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martedì 25 febbraio 2014

La Gioconda di Leonardo da Vinci analisi e curiosità di un capolavoro della pittura

La Gioconda di Leonardo da Vinci (1452-1519) è sicuramente una delle più famose, più celebrate e conosciute opere nella storia della pittura artistica. Sotto potete cliccare sulle immagini per ingrandirle.
Per tutti noi italiani La Gioconda oltre ad essere un capolavoro del genio artistico italiano è anche un grande vanto, un vero e proprio orgoglio nazionale da poter utilizzare e decantare in giro nel mondo. Un pò come si fa quando per esempio parliamo della gustosa pizza napoletana o quando parliamo dei nostri vini che sono i migliori al mondo o ancora della meravigliosa poesia italiana.



Chissà quante volte abbiamo visto l'immagine della Gioconda che viene portata a simbolo di un Italia creativa per testimoniare al mondo quel genio, quello strano talento spesso indecifrabile che si riscontra soltanto nella nostra natura di italiani e del nostro modo di fare e di vivere la vita. Un modo di fare quello degli italiani particolare, spesso geniale che le persone degli altri Stati magari con una punta di invidia ci critica male o che amano alla follia. Sono sicuro infatti che oggi ovunque e a qualunque persona ci rivolgiamo che può essere un semplice curioso, un appassionato di attualità e sino ad arrivare ai più grandi storici ed esperti nel campo dell'arte e della pittura chiedessimo qual'è secondo loro l'opera pittorica più celebre e famosa in assoluto, tutti risponderebbero in un coro unanime che semplicemente questa è La Gioconda di Leonardo.
La Gioconda o il Ritratto di Monna Lisa di Leonardo da Vinci con una analisi dell'opera e le curiosità del sorriso di donna più affascinante e misterioso che esista al mondo.
Con qualche incertezza sulla precisione delle date di inizio e di fine lavorazione si sa che Leonardo da Vinci realizzò la Gioconda nei primi anni del nuovo secolo che stava appena iniziando, ossia il Cinquecento un secolo davvero molto importante e ricco di cambiamenti e novità soprattutto in campo artistico. Gli studiosi dell'arte indicano gli anni tra il 1503 e il 1514 come gli anni in cui il maestro toscano iniziò a dedicarsi alla pittura della Gioconda. Questi anni fanno parte di un periodo molto attivo e importante della vita del maestro toscano, visto che poco più che cinquantenne ormai aveva raggiunto una piena maturità sia di pensiero che come artista ed era sicuramente all'apice del successo e della celebrità. Tutte le maggiori e potenti Corti dei Signori dell'epoca infatti facevano letteralmente a pugni per poterlo avere presso di loro, anche soltanto per sentirlo parlare e discutere dei suoi nuovi progetti sempre moderni e unici. I nobili e le donne di Corte come era tradizione a quei tempi per auto-celebrarsi erano disposti a pagarlo con cifre assurde per avere magari un piccolo ritratto realizzato dalle mani e dal grande genio di Leonardo da Vinci. In ogni settore e in ogni campo Leonardo da Vinci riusciva a eccellere rispetto ad altri con nuovi progetti e opere moderne e innovative. Bastava che mettesse a lavorare la sua mente, la sua fantasia e dopo alcuni studi e una attenta osservazione della realtà che ecco uscire delle opere meravigliose o degli straordinari macchinari da lavoro. Numerosi sono questi settori, per esempio quello di ingegneria civile o militare, la meccanica, il volo, la fisica e tanti altri come ben sappiamo.
Ma dove Leonardo da Vinci ha raggiunto davvero il massimo dei risultati è sicuramente il campo dell'arte e della pittura, inventando e sviluppando strumenti, tecniche e un nuovo modo di dipingere e dove la sua Gioconda diviene il capolavoro assoluto, un opera che è un concentrato del suo talento artistico e della sua anima. Per realizzare La Gioconda Leonardo usa come supporto una tavola in legno di pioppo come era tradizione allora per i pittori su cui stendere i colori a olio che preparava personalmente. La tavola non è tanto grande, infatti le dimensioni sono 77 centimetri di altezza e 53 centimetri di larghezza circa. Una piccola curiosità di carattere diciamo “individuale” sulle dimensioni di quest'opera è dovuta al fatto che molte persone dopo essersi recati al Museo del Louvre nella città di Parigi dove oggi La Gioconda è conservata per ammirarla e lasciarsi incantare da essa, escono poi con un poco di delusione che si nota tra i loro visi. Questo avviene perché queste persone vengono a trovarsi di fronte a un opera dalle pur modeste dimensioni, mentre magari inconsciamente erano convinti o suggestionati di doversi trovare davanti a un vero e proprio “gigante” dell'arte non solo per la storia della pittura ma anche per dimensioni. Questo piccolo errore di valutazione a volte capita nell'arte per alcune persone, ma poi loro stessi capiscono invece che in questo campo non contano effettivamente le reali dimensioni di un opera ma ben altro. I criteri per giudicare la bellezza artistica di un opera sono di solito altri, anzi ve ne sono che stanno in un palmo di mano ma che artisticamente valgono più di altre che sono gigantesche a confronto. Mi vengono in mente per esempio alcuni piccoli ritratti su tavola dell'artista del Quattrocento Antonello da Messina che sono dei bellissimi capolavori di pittura.



Nella Gioconda vediamo raffigurato il ritratto di una donna la cui identità è ancora oggi avvolta nel mistero per la gioia dei ricercatori e degli appassionati. Un velo trasparente le cinge il capo e una chioma di capelli composti, fanno da cornice al viso più enigmatico della storia dell'arte. Si presume comunque che questa donna dipinta da Leonardo possa essere tale Lisa Gherardini detta anche Monna Lisa la moglie di un noto mercante fiorentino, chiamato Francesco del Giocondo che visse proprio nello stesso periodo di Leonardo. Monna aveva all'epoca lo stesso significato di Signora che usiamo oggi per indicare una donna sposata, mentre dal cognome del marito come si intuisce deriva il celebre nome con cui conosciamo anche questo dipinto. Attualmente vi sono alcuni studi e ricerche per stabilire con certezza chi sia stata la modella che ha posato davanti a Leonardo, cercando addirittura di risalire attraverso alcuni resti umani e ossa ritrovati in alcune tombe dell'epoca che sono state scoperte. Non si sa come andrà a finire tutto questo. Sono tutte teorie affascinanti che danno ulteriore forza e mistero a quest'opera anche se a volte vi è qualcuno che queste ricerche li fa senza metodo e magari per scopi personali. Comunque la giovane donna raffigurata nella Gioconda è seduta su di una sorta di seggio dell'epoca di cui si intravede un bracciolo.



Alle sue spalle vediamo un paesaggio che man mano sembra che si allontani verso l'orizzonte divenendo sempre più indefinito e sfocato con la maggior distanza. Leonardo qui ha usato una sua idea del tutto nuova, una tecnica sconosciuta sino a quel momento dagli altri pittori. Questa tecnica viene chiamata “prospettiva aerea” o a volo d'uccello. Il grande genio toscano che era anche un attento osservatore della natura e di tutti i suoi fenomeni, notò un giorno guardando un paesaggio con delle montagne che i vari elementi che lo costituivano apparivano sempre più indefiniti e sfocati man mano che erano più distanti ai nostri occhi. Questo particolare effetto avviene grazie all'aria e alla sua intensità. Infatti l'aria non è qualcosa come si pensa spesso di astratto, di intoccabile e immaterico. L'aria ha una sua intensità ossia un suo piccolo e impercettibile “spessore” che aumenta con l'aumentare della distanza tra gli elementi naturali e i nostri occhi di osservatori. Per questo motivo alla fine vediamo che gli elementi più lontani come per esempio le montagne diventano sempre più sfumati e indefiniti ai nostri occhi e sembra che siano immersi quasi in una sorta di nebbiolina dal colore grigio-azzurina. Questa importante intuizione visuale da parte di Leonardo da Vinci verrà usata come nuova tecnica di pittura per realizzare il paesaggio e le lontane montagne nella Gioconda, oltre che in altre sue belle opere come per esempio La Vergine delle rocce. La tecnica della prospettiva aerea la ritroveremo poi in tanti altri straordinari capolavori della pittura realizzati dai più grandi artisti dopo averla ben assimilato e studiato. Continuando a guardare La Gioconda possiamo notare che anche i contorni della donna non sono ben definiti dalle “solite” linee tracciate e precise, anzi vediamo che i contorni sono modellati da luci e ombre avvolte morbidamente in un bellissimo e realistico chiaro scuro. La luce nel dipinto è molto chiara e precisa sul petto, sul viso e su quelle mani (vediamo sopra) messe in quella particolare posa che oggi ormai sono riconoscibili e celebrate da chiunque. Vediamo che la luce tende a fissarsi anche con realismo persino in una serie di creste luminose che si formano nelle maniche del vestito. Leonardo poi con un altra sua grande intuizione, una sua nuova scoperta che lo rese davvero unico nella pittura insieme a questo dipinto della Gioconda realizzò il celebre viso e il sorriso della donna raffigurata. La nuova scoperta di Leonardo fu chiamata tecnica dello “sfumato” e grazie a questa l'artista riuscì per la prima volta quasi a “scolpire”, a definire con uno straordinario realismo e virtuosismo tutti i lineamenti del bellissimo viso della modella, rendendoli così straordinari, così affascinanti e immortali. Notiamo come Leonardo sia riuscito a rendere quella imprecisione realistica con la tecnica dello sfumato negli angoli degli occhi e soprattutto in quelli della bocca, conferendo in questo modo al volto della Gioconda quella espressione così straordinaria e affascinante che ci fa rimanere a bocca aperta ogni volta che la osserviamo da vicino. E che dire di quel particolare sorriso? Quel piccolo e accennato sorriso che tanti studiosi e appassionati di arte ma non solo cercano di decifrare nella speranza di trovare chissà quale risposta, quale misterioso messaggio che Leonardo ha voluto lasciarci. La ricerca continua ancora perché effettivamente quel sorriso della Gioconda sembra proprio un qualcosa di beffardo, una presa in giro per tutti gli uomini da parte di un grande genio italiano che è riuscito a comprendere e capire qualcosa di unico, forse magari il senso della vita stessa chissà?

mercoledì 25 gennaio 2012

L'arte e la pittura italiana di alcuni celebri maestri del Cinquecento


L'arte e la pittura nel Cinquecento con un cenno su alcuni grandi maestri italiani come Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti.

Il nostro viaggio nell'arte, soprattutto nella pittura italiana del Secondo Rinascimento non può che iniziare con quello che viene definito giustamente uno dei più grandi geni in assoluto e cioè Leonardo da Vinci (1452-1519). Il grande maestro toscano era convinto sin da giovanissimo e affermava che soltanto attraverso l'esperienza e una attenta osservazione diretta della natura e dei suoi misteriosi e bellissimi fenomeni si può arrivare a comprendere bene e quindi a riprodurre nei propri lavori artistici la realtà che ci circonda. Proprio grazie alle esperienze dirette, ai suoi studi e a una attenta e seria osservazione Leonardo intuisce ed elabora alcune importanti soluzioni e delle tecniche artistiche che poi userà nelle sue meravigliose opere che lo renderanno celebre e immortale in tutto il mondo. Per esempio Leonardo sperimenta e sviluppa quella che verrà chiamata la tecnica dello sfumato che attraverso dei morbidi e sfumati passaggi chiaroscurali si possono far sparire le nette linee del contorno, dando così una resa espressiva molto più realistica. Celebre per esempio è lo sfumato con cui fu realizzata l'opera più conosciuta e ammirata del mondo, La Gioconda. Un altra grande intuizione nel campo della pittura di questo maestro è stata sicuramente l'invenzione e l'uso della tecnica chiamata della “prospettiva aerea”, capace di dare l'impressione della giusta profondità dello spazio in un opera. Leonardo capisce che i colori e i volumi del paesaggio che guardiamo ci appaiono man mano meno nitidi e definiti con l'aumento delle distanze. Questo succede in natura realmente perché tra i nostri occhi che guardiamo e lo spazio circostante vi è l'aria (intesa come atmosfera), la cui densità o lo spessore aumenta con l'aumentare della distanza. Leonardo guardando le montagne lontano nota che queste diventano sfocate e cambiano colore con la distanza, diventando di un colore grigio-azzurino come se fossero avvolte da una nebbiolina densa. Un bellissimo esempio di questo dove possiamo trovare l'uso della prospettiva aerea usata da Leonardo è il dipinto della Vergine delle rocce che vediamo sopra. Una delle versioni la possiamo ammirare presso il Museo del Louvre di Parigi.




Un altro grande artista del Rinascimento italiano che purtroppo non ebbe una vita lunghissima è Raffaello Sanzio da Urbino (1483-1520).