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mercoledì 1 aprile 2020

Il paesaggio uno dei temi dell'arte

Il paesaggio. 
Da sempre l'uomo si è dovuto confrontare con il paesaggio naturale che lo circondava. Ha dovuto pian piano conoscerlo, imparare ad utilizzarlo e capire anche tutta la sua forza e le cose buone e cattive che porta con se la natura. Per ingrandire le immagini sotto cliccate su di essi.

Friedrich La grande riserva di Dresda


In seguito l'uomo è riuscito anche a vivere a contatto, a nutrirsi con ciò che ci offre e a rispettare il paesaggio naturale. Per ultimo tutti gli uomini in base alla propria sensibilità sono riusciti a vedere nel paesaggio naturale anche qualcosa che non è proprio materiale, qualcosa che spesso teniamo nei nostri animi e che può anche commuoverci quando guardiamo l'immensa bellezza e la forza che riesce a esprimere un angolo della nostra meravigliosa Terra.

Van Gogh Campo verde di grano


Gli artisti sin dall'antichità ma soprattutto in tempi più o meno recenti con la pittura all'aria aperta si sono innamorati dei meravigliosi paesaggi che vedevano, immortalandoli poi spesso nelle loro opere. Osservando un opera che ha come tema il paesaggio possiamo riconoscere le linee tracciate come quella dell'orizzonte, le forme come quelle degli alberi o i colori che sottolineano la luce naturale.
Il paesaggio nell'arte.
In tempi antichi possiamo dire che il paesaggio è stato realizzato nelle opere d'arte come un qualcosa che avesse un ruolo subordinato. Cioè veniva utilizzato come semplice sfondo o per riempire una porzione del dipinto che avesse come soggetto dei personaggi sacri. Durante il Rinascimento però il paesaggio naturale incomincia ad avere una maggior importanza soprattutto con la scoperta e gli studi sulla prospettiva da parte dei grandi maestri italiani come Leonardo Da Vinci (qui sotto una sua opera). Ma il paesaggio diventa un vero e proprio genere artistico, arrivando ad essere il vero soggetto principale solo nelle opere del secolo Seicento.

Leonardo Da Vinci Annunciazione con paesaggio


In seguito gli artisti rappresenteranno il paesaggio seguendo i propri stili pittorici o magari dettati dai vari committenti che faranno vedere varie differenti per provare tutto l'amore e il rispetto verso la natura.

Jan Vermeer Veduta di Defth


Nell'Ottocento il paesaggio diviene un tema dominante per la pittura in Europa. Vengono realizzate per esempio opere che riproducono in modo talmente perfetto la realtà che ci circonda oppure come nella pittura Romantica il paesaggio viene riprodotto con immagini suggestive e potenti per far vedere ed esaltare il rapporto intimo che esiste tra l'uomo e la natura. Vediamo in alto un esempio di pittura Romantica con l'opera di Friedrich dal titolo La grande riserva presso Dresda.
Arriviamo sino al Novecento dove vediamo una reinvenzione fantastica del paesaggio con gli esperimenti fatti dagli artisti Cubisti, Espressionisti o come mezzo di espressione individuale. In alto vediamo Campo verde di grano di Vincent Van Gogh.

martedì 7 ottobre 2014

Arte: lo sfondo e le figure ai nostri occhi e nella pittura

Lo sfondo e le figure nella composizione di un opera e nella nostra mente.

Visitando un Museo o una delle tante interessanti Gallerie di arte come quelle che troviamo sparse nella nostra bella Italia forse vi è capitato pure a voi mentre guardate un opera, un particolare dipinto di rimanere diciamo un po' confusi perché magari non si riesce bene a mettere a fuoco qualche importante dettaglio come una forma, una figura o lo sfondo lasciandoci così spiazzati per l'intera opera. Questo può accadere per una errata interpretazione dei dati che riceviamo. Nell'immagine qui sotto facciamo fatica a capire quale sia lo sfondo e quale la figura principale visto che la mente ci indica una volta i due visi e una volta il vaso.




Con parole facili vi dico infatti che quando osserviamo un dipinto la nostra mente si attiva all'istante per darci delle risposte e delle sensazioni appropriate. Lavorando come se fosse un computer il cervello inizia una fase di calcolo, cercando di elaborare e di decifrare una immensa mole di dati e di stimoli che arrivano in modo disordinato attraverso l'uso dei nostri sensi. Guardando il dipinto avremo soprattutto dei dati visivi che vengono trasmessi al cervello grazie ai nostri occhi che captano tutto quello che abbiamo davanti a noi. Ecco che il cervello inizia a ordinare questi dati, li seleziona in modo che noi alla fine possiamo capire e valutare effettivamente cosa stiamo osservando. Riusciamo a riconoscere di volta in volta nuovi dati dell'opera, sempre più importanti come la tecnica, i colori, il supporto, lo stile, le forme usate dall'artista, le figure o quale caratteristica presenta lo sfondo. Tutto questo avviene grazie alla nostra mente che confronta in tempo reale quello che stiamo guardando con quelli contenuti nell'enorme archivio del nostro cervello che sono registrati nel corso degli anni e che ricordiamo perché abbiamo la memoria. Sarà importante capire anche l'intera composizione dell'opera, se le sue forme o le figure sono isolate tra di loro oppure no, se queste sono separate dal resto della composizione o no, se stiamo percependo un normale sfondo oppure no. Alla fine tramite ciò riusciamo ad apprezzare meglio e a dare il giusto valore artistico a un dipinto rispetto a un altro.




Un facile esempio per far capire cosa siano lo sfondo e la figura ai nostri occhi è quello di fissare con lo sguardo una persona che abbiamo esattamente di fronte a noi. Vediamo che la persona si presenterà ben chiara e riconoscibile assumendo in questo modo visivo il ruolo di figura. Invece l’ambiente circostante attorno alla persona ci apparirà ai nostri occhi in modo sfocato e indefinito, quindi assumerà il ruolo di sfondo. Però se noi osservatori spostiamo leggermente l’attenzione sull’ambiente circostante sarà ora la persona ad apparirci vaga e indistinta.

Nel campo artistico il rapporto tra la figura e lo sfondo è tenuto molto in considerazione dagli artisti quando progettano le loro opere. Gli esperti e i critici di arte studiando la composizione di un quadro, analizzando bene il rapporto che gli artisti hanno voluto dare a figure e sfondo nei loro lavori riescono spesso a capire il messaggio dell'opera e se sono davanti a un grande capolavoro fatto da un artista geniale.

I tre tipi di rapporto più usati tra figure e sfondo in un dipinto.

Guardando le tante opere della pittura possiamo arrivare a dire che si trovano nella maggioranza dei casi tre differenti casi di rapporto tra figura e sfondo. Vediamo quali sono.


Edouard Manet opera Il piffero del reggimento



La figura prevale sullo sfondo. Questa è la modalità più frequente che viene usata dagli artisti quando progettano un opera poiché stabilisce con grande chiarezza il ruolo dei vari elementi che compongono il quadro. In questo modo l'artista stabilisce con precisione anche il loro significato espressivo agli occhi degli osservatori. In questi quadri vediamo il soggetto principale (figura) che si staglia sullo sfondo grazie a varie tecniche e strategie come un contorno ben delimitato, un colore acceso o in contrasto oppure una maggiore luminosità rispetto a tutto il resto. Vediamo un esempio di questo tipo qui sopra nel quadro di Edouard Manet intitolato Il piffero di Reggimento del 1866. Qui notiamo subito la figura principale del giovane pifferaio e i nostri occhi ci portano a seguire la sua figura ben delineata e dai colori accesi e contrastanti.


Gustav Klimt opera L'attesa



La figura non prevale chiaramente sullo sfondo. Questo è il caso di una immagine in cui lo sfondo comprende elementi diversi che possono essere più o meno significativi, i quali modificano il rapporto tra la figura principale e il contesto in cui si colloca. In questo modo la figura diviene un particolare tra gli altri presenti nel quadro assumendo un valore decorativo. Vediamo un esempio sopra nel celebre quadro di Gustav Klimt dal titolo l’Attesa realizzato intorno al 1905–1909. In questo quadro i nostri occhi fanno una certa fatica a distinguere la figura principale rispetto allo sfondo.


Francis Picabia opera



La figura e lo sfondo risultano “instabili”. Questo tipo di composizione è molto meno frequente nell’arte. La notiamo quando per esempio ammiriamo un opera come quella qui sopra di Francis Picabia. Di fronte a questo quadro la nostra percezione non riesce facilmente a determinare quale sia il soggetto principale e quale sia lo sfondo perché il nostro sistema percettivo, ricevendo simultaneamente vari stimoli distinti è costretto a scegliere e “leggere” in continua alternanza ora uno stimolo e ora l’altro senza riuscire a trovare un punto fermo.


martedì 30 settembre 2014

Arte e prospettiva tra storia, tipi per la pittura

Arte e linguaggio: la prospettiva e la sua importanza nella pittura.

Oggi con parole semplici per quanto riguarda l'arte vi parlo di una caratteristica molto importante del linguaggio artistico, qualcosa che viene tenuto in grande considerazione da tutti gli artisti quando creano le loro bellissime opere pittoriche o di architettura. Questa è la prospettiva, la sua storia e i tipi che possiamo trovare.

La prospettiva, la visione prospettica di un opera sono tutti termini che vengono spesso citati da chi frequenta il mondo dell'arte o dagli artisti stessi parlando delle loro opere. Qui sotto l'opera Ultima cena dell'artista italiano Andrea Del Castagno.




Di solito gli esperti e i critici di arte quando ammirano un opera oltre alle personali emozioni che può regalarci con la propria bellezza esteriore cercano sempre anche delle precise risposte, dei dati tecnici che alla fine ci fanno capire il vero valore di cosa si sta guardando. È proprio dallo studio dell'opera e di questi suoi dati che poi alla fine gli esperti (spesso anche sbagliando) ci indicano dall'alto della “loro conoscenza” se un opera può considerarsi un autentico capolavoro dell'arte o magari un volgare ferma carte o peggio. Per poter capire bene un opera dobbiamo conoscere alcuni dati di essa come per esempio i materiali utilizzati, la tecnica per la realizzazione, lo stile, l'anno di realizzazione, il contesto storico etc. Per gli esperti inoltre è fondamentale conoscere quale siano tutte le caratteristiche del linguaggio artistico che è stato usato nell'opera come per esempio le caratteristiche spaziali e quelle dei volumi che la compongono. Ed è proprio con questi ultimi dati qui citati che facciamo entrare in gioco la nostra bella prospettiva che è quindi qualcosa legata allo spazio e al volume in un opera.

Perché la prospettiva è nata per la pittura e quali sono i tipi più utilizzati.

Innanzi tutto diciamo che la tecnica della prospettiva risale a tempi molto antichi. Si arrivò poi nel corso dei secoli a perfezionarla attraverso il lavoro degli artisti che in origine cercavano un modo per migliorare più realisticamente la visione delle loro opere di pittura. Vediamo ora perché è importante la prospettiva nell'arte.




Come possiamo intuire facilmente uno scultore quando realizza una statua a tutto tondo (vediamo un esempio qui sopra con il David), ossia un opera avente le tre dimensioni spaziali e quindi può essere guardata da ogni suo lato non avrà gli stessi problemi nella rappresentazione dei volumi e delle forme di un pittore che invece utilizza un foglio di carta o una tela che sono piatti con due sole dimensioni. Questo perché l’opera di scultura in se stessa presenta già un volume proprio, un volume reale nello spazio tridimensionale che la circonda dato dal materiale stesso usato. Al contrario nelle opere di pittura che ha soltanto due dimensioni spaziali gli artisti possono soltanto darci un illusione, l’impressione visiva e la resa dei volumi e dello spazio in modo indiretto attraverso delle tecniche particolari. Tra queste tecniche quella che diede una svolta davvero importante nella storia dell’arte è stata proprio la tecnica della prospettiva. In pittura e nel disegno artistico l'illusione dei volumi e dello spazio ci viene dato anche dall'uso del chiaroscuro, dai diversi toni di colore che insieme alle caratteristiche della prospettiva ci regalano spesso dei bellissimi dipinti che sono oggi dei veri e propri capolavori molto realistici. Uno dei primi artisti che intuì la grande importanza della prospettiva dopo aver eseguito alcuni studi e precise ricerche, arrivando anche a codificarla in modo scientifico fu il celebre architetto Filippo Brunelleschi un artista italiano che visse tra il secolo Trecento e il Quattrocento e poi da lì fu usata e sviluppata da altri grandi maestri pittori.




Attraverso l’uso della prospettiva ogni artista può costruire e rappresentare una immagine di oggetti tridimensionali su di un piano bidimensionale come un foglio di carta (immagine sopra). Il foglio ha solo la larghezza e l’altezza senza avere la terza dimensione che è quella della profondità spaziale. Questi oggetti verranno rappresentati precisamente tenendo conto anche delle loro modifiche apparenti delle forme e delle dimensioni con l’aumentare della distanza. Infatti ai nostri occhi una palla che sta a un solo metro da noi ci appare più grande nelle dimensioni di una identica palla che sta a venti metri da noi.




Un facile esempio lo vediamo nello schizzo (sopra e sotto) per poter capire meglio come funziona il principio della prospettiva. Questo è quello di immaginare di avere uno schermo trasparente davanti noi e che dall’altra parte abbiamo il nostro oggetto da osservare. Rappresentare questo oggetto in prospettiva significa dire riprodurne la forma così come la vediamo sul nostro schermo trasparente. Per esempio dall'immagine qui sopra se mettiamo un quadrato (quello con le strisce gialle) davanti a noi a qualche metro lo vedremo come una sorta di trapezio sul nostro schermo trasparente. Succede perché i lati del quadrato non vanno paralleli ma tendono a convergere, a restringersi verso un punto lontano che viene chiamato il punto di fuga. Il punto di fuga viene posto su una linea immaginaria che sta alla stessa altezza degli occhi (punto di vista) di chi osserva e viene chiamata linea dell’orizzonte.




In base allo spostamento del nostro punto di vista nello spazio che ci circonda la prospettiva cambia e un qualsiasi oggetto lo vedremo in modo diverso. Per questo motivo abbiamo diversi tipi di visioni in prospettiva che possono essere la prospettiva centrale (sotto), la prospettiva accidentale (sotto), la prospettiva dall’alto, la prospettiva dal basso o la prospettiva aerea. Quest'ultima è stata intuita e sviluppata per primo dal grande genio di Leonardo da Vinci usandola in alcuni suoi straordinari capolavori e utilizzate poi dagli altri artisti nella loro opere di pittura. I grandi maestri dell’arte del passato e del presente tengono in grande considerazione i vari tipi di prospettiva quando devono realizzare e progettare i loro lavori per avere una migliore resa e riuscita delle stesse. Qui sotto scopriamo qualche tipo di prospettiva usata in arte.

lunedì 23 giugno 2014

Le Allegorie e i simboli in arte con le opere di grandi pittori

L'allegoria e i simboli utilizzati per le opere dell'arte.
Anche a tanti di voi sicuramente è capitato di avere quel particolare desiderio, quella meravigliosa voglia di assaporare e di gustare dell'ottima arte quasi come fosse un ottimo vino italiano D.O.C. Quante volte viaggiando abbiamo provato delle nuove sensazioni e delle bellissime emozioni davanti alle straordinarie collezioni dei nostri Musei o guardando qualche splendida opera esposta nei numerosi siti dell'arte che la nostra bella Italia ci offre, visto che per quanto riguarda la cultura e l'arte il nostro è il Paese in assoluto più ricco e invidiato al mondo. Chissà poi quante volte in questi nostri personali “viaggi” alla scoperta dell'arte e di nuove culture abbiamo sentito nominare termini come “Allegoria”, come “simboli nell'arte” o magari che quella che stiamo osservando è un opera allegorica. Ma che cosa vuol dire Allegoria e quali sono i simboli più usati dagli artisti sin dal passato? Sotto vediamo quella che per gli esperti è una delle più belle e celebri opere realizzata da un grande pittore italiano nel Quattrocento. L'artista è Sandro Botticelli e l'opera ha come titolo La Primavera. Per leggere la descrizione di questo bellissimo capolavoro cercate tra le opere sopra.



Allegoria: tratto dal sito online di Wikipedia.
L'allegoria è una figura retorica per cui un concetto viene espresso attraverso un'immagine: in essa, come nella metafora vi è la sostituzione di un oggetto a un altro ma, a differenza di quella non si basa sul piano emotivo bensì richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende. Essa opera quindi su un piano superiore rispetto al visibile e al primo significato: spesso l'allegoria si appoggia a convenzioni di livello filosofico o metafisico.
La parola “allegoria” deriva dal greco antico αλληγορία che è composto dalle parole ἀλλή più ἀγορεύω. Letteralmente queste due parole significano "un altro" e "parlare". Quindi: parlare d'altro, leggere tra le righe, sottintendere qualcosa che non è espressamente indicato in un contesto determinato. Da ciò si può trarre pertanto che l'allegoria è quella figura retorica che esprime un concetto in altro modo.

Possiamo dire che nell'arte le allegorie che ritroviamo in numerose opere servono soprattutto a esprimere e quindi a comunicare determinati messaggi da parte degli artisti. Attraverso la realizzazione di un opera che rappresenta una allegoria si può trasmettere in modo semplificato il significato di una precisa emozione, di una idea, di un valore morale o ancora di un concetto astratto che può essere di difficile comprensione da parte delle persone.
Anche i simboli raffigurati nelle opere d'arte possono avere particolari significati anche molto diversi tra di loro in base alle civiltà e i popoli. È per questo che i simboli si situano su un piano di conoscenza diverso da quello dell’evidenza del reale. I simboli appunto devono essere studiati, decifrati e possono dar luogo a interpretazioni molto diverse tra loro. Sotto per quanto riguarda uno dei simboli usati in arte vediamo l'immagine di una testa di grifone. Con un clic trovate un elenco dei vari simboli utilizzati dagli artisti per le loro opere.



Il comunicare attraverso delle opere che sono allegorie da parte degli artisti ha origini molto antiche e oggi sono numerose le opere di questo tipo che possiamo ammirare nei Musei del mondo. Tra di queste troviamo alcune allegorie davvero molto belle e famose che sono state realizzate da grandi maestri italiani vissuti molti secoli fa, i quali attraverso il loro talento nella pittura e il loro personale stile hanno saputo regalarci dei capolavori assoluti. In queste opere noi facilmente vediamo e intuiamo quale possa essere il messaggio lasciato dall'artista, qual'è difficile concetto volevano trasmettere attraverso la loro arte. Ed ecco che le allegorie in queste opere “trasformano” tutto. Cose astratte e “invisibili” prendono vita, le idee vengono rappresentati attraverso una “personificazione” con dei corpi fisici o degli oggetti tangibili che possono essere toccati e sentiti al tatto. Insomma non c'è più nulla di astratto e difficile da capire nell'opera grazie a questa semplificazione fatta da questi corpi di carne e ossa, dalle loro pose e dagli oggetti che insieme ci narrano una storia. Rappresentati in questo modo nelle opere d'arte, le idee e i concetti possono essere sicuramente meglio capiti, meglio decifrati o almeno intuiti dall'osservatore.



Prendiamo per esempio un opera che raffigura una donna alata come nel caso della celebre scultura dell'arte Greca realizzata nell'antichità e intitolata la Nike di Samotracia che vediamo qui sopra. Questa diventa un opera allegorica con un preciso significato. Diventa l’emblema e il simbolo della vittoria stessa per tutti i cittadini nell'antica Grecia. E questo perché riesce proprio a trasmettere e a materializzare qualcosa di astratto, l’idea della vittoria che viene rappresentata da questa bellissima donna che aleggia sul territorio. La vittoria sperata e cercata dal popolo sta arrivando ormai. Attraverso questa allegoria viene comunicato e fissato dall'artista quel preciso momento con la donna che sta per posare uno dei suoi piedi sul suolo. Con le allegorie nell'arte anche un bambino potrebbe capire meglio il significato di termini e particolari come per esempio la rabbia, l'amore, l'invidia o la calunnia. Sappiamo tutti che esistono perché li proviamo noi stessi, fanno parte dell'animo umano ma sono cose invisibili e spesso inspiegabili. Ecco allora lasciamo che sia l'artista con la sua arte e la sua magia a pensarci trasformando il tutto in allegoria.



Nella pittura italiana del passato tra le allegorie più celebri che possiamo andare ad ammirare ricordiamo le due realizzate dal grande artista italiano Sandro Botticelli che raffigurano una la celeberrima allegoria della Primavera che vediamo nell'immagine a inizio articolo e l'altra invece rappresenta l'allegoria della Calunnia che vediamo qui sopra e di cui potrete leggere una descrizione cercando sopra nella pagina "tecniche, linguaggi e opere".


martedì 3 giugno 2014

Arte e simboli: il significato di oggetti che troviamo in tante opere

Alcuni dei Simboli utilizzati dagli artisti che riconosciamo in tante opere d'arte.
Sotto troviamo un elenco che riguarda i simboli più utilizzati dagli artisti sin dal passato. Per ognuno di questi importanti simboli o oggetti “simbolici” che noi possiamo riconoscere facilmente in tante scene di opere d'arte segue anche una breve descrizione. Questi di cui parliamo qui sono quasi tutti simboli che hanno origine e appartengono ad antiche tradizioni e alla cultura di due importanti popoli, quello greco-romana e quello giudaico-cristiana. Sono le civiltà che come abbiamo appreso dalla storia hanno ispirato e dato il massimo contributo all'arte e al suo sviluppo in tutti i territori dell'Occidente e quindi compresa anche la nostra bella Italia.

Jan Van Eyck Adorazione dell'agnello part


Sappiamo bene che ogni popolo che abbia abitato la Madre Terra, che sia estinto o meno, che sia proveniente da un passato illustre e millenario o che sia appena nato ha avuto o ha una sua personale identità che lo rende unico. Un popolo può essere simile o molto diverso dagli altri, e queste differenze sono dovute in gran parte a importanti fattori come per esempio quello legato alla religione, alla società o anche al contesto geografico in cui vivono le popolazioni. Esistono anche delle differenze tra le civiltà che sono portate dagli usi e dalla cultura. Per quanto riguarda il campo della cultura e il simbolismo che viene dato a molti oggetti sappiamo che esistono alcuni popoli totalmente diversi tra di loro per idee e politiche, ma che invece coincidono perfettamente quando si parla di arte e simboli. Vi sono testimonianze in cui i simboli mostrano di avere la stessa origine mentre altre volte hanno un significato totalmente opposto come capita con il simbolismo dei colori nelle varie civiltà del mondo.
Per fare qualche esempio pratico pensiamo noi occidentali a cosa associamo e pensiamo di solito quando vediamo il colore nero? Sono sicuro che molti di voi hanno risposto che associano il color nero al simbolo di lutto, di morte e di pessimismo. Invece molti popoli orientali associano il loro lutto al colore bianco, cioè a un colore opposto al nostro che invece viene visto come il colore della purezza, della santità. Continuando a parlare dei simboli per i colori sappiamo che il verde per noi ha un significato positivo, verde come la speranza mentre il colore rosso può essere il colore simbolo di calore, di fuoco e quindi della passione, dell’amore. Imparando a riconoscere i simboli più usati dagli artisti riusciamo a capire meglio anche il significato delle straordinarie opere d'arte e di cosa vogliono trasmetterci quando andiamo nei Musei ad ammirarle.
L'Arte, i Simboli e il significato degli oggetti, degli animali, delle piante, della frutta in un elenco in ordine alfabetico.

L’Agnello è spesso associato come simbolo di innocenza, semplicità, purezza e obbedienza. Spesso è la vittima sacrificale per eccellenza. In alcune opere simboleggia anche l’immagine del Cristo (questo è l'Agnello di Dio) che si è sacrificato sulla Croce per tutti noi. Sopra vediamo un particolare di un opera di Jan Van Eyck intitolata l'Adorazione dell'agnello.
L’Albero con le sue radice affondate nel suolo e i rami volti verso il cielo. L’albero è ritenuto in moltissime culture un simbolo dell’unione tra la terra e il cielo e quindi tra l’uomo e il divino. Nell’iconografia dell’arte questi è spesso inteso come l’albero della vita o l’albero della conoscenza, quello che cresceva nel giardino dell’Eden al tempo di Adamo e Eva riportato dalla Bibbia. La leggenda ci dice che con il legno di quell’albero fu costruita anche la Croce del martirio di Cristo.
L’Alloro è una pianta sempreverde tipica della flora mediterranea e spesso usata in cucina. Era molto sacra al Dio Apollo ed è un simbolo di vittoria e gloria, ma anche di grande sapienza. Veniva usata per incoronare i guerrieri, gli atleti, ma anche i poeti. Questo simbolismo sull’alloro è arrivato anche sino ai nostri giorni. ricordo ancora che nello sport moderno i campioni e i vincitori delle gare venivano celebrati con una corona di alloro.
L’Anemone è il fiore di Adone, uno dei personaggi della mitologia bellissimo e giovane, amato dalla Dea dell’amore Venere e poi sbranato da un cinghiale. La Dea Venere lo trasformò quindi in questo fiore delicato e solitario che presenta un colore rosso e ha una durata di vita brevissima proprio come l’amore tra i due personaggi.
L’Aquila è il simbolo di San Giovanni Evangelista ma non solo. Essa fissa il sole e quindi significa anche la percezione della luce Divina. Rappresenta anche il dominio e la regalità dei sovrani e dei popoli. Essa infatti fu l’insegna dell’Impero Romano e nel Medioevo anche del Sacro Romano Impero. L’aquila è anche simbolo di forza e acume. Un bellissimo uccello fiero e dalla vista straordinaria.



L’Asino nell’iconografia cristiana è il simbolo di mitezza e di umiltà. Spesso a torto viene insultato e trattato male come animale da lavoro. Si usa a simboleggiare l’ignoranza degli uomini mentre invece il suo generoso alito scaldò il nostro Bambino Gesù nella celebre grotta della Natività, e fu su di un asino che Gesù entrò a Gerusalemme prima della Sua Passione. Sopra un opera del Caravaggio L'adorazione dei pastori.

venerdì 16 maggio 2014

L'architettura nell'Ottocento: un viaggio riassuntivo tra storia, stili e idee


Architettura: l'urbanistica durante gli anni dell'Ottocento.
Come abbiamo già accennato (leggete l'articolo) parlando più in generale dell'arte dell'Ottocento durante gli anni di questo secolo importanti città dell'Europa verranno sconvolte e spesso del tutto trasformate in nome della modernità e di una rivoluzione lavorativa e industriale che stava avvenendo già a partire dalla fine del secolo precedente. Si assiste infatti come diremmo oggi ad un vero e proprio Boom economico che arriva soprattutto grazie alle tante novità, alle nuove scoperte e alle invenzioni realizzate in vari settori e che insieme alle prime grandi industrie che stavano nascendo in quegli anni porteranno un forte sviluppo alle città e di conseguenza anche un aumento vertiginoso della popolazione proveniente dalle vicine campagne. Interi nuclei familiari si trasferiscono in città per cercare una vita migliore, qualcosa che possa dare garanzie e sicurezza per tutti i componenti della famiglia come accade quando si ha un lavoro certo. Le città iniziano a ingrandirsi con migliaia se non milioni di cittadini che cercano oltre a un lavoro anche una casa dove vivere. Ecco che attraverso il lavoro di tanti architetti e di tanti lavoratori, insieme a nuove scoperte in campo dell’edilizia e in quello dell’architettura queste realtà urbane iniziano a cambiare fisionomia diventando da semplici cittadine quali magari erano, dei veri giganti, delle grandi Metropoli urbane con molti ampliamenti realizzati in esse. Durante gli anni dell'Ottocento due degli esempi più importanti per la loro veloce trasformazione sono state sicuramente le città di Londra e di Parigi.



Si inizia in queste città ad abbattere interi quartieri poveri per lasciare spazio a nuove strade. Gli architetti del tempo progettano e lavorano alla costruzione di nuovi quartieri o ampliano quelli già esistenti perché magari hanno le caratteristiche giuste per poter far vivere bene migliaia e migliaia di contadini che vengono a vivere in città per lavoro dopo aver lasciato i campi incolti.
Gli architetti si ingegnano e spesso trovano delle nuove soluzioni urbanistiche come per esempio quello di trasformare interi quartieri lontani dal centro, in periferia in condomini e piccole abitazioni per i lavoratori che sembrano a volte dei “termitai” per il grande numero di persone che vi abitano, quasi dei dormitori cittadini. Invece per quanto riguarda le classi dirigenti e le persone più agiate della società vengono costruite degli Edifici quasi tutti nel centro delle città. Si vedranno bellissimi Edifici e case molto moderne con dei panorami che si affacciano sui nuovi lunghi viali o sulle nuove Piazze centrali. A Parigi per esempio vasti quartieri nati durante gli anni del Medioevo vengono letteralmente sventrati per permettere come pianificato dagli architetti e dagli ingegneri la realizzazione dei celebri “Boulevard”, appunto i larghi viali che ancora ai nostri giorni possiamo ammirare e che danno alla città un aspetto grandioso e monumentale.
Gli stili nell'architettura dell'Ottocento.
Per quanto riguarda l'architettura nei maggiori Paesi dell'Europa, lo stile che andava per la maggiore durante i primi anni dell'Ottocento era quello che seguiva il modello dell'arte classica antica che gli esperti conoscono e chiamano Stile Neoclassico.
Poi a un certo punto quando si arriva al 1830 l'architettura inizia a ritornare al passato, a essere influenzata da vecchi stili storici come quello medioevale che inizia ad affiancare così quello classico. Lo stile del Romanticismo come viene definito infatti rivaluta l'arte e la cultura avuta durante il Medioevo che non è soltanto come qualcuno ci indica un periodo cupo, fatto di “anni bui” e basta. Il Medioevo è stato anche un bellissimo periodo in cui tra le tante cose hanno avuto origine le nazioni europee, la nascita delle lingue nazionali e della letteratura moderna.



L’architettura romantica recupera gli aspetti più caratteristici di quella medioevale e in particolare del famoso Stile Gotico. In Inghilterra avrà origine lo stile denominato “Gothic revival” che poi si diffonderà anche in altri paesi dell’Europa occidentale. Un esempio tipico dell'architettura inglese di quegli anni avente questo stile preso dal modello Gotico è il celebre Palazzo del Parlamento eretto a Londra sulla riva del fiume Tamigi tra il 1840 e il 1870. Lo vediamo nel particolare sopra dove si nota la grandezza e la somiglianza a una grande Cattedrale Gotica. Il Palazzo londinese ha un evidente sviluppo verticale e presenta la tipica ornamentazione ricca di guglie e pinnacoli che come sappiamo sono molto presenti nell'architettura Gotica.
L’architettura degli Ingegneri.
Abbiamo visto come L’architettura durante gli anni dell'Ottocento getta uno sguardo al passato facendosi influenzare da Stili storici come quello Neoclassico e quello Gotico, ma tutto questo viene realizzato usando però dei metodi e delle tecniche da parte degli architetti molto moderne in quell'epoca. Infatti i progetti costruttivi nell'Ottocento si rinnovano, si inizia a parlare per la prima volta di tecnologie future e moderne anche per quanto riguarda l'utilizzo di nuovi materiali da costruzione come per esempio il ferro, il vetro e il cemento armato. Si entra insomma in una nuova era per l'architettura e con essa cambiano anche le tecniche costruttive e le varie tipologie edilizie usate dai nuovi architetti e dagli ingegneri edili.
Nell'Ottocento l'architettura e l'ingegneria che nel passato venivano considerate come fossero due settori diversi tra loro pian piano iniziano a collaborare a fondersi insieme nella realizzazione di Edifici semplici, ma anche in quelli più complicati o in quelli funzionali di pubblica utilità come possono essere ponti, viadotti, porti, stazioni ferroviarie e importanti complessi industriali. Questo cambiamento è stato portato dalla rivoluzione industriale che proprio nell’Ottocento si diffonde in tutta Europa dando vita a un nuovo pensiero e a una nuova consapevolezza degli esperti dell'architettura su tutto quello che possono fare per la società. In questi anni nasce l'architettura degli ingegneri che non costruiranno più soltanto le solite Chiese o i Palazzi del Governo come accadeva nel passato, ma anche edifici diversi e magari intere città sempre più funzionali, capaci di accontentare le esigenze di tutti quegli abitanti che si riversano sempre più numerosi nelle città industriali.
L’uso dei nuovi materiali come il ferro e il vetro si estende anche ad altri tipi di edifici rivelando in questo modo notevoli possibilità decorative oltre che strutturali. Un bellissimo esempio di ciò è la biblioteca di Sainte-Geneviève che si trova nella città di Parigi realizzata tra il 1843 e il 1850 progettata da Henri Labrouste (1801-1875). vediamo un particolare dell'interno sotto dove si possono notare archi e colonne realizzate in ferro che rivestono una funzione molto bella e decorativa oltre che quella puramente legata alla struttura.



Un altro ottimo esempio del grande uso che si fa del ferro da parte degli architetti negli edifici realizzati durante l'Ottocento lo abbiamo noi in Italia. Questo è la famosa costruzione conosciuta come La Mole Antonelliana realizzata tra il 1863 e il 1880. La Mole fu costruita nella città di Torino dall'architetto Alessandro Antonelli (1798-1888) di cui prende il nome su commissione della comunità ebraica. La costruzione è costituita da un alta cupola appoggiata su una base di metallo e sormontata da una altissima guglia. Antonelli rinuncia agli ornamenti tradizionali per mettere in evidenza la struttura della cupola la quale grazie al ferro può raggiungere quella altezza vertiginosa che tutti vediamo e ammiriamo ancora oggi. Immagine su in alto. Altro simbolo diventato celebre che riguarda l'architettura moderna dell'Ottocento è la Torre Eiffel che si trova nella città di Parigi.
Sono tutti bellissimi esempi che ci fanno intuire come già andando verso la fine dell’Ottocento l’architettura inizia a privilegiare la funzionalità alla forma, la struttura alle decorazioni anticipando le soluzioni che verranno adottate diffusamente nel corso del Novecento.


sabato 10 maggio 2014

L'Arte nell'Ottocento con la storia, le idee e le correnti artistiche


Il contesto, le grandi invenzioni e l'arte in Europa durante il secolo Ottocento.
Attraverso gli studi fatti a scuola di alcune materie come la storia o l'arte abbiamo appreso che durante il lungo periodo dell'Ottocento in molti territori dell'Europa accadono importanti fatti storici che avranno una grande influenza nella società e negli uomini di allora. Popolazioni capaci di scatenare in nome di importanti valori umani e di alti ideali anche delle sanguinose guerre civili oltre che delle vere e proprie rivoluzioni culturali, sociali e politiche che stravolgono e cambiano per sempre il futuro di intere aree dell'Europa. Infatti già nei primi decenni del secolo Ottocento alcune popolazioni si ispirano a nuovi ideali di libertà. Un importante esempio di tutto questo che viene considerato dagli storici anche il simbolo degli uomini che cercavano la libertà in quel periodo ci arriva dagli ideali nati in seno alle popolazioni più povere e oppresse della Francia. Questi ribellandosi ai loro potenti nobili, ai loro sovrani che li avevano condotti ad una vita piena di stenti, alla fame e alle peggiori miserie avevano iniziato quella che poi è entrata nella storia come la celebre Rivoluzione Francese e poi da lì si era arrivato alle guerre napoleoniche (1796-1815). I ribelli francesi combatteranno le loro battaglie per la libertà e una vita migliore avendo nel cuore soprattutto quello che diventerà il simbolo della rivoluzione e un bellissimo motto di uguaglianza, legalità e fraternità tra tutti i popoli della terra. Qui vediamo il celebre capolavoro dell'artista francese Eugène Delacroix intitolato La libertà che guida il popolo del 1830 che è conservata al Museo del Lovre di Parigi.

La libertà che guida il popolo opera di Delacroix


Tutto questi fermenti popolari, questi nuovi sentimenti da parte delle popolazioni furono però fortemente contrastati dal Congresso di Vienna che si tenne negli anni 1814-1815 e anche dopo, nel periodo in cui si cercò di preparare il restauro al ritorno a un mondo diciamo feudale-aristocratico. Fu inevitabile che questi contrasti nei territori dell'Europa portarono ad altri scontri e altre brutali violenze come lo scoppio di numerosi moti rivoluzionari che dal 1820 al 1848 colpirono numerosi Stati tra cui il Portogallo, la Spagna e anche la nostra Italia fino a interessare quasi tutta l’Europa. A questo aggiungiamo anche che durante l'Ottocento iniziarono quelle che sono le prime vere lotte sociali, ovvero delle lotte di classe tra i vari ceti della società come per esempio quelle fatte dagli operai e dai nuovi lavoratori come risposta al grande sviluppo industriale che man mano stava nascendo e si diffondeva nelle grandi città europee grazie soprattutto a importanti scoperte e alle nuove invenzioni realizzate da eminenti uomini in alcuni campi e settori. Alcune di queste invenzioni sono davvero molto importanti per il futuro dei lavoratori al punto che riescono a trasformare e a cambiare in modo moderno interi settori di lavoro che erano rimasti diciamo fermi a dei metodi o delle tecniche vecchie di secoli.



Due date storiche e due invenzioni importantissime che hanno cambiato il mondo realizzate durante gli anni dell'Ottocento sono sicuramente la Fotografia che nasce intorno all'anno 1839 e poi l’invenzione dell’automobile che è avvenuta nell'anno 1885. Un altra invenzione molto famosa che è diventata anche un simbolo dell'Ottocento e che per noi è sicuramente motivo di grande orgoglio visto che il suo autore è un celebre italiano è la scoperta del Telegrafo senza fili realizzato dal grandissimo Guglielmo Marconi dopo anni di studio nel 1897. sopra vediamo una immagine di Marconi e della sua invenzione. Sappiamo tutti come l'invenzione del Telegrafo senza fili di Marconi è stata davvero decisiva per il futuro tecnologico. Una scoperta tutta italiana con un nuovo modo di comunicare e di trasmettere delle parole e dei messaggi per poi arrivare sino ai nostri giorni con invenzioni più moderne dove ognuno usa il proprio telefono cellulare o lo smartphone per comunicare, per fotografare, per navigare, per giocare o per fare altre cento, mille diverse cose. Queste invenzioni insieme a tanti altri grandi successi realizzati sempre nel campo della scienza da vari studiosi durante gli anni dell'Ottocento sono trascinanti ed entusiasmanti per molti al punto che lo studio nelle materie scolastiche e nel campo della scienza si imponga sempre di più tra gli studi principali. L'uomo Europeo nell'Ottocento diventa sempre più curioso, ha voglia di sapere come funzionano le cose che vede intorno, cerca di migliorarle o per i più creativi di crearne delle nuove. È tutto un fermento di idee e di belle novità l'Ottocento.
Tutte queste novità, questo florido sviluppo che avviene soprattutto nel campo lavorativo, tecnologico e industriale favorisce pure i trasporti ed ecco che alcune piccole città iniziano a popolarsi e a crescere insieme ai cittadini e allo sviluppo diventando nel tempo delle vere grandi metropoli. Sarà negli anni dell'Ottocento in queste città spesso caotiche piene di persone e di lavoratori che le abitano e le vivono che nascerà anche una nuova classe sociale, quella del proletariato. Leggete anche l'architettura nell'Ottocento.
Tutto si trasforma, tutto cambia intorno al paesaggio geo-politico e a quello umano. Durante gli anni dell'Ottocento i potenti sovrani e gli uomini che governano l'Inghilterra attuano una politica imperialista che conosceremo col nome di Colonialismo inglese, iniziando a espandersi e colonizzare dei piccoli Stati e delle regioni a volte anche molto lontane dalla loro patria. Questo tipo di politica verrà seguita da altre potenze Europee e non. È durante il secolo Ottocento che gli Stati Uniti di America, dopo “soli” quattro secoli di distanza dalla storica scoperta fatta dal navigatore italiano Cristofaro Colombo si apprestano a diventare la più grande potenza di tutto il pianeta. Mentre nelle principali città verso la fine del XIX secolo molte persone si associano tra di loro, si uniscono per essere più forti in un determinato settore o campo sociale e lavorativo. Così nascono le prime organizzazioni di massa come per esempio i primi partiti politici o i primi sindacati che cercano di aiutare e di difendere sia il lavoro che i lavoratori.
Quali erano le idee e l'arte durante il secolo Ottocento?
Come abbiamo visto prima l’Ottocento porta dei grandi cambiamenti alle città e agli uomini. Cambiamenti sociali e tecnologici che sconvolgeranno a volte tutto ciò in cui si era creduto sino ad allora. Molte delle credenze o le antiche consuetudini cambiano spesso a una velocità sempre maggiore. Anche l'arte verrà influenzata in questo secolo attraverso le nuove idee e i nuovi artisti.

venerdì 2 maggio 2014

Impressione il levare del sole di Claude Monet: l'analisi di una celebre opera impressionista


L’arte con Impressione, il levar del sole dell'artista Claude Monet una delle opere dell'Impressionismo francese dell'Ottocento.
Il dipinto che gli appassionati della cultura conoscono col nome di Impressione. Il levar del sole o Impression Soleil levant nella lingua originale è una celebre opera realizzata dall'artista francese Claude Monet. Oggi è considerata anche come uno dei grandi simboli dell'Impressionismo, la corrente artistica nata in Francia a partire dalla seconda metà del secolo Ottocento e che attraverso i suoi autori chiamati artisti impressionisti è riuscita sin da subito a stravolgere e a cambiare del tutto le idee, l'arte e soprattutto la pittura avuta sino in quel momento. Qui sotto vediamo una immagine dell'opera di Claude Monet Impressioni il levare del sole del 1872, mentre sotto un ritratto dell'artista



Analisi e dati dell'opera Impressione. Il levar del sole di Claude Monet.
La grande importanza che viene riconosciuta al dipinto di Monet intitolato Impressioni Il levar del sole deriva non solo per la sua bellezza artistica o le novità portate con esso, ma perché si deve proprio a quest'opera l'origine del celebre nome dato alla corrente dell'Impressionismo. Infatti si racconta che uno dei critici dell'arte francesi, tale Louis Leroy vedendo l'opera di Monet esposta in una piccola Mostra presso lo studio fotografico di Gaspard Felix Tournachon, conosciuto come Nadar, che fu organizzata nell'anno 1874 da alcuni artisti indipendenti sconosciuti, intitolò il suo articolo pubblicato sul giornale Charivari, L'esposizione degli impressionisti, termine preso proprio dal titolo dell'opera vista. Leroy nel suo articolo usò questo termine insieme ad altre parole dando un senso dispregiativo, quasi un insulto all'indirizzo di questi nuovi giovani artisti e alla loro arte. E invece questo ebbe il risultato opposto. Il termine Impressionismo piacque davvero molto ai nuovi artisti tanto da adottarlo subito per indicare il loro stile e la loro arte, fregandosene pure di tutte le cattive critiche che venivano fatte. Da principio gli impressionisti furono giudicati e visti sempre molto male dalla critica e dalla gente. Questo proprio come accade anche in altri campi culturali, ma la storia come sappiamo tutti gli darà piena ragione. Il mito degli Impressionisti era ormai nato.



Impressioni il levar del sole è stata realizzata da Monet con una tecnica e delle caratteristiche del tutto nuove che faranno parte del bagaglio di ogni artista impressionista. Leggete l'articolo sull'Impressionismo nell'Ottocento che trovate elencato nella pagina sopra “Storia e correnti artistiche”.
Per quanto riguarda alcuni dati di quest'opera diciamo che l'anno in cui è stata realizzata da Claude Monet è il 1872. Oggi la troviamo esposta insieme a tante altre opere impressioniste presso il Musée Marmottan Monet nella città di Parigi. L'artista fa uso dei colori a olio che sono stati stesi su una tela di piccole dimensioni, circa 48 per 63 centimetri in modo da poter essere facilmente trasportata ovunque. Questo anche per facilitare il metodo dell'en-plein-air come amavano fare gli artisti impressionisti, ossia realizzare un opera al momento e all’aria aperta.
Come ci indica il titolo dell'opera, Monet ci descrive sulla tela le impressioni che riceve guardando gli effetti della luce del sole in uno scorcio di paesaggio. Questo è parte del porto e della città francese di Le Havre durante le ore dell’alba. Si vede un paesaggio marino appena accennato sotto la luce del sole che si è appena levato. Vi sono anche alcune barche e proprio sullo sfondo si intravede appena il porto della cittadina.
Il vero soggetto di Monet però è la scoperta delle sensazioni che ricevono i suoi occhi. Per esempio quando la sottile bruma rende indefinito tutto ciò che vediamo a una certa distanza e questa è la felice invenzione di una tecnica pittorica capace di esprimerne la meraviglia. È la luce l'elemento che svolge il ruolo da protagonista per Monet.
Il linguaggio visivo dell’opera Impressioni il levar del sole di Monet.
Possiamo notare come la luce sembra non provenire da una sorgente ben definita, infatti tutto il paesaggio è immerso in una sorta di luminosità diffusa. Non vi sono chiaroscuri che mettono in risalto i volumi delle forme ma possiamo percepire un effetto quasi di controluce come quello che si ottiene in fotografia quando gli oggetti si stagliano su un fondo luminoso. Riusciamo a vederne le masse ma non riusciamo a distinguere bene i loro particolari. La sensazione visiva che fa a meno della definizione degli oggetti e delle forme.

sabato 26 aprile 2014

L'Impressionismo per l'arte una rivoluzione artistica nata nell'Ottocento


Arte e Impressionismo: le origine, le idee e gli artisti più celebri.
Come molti avranno imparato dalla storia l'Ottocento è stato uno dei secoli più importanti per quanto riguarda i grandi cambiamenti e una nuova marcia nello sviluppo della società e della cultura in Europa. Infatti e proprio durante gli anni dell'Ottocento, soprattutto nella sua seconda metà che assistiamo per esempio a un grande fermento culturale e artistico capace di portare poi ad avere delle scoperte e delle vere e proprie rivoluzioni nell'arte come per esempio avvenne attraverso una delle forme d'arte più amate dagli artisti, ossia quella della pittura. Durante lo stesso periodo anche in Italia la pittura si rinnova sempre di più grazie a dei nuovi ideali e alle nuove tecniche trasmesse da quegli artisti che aderiscono al Movimento dei Macchiaioli.



Mentre in Francia vediamo una vera e propria rivoluzione nella pittura talmente importante e fondamentale diranno in seguito gli esperti e gli storici d’arte che da lì in poi tutto cambierà e non sarà più lo stesso. Tutto questo accade in Francia intorno agli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento quando verranno esposte alcune opere che mostrano delle nuove idee, delle diverse caratteristiche realizzate da alcuni francesi che verranno denominati come gli artisti Impressionisti, un nome che deriva dalla corrente artistica che hanno creato, l'Impressionismo. Usando le loro nuove idee rivoluzionarie e le loro opere gli impressionisti vogliono stravolgere il mondo dell'arte, dando una nuova identità. Verranno cambiate tutte le tradizionali regole artistiche e i vari canoni che si erano seguiti sino a quel momento. L'Impressionismo riuscirà alla fine a influenzare tutto il mondo dell'arte, portando ulteriori sviluppi anche successivamente sino ad arrivare a toccare l’arte Moderna e l'arte Contemporanea.
Questa nuova corrente artistica dell'Impressionismo vede la sua nascita e si sviluppa a partire dai primi anni Sessanta dell’Ottocento. Da alcune testimonianze storiche sembra che la prima manifestazione del gruppo di artisti appartenente agli Impressionisti viene fatta risalire all'anno 1874 quando viene allestita una piccola Mostra di arte presso lo studio di un fotografo amico il cui nome era Nadar. E proprio in questa prima occasione di mostrare la loro arte che viene coniato anche quello che diventerà un celebre nome, ossia il termine impressionismo suggerito dal titolo di una delle opere presenti intitolata Impressione Il levar del sole, un quadro realizzato dall'artista Claude Monet che è diventato oltre che celebre anche uno dei simboli dell'Impressionismo francese. Vediamo quest'opera nell'immagine su in alto. Trovate anche una descrizione di quest'opera su in alto tra Tecniche e opere d'arte.
Arte e Impressionismo con alcune caratteristiche principali.
Spesso molto diversi per carattere e temperamento i pittori impressionisti sono però uniti dal comune desiderio di rompere con tutte le regole dell’arte ufficiale. Tutti gli Impressionisti avranno lo stesso pensiero artistico oltre che alcune semplici caratteristiche che possiamo elencare qui sotto:

come già detto il rifiuto completo dei principi compositivi tradizionali. Aboliscono per le loro opere l’uso del disegno preparatorio e delle rigorose costruzioni prospettiche sino ad allora molto utilizzate nelle preparazioni di un opera dagli altri artisti.
Gli impressionisti non vogliono trattare nelle loro opere dei soggetti mitologici, storici o religiosi e non vogliono neanche trattare di soggetti che raffigurano dei temi politici o sociali che in quei periodi invece erano molto cari soprattutto ai pittori che facevano parte della corrente artistica Realista.
Inoltre i pittori impressionisti hanno anche un altra caratteristica molto importante che li distingue dagli altri loro colleghi. Loro vogliono portare il loro studio artistico che in lingua francese viene tradotto Atelier fuori, nelle strade e nelle campagne francesi. Nel senso che gli impressionisti vogliono realizzare le proprie opere d’arte, le proprie loro impressioni artistiche all’aria aperta o come era di moda dire en plein air, così da poter cogliere tutti quei momenti magici e quegli effetti della luce che potevano essere di grande ispirazione sul posto. In questo modo gli artisti notavano anche i vari cambiamenti della luce e delle ombre naturali insieme ai forti contrasti e gli effetti che trasmettevano. Questi risultati e queste idee si possono vedere per esempio in tante opere impressioniste, come nelle celebri opere di Monet. E tutto questo era il contrario di come si dipingeva prima, cioè sempre in uno studio al chiuso, idealizzando la bellezza e le forme e riportandoli su di una tela. Qui sotto vediamo due opere impressioniste di Monet che fanno parte di una serie di studi sullo stesso paesaggio (La Cattedrale di Roun) e che svela le diversità dei colori e degli effetti di luce col trascorrere del tempo come la prima mattina, il pomeriggio o la sera.



I pittori impressionisti cercano di rappresentare la realtà così come la vedono, cogliendo solo l’impressione generale senza soffermarsi più di tanto sui dettagli.



La luce e il colore sono gli strumenti più adatti per esprimere le impressioni suscitate in ogni artista dall’osservazione della realtà.
Ogni Artista poi con le proprie pennellate e col proprio stile darà un impronta più personale, magari per esempio con delle pennellate rapide e frantumate si darà un idea di istantaneità della percezione visiva. I colori chiari e luminosi non sono mescolati sulla tavolozza ma vengono accostati direttamente sulla tela.