venerdì 16 dicembre 2011

Il dipinto su San Matteo e l'Angelo del Caravaggio per la Cappella conbtarelli


L'opera del pittore italiano Caravaggio intitolata Il San Matteo e l'Angelo per la Cappella Contarelli.
Ho già parlato in altri articoli (cercateli nella pagina in alto dedicata alle tecniche e alle opere) di altri due stupendi capolavori della pittura che sono stati realizzati dal Caravaggio e che oggi con grande merito fanno parte della storia della pittura. Questi due dipinti erano La Vocazione di San Matteo e Il Martirio di San Matteo che insieme all'opera che decriviamo oggi che è intitolata San Matteo e l'Angelo fanno parte come è facile anche intuire dai titoli di un importante lavoro artistico, di un bellissimo ciclo pittorico che l'artista Michelangelo Merisi, conosciuto da tutto il mondo come il Caravaggio ebbe commissionato da alcuni signori per rappresentare attraverso il suo grande talento e la sua arte pittorica tre momenti precisi e significativi della vita di un grande Santo molto amato dagli italiani, San Matteo.




L'opera del Caravaggio di cui vediamo qui sopra una piccola immagine con la versione finale intitolata San Matteo e l'Angelo è come le altre due del ciclo un meraviglioso dipinto realizzato con la solita e tanto amata da parte degli artisti tecnica dei colori a olio. Il supporto utilizzato è una tela avente delle dimensioni abbastanza generose di circa 295 per 195 centimetri. Il lavoro viene svolto dal Caravaggio intorno all'anno 1602 quindi all'incirca dopo due anni dalla fine della realizzazione delle altre due opere che già erano state collocate sulle pareti laterali della Cappella Contarelli (1599 e 1600 circa) una piccola ma preziosa Cappella che si trova all'interno della Chiesa di San Luigi dei Francesi nella città di Roma. Il dipinto con San Matteo e l'Angelo invece verrà collocato nella parete al centro proprio sopra all'altare dove anche oggi chiunque di noi può andare ad ammirarlo, provando sicuramente delle bellissime e piacevoli emozioni come soltanto le opere dei grandi maestri riescono a darci.
Per questa sua terza opera al Caravaggio gli avevano chiesto di rappresentare un episodio che troviamo narrato nella Bibbia. L'episodio ci narra che a San Matteo un giorno gli appare un Angelo mandato da Dio che dovrà aiutare e ispirare il Santo a scrivere quello che poi diventerà il Suo celebre Vangelo.
Grazie ai vari ricercatori ed esperti di arte oggi sappiamo che di questa opera il Caravaggio aveva realizzato una sua prima versione uguale a quella che possiamo vedere qui sotto nell'immagine. Questa fu subito rifiutata però dai committenti del lavoro senza dare nessuna possibilità all'artista di una qualche spiegazione. Le cause di questo rifiuto categorico li possiamo intuire forse guardando con una certa attenzione l'immagine sotto e pensando magari anche alla mentalità della gente che viveva in quel preciso contesto storico e artistico all'epoca all'inizio del Seicento. In quest'opera il "rivoluzionario" dell'arte Caravaggio, un artista superbo e spesso irrascibile ma sempre cosciente del suo grande talento andava controcorrente, aveva rappresentato un San Matteo come se fosse un persona davvero “normale” preso dalla realtà che lo circondava. La figura del Santo in questa versione assomigliava molto a quella di una persona comune di strada, un semianalfabeta come l'artista ne incrociava tanti all'epoca camminando per le strade. Nell'opera aveva anche inserito un Angelo che materialmente guidava la mano del Santo mentre scriveva il proprio Vangelo dando l'impressione come se fosse qualcuno che non aveva mai scritto una sola riga. Questa era una vera e propria offesa che veniva fatta per primo alla Chiesa e poi ai committenti che pagavano fior di soldi a questo pittore.




Questa versione come si può supporre fece molto scandalo. Si può immaginare il “putiferio”, che l'artista suscitò tra i vari committenti dell'opera e in generale a chi ebbe modo di osservarla. Le cose “inaccettabili” per queste persone erano soprattutto,  il fatto che si notava palesemente un atteggiamento troppo “confidenziale” tra il grande Santo e l'Angelo, ma anche per il modo in cui San Matteo veniva rappresentato, con una posizione da uomo rozzo ed ignorante, senza l'Aureola in testa, come era invece tradizione per l'iconografia all'epoca, di rappresentare i Santi e, addirittura veniva raffigurato con le gambe scoperte e accavallate, in una posa non proprio da Santo.
Questa prima versione comunque fu acquistata da Vincenzo Giustiniani. Dopo passo ai Musei di Berlino e infine con mera tristezza devo dire, venne distrutta da un brutto bombardamento degli Alleati durante la Seconda guerra mondiale, perdendo così un dipinto del grande Caravaggio.
La seconda versione è quella collocata nella Cappella Contarelli e che rappresenta la tradizione ed i canoni voluti dai committenti. San Matteo nell'opera, con un Aureola in testa e un vestito come si usava anticamente, viene ispirato da un Angelo che appare in volo alle sue spalle tra fasce di tessuto bianco. Il Santo in una posa particolare su uno sgabello scrive con la propria mano il Suo Vangelo.

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