giovedì 21 novembre 2013

L'arte e la scultura Etrusca con la bellissima opera La Chimera d'Arezzo

La Chimera d'Arezzo nell'arte degli Etruschi una antica civiltà dell'Italia.
Tra le bellissime opere e gli oggetti che fanno parte dell'antica arte Etrusca ritrovati dagli esperti dopo ricerche e scavi archeologici e che fanno parte di una arte che veniva abilmente realizzata da artisti vi è anche la famosa opera di scultura della Chimera d'Arezzo che vediamo qui sotto in una immagine.



E anche grazie allo studio e all'osservazione di questi singoli reperti artistici che gli storici hanno potuto capire qualcosa in più sui vari usi, le antiche tradizioni e la cultura artistica di questo importante civiltà che sono gli Etruschi, un popolo vissuto intorno al VIII secolo a.C. sul territorio della nostra bella Italia. Gli Etruschi infatti si stanzieranno in aree come la Toscana, l'alto Lazio e sino al Sud nel territorio della odierna Campania al confine con quello che erano le colonie di un altra grande e storica civiltà, quella degli antichi Greci.
La civiltà degli Etruschi riuscì a partire dall' VIII secolo a.C. e nel corso del tempo a svilupparsi e a diventare un vero e proprio Stato con una lingua, una religione e con degli usi comuni a tutti. Riuscirono a raggiungere il loro massimo splendore tra i secoli VII e VI a.C. grazie soprattutto ai loro traffici economici e a un commercio florido con le vicine popolazioni della Magna Grecia e dei Greci, ricevendo delle influenze culturali e artistiche importanti. Anche se vi sono alcuni dubbi gli esperti fanno risalire le origine degli Etruschi alla civiltà di Villanoviana, insediata nei territori citati sopra intorno al periodo che va dalla fine del X secolo e l'inizio del VIII secolo a.C.
L'opera di scultura etrusca della Chimera d'Arezzo.
La celebre scultura della Chimera D'Arezzo così chiamata dal nome della città in cui fu ritrovata è considerata dagli esperti dell'arte come una delle più importanti opere dell'arte Etrusca. La storia di questo bellissimo oggetto della Chimera è come quella di tanti altri reperti antichi, nel senso che fu ritrovata casualmente nella città Toscana di Arezzo durante alcuni lavori che prevedevano degli scavi eseguiti nel 1553. Dalle testimonianze sembra che questa antica scultura fosse stava ben sepolta insieme a un gruppo in bronzo per motivi sicuramente di protezione rimanendo sottoterra per molti secoli. Oggi questa importante opera etrusca la possiamo ammirare presso il Museo Archeologico che troviamo nella città di Firenze. A detta degli esperti che hanno eseguito le analisi e la datazione si sa che la chimera d'Arezzo dovrebbe risalire pressapoco alla fine del V secolo a.C. Misura come dimensioni circa 78,5 centimetri di altezza mentre la sua lunghezza è di 129 centimetri circa. Gli antichi artigiani etruschi hanno usato per realizzarla la fusione del bronzo, una tecnica di scultura di cui gli Etruschi si racconta ne erano abili artisti e per questo erano molto conosciuti anche in tutti i territori vicini. Come vediamo guardando l'immagine l'opera raffigura un sorta di animale fantastico creato dalla mente di uomini per impaurire e terrorizzare, che troviamo narrato nelle antiche legende dei popoli. Questo animale mitologico è la chimera, un terribile mostro che riusciva a sputare fuoco dalla bocca al fine di distruggere tutti i raccolti nelle campagne. La chimera era formata da un miscuglio di parti di animali diversi. Essa aveva la testa di leone con una folta criniera e sul dorso le usciva una testa di capra mentre la coda era formata da un serpente sibilante. L'antica leggenda narra che questo terribile mostro della chimera fu ucciso da un coraggioso eroe. Questo era Bellerofonte mentre si trovava a cavallo del bellissimo Pegaso il celebre cavallo alato donatogli dalla dea Atena. Durante il secolo Settecento si è dovuto intervenire con un restauro per sistemare e ricostruire parte della coda della Chimera d'Arezzo. Si pensa che forse in origine la testa del serpente che è la coda era rivolta verso chi la guarda, cioè nella stessa direzione che ha la testa del leone. Dal dorso della statua vediamo che spunta la testa di una capra morente, infatti sul collo vi è una ferita testimoniata anche da alcune gocce di sangue. Il mostro è raffigurato come possiamo capire subito in un atteggiamento di pre-attacco. Infatti la parte anteriore dell'animale è abbassata e tutti i muscoli sono in tensione e la bocca è aperta, proprio come quando vediamo la posa di un gatto pronto a sferrare il suo attacco micidiale verso un topolino. Originariamente la statua doveva essere collocata in un luogo importante, forse un Edificio religioso infatti sulla zampa destra anteriore troviamo incisa una antica iscrizione con la parola Tinsvil che dovrebbe essere una dedica alla divinità Etrusca Tinia.

Se vi interessa potete continuare con la lettura di altri articoli sull'arte e la scultura Etrusca attraverso le varie opere di questa antica civiltà, basta andare su Arte Etrusca nella pagina I capolavori dell'arte che vedete su in alto nel sito.

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