giovedì 6 novembre 2014

Artemisia Gentileschi la vita di una grande pittrice italiana che trasmetteva rabbia e dolore nelle sue opere

Artemisia Gentileschi (1593-1653) una eccellente artista italiana che dipingeva tormenti e gioie.

Prima di tutto voglio dire che Artemisia Gentileschi è stata una grandissima donna con una mentalità moderna, indipendente per il suo tempo. La stessa inoltre grazie al suo straordinario talento artistico e ai suoi studi per la pittura riesce a diventare una delle pittrici più importanti della storia. Pensiamo che Artemisia Gentileschi con le sue opere riusciva a competere senza sfigurare anche con i più grandi maestri (maschi) dell'arte. Lei era capace di incantare il pubblico attraverso i suoi straordinari dipinti in cui come fossero dei libri descrive con dettagli e finezze varie storie, fragilità umane e sentimenti che noi dovremmo conoscere molto bene. Sotto vediamo un autoritratto di Artemisia Gentileschi dove la pittrice si raffigura in una scena che rappresenta l'Allegoria della pittura realizzato intorno agli anni 1638-1639, oggi l'opera è collocata presso la Kensington Palace di Londra.


Artemisia Gentileschi autoritratto



La pittrice Artemisia Gentileschi nasce come la primogenita in data 8 Luglio dell'anno 1593 dall'unione del padre Orazio Gentileschi e la madre Prudenzia Montone. La città natale della pittrice è la bellissima Roma di fine Cinquecento e il padre Orazio era già considerato in quel periodo un eccellente artista, essendo anche un maestro di pittura che insegnava presso la Scuola che aveva aperto. Orazio Gentileschi aveva realizzato già bellissimi dipinti e gli esperti e i mercanti di arte lo riteneva anche uno dei maggiori esponenti di quella nuova corrente artistica che stava nascendo allora e che venne definita Caravaggismo. Con questa corrente i pittori seguono le orme e gli insegnamenti lasciati da colui che oggi sappiamo essere uno dei più grandi maestri della pittura in assoluto, tale Michelangelo Merisi entrato nella leggenda col nome di Caravaggio. Caravaggio è stato il pittore che inventò tecniche nuove e attraverso le sue opere riuscì a dare una nuova direzione alla pittura artistica dipingendo e usando soprattutto la forza e l'espressività della luce. Questa influenza pittorica cresce a cavallo tra il XVI e il XVII secolo e i suoi artisti tra cui spicca oltre a Orazio Gentileschi anche la figlia Artemisia verranno chiamati semplicemente i pittori Caravaggeschi. Qui sotto vediamo una bellissima opera del Caravaggio intitolata Giuditta e Oloferne. Questa è una di quelle opere con cui Artemisia volle poi confrontarsi e dipingere una sua versione come vediamo nell'immagine più sotto.


La Giuditta e Oloferne del Caravaggio



Artemisia Gentileschi ha vissuto una vita davvero ricca e intensa che le ha portato rispetto e grandi gioie nel campo dell'arte ma purtroppo anche qualche dramma che ha vissuto in prima persona. Infatti a causa di un bruttissimo episodio di violenza che ha dovuto subire da parte di un uomo spregevole, Artemisia Gentileschi oggi viene associata e vista come un vero e proprio simbolo di riscatto e di protesta contro la violenza per tante donne nel mondo. Artemisia era una donna sicuramente molto intelligente e forse cercava soltanto di vivere una vita un po' più indipendente, una vita diversa dalle altre “semplici e umili” donne di quell'epoca. Possiamo solo immaginare quanto poteva essere difficile per qualunque donna alla fine del Cinquecento appassionarsi o semplicemente discutere di arte, di cultura o di pittura. Pensare magari di potersi affermare con i propri dipinti e la propria bravura in un campo che era visto come qualcosa di prettamente al maschile, fatto per i maschi e solo da maschi dove le donne non potevano dire la loro.

Artemisia grazie all'ambiente familiare che la circondava respirò sin da piccola quella particolare aria artistica che poi la portò a innamorarsi della pittura e continuare a studiare con grande passione le idee e le tecniche dei grandi maestri fino alla sua morte avvenuta nell'anno 1653 quando aveva circa sessant'anni. Possiamo dire che lei rispetto alle altre donne dell'epoca ebbe più fortuna in quanto col permesso del padre poteva frequentare come i suoi fratelli la celebre bottega paterna. Infatti il primo maestro di Artemisia fu il padre che le insegnò i principi e le basi della pittura. Artemisia in questa bottega apprese i tanti segreti e soprattutto le nuove straordinarie tecniche artistiche capaci di rendere sulle tele quei bellissimi giochi di luci e di ombre del Caravaggio di cui tanto si parlava in giro che erano così naturali e reali, così drammatiche e magnifiche da lasciare sempre a bocca aperta qualunque osservatore.

Da alcune testimonianze si sa che la piccola Artemisia Gentileschi aveva un grande talento per l'arte e spesso capitava che in bottega era molto più brava dei fratelli o di altri apprendisti quando si sfidavano con disegni e schizzi. In quella bellissima città che era la Roma di inizio Seicento così piena di cantieri e di progetti artistici eseguiti da grandi artisti, la piccola Artemisia cresceva felice tra la bottega del padre e la casa dei genitori. Cresceva mentre c'era il via vai di uomini, di artisti più o meno celebri e di tanti amici del padre appassionati dell'arte e della cultura. In questo bellissimo clima Artemisia ha visto e conosciuto tanti artisti importanti che hanno fatto davvero la storia come per esempio Guido Reni, il Domenichino o come i fratelli Caracci. Attraverso le parole rubate a questi personaggi del mondo dell'arte Artemisia ha respirato un aria che la stimolava a fare sempre meglio, convincendo tutti della sua bravura e di poter avere un futuro felice da grande artista. Si sentiva una giovane molto fortunata e privilegiata Artemisia che per la sua bravura veniva spinta dal padre a farsi ammirare e conoscere da tutti. Qui sotto vediamo una delle prime opere certe di Artemisia Gentileschi intitolata Susanna e i vecchioni realizzata intorno al 1610 che oggi troviamo presso Pommersfelden in Germania.


Artemisia Gentileschi opera Susanna e i vecchioni



Ma purtroppo la vita della giovane Artemisia Gentileschi non fu sempre tutta rose e fiori. Infatti un giorno di Maggio dell'anno 1611 quando aveva solo diciotto anni la giovane conobbe qualcosa di terribile che l'avrebbe cambiata per sempre. Conobbe l'orrore portato da una violenza carnale nei suoi riguardi da parte di un giovane pittore che frequentava la casa del padre, tale Agostino Tassi. Il Tassi dopo non volle riparare il torto fatto neanche con un matrimonio. Per questo grave reato ci fu anche un importante processo che all'epoca fece molto scalpore. Dalle testimonianze nel processo uscì che il padre di Artemisia addirittura nutriva per la figlia un amore ambiguo e innaturale. Un amore che di solito viene espresso per una moglie, per una amante e non alla propria figlia. Artemisia anche per questo motivo provò dei sentimenti molto contrastanti, spesso carichi di odio nei confronti degli uomini che descrisse anche in alcune sue bellissime opere della pittura attraverso la rappresentazione di episodi della Bibbia. Vi sono delle stupende opere di Artemisia che rappresentano dei temi molto attuali anche al giorno d'oggi dove chiunque di noi intravede per esempio una protesta contro la violenza, un grido di dolore e di disperazione lanciato dalla Gentileschi per i tanti abusi degli uomini.


Si conoscono ben tre opere dipinte da Artemisia Gentileschi sul tema biblico che vede Susanna e i vecchioni a testimonianza di quanto le stesse a cuore questa particolare storia e ciò che poteva trasmettere e rappresentare per una donna. L'episodio raffigurato viene raccontato nell'Antico Testamento nel libro di Daniele. Qui trovate una breve descrizione tratta dal sito Wikipedia:

la casta Susanna, sorpresa al bagno da due anziani signori che frequentavano la casa del marito è sottoposta a ricatto sessuale: o acconsentirà di sottostare ai loro appetiti o i due diranno al marito di averla sorpresa con un giovane amante. Susanna accetta l'umiliazione di una ingiusta accusa; sarà Daniele a smascherare la menzogna dei due laidi anziani. La rappresentazione di Susanna sorpresa ignuda dai vecchioni ha apparentemente intenti moralistici, ma è spesso un pretesto per soddisfare la "pruderie" di committenti che si compiacciono di soggetti di nudo femminile. Alcune teorie associano i tre personaggi raffigurati in queste opere come fossero la rappresentazione di quel particolare rapporto non tanto limpido tra Artemisia e alcuni uomini vicini a lei come suo padre o il tassi. Dei contrasti che poi vedremo sfociare in quella tremenda violenza dello stupro. In questo dipinto gli esperti hanno subito associato Susanna con la pittrice Artemisia che quasi con grande fastidio deve sottostare al complesso rapporto con i due vecchi (il padre e il Tassi) che la importunano e pretendono chissà cosa da lei soltanto perché sono degli uomini importanti e potenti che possono pretendere tutto dalla vita.


La Giuditta e Oloferne di Artemisia



Un altra bellissima e celebre opera realizzata dalla pittrice Artemisia Gentileschi è quella che raffigura l'episodio biblico di Giuditta che decapita Oloferne realizzata nel 1620.

In questo dipinto si nota subito una forte ispirazione del Caravaggio e la scena rappresentata con tutta la sua reale violenza impressionante ha portato anche in questo caso a pensare che era scaturita dall'odio che la pittrice provava per la violenza subita con lo stupro. Infatti sembra quasi come se il gesto violento raffigurato nella scena del quadro fosse fatto dalla mano stessa di Artemisia per placare il suo desiderio di rivalsa verso chi gli avesse provocato tutto quel dolore subito. Comunque a parte le vere cause per cui è stato realizzato il quadro da Artemisia con Giuditta e Oloferne resta un vero e proprio capolavoro della pittura italiana. Sia per la storia di Susanna e i vecchioni (a lato l'opera del 1649) che per quella di Giuditta e Oloferne Artemisia realizzò più di un opera avente scene tratte da quei soggetti. Forse la sua era proprio un accenno di protesta e di ribellione delle donne per tutti i soprusi subiti?

Artemisia Gentileschi viaggiò molto e trovò quasi ovunque un discreto successo per i suoi lavori realizzati. Si trasferì a Firenze per circa 6 anni dal 1614 al 1620 e qui fu accettata come la prima donna che entrava nella Accademia delle Arti del Disegno nel 1616. Nessuno mai prima di lei aveva avuto questo grande onore e privilegio. Conquistò persone molto influenti come il Granduca Cosimo II de Medici e la madre, la Granduchessa Cristina. Tutto questo lo ebbe per il suo grande talento e l'abilità nell'arte non certo per le buone parole di raccomandazione che metteva il padre con queste persone importanti. Artemisia continuò a studiare e a viaggiare sempre. Ritornò nella sua città natale a Roma e poi andò a Venezia, a Napoli e anche fuori dall'Italia in Inghilterra. In questi posti per la sua arte fu sempre rispettata e considerata dagli artisti e dai potenti di turno. Sotto vediamo l'opera San Gennaro nell'Anfiteatro di Pozzuoli del 1636-37 che è conservato presso il Museo di Capodimonte, Napoli.





Molto si è scritto e si è detto su Artemisia Gentileschi sia come donna ma soprattutto come artista perché ha saputo emozionare con le sue opere e la sua arte milioni di persone e noi tutti appassionati ne dobbiamo essere più che orgogliosi.

A lei è stato dedicato anche un Asteroide il 14831 Gentileschi scoperto nel 1987 da E. W. Elst e anche un cratere scoperto sul pianeta Venere di circa 20,5 Km.

Straordinaria pittrice Artemisia Gentileschi.


2 commenti:

Elisa Santambrogio ha detto...

Ho letto il romanzo "La passione di Artemisia" di Susan Vreeland, ve lo consiglio!!
Elisa

Orazio Sturniolo ha detto...

Ciao Elisa e grazie della tua visita
Artemisia era davvero una grande donna e una straordinaria artista. Se posso cercherò di leggere questo libro su di lei.
Saluti