domenica 10 dicembre 2017

Salvador Dalì un artista eccentrico e la sua arte surrealista

L'artista Salvador Dalì attraverso una vita vissuta davvero in modo molto stravagante ed eccentrica viene oggi considerato nella storia dell'arte uno dei più importanti personaggi del XX secolo. Un artista capace di regalarci delle opere che oggi sono considerate delle vere icone dell'arte Surrealista. Più sotto vediamo una delle opere più celebri di Salvador Dalì intitolata La persistenza della memoria mentre qui vediamo una delle immagine dell'artista in una delle sue pose stravaganti. (cliccate sulle immagini per vederle ingrandite).

Salvador Dalì artista del Surrealismo




Spesso quando pensiamo al tipico artista in generale ci viene subito in mente un personaggio un pò “strano” magari associato a un carattere ribelle, egocentrico, lunatico e con la testa tra le nuvole. Insomma la classica persona eccentrica che fa parlare molo di se. Tutto questo accade anche perché da subito non riusciamo a capire la sua arte, il suo talento o le sue idee e preferiamo etichettarlo come una persona fuori dal normale. Dico queste cose perché tutti questi aggettivi e questi atteggiamenti particolari li ritroviamo anche nella persona di Salvador Dalì che è riuscito a costruirsi una fama di grande artista e di personaggio davvero molto stravagante.

La persistenza della memoria di Salvador Dalì



Salvador Dalì nasce nella città catalana di Figueres l'11 Maggio del 1904 e dopo aver vissuto una lunghissima carriera artistica e una vita davvero al massimo muore all'età di 85 anni nel 1989. per le sue idee artistiche è considerato uno dei personaggi più influenti del XX secolo per quanto riguarda l'arte del Surrealismo, grazie al proprio talento e al suo stile che mise a disposizione soprattutto nel campo della pittura ma fu anche un ottimo scultore, designer, cineasta e pubblicitario. Il Surrealismo come sappiamo è stato un Movimento culturale e stilistico molto importante che fece i suoi primi passi in Francia ascoltando le teorie del poeta Andrè Breton il quale riuscì a canalizzare tutta la vitalità distruttiva e nichilista di un altro celebre movimento di quell'epoca, cioè il Movimento Dadaista.

Salvador Dalì e gli altri artisti surrealisti davano molta importanza a quello che era il mondo dei sogni, influenzati soprattutto dal grande successo editoriale che aveva avuto Freud con il suo libro intitolato Interpretazione dei sogni. I surrealisti trovano ispirazione in quello stato onirico in cui ognuno di noi è al confine tra la veglia e il sogno. La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la critica radicale alla razionalità cosciente e la liberazione di tutte le potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo “oltre” la realtà appunto Sur-realtà. Il surrealismo è la porta di accesso a tutto ciò che sta oltre quello che vediamo. Qui vediamo l'opera intitolata Il grande masturbatore.


Il grande masturbatore opera di Salvador Dalì



Cenni di una vita adolescente di Salvador Dalì.

Salvador Dalì già fin da giovanissimo si distingue a Figueres nella sua città natia per i suoi modi di fare alquanto bizzarri. Il padre Salvador Dalì y Cusi era un noto avvocato e un Notaio ma la persona che incoraggia maggiormente le aspirazioni artistiche del piccolo Salvador è sicuramente la madre Felipa Domènech Ferrés che purtroppo muore giovane per un male incurabile quando il figlio ha soltanto 16 anni. La madre aveva già intuito nel suo profondo il grande talento e la passione verso l'arte del figlio.

In seguito il Dalì affermerà che la scomparsa della madre è stata la tragedia più grande di tutta la sua vita in quanto era un punto di riferimento molto importante e un esempio per Lui. Ma le tragedie dovute alle malattie nella Famiglia di Salvador non finiscono qui. Infatti per una brutta meningite nove mesi prima che l’artista nascesse era morto il fratello maggiore Salvador che il padre amava molto e che sicuramente in ricordo del grande affetto e amore, mise lo stesso nome al figlio appena nato. Addirittura si racconta da testimonianze che il padre porto al cimitero il piccolo Salvador che aveva appena 5 anni e sulla tomba del fratello omonimo maggiore disse che lui era la reincarnazione del fratello morto. Ebbe anche una sorella di tre anni più giovane di lui chiamata Ana Maria che in futuro pubblicherà un libro sulla vita del famoso fratello.

Nel 1922 a soli 18 anni l’artista va ad abitare presso la Residencia de Estudiantes, ossia la casa dello Studente di Madrid perché studia presso l’Accademia delle Belle Arti. Già a quella età Dalì inizia a differenziarsi da gli altri compagni e colleghi di studio cercando di attirare l’attenzione su di se. Ama usare degli atteggiamenti da eccentrico Dandy. Si fa crescere sia i capelli che le basette lunghe e si veste con giacche e calzoni tipici alla zuava imitando gli “Esteti” inglesi della fine del XIX Secolo. Ma sono soprattutto le sue prime opere a richiamare l’attenzione su di se. Nel 1924 Dalì realizza delle illustrazioni per un libro di un suo compagno di studi. All’Accademia conosce tra gli altri Pepin Bello, Luis Bunuel e Federico Garcia Lorca che come sappiamo divenne un grande poeta. Qui sotto vediamo un altra delle opere surrealiste di Dalì intitolata La metamorfosi di Narciso.


Salvador Dalì opera Metamorfosi di Narciso



Nel 1926 Dalì si fa espellere dall’Accademia poco prima degli esami dicendo che in quella Scuola nessuno è in grado di sottoporre agli esami un grande genio come Lui. Stava già formandosi in Lui quel caratterino particolare ed eccentrico che si porterà per tutta la sua lunga vita. Un carattere che come sappiamo si lo renderà insieme alla sua arte molto famoso, spesso anche invidiato da tanti suoi colleghi artisti ma dobbiamo anche dire per correttezza di verità che capitava anche a volte di risultare antipatico e molto criticato dalla gente. Insomma si è sempre parlato tanto di Salvador Dalì sia nel bene che nel male. Dicono di lui molti suoi detrattori che sapeva essere un ottimo “venditore” di se stesso. Ovvero del personaggio Dalì prima ancora che dell’Artista Dalì. Altri ancora pensavano di lui che faceva di tutto per avere ancora più soldi quindi per arricchirsi. Al contrario di come invece dovrebbe fare un vero artista, il quale pensiero deve essere soltanto quello di dedicarsi anima e corpo allo studio e alla ricerca del proprio genio artistico, fregandosene assolutamente di critiche, di contratti, di pubblicità e soprattutto di soldi.

Dalì iniziò a viaggiare molto a Parigi dove conobbe anche l’artista Pablo Picasso che aveva sentito parlare di Lui molto bene da un altro grande artista surrealista Joan Mirò. Dalì ammirava Picasso e le sue opere cubiste, infatti in quel periodo mentre cerca di trovare un suo personale stile artistico le sue opere sono influenzate dall’arte cubista di Picasso. Durante tutti gli anni Venti l’artista studia e assorbe diversi stili artistici come quello classico di Raffaello, del Bronzino o di Velàzquez per citare i più famosi. Nelle sue opere possiamo notare che spazia tra tecniche classiche a tecniche moderne e a volte li mischia insieme sempre alla ricerca del suo stile personale. Ormai ai nostri giorni Salvador Dalì è diventano un artista famoso e le sue esposizioni attraggono migliaia di spettatori.

Ispirandosi ad un grande Maestro del Seicento e cioè a Diego Velàzquez, Dalì si fa crescere i baffi che fini, lunghi e molto curati divennero insieme al modo di vestire eccentrico una caratteristica e un simbolo conosciuti da tutti.


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