi con certezza che per gli artisti non è stato sempre così roseo e bello il loro lavoro.
Nell'antichità e per un lungo tempo tutti gli “artisti”, in primis i pittori, gli scultori e gli architetti venivano considerati come dei semplici e umili operai, degli artigiani. Addirittura spesso alcuni artisti venivano anche trattati male o come se fossero delle persone da evitare. Molti infatti vivevano come degli emarginati. Il lavoro artistico che gli antichi artisti facevano era realizzato o per vera passione o perché erano obbligati dai loro padroni. Nell'antica Grecia cosi come anche durante l'Impero Romano l'artista era molto disprezzato, veniva trattato quasi allo stesso modo di uno schiavo, questo perché si pensava che lavorasse usando soltanto le proprie mani, quindi fisicamente e basta senza metter nulla di suo. Però è proprio nell'antica Grecia che si incominciano a intravedere dei piccoli segnali positivi per gli artisti, segni di un grande cambiamento. Già nel corso del IV Secolo a.C. Infatti alcuni degli artisti greci iniziano ad apporre le proprie firme su alcuni lavori che realizzano. In questo modo attraverso una semplice firma apposta su un opera, gli artisti cercavano di dimostrare la loro volontà di considerarle delle opere uniche e irripetibili. Insomma l'artista iniziava a prendere coscienza del proprio lavoro e soprattutto del proprio talento. E con la loro firma rivendicavano un giusto e meritevole riconoscimento. Quegli antichi artisti non vogliono essere più visti come dei semplici operai o artigiani che usano le mani e basta, senza nulla togliere a questi onorevoli lavori.

Leonardo da Vinci autoritratto


Si dovrà però aspettare ancora molti secoli prima che i pittori, gli scultori e gli architetti riescono a conquistare una vera e propria considerazione sociale. Se pensiamo che anche l'artista del Medioevo è ancora considerato una persona che esercita un normale mestiere. Anche se però rispetto ad altri lavoratori egli viene già considerato come una persona che ha delle abilità particolari, molto speciali. L'artista del Medioevo è obbligato per esempio a iscriversi ad una delle corporazioni, che sono una sorta di club con delle regole ben precise e a volte molto rigide. Nel Medioevo ogni artista doveva sottostare ai voleri del committente che chiedeva l'opera. Di solito quindi era quest'ultimo a decidere quasi anche nei dettagli cosa dipingere o scolpire. Al committente spettava anche la scelta dei vari materiali da usare per l'opera, oltre i colori. Dell'opera finita si apprezzava quasi sempre per primo i vari materiali o i tessuti oltre che i colori, e soltanto dopo ma non sempre anche la bravura ed il talento dell'artista.

venerdì 8 maggio 2020

Le emozioni che proviamo guardando un opera d'arte


Tutti noi davanti ad una qualunque opera d'arte proviamo delle emozioni. Io personalmente di fronte ad un opera provo sempre un qualcosa a livello emozionale, spesso in modo anche molto diverso con delle sensazioni più o meno intense. Non ne parliamo poi se ci troviamo di fronte ad un meraviglioso capolavoro il quale riesce a risvegliare in noi tutti i sensi letteralmente. Cliccate sulle immagini che trovate qui per ingrandirle.

La Gioconda di Leonardo


Quanti di noi per esempio hanno pianto lacrime vere, quasi a straziarsi l'anima davanti alla Pietà di Michelangelo o ancora avere dei brividi intensi su tutto il corpo nel vedere quel viso e quel sorriso così enigmatico della Gioconda di Leonardo, o ancora trovarsi letteralmente spiazzati guardando un dipinto di Pablo Picasso come quello delle Damigelle d'Avignone. Trovate l'articolo sul sito su questa opera.

La pietà di Michelangelo


L’arte in tutte le sue molteplici forme, dalle più conosciute come sono per esempio la pittura, la scultura o l’architettura alle meno conosciute cioè quelle praticate da pochi artisti o perché sono considerate in modo secondo me errato come arti minori o di una certa nicchia porta sempre un grande benessere all'anima e una grande positività a noi esseri umani. Proprio per questo motivo io do un semplice consiglio a chiunque magari un giorno si sentisse un po' giù, demoralizzato e abbia del tempo libero da trascorrere come vuole.

Notre Dame a Parigi


Ecco il consiglio è quello di andare a visitare il più vicino Museo dell'arte, una Galleria o magari un bel sito architettonico. Vedrà che ammirando le opere e le meraviglie di questi posti piano piano il malumore scomparirà mentre assapora e si gode le bellezze artistiche che ha intorno.

Pablo Picasso Le damigelle d'Avignone


Lo sappiamo tutti che in Italia non dobbiamo fare molta fatica a trovare qualcosa di storico e di artistico vero? Mi risulta che fino a circa dieci anni fa, più del 50 per cento degli italiani non era a conoscenza dell’inestimabile valore artistico che l’Italia detiene. Infatti circa il 60 per cento di tutto il patrimonio mondiale di opere artistiche e architettoniche sta da noi, in Italia. C’è soltanto da fare un Wau! di fronte a queste cifre, oltre che essere anche molto fieri del Nostro Paese. Riprendendo il discorso di prima negli ultimi anni gli italiani hanno iniziato a frequentare di più i Musei ed i siti artistici, e hanno imparato molte più cose su di essi come per esempio che le opere d'arte non sono qualcosa di “palloso” come si pensava una volta. Anzi queste sono pieni di vita e di emozioni che ognuno di noi in modo soggettivo può captare secondo i propri gusti e le proprie sensazioni, in modo sempre vario. Quindi Amici lettori trovate ogni tanto un po' del Vostro tempo per arricchirvi lo spirito e anche gli occhi andando ad ammirare le opere d’arte e vedrete che sarà una esperienza davvero unica e positiva.

Ragazza con gatto opera di Balthus


Infatti mi piacerebbe sapere anche il vostro personale punto di vista su questo argomento. Cioè Quali sensazioni, quali emozioni o pensieri provate nel guardare per esempio le immagini di opere molto celebri e famose riportate in questo articolo, anche se non siete stati fisicamente lì dove sono esposte. Vi chiedo questo per una mia curiosità che parla proprio delle emozioni umane dovute alla visione di una opera d’arte. Potete farlo se vi va lasciando un Vostro commento alla fine di questo articolo.
Un saluto a tutti.


martedì 20 maggio 2014

L'Arte con Giuditta e Oloferne i due personaggi biblici descritti nelle opere di celebri artisti

La storia di Giuditta e Oloferne attraverso l'arte e le opere dei più celebri artisti e pittori del passato.
Tra le storie più interessanti che possiamo leggere nell'Antico e nel Nuovo Testamento che come sappiamo fanno parte del libro in assoluto più stampato e letto al mondo, cioè la Sacra Bibbia vi è anche quella molto emozionante e drammatica di due personaggi, Giuditta e Oloferne.



La loro è una storia talmente intrisa di atti emozionanti, di forti sensazioni e di grande tragedia che ha attirato sin dai secoli passati numerosi appassionati e ammiratori anche in campo artistico. Tra gli amanti della storia di Giuditta e Oloferne risultano infatti anche molti celebri artisti e pittori che le hanno concesso una giusta attenzione studiandone bene la storia, le possibili emozioni che i personaggi avevano potuto provare. Sono dei celebri artisti e pittori che con il proprio stile personale e il proprio talento ci hanno regalato delle loro personali interpretazioni realizzando straordinarie opere di scultura o dei dipinti che non ci stancheremo mai di ammirare e di analizzare andando a visitare i Musei dove sono esposti. Una delle più belle opere che come soggetto ha questa biblica storia è quella realizza dall'artista italiano Caravaggio, il quale come sappiamo viene considerato tra i più grandi pittori di sempre. In alto nell'immagine vediamo il dipinto completo del Caravaggio intitolato appunto Giuditta e Oloferne realizzato intorno all'anno 1599 in cui viene rappresentato con grande maestria il momento forse più tragico di questi due personaggi. Mentre qui sotto possiamo vedere sempre della stessa opera un suo particolare dove vediamo tutta la bellezza espressiva e la forza in un volto freddo di Giuditta.



La storia di Giuditta e Oloferne rappresentata in alcune celebri opere.
Riassumendo brevemente questa storia la Bibbia ci narra che il potente re Assiro Nabucodonosor, conosciuto nella storia antica come il re della stupenda città di Babilonia nella odierna Iraq, dopo aver vinto alcune battaglie e guerre chiede a uno dei suoi più grandi Generali chiamato Oloferne di iniziare una imponente campagna militare alla conquista delle terre dell'Occidente. Il generale Oloferne che era anche un uomo molto prepotente e crudele a un certo punto viene avvertito dai suoi che esisteva un popolo molto forte che abitava in queste terre da conquistare. Questo era il fiero popolo di Israele, un popolo molto amato ed eletto dall'unico Dio descritto dalla Bibbia e che quindi per questo motivo era considerato da molti anche invincibile. Oloferne non volle ascoltare queste parole anzi marciò contro e cinse d’assedio il nemico. Dopo circa 34 giorni di un tremendo assedio da parte dei soldati assiri gli israeliti ormai erano ridotti alla fame e molto indeboliti anche per poter combattere in ogni reparto, dovevano quindi arrendersi per forza di cose.

Donatello Giuditta e Oloferne statua in legno


E qui entra in scena il personaggio femminile di Giuditta, la quale era una ricca e bella vedova ebrea che di solito se ne stava rinchiusa nella sua casa a pensare ai propri problemi e al suo triste lutto. Sentendo le brutte notizie che arrivavano dalla guerra e della quasi resa del suo amato popolo rimprovera gli anziani capi per la scarsa fede che hanno nei confronti del Signore. Così speranzosa in una Divina mano Giuditta si veste bene e si reca nella tenda di Oloferne, il Generale nemico facendogli credere che ella stava tradendo il suo popolo in cambio del vile denaro. L'astuta Giuditta fece credere infatti che voleva rivelare i punti deboli degli israeliani in modo da facilitare l’attacco decisivo degli assiri. A Oloferne piacque molto l’idea e per far questo Giuditta aveva bisogno di pregare per un certo periodo per avere l’approvazione del Signore. Dopo tre giorni di preghiere Giuditta viene invitata al banchetto in onore della futura vittoria del generale Oloferne. Alla fine del banchetto il generale è molto ubriaco e viene lasciato da solo con la bella Giuditta sicuro di potersi divertire con essa, si distende su un divano quasi privo di sensi per via dei fumi portati dall’alcool bevuto. Giuditta a questo punto della storia invoca l’aiuto di Dio e imbracciando la scimitarra del nemico Oloferne si avvicina al collo e con un fortissimo e preciso colpo gli stacca la testa di netto. La donna chiama la sua ancella e gli fa nascondere la testa in una bisaccia riuscendo poi a scappare dal campo nemico. Le due donne spaventate e consapevoli di ciò che avevano fatto scappano verso le porte della vicina città di Betulia. Qui il popolo di Israele sentendo i fatti e vedendo anche la prova della testa di Oloferne che Giuditta si era portata appresso la fa diventare una eroina, celebrandola come la salvatrice di tutto il popolo e riempendola di denari e grandi onori rispettandola da lì in poi sino alla sua morte. Da allora Giuditta che divenne un simbolo femminile di riscatto contro la tirannia e le ingiustizie non volle mai più risposarsi.

Sandro Botticelli Giuditta che fugge con l'ancella


Questa quindi è una antica storia della Bibbia che racconta come a volte per risolvere i grandi problemi non basta solo parlare ma deve scorrere molta violenza e sangue. Una storia comunque ricca di forti emozioni e grandi ideali per l'uomo. Oggi Giuditta viene vista come un bellissimo simbolo, un esempio da seguire per la libertà di tante donne nel mondo. Lei è anche un simbolo che riguarda la forza della femminilità e della bellezza delle donne usate magari per scopi morali molto alti come può essere la lotta a certi pregiudizi o la ricerca della libertà per i popoli. Ecco perché leggendo questa storia molti artisti celebri si sono innamorati dei personaggi e sono stati ispirati da loro realizzando delle bellissime opere aventi come soggetto questa storia tra il bene e il male. Vengono espressi nelle opere alcuni sentimenti e elementi dell’animo umano come per esempio quello della viltà, quello della mancanza di fede da parte di un intero popolo, o ancora un finto tradimento di una donna dietro il quale invece si nasconde un grande coraggio e un grande atto di eroismo oltre che un grande amore verso il proprio paese. Insomma ognuno di noi può vederci tutto ciò che desidera e si può interpretare e leggervi tanto altro nella storia di Giuditta e Oloferne come qualcuno indica oggi. Questa è una storia che va bene e può essere adattata anche ai nostri giorni in contesti diversi, più moderni come quelli in cui viviamo noi. Per esempio alcuni vedono in Giuditta un simbolo di vendetta per le donne, una bandiera che urla giustizia contro ogni tipo di violenza subita. Spesso queste violenze sulle donne sono opera di uomini prepotenti, sono gli Oloferne moderni, uomini viziosi e irrispettosi verso tutte le donne. Ecco arrivare una Giuditta anche per loro, una vendetta per tutti quegli “idioti” che sono convinti che le donne sono poco più che dei semplici “oggetti” da usare e violentare a piacimento.

Andrea Mantegna Giuditta e Oloferne


Vediamo alcune delle interpretazioni artistiche che hanno dato i maestri del'arte nel passato seguendo ognuno il proprio stile e il proprio estro artistico. Un clic per ingrandirle un poco.

lunedì 5 maggio 2014

L'artista Li Hongbo e la sua arte: quando le sculture si animano e prendono altre “pieghe”


Li Hongbo e la sua fantastica arte piena di effetti visivi, di oggetti della scultura e soprattutto di tanta ma tanta carta.
Girando tra i meandri del web alla ricerca di qualche nuova notizia, di qualche bella curiosità legate come sempre al mondo dell'arte mi sono imbattuto quasi per caso nelle immagini e nei video che si riferiscono ad alcune opere realizzate da un giovane artista, Li Hongbo. Sotto vediamo una di queste immagini dove si vede una delle sue opere.



Sicuramente ora voi mi direte cosa hanno di tanto speciale le opere e la scultura di questo artista? Un minuto dopo ecco la stessa opera.




Vi invito a guardare il video qui sotto per capire meglio l'arte e la tecnica di Hongbo.



Li Hongbo è un bravissimo artista di origine cinese che riesce a meravigliare il pubblico attraverso le sue opere d'arte come gli oggetti o le sculture che a guardarle sono davvero simili in tutto e per tutto alle sculture di altri artisti che vediamo quando visitiamo un Museo ma che invece racchiudono una sorta di magia che alla fine meraviglia e quasi spiazza tutte le persone che guardano. Infatti le opere di Li Hongbo ad un certo punto iniziano ad animarsi, a stirarsi e a scomporsi fino a diventare delle forme totalmente diverse da quella iniziale, un diverso oggetto che sembra realizzato da un nuovo stile, astratto. Guardiamo alcune delle opere di Li Hongbo come per esempio la testa del David copiata alla perfezione dal capolavoro di Michelangelo Buonarroti, ferma sul suo piedistallo fatta come ci sembra ai nostri occhi di un durissimo e levigato marmo bianco. Poi ecco che il cervello ci va in tilt quando inizia la trasformazione, quando l'effetto di allungamento inizia a distorcere tutti i lineamenti del bellissimo viso. Veniamo spiazzati da quella che sembra per tutti una cosa impossibile, una cosa irreale. È vero il detto di stare attenti all'apparenza che spesso ci inganna. O ancora quello che per molti può essere fuor di dubbio, appunto granitico invece sembra che etc. Affascinante è il senso che si può cogliere da questi lavori artistici, molto bravo davvero l'artista Li Hongbo.


Li Hongbo e una delle sue opere con effetto


Il segreto per realizzare queste sue belle opere è l'utilizzo come materiale principale della carta. L'artista si appassiona a questo materiale, inizia anche a studiare come venivano costruite le famose lanterne cinesi che hanno una grande tradizione in Cina. Queste attraverso centinaia di strati di carta piegata e poi pressata come quella di una fisarmonica. Quindi si passa poi a “scolpire” questo blocco di carta fatto a strati portandolo alle forme desiderate che possono essere semplici geometrie, oggetti di uso comune o complessi volti umani dai perfetti lineamenti.
Vi invito a guardare le immagini qui riportate ma anche a vedere qualche video dell'artista al lavoro visto che questi parleranno molto meglio di me.

mercoledì 19 febbraio 2014

Pablo Picasso per l'arte: origini e curiosità artistiche di un grande artista

Pablo Picasso tra storie e leggende di uno dei più grandi geni dell'arte del Novecento.
Del “tizio” chiamato Pablo Picasso e del suo fantastico mondo dell'arte non sappiamo proprio tutto. Infatti intorno alla figura ormai leggendaria dell'artista Picasso diventato anche un esempio, una bella icona dell'arte per tutto l'amore e l'ammirazione che provano milioni di suoi appassionati aleggia come accade spesso in presenza di un genio ancora un aria di mistero e di grande curiosità da parte di fan e esperti. Qui adesso per chi ancora non conosce bene Pablo Picasso daremo qualche dato relativo alle origini o alla famiglia, il tutto condito magari con qualche storia o qualche curiosità sulla vita e la grande passione per l'arte. A lato vediamo una immagine che ritrae un maturo Pablo Picasso.
Pablo Picasso: le origini, la famiglia e i primi passi nell'arte.
Senza essere smentiti dall'esperto di turno possiamo dire che Pablo Picasso è riconosciuto come l'artista che con le sue ricerche e le sue straordinarie opere è riuscito a stravolgere tutto il mondo dell’arte e degli artisti futuri e cambiando per sempre soprattutto la visione della pittura attraverso delle straordinarie opere come il capolavoro che vediamo qui sotto in una immagine intitolato Les demoiselles d’Avignon, realizzato nell'anno 1907 che oggi nella storia della pittura viene considerato tra i più importanti dipinti del Ventesimo secolo. Trovate la descrizione e i dati di questa opere nella pagina in alto le opere dell'arte.



Pablo Picasso y Ruiz nasce in una delle città della Spagna chiamata Malaga, esattamente all'indirizzo di Plaza del la Merced nel giorno 25 Ottobre del 1881, dall'unione del padre José Ruiz Blasco con la madre Maria Picasso y Lopez. Tra gli avi del padre troviamo alcuni personaggi importanti e illustri dell'epoca, persone di potere come politici, degli uomini di chiesa ma anche delle persone più umili e modeste che fanno per esempio i guantai e addirittura degli eremiti. Don Diego Ruiz, Il nonno paterno di Pablo era un abile guantaio. Era un artigiano che fabbricava guanti, ma quando aveva un po’ di tempo libero da dedicarsi si appassionava soprattutto alla musica e al disegno artistico.
Il padre di Pablo, José Ruiz a differenza del nonno invece si dedica completamente all’arte della pittura e al disegno a mano libera. “dipinge dei quadri da sala da pranzo”, queste saranno le parole di Pablo dette in una delle interviste future riguardo ai lavori artistici del padre. Il padre spesso amava dipingere degli animali e delle piante con una particolare propensione verso gli uccelli. La pittura era però poco redditizia per la famiglia di Picasso e quindi il padre svolgeva anche un incarico amministrativo presso la Scuola di Arti e mestieri di San Telmo. Inoltre dirigeva anche il Museo della città di Malaga.
Oggi alcuni storici e esperti dell'arte affermano che la passione del padre di Pablo Picasso verso la pittura abbia impressionato e forse anche segnato per il suo futuro artistico il giovane figlio, anche soltanto a livello di immaginazione. Infatti sappiamo tutti quanto possa essere importante in una qualunque famiglia la figura di un padre nell'agevolare e magari nello stimolare una certa attitudine creativa, sportiva o intellettuale del proprio figlio. Questo avvenne anche per il piccolo Pablo che fu stimolato anche ad avere una certa ironia che diventerà nel futuro davvero proverbiale per l’artista. Per quanto riguarda la madre di Picasso invece sappiamo che ha delle origini italiane. Il bisnonno di Maria Picasso che come certamente avrete anche capito sarà poi il celebre cognome che prenderà l’artista facendo decadere quello paterno, nacque a Recco un paesino presso la città italiana di Genova. Addirittura si pensa che sia stato parente del pittore Matteo Picasso, pure lui di Recco e di cui lo stesso Pablo possedeva un suo quadro.
Una curiosità sulla nascita dell'artista che è anche abbastanza tragica da leggere, è quella che il piccolo Pablo, questo era il suo nome principale al quale poi dobbiamo aggiungere secondo una antica e tipica usanza spagnola i numerosi nomi di Diego, José, Francisco de Paula, Juan, Nepomuceno, Crispin, Maria, De los Remedios, Crispiniano de la Santissima Trinidad viene creduto alla sua nascita un bambino nato morto e per questo motivo lasciato dalla levatrice di turno su di un tavolo accanto alla propria madre sicuramente affranta dal dolore. A volte ho riflettuto su questa possibile drammatica scena, con il corpicino di uno dei più grandi artisti e geni del Novecento steso lì senza un minimo movimento su un freddo tavolo, creduto morto punto. È veramente qualcosa di orribile, di inimmaginabile per qualunque appassionato dell'arte. Chissà quante cose avremmo perso senza l'arte di Picasso. Sarà lo zio don Salvador, il fratello del padre a cercare di rianimarlo, di riportarlo alla vita e infine fortunatamente di salvarlo letteralmente anche grazie al fatto che era un esperto medico. Sicuramente questo racconto tornerà spesso nei pensieri di Picasso e per riflesso nella sua stessa immaginazione lungo tutto il corso della sua vita.
Una volta Picasso parlando del suo periodo scolastico disse che gli anni della scuola sembrano essere un brutto periodo di vuoto ricettivo che non hanno insegnato proprio nulla a lui. Delle forti e nuove emozioni, le nuove idee che lo rendono felice gli arrivano alla mente soprattutto attraverso i suoi occhi o dagli esercizi quotidiani che fa per sperimentare la sua visione.
Il ricordo di uno dei suoi primi quadri dipinto quando il piccolo Picasso aveva soltanto otto anni raffigura lo sport della corrida, uno degli spettacoli tradizionali della Spagna a cui assisteva spesso insieme al padre. All’età di dodici-tredici anni Pablo che intanto si era trasferito nella città di La Coruna perché il padre accetta un posto come professore di disegno in una delle scuole trascorre dei momenti di grande nostalgia anche per il clima piovoso della città. Qui intanto esegue molti disegni con le sue matite copiando spesso i gessi delle statue dagli occhi ciechi come li chiama lui o i toraci e i mezzi busti di forti guerrieri. Disegna anche delle zampe di alcuni uccelli morti che il padre gli sottopone come fossero dei macabri modelli da copiare con precisione per far pratica. In poco tempo il giovane e talentuoso Picasso riesce a imparare bene le tecniche del disegno a carboncino e i segreti del chiaroscuro. Nei 4 anni trascorsi a La Coruna comincia anche a disegnare alcuni soggetti dal vivo come i ritratti della sorella Lola, gli amici del padre o le famiglie borghesi dei propri vicini di casa. Il primo ritratto importante di Picasso è dedicato a un intimo amico del padre, il dottor Ramon Perez Cosales. Sembra però che il quadro che più colpisce per la grande maturità del tratto insieme alla freschezza del tocco è un piccolo ritratto di una fanciulla, conosciuto come La ragazza dai piedi nudi dove si vede già una drammaticità del contrasto e un realismo del soggetto ripreso che sembrano portare alle celebri opere che realizzerà in futuro durante una delle tappe fondamentali della carriera artistica di Picasso, un periodo che verrà conosciuto per lo stile e il linguaggio usato come il periodo blu.
Anche la madre Maria Picasso Lopez attraverso la sua sensibilità femminile, il suo amore materno e la sua tenerezza influenzò sin da piccolo Pablo. Da lei sicuramente l'artista imparò le grandi differenze che si trovano nelle persone e in ogni società. Le differenze tra le persone povere, umili e quelle potenti, quelle ricche. Tra coloro che non potranno mai entrare in quel gioco perverso del potere che è solo per pochi eletti e gli ultimi uomini, i poveri emarginati da tutto. Tutti questi insegnamenti e l'amore della madre portarono Picasso a ripagarla nell'affetto e poi nel giorno in cui capì che l'arte era diventata la sua ragione di vita per il futuro, prendendo come nome d'arte il cognome della madre e diventando in questo modo immortale per il mondo, col nome che tutti noi conosciamo bene, Pablo Picasso.
L'arte di Pablo Picasso nei primi anni di carriera.
Il giovane Picasso durante i primi anni del suo “noviziato artistico” non trova subito grande fama e quindi ricchezza anzi ci furono periodi di stenti, di battaglie e di polemiche oltre che anni di intensa ricerca interiore e artistica che gli faranno da cornice. Neanche gli amici più stretti o gli artisti che lo conoscevano a volte lo capiranno perché Pablo fin dai precoci inizi della sua carriera di pittore si pone di fronte ai problemi dell'arte con un animo del tutto nuovo, con una mentalità e una prospettiva aperta che sembra appartenere già al futuro.

venerdì 10 gennaio 2014

Il bacio per l'arte: una meravigliosa magia che affascina sempre

Il bacio questo momento magico.
Qualcuno ha scritto che “il bacio è un apostrofo rosa tra le parole TI AMO!” Questo qualcuno era il celebre personaggio di Cirano nell'opera Cirano di Bergerac di Rostand.

Les amants opera di René Magritte


È una bellissima e romantica definizione questa del bacio anche se poi ognuno di noi lo vive in modo del tutto personale e magari diverso dagli altri. Comunque sia il bacio è quasi sempre una sorta di magia, come fosse un suggello capace di scatenare un alchimia nei corpi e nelle menti con particolari sensazioni ed emozioni. Da sempre esistono tanti modi di dare un bacio. Abbiamo per esempio i baci candidi e ricchi di affetto come quelli dati dalle nostre ziette o dalle mamme in fronte o sulle guance per ricordarci il loro bene o per un saluto affettuoso. Poi esistono anche i baci tra gli innamorati o quelli dati dagli amici o per consolare qualcuno. Molto celebre e soprattutto tanto desiderato, atteso dai più giovani è sicuramente il primo bacio d'amore. In questi casi comunque il bacio ci indica sempre un grande affetto, un grande amore ed è piacevole sia darlo che riceverlo. Ma il bacio viene usato anche per altri scopi meno romantici e benevoli. Per esempio è legato al lavoro degli attori che si scambiano sulla scena un bacio da copione, “finto” come vediamo anche in tanti film erotici. Ma purtroppo l'uomo ha anche conosciuto che il bacio può portare orrore, sventura e tradimenti come per esempio il bacio dei Boss della mafia che veniva dato sulla bocca di alcune persone che dovevano essere poi ammazzati barbaramente che serviva come un marchio, un simbolo di morte. Altri invece usano il bacio come uno strumento per tradire chi gli vuole bene. Il più famoso di questi baci è stato quello dato da Giuda quando tradì Gesù Cristo mandandolo sulla Croce.

Il bacio nell'arte visto attraverso gli occhi di celebri artisti.
Il bacio con tutto ciò che riesce a trasmettere e simboleggiare è stato sin dall'antichità uno dei temi preferiti dagli artisti. Una bellissima fonte di ispirazione per tutte le forme dell'arte con tanti personaggi reali o mitologici che sono raffigurati in stupende opere con varie pose e movenze naturali di quel preciso momento magico o appena prima che è il bacio. Per alcune delle opere qui riportate potrete andare a leggere una descrizione completa sempre sul nostro sito (in alto nei capolavori dell'arte).

Francesco Hayez opera Il bacio


Su in alto vediamo l'immagine dell'opera intitolata Les amants ovvero tradotto Gli amanti del grande artista belga del Surrealismo René Magritte (1898-1967). Quest'opera è stata realizzata da Magritte intorno all'anno 1928 con dei colori a olio stesi su una tela di circa 54 per 73 centimetri. Il dipinto fa parte di una importante collezione privata di Richard S.Zeisler che lo ha poi donato al Museo Moma della città di New York in modo da dare la possibilità a tutti gli appassionati di arte di poterla vedere e ammirare. Come vediamo questo bellissimo dipinto raffigura due persone, come dice il titolo due amanti nel momento di un bacio che però sono completamente coperti sui loro visi da un leggero tessuto. Come ci ha abituato con le sue opere di pittura il celebre Magritte realizza spesso delle scene che hanno un qualcosa di ambiguo, di misterioso e che ci fa paura. Anche l'opera Les amants ci trasmette tutto questo. Un bacio dato tra due persone che non riescono a vedersi in viso, quasi fossero già morte e avvolte in un sudario. alcuni esperti pensano invece che l'opera possa significare una mancanza di comunicabilità, non c'è dialogo tra i due amanti se non fosse che per quell'unico e interminabile bacio.

venerdì 13 dicembre 2013

Ecco quali sono i termini dell'Architettura con i nomi più utilizzati

Sotto trovare un elenco dei Termini dell'architettura con una semplice descrizione di essi. Questi sono i termini più utilizzati dagli architetti sin dall'antichità e sono arrivati sino ai nostri giorni. Sono elencati in ordine alfabetico per una vostra più facile individuazione.



Abaco è la parte terminale superiore del capitello di una colonna, in forma di parallelepipedo a base quadrata su cui appoggia l'architrave.
Abside è una struttura architettonica terminale di Edifici come le Chiese. La pianta presenta una forma semicircolare o poligonale posta al termine della navata centrale o a volte quella laterale. Generalmente viene coperta da un quarto di sfera o semicupola.
Alzato o (prospetto). Questo è la rappresentazione grafica, ridotta in scala di un Edificio visto frontale.
Acanto. L'acanto è un motivo ornamentale che imita le foglie dell'omonima pianta e che troviamo in un capitello Corinzio (arte greca) composto anche da altre decorazioni scultoree.
Acropoli. Con questo termine si indicava la parte alta della città antica. Presso la civiltà greca, in età classica si indicava il centro religioso della città.
Agorà era la piazza principale della città greca. Questa era generalmente porticata e circondata da edifici pubblici.
Anfipròstilo era il Tempio con una fila di colonne su entrambi i fronti ma privo di colonnato laterale.
Architrave è l'elemento orizzontale che collega fra loro due colonne o due pilastri e sostiene le strutture sovrastanti.
Arco è una struttura architettonica curvilinea che poggia su sostegni come possono esseri i pilastri, le colonne o i piedritti. Questa struttura è composta di conci di pietra o mattoni addossati tra loro. A seconda della forma data l'arco può essere del tipo:
arco a tutto sesto o a pieno centro se è semicircolare;
arco a sesto acuto o ogivale quando presenta un vertice costituito da due parti di cerchio;
arco cieco quando serve solo per lo scarico dei pesi della parete ed è chiuso completamente dalla muratura;
arco rampante se poggia su sostegni posti a livelli diversi e contiene le spinte di altre strutture;
arco a ferro di cavallo quando la base di questo è di lunghezza minore rispetto al suo diametro;
arco lobato quando è formato da tre o più curvature (lobi);
arco pensile, ossia un piccolo arco cieco con funzione puramente decorativa.
Assonometria. È la Rappresentazione grafica di un solido secondo i tre diversi piani di vista (dimensioni), cioè piano verticale, orizzontale e laterale.
Baldacchino. Elemento di copertura sostenuto da colonne angolari. A partire dal Medioevo il baldacchino fu costruito su altari e sepolcri.
Basilica. Edificio civile romano a pianta rettangolare suddiviso internamente in navate mediante file di colonne; la sua struttura venne successivamente ripresa dai cristiani per la realizzazione dei propri luoghi di culto che ebbero la stessa suddivisione interna della basilica romana con l’aggiunta frequente di un corpo trasversale (transetto) e di un vano semicircolare (abside) collocato nella zona orientale della costruzione.
Battistero. Edificio a pianta centrale a forma circolare o poligonale con copertura a cupola contenente il fonte battesimale. Il battistero sorgeva di solito di fianco ad una chiesa.
Bifora. Una finestra dotata di due aperture (luci) separate da una colonnina o da un piastrino.
Campata è lo spazio compreso tra due elementi portanti consecutivi (pilastri, colonne etc.) e collegati superiormente da un architrave, un arco o una volta.
Capitello è un elemento architettonico di raccordo tra il fusto della colonna e la struttura sovrastante.
Capriata. Struttura architettonica di forma triangolare costituita da travi di legno e utilizzata per sostenere il tetto di un edificio. Le capriate più semplici sono quelle formate da quattro travi: una base, due oblique e una centrale di sostegno.
Cassettone o (lacunare). È un elemento decorativo incavato o intagliato di forma generalmente quadrangolare usato per ornare i soffitti.
Cavea. Gradinata semicircolare destinata ad accogliere gli spettatori nel teatro greco e romano.
Colonna un elemento architettonico verticale a sezione circolare collocato a sostegno di archi e architravi. Generalmente la colonna è formata da una base, un fusto e un capitello.
Contrafforte è un elemento di sostegno collocato esternamente ai muri perimetrali di un edificio.
Cornice. Negli ordini architettonici classici parte della trabeazione sovrastante il fregio. Per estensione qualsiasi fascia ornamentale sporgente, posta a conclusione o a coronamento di una superficie.
Coro. Nella chiesa cristiana è lo spazio dietro l’altare maggiore riservato al clero.
Cupola. Una struttura architettonica emisferica destinata a coprire vasti spazi. La cupola poggia generalmente su una struttura cilindrica o poligonale detta tamburo.