venerdì 6 dicembre 2013

La pianta nell'architettura: il termine e i tipi di pianta più usati

Ma cosa è la pianta che usano gli architetti per i loro progetti di architettura?
Quando usiamo il termine di “pianta” se stiamo parlando con gli amici dell'affascinante mondo dell'architettura sicuramente non stiamo pensando a una qualche specie di esemplare verde con foglie e steli che troviamo in Natura oppure agli alberi, questi meravigliosi e utili esseri viventi che a volte meravigliano l'uomo con le loro dimensioni gigantesche o le loro età millenarie.


Infatti con la parola pianta usata per un progetto di architettura noi indichiamo:
Una rappresentazione grafica in scala di una sezione su un piano orizzontale di una architettura.
Quindi con parole semplici diciamo che l'architetto attraverso la pianta, di solito un disegno tecnico su dei fogli di carta ci mostra sezionata e con un preciso rapporto (ridotto di solito), appunto in scala quale sia l'organizzazione spaziale che avrà la sua opera di architettura raffigurando in essa i vari elementi che la costituiscono. Da questo possiamo intuire quanto sia importante per il bagaglio professionale di ogni architetto che si rispetti il saper realizzare e rappresentare durante la fase progettuale una precisa pianta per poi saperla analizzare e descrivere ai vari committenti che sborsano soldoni per la costruzione di una qualsiasi opera.
Alcuni tipi di pianta usati nella storia.
Sin dall'antichità sono stati usati diversi tipi di pianta per la costruzione di un qualunque Edificio. In alcuni specifici campi invece scopriamo che nei secoli alcune tipologie di pianta sono state utilizzate molto più frequentemente di altre. Per esempio se guardiamo in campo religioso i vari architetti ognuno nel proprio periodo, che operavano nell'area occidentale hanno usato sempre le identiche tipologie di pianta a partire pensate dall'inizio dell'era cristiana e sino a tutto il secolo Ottocento. Questo è avvenuto perché nel corso del tempo gli architetti hanno intuito e stabilito che la costruzione di Edifici religiosi con questi tipi di pianta davano alla fine degli ottimi risultati e presentavano anche un equilibrio formale che era ritenuto molto valido e funzionale per il progetto. Tra questi Edifici religiosi sicuramente le architetture più importanti erano quelle delle Chiese. Tra le piante più utilizzate per questo vi sono:
la pianta longitudinale. In alto vediamo una immagine che rappresenta la pianta longitudinale della Basilica di Santa Sabina situata nella città di Roma, risalente all'incirca al 422-430. La pianta longitudinale è di derivazione romana. Essa rispetto all'asse centrale si sviluppa simmetricamente e può presentare una, tre o cinque navate. Vediamo la disposizione dell'ingresso e quella dell'altare.
Anche la pianta a croce latina veniva utilizzata nell'architettura del passato. Sotto vediamo una immagine che raffigura la pianta a croce latina della Chiesa di San Michele, risalente al 1117 circa e che troviamo nella città di Pavia.



Questo tipo di pianta presenta un asse longitudinale più lungo rispetto a quello trasversale che viene chiamato transetto. Il nome di croce latina deriva appunto dalla forma che avevano questi due elementi nella pianta.
Abbiamo anche la pianta centrale che invece si sviluppa intorno a un centro in modo simmetrico a due o più assi passanti per esso. Nell'immagine qui sotto vediamo la pianta centrale di una Chiesa italiana, questa è la celebre Basilica di San Vitale che possiamo ammirare nella città di Ravenna e che risale all'incirca al 525-547.



Per quanto riguarda le costruzioni in campo civile era la pianta longitudinale ad essere usata molto frequentemente dagli architetti del passato per alcuni edifici. Altre volte invece per la costruzione di particolari edifici si usavano delle tipologie di pianta che presentavano delle semplici e elementari forme geometriche. Un esempio tra tutti è rappresentato dai molti castelli eretti durante il periodo del Medioevo che presentano una semplice pianta quadrata o rettangolare.


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