Il
Beato Angelico per l’Arte dei Linaioli.
Immaginiamoci la scena in quell'epoca, magari con una bella giornata di sole. Siamo nella prima metà del Quattrocento e l’arte
dei Linaioli, ossia una delle corporazioni di mercanti più in vista a Firenze decide di far dipingere per la propria
sede un tabernacolo per onorare la Nostra Madonna.
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| Beato Angelico part dell'opera Madonna dei Linaioli |
In
quel periodo vi erano molti bravi pittori che si erano messi in luce
per il loro talento che avevano mostrato attraverso dei lavori
artistici. Sembra però che molti di questi pittori parlavano e ostentavano anche un qualcosa in più. Si parlava infatti di qualcosa di nuovo, di un arte
troppo rivoluzionaria e visto le molte richieste che avevano ricevuto esigevano
dei compensi molto alti per i committenti del tabernacolo. Effettivamente quegli anni sono molto importanti, parliamo del periodo d'oro per la storia dell'arte con l'inizio del Rinascimento appunto che riuscì a cambiare l'intero universo dell'arte con le nuove idee e le nuove tecniche portate da coloro che oggi conosciamo come i più grandi maestri della pittura, della scultura e anche dell'architettura rinascimentale. Occorreva quindi da parte
dei committenti trovare un artista come potremmo dire oggi più alla
mano e senza troppe pretese di natura economica. In fondo pensandoci bene si trattava solo di una piccola opera dipinta, destinata alla devozione dei fedeli e basta da farsi si con tutte le regole e tradizioni ma
senza avere tante pretese o novità. Finalmente fu trovato il
pittore adatto, un artista quasi sconosciuto e per di più era anche
un religioso, era un frate. L’Arte dei Linaioli lo incaricò quindi di dipingere l'opera, e queste pensate sono le parole dell'epoca trovate nei documenti storici che testimoniano il fatto: uno tabernacolo di Nostra Donna dipinto di dentro e di fuori con i colori oro et azzurro et
arieto de’ migliori et più fini che si truovino, ecc. Tradotto più
semplicemente l'artista doveva realizzare un opera con colori Oro,
azzurro e argento dei più fini. Ecco che cosa gli assennati mercanti
intendevano avere in cambio del loro denaro speso. L’accordo fu
annotato nel loro registro ed esiste ancora oggi come una preziosa
testimonianza. Vi era annotato anche il compenso pattuito del
pittore: Per tutto et per sua fatica et manifattura centonovanta
fiorini d’oro. E aggiungeva: o quello che parrà alla sua
coscientia. Questo sperando in uno sconto che poteva fare il pittore stesso. Se pensiamo comunque che in quegli anni tutti gli artisti erano visti come dei semplici lavoratori, dei comuni artigiani al pari per esempio di un falegname o di un manovale edile. Soltanto col Rinascimento si iniziò ad apprezzare ed a riconoscere veramente gli artisti per quello che creavano. Ognuno col proprio stile e le proprie idee che venivano dopo riconosciute e quindi anche rivalutate.
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| Beato Angelico opera La presentazione al Tempio |
Questo
pittore sicuramente accontentò i suoi committenti in quanto egli
dipingeva quasi sempre per sua passione, senza percepire nessun
compenso, o al massimo lo dava a favore del convento dove viveva.
Questo accordo è datato 1433 e i mercanti non sapevano ancora di
aver commissionato il loro lavoro a questo pittore allora
“sconosciuto” che poi si scoprirà essere Frate Giovanni da
Fiesole, passato alla storia dell’arte col nome di Beato Angelico
uno dei più grandi Maestri della pittura del Quattrocento, e il
quadro che l'Angelico dipinse per la corporazione fiorentina è il
famoso Trittico conosciuto come la Madonna dei Linaioli. Su in
alto vediamo un particolare della Madonna del Linaioli di Firenze.
Il
pittore Beato Angelico nasce a Vicchio nel Mugello intorno al
1387-1388, secondo la tradizione accettata e scritta da Giorgio
Vasari, celebre artista vissuto nel Cinquecento che scrisse anche le
prime biografie su tanti celebri maestri dell'arte. Muore il 18 Febbraio del 1455 all'età di 68 anni mentre era residente nella città di Roma. Il nome
all'anagrafe del Beato Angelico sembra essere stato Guido, o
Guidolino di Pietro. Nel momento in cui il pittore prese i voti
religiosi diventando un frate volle essere chiamato Fra Giovanni da
Fiesole. Il suo terzo nome, quello che tutti noi conosciamo bene
ossia il Beato Angelico, ci viene dato dalla leggenda nel senso che
le persone e gli amici che lo conoscevano ammettevano che prima di
essere un uomo e un pittore egli era per i suoi modi e le sue parole
soprattutto un Santo.



