sabato 25 febbraio 2017

Il découpage l'arte e la tecnica

Arte, storia e tecnica del Découpage.
Quando in arte sentiamo parlare di “découpage” probabilmente ci riferiamo al termine che deriva dal verbo francese “découper” che tradotto significa ritagliare. Infatti per usare la tecnica del Découpage non si deve fare altro che ritagliare alcuni pezzi di carta bianca o colorata, delle strisce o delle illustrazioni che poi vengono incollate dopo aver creato una certa composizione in base alla propria fantasia. Questa composizione viene quindi incollata su degli oggetti che possono essere dei mobili antichi, dei vasi, delle ceramiche e tanti altri oggetti di vario materiale ancora. Qui sotto vediamo una immagine di un oggetto realizzato con la tecnica del découpage.

Découpage oggetto decorato


La tecnica del découpage di utilizzare delle strisce di carta colorata o delle illustrazioni ritagliate senza alcuna finitura veniva utilizzata già nel Medioevo in gran parte d’Europa. Tra i pionieri troviamo anche alcuni monaci amanuensi i quali decoravano e arricchivano con questo tipo di arte i propri manoscritti rendendoli spesso così dei veri e propri piccoli capolavori.
La storia del “moderno” découpage invece ha inizio con una particolare passione che ebbero alcuni artisti e altri personaggi presso le corti europee. Queste persone si dimostrarono molto interessati verso una particolare tecnica che era giunta loro dalla lontana Cina già nel secolo Cinquecento e che presto si affermò in tutta Europa soprattutto alla fine del Seicento. Questa tecnica era conosciuta col nome di Laccatura. Il procedimento della laccatura era molto complicato e lungo e serviva ad impreziosire con delle decorazioni mobili e oggetti antichi dopo aver messo decine e decine di strati di lacca lucidissima. Tutto questo lavoro rendeva poi questi oggetti cinesi laccati molto belli, molto costosi e anche molto richiesti. Chi produceva questi oggetti artistici laccati spesso non riusciva ad accontentare tutti i richiedenti in quanto ci voleva molto tempo per preparare un oggetto con la tecnica cinese. Per questo motivo alcuni abili mobilieri veneziani pensarono di proporre sul mercato un prodotto che fosse quasi di imitazione, realizzato ritagliando delle stampe orientali che venivano poi incollate e protette sotto strati di finitura di sandracca. La sandracca è una resina di origine naturale e in questo modo si arrivava ad ottenere un oggetto molto simile all’originale cinese.

Arte del Découpage oggetto


Nasceva così la cosiddetta arte povera veneziana che con il tempo si sarebbe arricchita di oggetti di grande gusto cromatico e compositivo.
Questa nuova tecnica non tardo a diffondersi prima in Francia e dopo in Inghilterra dove la storia ci tramanda che le signorine di buona famiglia inglesi che già si dedicavano all’arte del ricamo e della buona musica, si appassionarono anche all’arte del ritaglio mentre abili artigiani eseguivano vere e proprie opere ritagliando minuziose strisce di carta.
Il culmine della notorietà di questa tecnica giunse nel XVIII secolo quando nelle case degli aristocratici inglesi fecero furore le Print Room che erano stampe raffiguranti le città europee incollate direttamente al muro e impreziosite da decori o cornici.

giovedì 23 febbraio 2017

Ridiamo con arte opere di Rodin e Tiziano

Ridiamo con arte con:



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Opera La venere che esce dal mare di Tiziano e Il pensatore di Rodin

martedì 21 febbraio 2017

Andrea Mantegna e le opere di pittura del San Sebastiano

Il dipinto conosciuto come il San Sebastiano del Louvre che è stato realizzato da un grande maestro italiano che risponde a nome di Andrea Mantegna (1431–1506), viene oggi considerato dagli esperti dell'arte insieme ad altri bellissimi lavori come uno dei massimi capolavori prodotti in Italia da quegli artisti che con il loro genio e le loro idee innovative sono riusciti a rendere straordinaria oltre all'arte in generale anche la pittura italiana durante la seconda metà del Quattrocento. Un periodo questo davvero straordinario che tutti noi amiamo e conosciamo col nome di Rinascimento italiano, il quale ha reso questo periodo un secolo veramente d'oro per la nostra storia dell'arte. cliccate per ingrandire sull'immagine

San Sebastiano del Louvre di Andrea Mantegna


Il San Sebastiano del Louvre di Andrea Mantegna tra analisi e qualche cenno.
L'opera del San Sebastiano di Andrea Mantegna di cui vediamo qui sopra una piccola immagine è tra i capolavori più ammirati e celebri del pittore italiano. Oggi la possiamo ammirare andando a vederla nel Museo del Louvre che si trova a Parigi. Si Conoscono oltre al San Sebastiano del Louvre anche altre due bellissime opere dipinte sempre dal Mantegna in anni diversi della sua vita e che hanno tutte il medesimo e straziante tema religioso su questo Santo e il suo martirio oltre che una simile composizione e pose. Sotto diamo un piccolo accenno a queste due opere. Per quanto riguarda il San Sebastiano il dipinto è stato realizzato in un periodo che va all'incirca dal 1481 al 1485, ossia in piena maturità artistica. Lo stesso pittore in quel periodo sembra si trovasse in soggiorno presso l'importante città di Mantova. Andrea Mantegna si trasferì intorno all'anno 1460 presso la città di Mantova su invito del potente Marchese e Signore Ludovico di Gonzaga dove lavorò e realizzò quelle che sono le sue più belle opere. La tecnica usata dal Mantegna per realizzare il suo San Sebastiano è quella dei colori a tempera che vengono stesi su un supporto in tela rettangolare di dimensioni abbastanza grandi. La sua altezza infatti è di circa 257 centimetri mentre la sua larghezza è di 142 centimetri.
In questa bellissima e struggente opera notiamo subito in primo piano San Sebastiano semi nudo che è stato legato presso una antica colonna romana ormai in rovina. Infatti notiamo che il martirio del Santo avviene tra quelle che sembrano delle antiche rovine di una architettura classica. Si intravede anche ciò che rimane di un antico arco di trionfo e un capitello che potrebbe essere un vecchio e imponente monumento onorario. Si intravedono anche dei resti di un piede di quella che doveva essere una statua in origine. Andrea Mantegna oltre a essere un grande artista era anche un grande estimatore e un ottimo conoscitore dell'architettura e della scultura classica. Questa sua bella passione la possiamo anche intuire in alcune sue opere pittoriche che sono spesso ricche di piccoli dettagli architettonici e precise linee prospettiche. Nel dipinto il San Sebastiano viene raffigurato dal Mantegna con una grande plasticità che lo fa sembrare quasi come fosse una statua romana. Viene descritto con una grande tensione espressiva, quasi come fosse un bellissimo eroe classico dopo essere stato trafitto in varie parti del corpo da numerose frecce e nel momento più drammatico in cui tra mille dolori le forze lo abbandonano. la visuale prospettica coglie dal basso verso l'alto questa tragica scena del Santo con il torace e il viso illuminati da una luce che sembra creare dei bagliori capaci di accentuare tutti i volumi. In basso in un angolino a destra il Mantegna ha voluto raffigurare due uomini con degli archi e delle frecce. I due sono quelli che con molta probabilità hanno tirato le frecce al Santo portandolo alla morte per martirio quindi i propri carnefici. Sembra quasi che l'artista voglia togliere questi due uomini dalla scena e dallo spazio del dipinto, dipingendoli quasi come se dovessero scomparire. Qualcuno ha affermato che questa scelta sia dovuta all'allusione della continuità di questa storia anche nel presente.